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2002: la seconda odissea

Regia di Douglas Trumbull vedi scheda film

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La recensione su 2002: la seconda odissea

di FABIO1971
8 stelle

L'esordio alla regia di Douglas Trumbull, il mago degli effetti speciali di 2001: Odissea nello spazio, servito magistralmente dal copione coi fiocchi allestito da Michael Cimino (anche lui al suo esordio), da Steve Bochco, futuro co-creatore della magnifica Hill Street Blues, serie cult ed uno dei capolavori assoluti della Tv americana, e da Deric Washburn, a cui lo stesso Cimino affiderà poi lo script di Il cacciatore. Sorretto da un animo ecologista di accorato spessore emotivo e da una messinscena di smagliante impatto visivo e coinvolgente efficacia drammaturgica, il film descrive le drammatiche vicende dell'equipaggio dell'astronave Valley Forge: sulla Terra, infatti, non c'è più vegetazione ed ogni residuo di flora e fauna è stato trasferito all'interno di gigantesche serre trasportate da astronavi (ognuna con il nome di un parco nazionale o di una riserva naturale americani). A bordo della Valley Forge, però, appena ricevuto l'ordine di distruggere le serre e rientrare sulla Terra, scoppia l'ammutinamento dell'astronauta Freeman Lowell. Produzione low-budget, la quarta realizzata dalla Universal nel 1971 nell'ambito del progetto, partorito per bissare il successo di Easy Rider, di affidare a giovani autori produzioni semi-indipendenti (Taking Off di Forman, Fuga da Hollywood di Dennis Hopper e Il ritorno di Harry Collings di Peter Fonda gli altri tre titoli del lotto), deve gran parte del suo fascino, nonostante alcune cadute di tono e qualche eccesso didascalico, alla splendida interpretazione di un Bruce Dern ispirato e trascinante, oltre che alla colonna sonora di Peter Schickele, con le suggestive Silent RunningRejoice in the Sun cantate da Joan Baez, e al superlativo lavoro dell'equipe di tecnici degli effetti speciali, tra cui i futuri maghi John Dykstra (Guerre stellari) e Richard Yuricich (che già collaborò con Kubrick e che poi si occuperà, tra gli altri, di Incontri ravvicinati del terzo tipo e Star Trek). La versione italiana del film, purtroppo, si prodiga di rievocare le atmosfere del capolavoro di Kubrick, non solo nel titolo ma anche con continui ed arbitrari riferimenti, assolutamente fuori luogo perchè assenti nella versione originale, al computer HAL 9000 (quella che viene spacciata per la voce del computer, nell'originale è invece la voce del comandante di una delle altre astronavi orbitanti, la Berkshire) e al monolito nero, prendendosi, poi, ulteriori libertà (i tre robottini che accompagnano la missione della Valley Forge si chiamano, in realtà, Qui, Quo e Qua, mentre nella versione nostrana diventano Paperino e Paperina, con il terzo che rimane senza nome).

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