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Mr. Klein

Regia di Joseph Losey vedi scheda film

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La recensione su Mr. Klein

di luisasalvi
8 stelle

Atmosfera gelida nella Parigi occupata e collaborazionista del 1942; il film termina con la terribile “rafle du Vel’ d’Hiv” del 16 luglio, rastrellamento di migliaia di ebrei ad opera della polizia francese, che li ha radunati al velodromo da cui sono stati caricati sul treno e spediti in Germania. Inizia con la visita medica cui si sottopone volontariamente una signora per far verificare dal medico che il suo aspetto fisico non è di tipo semitico. Subito terribibile nel suo tono freddo, gelido, che fa pensare al burocratico e scientifico olocausto… invece alla fine la signora paga la visita e se ne va liberamente, assieme al marito che si era sottoposto alla stessa visita.

Sarà l’atmosfera di tutto il film: siamo sempre alle soglie del campo di concentramento, su cui il film termina, coerentemente, mostrando il convoglio ferroviario che vi porta migliaia di vittime. Non c’è terrore come può esserci in un noir o in un horror, c’è di peggio, molto peggio, c’è il gelo dell’indifferenza, burocratica della polizia, egoistica e interessata, cinica e/o ipocrita, del mercante che sfrutta i ricchi ebrei che devono svendere per fuggire e che poi sarà sfruttato dall’avvocato che lo aiuta a fuggire; apparente indifferenza, fatalistica, perfino degli ebrei o presunti tali nei loro tentativi di nascondersi o di salvarsi.

Klein compra al ribasso preziosi dipinti da ebrei che devono vendere per fuggire all’estero. Mentre accompagna alla porta la sua vittima trova un giornale ebreo inviato al suo nome e indirizzo; il film mi sembra imporre un collegamento fra i due fatti. Klein cerca di capire perché gli viene inviato questo giornale, si rivolge alla polizia che così si interessa a lui; scopre che esiste un omonimo, presumibilmente ebreo, che forse intende “sparire” lasciando credere di essere lui il mercante che sfrutta gli ebrei: un modo per salvarsi e nello stesso tempo punire l’altro? Il film sembra lasciare anche questo dubbio; ma non è un giallo, e non dà risposte. O meglio: suggerisce una progressiva identificazione fra i due, entrambi con una compagna giovane e un’amante sposata (ma l’altro non si vede mai; solo una volta se ne sente la voce): finiranno entrambi sullo stesso treno, entrambi a causa di questo loro reciproco cercarsi e denunciarsi. 

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