Feud

2017 USA Biografico FX (US) In corso
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1 stagioni - 8 episodi
8 8
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supadany

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di supadany

Feud è una serie antologica il cui manifesto prevede in ogni stagione il racconto di un’accesa rivalità, impressa a chiare lettere nell’immaginario comune. Il compito di forgiare questi legami incandescenti è onere di Ryan Murphy, esperto in materia di antologie, essendo il creatore di due grandi successi: American Horror Story (2011) e American Crime Story (2016).

Nel 2017, la prima stagione intitolata Bette and Joan irrompe sul set di Che fine ha fatto Baby Jane? per scandagliare la rivalità instauratasi tra due stelle di Hollywood come Joan Crawford e Bette Davis, protraendo l’azione negli anni successivi.

Nel 2018, la seconda annata intitolata Charles and Diana sposta l’epicentro in Gran Bretagna per affrontare il tormentato rapporto tra il principe Carlo e Lady Diana.

Feud: Prima stagione - Di cosa parla

Agli inizi degli anni '60, la carriera di Joan Crawford (Jessica Lange) ha subito una brusca frenata, l’età non perdona e le sue finanze ne risentono pesantemente, mettendo a repentaglio il suo stile di vita particolarmente dispendioso. Con l’aiuto di Mamacita (Jackie Hoffman), la sua domestica tuttofare, legge tutti i libri con protagoniste donne della sua età e trova in Che fine ha fatto Baby Jane? (1962) il soggetto giusto per tentare la risalita e riconquistare il successo che da troppo tempo le manca.

Così, comincia a far circolare l’idea fino a quando riesce a convincere Robert Aldrich (Alfred Molina) a essere della partita, trovando in seguito un produttore disposto a spendersi economicamente: Jack L. Warner (Stanley Tucci).

In più, alla fine di un corteggiamento viscoso, coinvolge anche Bette Davis (Susan Sarandon), inizialmente titubante, così che il processo realizzativo può prendere il via, ma quando le due dive - dal carattere forte e dotate entrambe di un ego tale da calamitare tutte le attenzioni - condividono uno spazio ristretto qual è un set cinematografico, ogni decisione rischia di scatenare un diverbio.

Mentre Aldrich cerca di stemperare l’atmosfera in modo tale da limitare gli intoppi e procedere nel rispetto delle strette tempistiche operative, c’è chi persegue tutt’altro punto di vista. Esternamente, Hedda Hopper (Judy Davis), sempre alla ricerca di scandali da prima pagina, cerca di alimentare ogni fuoco per conquistare cattiverie succose. Internamente, da produttore scafato qual è, Jack L. Warner intuisce come l’animosità sul set possa giovare al risultato finale.

Infatti, i primi giornalieri lo soddisfano e quindi convince lo stesso Aldrich a seguire la sua linea moralmente impudica, rendendo il lavoro di quest’ultimo sempre più complicato, con schermaglie quotidiane talmente accese da far perdere la pazienza anche a un santo.

Nonostante tutto, tra le due dive non mancano nemmeno i momenti di complicità, soprattutto quando capiscono che la cooperazione potrebbe tornare utile a entrambe e che ognuna di loro ha passato delle tristi traversie nel corso della vita, ma poi basta un semplice soffio di vento per scatenare una nuova tempesta.

Per giunta, quando le riprese sono ormai ultimate e il peggio sembra essere finalmente alle spalle, resta in realtà ancora parecchia strada da fare, tra la promozione pubblica del film e la stagione dei premi, sui quali entrambe contano, consce di quanto la conquista di un Oscar potrebbe incidere sulle rispettive carriere.

Comunque vadano le cose, le loro strade sono destinate a incrociarsi nuovamente sul set di Piano... piano, dolce Carlotta (1964), con un ulteriore coinvolgimento anche di Robert Aldrich che, dal canto suo, avrebbe volentieri evitato, ma nella vita ci sono delle proposte impossibili da rifiutare.

Feud: Prima stagione - I personaggi

Le descrizioni che seguono fanno riferimento esclusivamente a quanto si apprende nella serie e non ad altri aspetti del carattere o della vita dei personaggi reali.

Joan Crawford (Jessica Lange) è reduce da alcuni anni d’inattività, i soldi scarseggiano e le proposte non bussano più alla sua porta, così che sceglie di prendere il toro per le corna, abituata com’è a comandare. Non accetta il tempo che passa, abusa di alcol e cerca di ingraziarsi chiunque possa esserle utile per arrivare al raggiungimento del suo scopo. È egoista e vendicativa, al punto di fare terra bruciata intorno a sé, ma è anche vulnerabile. Ha un rapporto colloquiale con la giornalista Hedda Hopper e di accesa rivalità con Bette Davis, mentre può contare in ogni momento su Mamacita, la domestica sempre al suo fianco, nella buona e nella cattiva sorte.

Quando riceve la proposta per recitare in Che fine ha fatto Baby Jane? , Bette Davis (Susan Sarandon) è relegata nei teatri, emarginata dal giro che conta, ma non ha perso un grammo della sua aggressiva intensità. Dentro e fuori dal set è professionalmente impeccabile, mentre nella vita privata ha un rapporto volatile con la figlia maggiore e un grave problema con la minore, sofferente di un invasivo ritardo mentale. Dotata di un carattere tosto, non ha mai riposto nel cassetto l’ambizione e sarebbe disposta a qualsiasi sacrificio pur di vincere il terzo Oscar. D’altronde, il lavoro viene prima di tutto, il suo talento è cristallino e lei è anche abbastanza esigente, prima di tutto verso se stessa, da rendere al 100% in ogni singolo ciak, ma queste qualità offuscano l’umanità e l’arte della diplomazia, fondamentali per concertare le decisioni più importanti. Se ne accorgerà sul set di Piano... piano, dolce Carlotta.

Hedda Hopper (Judy Davis) è una giornalista d’assalto, alla perenne ricerca di uno scandalo da sbattere in prima pagina. Le farse zuccherose le fanno venire il diabete e adopera un linguaggio allusivo per ottenere ciò che desidera, sapendo perfettamente dove infilare il dito per trovare una piaga da sfruttare per il tornaconto personale. Di conseguenza, per arrivare a uno scoop è disposta ad avvelenare i pozzi dell’informazione, adoperando un’invadenza sfrontata. Ha un rapporto confidenziale con Joan Crawford, ma quando si parla di lavoro, il resto finisce in secondo piano.

Mamacita (Jackie Hoffman) è la domestica di Joan Crawford, un’autentica tuttofare, in pratica una fedele scudiera. Prodiga di consigli e ferrea nei comportamenti, segue Joan ovunque e obbedisce sempre, denotando un innato pragmatismo. Ha le idee chiare, alcune delle quali tornano utili a Joan, ma non può accettare tutto a cuor leggero.

Reduce da anni poco produttivi, Robert Aldrich (Alfred Molina) è solleticato da un copione offertogli da Joan Crawford. Lui, uomo semplice e appassionato, finisce per trovarsi in mezzo a un fuoco incrociato e deve fare ricorso a tutta la sua professionalità per riuscire a far quadrare i conti. In più i problemi continuano a casa, dove il rapporto con sua moglie è sempre più compromesso per via della passione che riversa sul set e per delle scappatelle da donnaiolo incallito. Per lui si prospetta un periodo particolarmente impegnativo ed è costretto a fare gli straordinari, mentre sogna di affermarsi e - perché no - vincere un Oscar. Nonostante il successo, rimane un sottovalutato dal sistema e più volte ricattato artisticamente da Jack L. Warner.

Jack L. Warner (Stanley Tucci) è un produttore con il fiuto per il successo, che decide personalmente di fomentare i rapporti sul set di Che fine ha fatto baby Jane? per creare scandali e quindi conquistare spazio sui giornali. È abituato a tirare la corda nel nome del capitalismo e la sua sfera d’influenza va ben oltre il set. Non ha alcuna intenzione di mollare l’osso e non si pone alcuno scrupolo pur di battere la concorrenza. D’altronde, se un’idea funziona, perché non ripeterla all’infinito?

Pauline Jameson (Alison Wright) è la fedele assistente di Robert Aldrich. Silenziosa, dall’animo mite e costantemente presente dove serve, ricorre alla diplomazia per rendere il set fruttifero, cercando di infondere fiducia a chiunque ne abbia bisogno. Sogna di dirigere personalmente un film ma Hollywood non è ancora pronta per affidare una chance del genere a una donna.

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Il cast

Negli anni 2000, raramente abbiamo visto all’opera Jessica Lange - qui chiamata per far risplendere la stella di Joan Crawford -, ma in precedenza l'attrice ha lasciato un segno importante nell’universo di celluloide. Ha vinto due premi Oscar, uno come miglior attrice protagonista in Blue sky e uno come miglior... Vedi tutto

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Guida agli episodi

  1. Prima stagione

    8 episodi Vedi tutto
    1. 2x01 -
    2. 1x08 - You Mean All This Time We Could Have Been Friends?
    3. 1x07 - Abandoned

Produzione e ricezione

Feud è una serie antologica creata da Ryan Murphy, presente anche nelle vesti di produttore esecutivo, insieme a Jaffe Cohen e Michael Zam. Nella lista delle case produttrici coinvolte, oltre alla società facente capo a Ryan Murphy stesso, figurano la Plan B Entertainment di Brad Pitt e la Fox 21 Studio Television. Tra i produttori sono presenti anche le protagoniste Susan Sarandon e Jessica Lange, oltre a Jaffe Cohen e Dede Gadner.

Inoltre, Ryan Murphy ha anche diretto tre episodi (il primo, il secondo e il quinto) e ne ha sceneggiati due (il primo e il quinto). Tra gli altri registi coinvolti, Gwyneth Horder-Payton (The shield, Sons of anarchy) ha condotto due episodi, l’attrice Helen Hunt (già regista di Ride – Ricomincio da me), la regista Liza Johnson (Elvis & Nixon, Hateship, loveship) e il produttore esecutivo Tim Menear (Angel, Firefly) ne hanno diretti uno a testa.

Inizialmente, Ryan Murphy pensò al progetto in forma di lungometraggio, avendo già in mente Susan Sarandon e Jessica Lange per i ruoli chiave. Il progetto seriale ha cominciato a prendere forma in un secondo momento, fino a quando, il 5 maggio 2016, la rete via cavo Fx ha scelto di prenderne in carico la trasmissione.

La prima stagione ha debuttato negli Stati Uniti il 5 marzo 2017, trasmessa dalla rete via cavo Fx. Pochi giorni prima del suo esordio – per l’esattezza il 28 febbraio - Fx ha comunicato pubblicamente il rinnovo della serie per una seconda annata, dal titolo Charles e Diana.

I dati di ascolto riportano un esordio importante, superiore ai 2,2 milioni di telespettatori, per poi flettere su una media a episodio di poco superiore al milione.

La prima stagione ha ricevuto apprezzamenti quasi unanimi da parte della critica americana. Su Metacritic conta un giudizio complessivo di 81/100 sui quarantaquattro contributi raccolti, mentre su Rotten Tomatoes si è attestata su un ancora più lusinghiero 8,45/10 e un 82% di positività. Anche il pubblico ha apprezzato l’operazione, attribuendogli un voto medio pari a 8,6/10 su Imdb (ndr: valore rilevato in data 30 ottobre 2017).

Infine, agli Emmy Awards 2017 ha conquistato due premi secondari – trucco e acconciature - su diciotto candidature complessive, che comprendevano tutte le categorie principali, tra cui miglior miniserie, miglior attrice in una miniserie (sono state nominate sia Susan Sarandon, sia Jessica Lange), miglior attore non protagonista (Stanley Tucci e Alfred Molina), miglior attrice non protagonista (Jackie Hoffman e Judy Davis), miglior regia e sceneggiatura di un singolo episodio (Ryan Murphy per il quinto episodio).

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Le stagioni

Stagione 1

La prima stagione ha debuttato negli Stati Uniti il 5 marzo 2017, trasmessa dalla rete via cavo Fx.

Incentrata sulla rivalità tra Joan Crawford e Bette Davis sul set di Che fine ha fatto Baby Jane?, espandendo la visuale alla restante parte della vita di entrambe, vede in ruoli di narratrici in stile falso documentario Kathy Bates (premio Oscar per Misery non deve morire, nominata per A proposito di Schmidt) e Catherine Zeta-Jones (premio Oscar per Chicago, protagonista in Traffic), rispettivamente nei ruoli di Joan Blondell e Olivia de Havilland.

Inoltre, compaiono parecchi protagonisti della scena hollywoodiana dei primi anni sessanta, nella fattispecie George Cukor (John Rubinstein), Frank Sinatra (Toby Huss), William Castle (John Waters), Geraldine Page (Sarah Paulson), Anne Bancroft (Serinda Swan), Maximilian Schell (Philip Boyd), Dean Martin (Andy DiMino), Bruce Dern (James Hawthorn), Gregory Peck (Bryant Boon), Vincent Price (Salvator Xuereb) e David Lean(Anthony Crivello).

È composta di otto episodi, di una durata variabile tra i 45 e i 60 minuti.

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