Con Talamasca – L’ordine segreto, la serie disponibile su Netflix dal 1° dicembre, l’universo televisivo ispirato alle opere di Anne Rice apre il suo terzo fronte narrativo, dopo Intervista con il vampiro e Le streghe Mayfair. E lo fa spostando lo sguardo: non più i vampiri o le streghe come protagonisti, ma l’organizzazione che li osserva, li studia, li cataloga, e talvolta li contiene. La Talamasca, già citata in entrambe le serie precedenti, diventa qui centro nevralgico di una narrazione che mescola spionaggio, identità, e un’antica lotta tra verità e potere.
Ambientata tra New York e Londra, in un presente che dialoga con un passato millenario, la serie creata da John Lee Hancock si muove su territori familiari per i fan della Rice ma si propone come prodotto indipendente. Sei episodi per introdurre personaggi inediti, svelare nuovi segreti del mondo immortale, e mettere in discussione ogni certezza, a partire da chi siano davvero i “buoni”.

Il disincanto di Guy Anatole
Al centro della vicenda della serie AMC Talamasca – L’ordine segreto, in esclusiva per l’Italia su Netflix, c’è Guy Anatole (Nicholas Denton), un giovane laureato in legge, orfano, con un dono che è anche una condanna: legge nella mente degli altri. Non è un superpotere da fumetto, è una maledizione che lo isola, lo confonde, lo costringe a imbottirsi di farmaci. Lo seguiamo mentre si dibatte tra scetticismo e disperazione, finché Helen (Elizabeth McGovern), una figura tanto elegante quanto ambigua, non lo trascina nella Talamasca con una promessa personale: la verità sulla sua famiglia.
Guy è un personaggio scritto per incarnare lo spettatore esterno: non sa nulla, non crede a nulla, e viene gettato in un mondo dove tutto ciò che temeva di sé diventa improvvisamente desiderabile. Ma è anche un protagonista irrisolto, contraddittorio, a tratti sfuggente. La sua traiettoria personale è meno un arco e più un campo minato: ogni verità che scopre è un’altra menzogna smascherata, ogni alleato nasconde un secondo fine. Il suo percorso, più che di crescita, è un lento disfacimento delle illusioni.
Il cuore ombroso della Talamasca
Helen, interpretata nella serie su Netflix Talamasca – L’ordine segreto da Elizabeth McGovern, è l’agente che recluta Guy, ma anche la prima a mentirgli. Dirige la Motherhouse di New York e tiene le fila di una missione che ha lo scopo apparente di smascherare una fazione deviata a Londra. Ma la sua reale agenda si rivela più complessa e, in fondo, tragica. È una figura ambivalente, intrappolata tra dovere e affetti, tra la fedeltà all’organizzazione e la lealtà verso sua sorella Doris (Céline Buckens), il cui destino è il cuore del mistero che attraversa tutta la stagione.
Jasper (William Fichtner), vampiro millenario e carismatico usurpatore del ramo londinese, è l’antagonista dichiarato, ma non il villain della storia. È il personaggio che dice sempre la verità, anche quando fa paura. È pericoloso, certo, ma meno dei burattinai umani della Talamasca. La sua vendetta è personale, figlia di un’antica ferita, ma nel suo cinismo c’è più coerenza che nelle mille mezze verità dei suoi nemici.
Attorno a loro ruotano presenze meno centrali ma efficaci: Olive (Maisie Richardson-Sellers), l’agente ambiziosa che gioca su più fronti; Burton (Jason Schwartzman), vampiro estroso e solitario con un piede nel mondo umano; Raglan James (Justin Kirk), ex agente dalle alleanze mobili; e Ridge (Bryony Hannah), detective che pare essere l’unica a conservare un’etica. Ognuno contribuisce a sfaldare il mito della Talamasca come entità neutrale.

Osservare, non essere osservati
Nel corso dei sei episodi della serie su Netflix Talamasca – L’ordine segreto, la Talamasca smette di apparire come un semplice ordine dedito alla sorveglianza del soprannaturale. Si scopre come un organismo tentacolare, diviso in fazioni, corrotto dalla propria sete di conoscenza e potere. Il MacGuffin della stagione, il famigerato “752”, si rivela essere non un libro o un archivio, ma una persona: Doris, la sorella di Helen, trasformata in una sorta di banca vivente della conoscenza dell’occulto.
L’idea che la Talamasca abbia condotto esperimenti per creare esseri come lei, che raccolga bambini dotati di poteri, che custodisca il sangue di antichi vampiri per futuri usi, trasforma l’organizzazione in qualcosa di più simile a una CIA esoterica che a un ordine monastico. In questa versione, la Talamasca non è solo testimone ma manipolatore, non solo osservatore ma creatore di squilibri.
Il potere non è soprannaturale
Il vero potere, nella serie, non è la forza fisica o la longevità, ma l’informazione. “È l’unica valuta che conta”, dice Jasper. La Talamasca lo sa bene: raccoglie, filtra, usa e distorce i dati sul soprannaturale per mantenere il controllo. L’equilibrio tra umano e immortale non è più un ideale, ma una scusa. La conoscenza, accumulata per secoli, è diventata arma, merce, minaccia.
Questo tema si intreccia con un altro, non meno centrale: la costruzione dell’identità. Guy non conosce il proprio passato, non sa cosa sia il suo dono, non capisce nemmeno chi siano i veri nemici. La sua ricerca della madre è una metafora della ricerca di sé. E nel momento in cui scopre che anche lei è parte di questa rete manipolatoria, ogni punto d’appoggio crolla.

Senza verità assolute
A distinguere la serie su Netflix Talamasca – L’ordine segreto da molti altri progetti di genere è la sua rinuncia all’assoluto. Nessuno è completamente innocente, nessuno è del tutto colpevole. Helen, pur sacrificandosi, resta complice di un sistema. Jasper, pur uccidendo, sembra agire con un codice morale. Anche il concetto stesso di “mostro” viene messo in discussione: i vampiri sono emarginati, i maghi perseguitati, gli umani corrotti.
Questa ambiguità morale è l’eredità più autentica dell’universo di Anne Rice. I suoi personaggi non combattono tra bene e male, ma tra dolore e desiderio, tra memoria e vendetta. E Talamasca riesce, pur con qualche incertezza, a restituire quella complessità.
Un finale che non chiude
Il finale della prima stagione della serie su Netflix Talamasca – L’ordine segreto non conclude, rilancia. Jasper è stato usato a sua insaputa dalla Talamasca stessa. Helen è fuori gioco, accusata di un crimine che non ha commesso. Guy ha sbloccato nuovi livelli dei suoi poteri mentali, ma non ha ancora trovato la madre. E l’organizzazione, lontana dall’essere sconfitta, mostra solo ora la sua faccia più inquietante.
La stagione si chiude con più domande che risposte, ma sono domande che invogliano a tornare. A condizione che, nella prossima, il focus si sposti davvero sui personaggi e non solo sulle svolte narrative. Il mondo è costruito, ora va abitato.
Talamasca – L’ordine segreto non è forse un capolavoro (ci si aspettava molto di più), ma è una dichiarazione d’intenti. È la prova che l’universo di Anne Rice può espandersi senza perdere coerenza, esplorando nuovi generi, come il thriller spionistico, e nuove geografie. È una serie che chiede tempo e fiducia. La speranza è che li riceva, e che possa crescere.
Perché in fondo, come dice Helen, nessuno crede nei vampiri… finché non ne incontra uno.
Filmografia
The Talamasca: The Secret Order
Thriller - USA 2025 - durata 55’
Titolo originale: Talamasca: The Secret Order
Con John Lee Hancock, Bryony Hannah, Phil Zimmerman, Jane Bertish, Will Brown, Karl Cam


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