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Il dottor Jekyll

Regia di Rouben Mamoulian vedi scheda film

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La recensione su Il dottor Jekyll

di alfatocoferolo
10 stelle

Capolavoro assoluto della cinematografia mondiale per così tanti motivi che pare difficile si possa negare quest'evidenza. Sul piano tecnico Mamoulian realizza un'opera d'arte innovativa e di riferimento, l'incipit ne è un folgorante esempio. Il sonoro muoveva i primi passi e le inquadrature erano tutte fisse per permettere una buona resa sonora con l'utilizzo di ingombranti microfoni ma qui qualcosa cambia. Le riprese iniziano con la celeberrima fuga di Bach in sottofondo che accompagna i titoli di testa e si chiude sulle dita del protagonista, il quale verrà presentato allo spettatore attraverso una telecamera che mostra lo sguardo in soggettiva dello stesso muovendosi idealmente con lui per le stanze e finisce davanti ad uno specchio che rivela il volto di Fredric March. Un espediente straordinario per l'epoca ma che ancora oggi genera un impatto suggestivo. Le metamorfosi di Jekyll in Hyde poi, hanno del miracoloso per gli anni in cui vennero realizzate e se oggi possono apparire un po' ingenue va comunque dato atto che siano ancora perfettamente funzionali allo scopo; Mamoulian sapeva giocare bene con le sovrapposizioni e non lo dimostra solo durante queste trasformazioni ma in tutto l'arco del film, intersecando e facendo scorrere le une sulle altre delle sequenze collaterali con una padronanza e naturalezza eccezionali. E' un tripudio per gli occhi ma non sono solo esercizi di bravura fini a sè, bensì espedienti efficaci che funzionano anche sullo spettatore moderno. Questo è IL film sul capolavoro di Stevenson, una trasposizione avvincente e costruita con ottime tempistiche e grande padronanza delle meccaniche tensive. Se non bastasse, ad attestarne la grande carica innovatrice contribuisce anche il fatto che la censura si abbattè implacabile sulla pellicola quando uscì nel 1931 negli USA. Il romanzo di Stevenson è infatti di per sè un'opera fortemente critica verso la società che imbriglia l'istinto animale dell'uomo generando un lato oscuro e riprende anche le tematiche del Frankenstein di Mary Shelley sui limiti della scienza ed il diritto dell'etica di porre un freno alla ricerca ma attraverso le immagini il regista conferisce anche una forte carica sessuale agli eventi, ponendo accenti e appunti sul libro di Stevenson, fornendone una chiave di lettura piuttosto che una semplice e banale rappresentazione punto per punto. Consigliato a tutti, si guarda ancora con grande piacere e freschezza ed è probabilmente (il dubbio è d'uopo per chi non conosce tutta la cinematografia) la migliore rappresentazione cinematografica dell'opera di Stevenson con attori molto bravi ed intensi, una fotografia ottima, un montaggio perfetto.
Voto: 10.

Su Rouben Mamoulian

Genio.

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