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Vulnerabili

Regia di Gilles Bourdos vedi scheda film

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La recensione su Vulnerabili

di supadany
4 stelle

Venezia 74 – Orizzonti.

Genitori e figli: istruzioni per l'uso (reciproco).

Especes menacées adotta un'impostazione corale per porre sotto attenzione il rapporto tra genitori e figli quando quest'ultimi sono, volenti o nolenti, entrati nell'età considerabile come adulta. Nel mazzo ha parecchie carte da pescare, ma finisce per concentrarsi solo su alcune situazioni, lasciandone altre quasi del tutto scoperte, poco oltre la bozza.

La prima notte di nozze tra i giovani Tomasz (Vincent Rottiers) e Josephine (Alice Isaaz) comincia a evidenziare delle crepe che di lì a pochi mesi incastreranno la ragazza in un turbine di violenze fisiche e verbali. Una volta scoperta la verità, suo padre Joseph Kaufman  (Grégory Gadebois) ha intenzione di intervenire, nonostante la ragazza non voglia. Nel frattempo, Melanie Lamblin (Alice de Lencquesaing) rende partecipi i suoi genitori sulla sua gravidanza, peccato che il futuro padre sia un ultrasessantenne, particolare che Vincent Lamblin (Eric Elmosnino) non può in alcun modo tollerare. Infine, Anthony Gardet (Damien Chapelle) deve farsi carico della madre, mentre l’amore tarda ancora a bussare alla sua porta.

 

Alice Isaaz, Vincent Rottiers

Endangered Species (2017): Alice Isaaz, Vincent Rottiers

 

Nel formulare l'itinerario, regista e sceneggiatore danno l'impressione di sparare in un mucchio dove la felicità non sembra far parte degli invitati. In più, l'arte della divagazione pertinente non sembra essere nelle loro corde, con conversazioni lontane dall'essenzialità nonostante articolazioni.

Entrando nella carne viva, scelgono subito l'alternanza tra dramma e commedia, per poi assegnare la loro preferenza alle pagine più dolorose, con un matrimonio fallito già nel corso della prima notte di nozze, dal quale sono prodotte escursioni in un territorio violento stimolato fino a incendiare la scena, provocando reazioni che non possono più permettersi di affidarsi al raziocinio. Per costruzione, in quanto ampiamente deducibile, non si tratta di un colpo di scena, ma il picco é comunque raggiunto, anche se delle tante diramazioni ne prende in considerazione solo una.

In tal senso, dispiace vedere ferma al palo la prospettiva di una ragazza in dolce attesa accoppiata con un professore più anziano di suo padre che, infatti, non la prende affatto bene, donando un comico disagio a una lunga telefonata destinata a rimanere isolata.

In un gioco assolutamente di squadra, per quanto soggetto a evidenti sbilanciamenti, manca il classico cast delle occasioni più prelibate, ma Alice Isaaz é di una bellezza perfetta per rappresentare la felicità rubata e Vincent Rottiers riesce a sottolineare una rabbia incontrollabile, mentre il pezzo forte é Grégory Gadebois, presente in un ruolo simile per una determinata finalità, seppure meno sostanzioso, a quello ricoperto in Coup de chaud.

Alla fine, il filo conduttore appare tenue e dai colori sbiaditi, gli attributi sono per lo più di servizio e qualche imbellettamento finisce semi abbandonato, per un rendiconto non del tutto sguarnito ma nemmeno seducente.

Un impasto nervoso che a volte si rivela inane.

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