Nel mondo dei film natalizi, dove spesso dominano le formule e i cliché, il film La stella del Natale, diretto da Ali Liebert e in onda su La5 il 1° dicembre, propone una variazione interessante. Più che sulla magia delle feste, il tv movie si concentra sulla complessità dell’identità e sulla ricerca di autenticità in un contesto in cui l’apparenza è legge. Nonostante l’ambientazione decorativa e le atmosfere da fiaba moderna, il cuore della narrazione è radicato in un conflitto tutto contemporaneo: come trovare sé stessi quando tutti si aspettano che tu sia qualcun altro?

Dietro lo sguardo dell’attrice
La protagonista del film di La5 La stella del Natale, Olivia O’Hara (interpretata da Tori Anderson), è una celebrità in piena crisi esistenziale. Dopo una rottura sentimentale finita sotto gli occhi di tutti, decide di rifugiarsi lontano dai riflettori per passare il Natale in anonimato nella sua cittadina natale. Ma l’anonimato, per chi vive di fama, è un’illusione fragile. Il ritorno a casa, anziché offrirle sollievo, la costringe a fare i conti con chi era prima della fama, e con le relazioni che aveva lasciato in sospeso.
Tori Anderson regge il tutto con equilibrio, mostrando Olivia non come una diva capricciosa ma come una donna in cerca di senso. È il volto di una fragilità che si nasconde dietro il sorriso da copertina, e il film ne segue il percorso senza indulgere né idealizzare. Olivia non è una “star che torna alle origini” solo per nostalgia: è una donna che ha perso il controllo della propria storia e cerca di riprendersela.
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L’uomo fuori campo
L’altro polo del film di La5 La stella del Natale è Casey Rawlins, interpretato da Victor Zinck Jr., un insegnante di recitazione che ha scelto un percorso opposto a quello di Olivia. Casey è il volto di chi ha rinunciato all’ambizione per una vita più radicata, forse più sincera. Il loro incontro è il vero motore del film: non tanto per l’inevitabile risvolto romantico, quanto per ciò che rivela di entrambi.
Tra i due non c’è solo attrazione, ma un confronto di visioni. Casey non è un personaggio secondario al servizio della redenzione di Olivia, ma un uomo con una sua traiettoria precisa. La loro dinamica non si basa sull’opposizione classica città/campagna o fama/normalità, bensì su un terreno più sfumato: quanto siamo disposti a cambiare per essere fedeli a noi stessi?

Famiglie imperfette e legami sospesi
Attorno a Olivia e Casey si muove una piccola folla di personaggi secondari, che contribuiscono a rendere la cittadina un microcosmo vivo, più che un semplice fondale natalizio. I genitori di Olivia, i suoi amici d’infanzia, e perfino i bambini a cui insegna recitazione: ognuno porta con sé frammenti di vita che mettono in crisi o rafforzano le convinzioni della protagonista.
Non c’è la tipica famiglia perfetta da cartolina. I rapporti sono segnati da silenzi, ruggini e aspettative non dette. Ed è proprio in questo intreccio che il film di La5 La stella del Natale trova uno dei suoi punti di forza: mostrare come le festività non cancellino i conflitti, ma li rendano più visibili. Il Natale, in questo contesto, è un catalizzatore emotivo, non una soluzione.
Il doppio specchio della fama
Uno dei temi più forti del film di La5 La stella del Natale è quello del controllo dell’immagine pubblica. Olivia è prigioniera del personaggio che il pubblico si aspetta da lei, e ogni suo gesto viene filtrato da una narrazione che non le appartiene più. Il tv movie non accusa lo showbiz né lo demonizza: si limita a mostrare il prezzo che la visibilità impone, soprattutto alle donne. La questione della reputazione, del giudizio esterno, del bisogno di piacere: tutto converge in una riflessione attuale, che va oltre il contesto natalizio.
Anche Casey, pur lontano dalle luci della ribalta, non è immune dal giudizio degli altri. La sua scelta di restare “piccolo” viene vista con sospetto, quasi come una rinuncia al talento. Il film mette così in discussione il significato stesso del successo e della realizzazione personale, proponendo un’idea meno rumorosa ma più profonda di felicità.

Il Natale come tempo sospeso
Ali Liebert, alla regia, usa l’ambientazione natalizia non come cornice zuccherosa ma come tempo sospeso, in cui le maschere possono cadere e i ruoli possono essere riscritti. Non è un caso che il laboratorio teatrale per bambini diventi il cuore pulsante della storia: lì si gioca, si finge, ma anche si impara a riconoscere le proprie emozioni. È lì che Olivia comincia a ritrovare un legame con la recitazione come scelta e non come obbligo.
Il teatro, nel film di La5 La stella del Natale, non è solo un mestiere ma una metafora potente: siamo tutti attori in cerca di un copione che ci somigli, e spesso il palco più difficile è la vita quotidiana.
Fine delle luci, inizio del reale
La stella del Natale riesce a raccontare una storia personale all’interno di un contesto universale. Non cerca la morale facile né la commozione forzata. Piuttosto, suggerisce che il vero regalo di Natale possa essere la possibilità di fermarsi, guardarsi allo specchio e scegliere di essere autentici, anche se questo significa rinunciare a qualcosa.
In un panorama saturo di racconti in fotocopia, il film di Ali Liebert si segnala per la sua scelta di mettere in scena un’umanità imperfetta ma riconoscibile. E ci ricorda che, a volte, l’unico modo per ritrovare la luce è spegnere i riflettori.

Filmografia
La stella del Natale
Sentimentale - Canada 2020 - durata 90’
Titolo originale: Spotlight on Christmas
Regia: Ali Liebert
Con Tori Anderson, Victor Zinck Jr., Matthew James Dowden, Lia Frankland
in TV: 01/12/2025 - La5 - Ore 21.15
in streaming: su Prime Video


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