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L'avventura

Regia di Michelangelo Antonioni vedi scheda film

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La recensione su L'avventura

di Kurtisonic
8 stelle

Il cinema moderno deve un grosso tributo a L’avventura di M.Antonioni, un film innovativo nella forma, nei contenuti e nella narrazione. La vicenda ruota su tre personaggi, Anna, in crisi d’identità e alla ricerca di sé, il fidanzato Sandro, ordinario borghese e dongiovanni, e l’amica Claudia, di estrazione sociale probabilmente inferiore. Antonioni lavora alla costruzione di un linguaggio nuovo, fatto di inquadrature dal rilevante occhio fotografico, con tagli audaci e punti di vista inaspettati, con attori che entrano nella scena sorprendendo e disorientando qualsiasi punto di riferimento dello spettatore. Alternando silenzi a dialoghi in sospeso, un’azione rarefatta rispetto a una storia quasi inesistente, il regista scava sul profilo psicologico dei tre personaggi, facendo trasparire angosce, desideri e interrogativi. Durante una gita in barca con amici, Anna scompare misteriosamente su di un’isola delle Eolie, fra Sandro e Claudia si instaurerà una relazione tormentata e insoluta. Le riprese seguenti alla scomparsa di Anna e alla sua ricerca sono girate sull’isola e lo scenario ambientale esalta la definizione dei personaggi, il loro naturale disagio interiore, le sequenze sono spettacolari e quasi prive di movimento, permeate di una struggente bellezza e tensione e trasmettono uno straniamento emotivo affatto scontato. La linearità della narrazione si dissolve, la ricerca dell’amica passa in secondo piano mentre il regista sviluppa una ragnatela di snodi emotivi e comunicativi che pongono lo spettatore in una posizione di osservazione privilegiata e lucidamente critica. Il personaggio maschile, Sandro (G.Ferzetti), è egoista, superficiale, spaventato dall’eventualità di guardarsi dentro, apparentemente sicuro di sé è invece un debole. Anna (Lea Massari), è la donna che riesce ad esternare la propria coscienza, la propria conflittualità interiore usando anche la razionalità e la ragione (pur possedendo un animo passionale), l’evoluzione storica al femminile è ancora un po’ lontana, Anna è destinata all’isolamento, alla sparizione. Claudia invece contiene naturalmente le contraddizioni e le pulsioni della realizzazione individuale dell’amica, ma non ha gli strumenti per spiegarseli, senza Anna non avrà uno specchio su cui confrontarsi, e in qualche modo rimarrà vittima di Sandro. L’avventura è un vero e proprio giallo dell’anima, in cui la fusione fra contenuto e forma si risolve in un’immagine che non lascia indifferenti e che alla fine  colpisce profondamente. Cinema  caposaldo di un linguaggio moderno che non spiega molto del mondo che illustra, che non conforta con scelte precise, che lascia allo spettatore l’ultimo tocco o l’ultimo soffio, fa parte di quella trilogia dell’incomunicabilità che consacrò Antonioni come uno dei migliori autori moderni che sa raccontare anche senza la consistenza di una storia “forte”, ma  il suo non è un labirinto intellettuale, è una ricerca non priva di passionalità, di comunicazione affettiva, di assenze e di presenze interiori, sempre attuali e sempre più difficili da focalizzare.

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