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Acque di primavera

Regia di Nunzio Malasomma vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Acque di primavera

di bufera
5 stelle

Film in bianco e nero del 1942, che si svolge essenzialmente in montagna,dove si consuma una storia d'amore ed abbandono intrisa di retorica buonista e melensa che lascia indifferenti.

Manifesto

Acque di primavera (1942): Manifesto

 

 ACQUE DI PRIMAVERA è un film del 1942,diretto da Nunzio Malasomma, scritto e sceneggiato da Nunzio Malasomma e Sergio Pugliese.

 

Un giovane medico ( Gino Cervi), molto preso dalla sua professione e dall’assistenza ai malati sposa la figlia del suo maestro, che ha lo stesso attaccamento alla professione. Il giorno del matrimonio la figlia Ilse (Mariella Lotti) nota l’assenza del padre e dopo poco il neo marito viene convocato nella clinica del suocero, con estrema urgenza per un caso molto difficile. La giovane telefona al marito, dopo la sua scomparsa per comunicargli con freddezza che non intende subire  una vita di smentite e di attese e, visto che nemmeno lo ama, non va nemmeno a casa e partirà subito per un viaggio, chiedendo l’annullamento del matrimonio, peraltro nemmeno consumato.

 

Dopo un po’ di tempo troviamo il medico come direttore di un sanatorio per bambini in montagna. L’ambiente è sereno,i bambini sono deliziosi e le infermiere fanno di tutto per farli contenti. Anna, la più stretta collaboratrice del medico, ne è segretamente innamorata. Nota di colore è un tale dott. Berti (un giovanissimo Paolo Stoppa), che ripete di essere stanco di quella vita monotona e volersi trasferire a Milano,e intanto fa la corte, senza successo, a tutte le donne passabili che capitano o lavorano nel sanatorio.

 

Un giorno arriva una chiamata al sanatorio per soccorrere una coppia di sciatori infortunata, ma dei due la più grave è la donna che ha subito la rottura della milza e all’intervento si evidenzia che è incinta.L’operazione è un successo,ma la donna deve rimanere ricoverata per qualche tempo, dato anche il suo stato,mentre l’uomo può andarsene subito e non si farà più vivo.La donna è Ilse, l’ex moglie del dottore, l’uomo il suo amante.

 

Ilse si dispera per l’abbandono subito, ma si rende colto che la cattiva scelta l’ha fatta lei, e pur desiderando di farsi perdonare da quell’uomo sensibile generoso che aveva rifiutato, non ha il coraggio di farlo perché si è accorta cha la dottoressa Anna è innamorata del suo ex marito e non sarebbe giusto tentare di sciogliere una coppia così affiatata ( commovente è la scena in cui Ilse, senza farsi vedere, assiste a  una esecuzione musicale di Anna al pianoforte e il dottore al violino). La donna non ha più dubbi che deve andarsene e occuparsi del figlio che sta per nascere.

 

La storia ha di più bello i paesaggi montani, innevati, che la fotografia esalta con bellissimo bianco e nero. I personaggi sono abbozzati e poco convincenti in una retorica buonista che lascia indifferenti.Perfino attori quali Gino Cervi, Mariella Lotti e Paolo Stoppa sembrano a disagio.

 

Paolo Stoppa, Mariella Lotti

Acque di primavera (1942): Paolo Stoppa, Mariella Lotti

Mariella Lotti

Acque di primavera (1942): Mariella Lotti

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