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Borotalco

Regia di Carlo Verdone vedi scheda film

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La recensione su Borotalco

di Donapinto
6 stelle

Titolo amatissimo dai fans di Carlo Verdone che all'epoca si aggiudicò ben 5 David di Donatello tra i quali quello di miglior film, BOROTALCO abbandona quei personaggi macchiettistici che avevano dato fama all'attore/regista in televisione prima e al cinema poi, per dar vita a una commedia degli equivoci che lascia anche molto spazio ai sentimenti. Sergio Benvenuti e' un venditore di enciclopedie musicali porta a porta, insicuro e frustrato, oppresso da una fidanzata appiccicosa e da Augusto (Mario Brega) padre di quest'ultima, che arriva a minacciarlo se non si decide a impegnarsi seriamente con la figlia. La conoscenza di Manuel Fantoni (Angelo Infanti), un viveur che racconta un'infinità di balle a Sergio, convince quest'ultimo a spacciarsi per lui, corteggiando e facendo addirittura innamorare di se la bella Nadia (Eleonora Giorgi). Idea brillante, che da i suoi frutti nella parte iniziale del film, che ci mostra il personaggio di Sergio, un giovane che vuole uscire dalla mediocrità e da una ripetitiva routine quotidiana, senza soddisfazioni e senza emozioni. Ottima la caratterizzazione di Angelo Infanti, in un ruolo assolutamente costruito su misura per lui, ma la carta vincente e' il memorabile monologo di Mario Brega, che per far capire a Sergio che non deve prendere in giro la figlia, gli racconta il famoso aneddoto di via Veneto: JHO MOLLATO UN DESTRO IN FACCIA L'HO FATTO CASCARE COME GESÙ CRISTO. JHO DETTO, ARZATE A' CORNUTO, ARZATEEE. I limiti purtroppo non tardano a manifestarsi, complice anche un soggetto che fatica a tenere in piedi un film della durata di oltre cento minuti. Momenti di stanca, eccessi di sentimentalismo e alcuni piccoli ma non trascurabili buchi di sceneggiatura, come quando Sergio viene quasi sorpreso dalla sua fidanzata a casa di Nadia. Si nasconde in bagno fingendo un malore, per poi vederlo uscire tranquillamente di casa insieme a Nadia, senza dare spiegazioni su come abbia fatto a eludere la presenza della fidanzata. Se Verdone, Infanti e Brega sono ok, non si può dire altrettanto della volenterosa ma mediocre Eleonora Giorgi. Assolutamente inutile e sopra le righe il personaggio di De Sica.

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