Nel cuore dell’infinita maratona natalizia proposta da Tv8, il film Un Natale da ristrutturare in onda il 1° dicembre si inserisce con la sua miscela collaudata di romanticismo, spirito di comunità e ricordi familiari da ricucire. Non è una novità che queste storie si giochino tra fiocchi di neve e incomprensioni da sanare, ma qui si aggiunge un tocco in più: una casa da rimettere in sesto, letteralmente e metaforicamente, per riportare insieme una famiglia, due cuori e un’intera comunità.


Diretta al pubblico affezionato alle formule rassicuranti del genere, questa commedia romantica riesce, pur con i suoi limiti, a costruire un racconto in cui i protagonisti affrontano nodi irrisolti del passato mentre cercano di completare un progetto impossibile entro la Vigilia di Natale. Ma la vera ristrutturazione, più che sulle pareti, avviene nei rapporti tra i personaggi.

Danny Pellegrino, Wes Brown
Un Natale da ristrutturare (2024) Danny Pellegrino, Wes Brown

Il passato che non aspetta

Al centro del film di Tv8 Un Natale da ristrutturare c’è Rose DeMonte (Ashley Greene), affermata interior designer di Chicago, donna indipendente, precisa, abituata al controllo ma allergica al confronto con le emozioni. Lontana da casa da cinque anni, Rose è costretta a rientrare nel suo paese d’origine in Colorado quando suo fratello Sal (Danny Pellegrino) la supplica di aiutarlo con un progetto di beneficenza: ristrutturare in tempo record la vecchia casa dei loro nonni per donarla a una famiglia bisognosa il giorno della Vigilia. È un ritorno forzato, pieno di ricordi dolorosi legati alla morte prematura dei genitori, e complicato dalla presenza di Brysen (Wes Brown), ex amico d’infanzia con cui Rose ha un conto in sospeso.


Fin da subito, Rose e Brysen si scontrano su tutto: gusti, metodi di lavoro, orgoglio. Ma è chiaro che sotto le battute taglienti si nasconde un legame mai del tutto spento. E mentre i due litigano su ogni dettaglio del progetto, compresi alberi di Natale e colori delle pareti, si avvicinano, imparando a lasciar andare vecchi torti e a fidarsi di nuovo.


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Sal, Jake e il riscatto silenzioso

Il secondo asse narrativo del film di Tv8 Un Natale da ristrutturare si gioca sulla figura di Sal, fratello di Rose e anima caotica e brillante del film. Danny Pellegrino costruisce un personaggio carismatico, che vive tra ansia da prestazione e un’ironia pungente, portando sullo schermo un’energia vivace ma non caricaturale. Sal è apertamente gay, fiero ma segnato da vecchie ferite, in particolare da un bullismo mai digerito che torna a galla quando scopre che Jake Hunter (Claybourne Elder), giornalista incaricato di documentare il progetto, è proprio il ragazzo che lo prendeva in giro a scuola.


La tensione tra i due si trasforma lentamente in comprensione, e poi in qualcosa di più. Jake non è l’antagonista che Sal ricordava: è un uomo cambiato, che porta con sé un passato difficile e un segreto che ridefinisce completamente il loro rapporto. Il modo in cui i due personaggi si avvicinano (con esitazioni, domande sincere, piccoli gesti) è uno degli archi narrativi meglio riusciti del film. La loro storia affianca e a tratti supera per intensità quella principale.

Ashley Greene
Un Natale da ristrutturare (2024) Ashley Greene

Gigi, l’anello che tiene insieme tutto

In un film dove le case si restaurano, i ponti emotivi si ricostruiscono, e i ruoli familiari si ridefiniscono, il personaggio di zia Gigi (Carolyn Hennesy) è l’equilibrio. È la figura adulta che sa, osserva e consiglia senza invadere. Conosce la storia di ogni abitante del paese e ne intuisce le fragilità con uno sguardo. Gigi è la memoria viva della famiglia, colei che rappresenta la continuità tra le generazioni e che tiene unita la squadra nei momenti di sconforto. È anche la prima a capire che sotto l’ostilità tra Rose e Brysen si nasconde qualcosa di irrisolto. E ha ragione.

La casa come luogo emotivo

Oltre alla trama sentimentale, il film di Tv8 Un Natale da ristrutturare propone riflessioni sul senso di appartenenza, sull’elaborazione del lutto e sul potere delle seconde possibilità. La casa da ristrutturare non è solo un edificio: è il simbolo della memoria familiare, il teatro di ogni riconciliazione, il punto di partenza per ricostruire rapporti logorati dal tempo e dal dolore.


Rose ha trasformato l’arte dell’interior design in una professione, ma ha perso il contatto con la dimensione più intima dell’abitare. Tornare in quella casa significa affrontare ciò che ha sempre evitato. Anche Brysen è un uomo che ha dovuto ricominciare da capo dopo un matrimonio fallito. E Sal, costantemente alla ricerca di approvazione, trova finalmente il coraggio di farsi vedere per quello che è, anche davanti al suo vecchio nemico.


Il film non si tira indietro nemmeno nel raccontare l’importanza della comunità, del sostegno reciproco, e di quanto i gesti concreti possano avere un impatto reale. In un’epoca di isolamento, la generosità e l’impegno civile diventano atti rivoluzionari.

Più sui cuori che sui muri

Dal punto di vista narrativo, il film di Tv8 Un Natale da ristrutturare inciampa in qualche cliché di troppo (l’equivoco con l’ex fidanzata di Brysen, la fuga impulsiva di Rose, la rivelazione finale con tempismo perfetto) ma riesce comunque a costruire un racconto coerente e coinvolgente, grazie soprattutto alla qualità degli interpreti e alla chimica tra i personaggi. Il progetto di ristrutturazione, pur presente, rimane spesso sullo sfondo: si parla più di emozioni che di martelli, e le magie logistiche del finale si affidano apertamente allo “spirito del Natale”.


Tra i limiti evidenti (una troupe invisibile che completa miracolosamente i lavori, product placement sfacciato) e le trovate riuscite (la doppia linea romantica, l’umorismo sincero di Sal), Un Natale da ristrutturare riesce comunque a regalare un’ora e mezza di buoni sentimenti ben distribuiti. Perché, comunque, è un film che sa dove andare, anche se lo fa seguendo un sentiero già battuto. I suoi protagonisti si muovono tra conflitti familiari, attrazioni sopite e vecchi malintesi da chiarire, ma alla fine trovano uno spazio dove poter essere se stessi. E forse è proprio questa la ristrutturazione più riuscita: quella delle relazioni, delle emozioni, della fiducia.

Autore

Redazione

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Filmografia

locandina Un Natale da ristrutturare

Un Natale da ristrutturare

Sentimentale - USA 2024 - durata 84’

Titolo originale: Deck the Walls

Regia: Jake Van Wagoner

Con Ashley Greene, Wes Brown, Danny Pellegrino, Claybourne Elder, Carolyn Hennesy, Lindsay Pulsipher

in TV: 01/12/2025 - TV8 - Ore 16.00