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Hawaii

Regia di George Roy Hill vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Hawaii

di bufera
5 stelle

Colossal della durata di 190' minuti, eccessiva per il suo spessore, e ridotta poi a 163,'diretto da un poco convinto George Roy Hill e interpretato da grandi attori, non tutti in stato di grazia, HAWAII delude, nonostante la spettacolarità e l'interesse delle numerose tematiche storiche e morali inzeppate in un trama affollata e un po'confusa.

Locandina

Hawaii (1966): Locandina

 

Non conoscevo questo film se non attraverso il fluviale romanzo omonimo da cui è tratto di James A.Michener, che non ho nemmeno finito di leggere.Quando ho voluto recuperare i film di Richard Harris ho trovato questo Hawaii, del1966, con la regia di George Roy Hill (dopo essere passato per Fred Zimmerman e Artur Hiller),quasi non identificabile in confronto a Butch Cassidy, La stangata e altri per ritmo e incisività.La sceneggiatura di Dalton Trumbo e Daniel Taradash e il cast stellare, tra cui Richard Harris, per il quale lo avevo cercato,in un ruolo non di primissimo piano,Julie Andrews e Max von Sydow,facevano ben sperare. 

 

La storia si svolge nel 1820 quando ancora alle isole vulcaniche hawaiane non era approdato alcun missionario ad evangelizzarle e assistiamo al terribile viaggio per mare di una spedizione, richiesta dal principe hawaiano Keoki, che aveva compiuti studi teologici presso una scuola calvinista del Massachusetts, della quale fa parte il reverendo Abner Hale (von Sydow), rigorosissimo e zelante missionario,che interpreta alla lettera le parole della Bibbia e vede peccati dappertutto, stravolgendo i liberi e innocenti nativi locali.Lo accompagna una giovane della buona società appena sposata,Jerusha (Julie Andrews) dolce e accomodante,da farsi amare a prima vista da tutti, perfino dalla regina della tribù di Keoki, Malama. Il reverendo rende la vita difficile agli altri, ma anche a se stesso, per la sua inflessibilità, ma riesce ad far promulgare alcune leggi come quelle a favore dei bambini malformati che venivano subito uccisi e quelle per proteggere le giovani del luogo, per la verità molto calde di temperamento, dalle aggressioni dei marinai in sosta nel porto. Comunque, si crea una sorta di felice collaborazione con la regina, anche attraverso Jelusha che le insegna la lingua inglese, fino a costruire una chiesa rudimentale con il tetto di paglia come tutte le abitazioni del luogo. 

 

Il tempo passa e molte difficoltà non si appianano,anzi nonostante la coppia abbia avuto tre figli, la scarsa igiene l'eccessiva fatica porteranno a morte precoce la moglie di Abner, sempre più inviso,che aveva già subito l'incendio della sua chiesa da parte di alcuni marinai inferociti dalle sue proibizioni per i rapporti con le ragazze. Con la morte della regina, convertitasi, egli riceve la botta di grazia  dai nuovi missionari, ormai organizzatisi come imprenditori, che contribuiscono al miglioramento della qualità vita nelle isole, dove varie malattie portate da fuori, come il morbillo e altre, avevano sterminato la popolazione. Abner viene deposto e destinato a una parrocchia nel continente, ma ormai quasi impazzito e rigido sulle sue posizioni,non vuole andarsene....

 

Paesaggi stupendi, ,riti pagani pittoreschi, scene tragiche come quella dell'incendio,nuovi personaggi che subentrano,rendono la visione interessante come cinema, ma il messaggio, se vuole esserci, non è chiaro.Che le usanze di popolazioni indigene non devono essere condannate come peccaminose e togliere quasi la gioia di vivere ai nativi, che iI fanatismo religioso non ha ragione di essere, che il colonialismo imposto spesso è negativo, sono queste le tematiche sottese a questo colossal che ha però anche sequenze al limite del commovente come il primo parto di Jelhusa, seguito dal marito o il salvataggio di un bambino,all'inizio,che alla fine si offre di collaborare con Abner,rimasto solo...

 

Le interpretazioni di Harris e della Andrews sono soddisfacenti, meno convincente von Sydow, eccezionale e nominata per l'Oscar quella della tahitiana JocelynLaGarde nel ruolo della regina Malama.

 

Max Von Sydow, Julie Andrews

Hawaii (1966): Max Von Sydow, Julie Andrews

 

Max Von Sydow, Julie Andrews

Hawaii (1966): Max Von Sydow, Julie Andrews

Richard Harris

Hawaii (1966): Richard Harris

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