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Ashes to Ashes

2008-2010 Gran Bretagna Avventura BBC One Terminata
Guida episodi Cast
3 stagioni - 24 episodi
7 7
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shadgie

Scheda realizzata con il contributo

di shadgie

Polvere alla polvere. Siamo nel 2008 e le ossessioni di una detective della Polizia Metropolitana di Londra passano, ancora una volta, per le immagini allucinate di una creazione di David Bowie. Alex Drake, madre single, è misteriosamente ossessionata dai file su un agente scomparso, un tale Sam Tyler. Quando il criminale al quale sta dando la caccia la rapisce e le spara crede che ormai la sua missione personale sia giunta al termine, ma non è così. Si risveglia, vestita e truccata come una squillo d’alto bordo, su uno yacht che ospita una festa di yuppies. È solo un sogno?

Ashes to Ashes - Di cosa parla

L’agente Alex Drake è un detective della Polizia Metropolitana di Londra. Ha una figlia che ama e la aiuta a crescerla un vecchio amico, il padrino Evan. Come accadeva per il Sam Tyler di Life on Mars, il cui caso è giunto nelle mani della stessa Drake, psicologa ancor prima di essere poliziotta, nel pilot vediamo la detective alle prese con una “giornata particolare”. All’inizio dell’episodio è in auto con sua figlia Molly, che pur avendo a malapena 12 anni le esprime le sue considerazioni e il suo scetticismo sul caso Tyler, dal quale la madre pare misteriosamente attratta. In seguito la trama dell’episodio sembra ricalcare la struttura del suo predecessore nella serie madre: Alex si mette sulle tracce di un criminale di nome Andrew Layton. Il primo impatto con l’uomo è particolarmente forte: il suo viso è sinistro e familiare, e dalla sua bocca escono frasi apparentemente sconnesse come “I’m happy, hope you’re happy too”. Anche in questo caso gli autori della serie sfruttano abilmente il raccordo musicale con un’epoca, risolutiva per la protagonista come gli anni ’70 lo erano stati per Life on Mars: i versi di Bowie sono ancora una volta una serie di immagini evocative, ma quasi esangui (They got a message /from the Action Man/"I'm happy, hope you're happy too/I've loved/all I've needed to love/Sordid details following"). Major Tom, protagonista di Space Oddity, altro pezzo storico e quasi contemporaneo di Life on Mars, è diventato un drogato e il passato sfolgorante e speranzoso dei seventies si è definitivamente frantumato, in attesa del nulla piuttosto che di una fantomatica “vita su marte” che, non a caso, nel titolo della canzone si portava dietro un punto interrogativo, omesso poi nel titolo della serie tv.

In questo caso non è un pezzo musicale a portare Alex indietro nel tempo, ma una pallottola al rallentatore sparata da Layton. La prima immagine che la accoglie una volta risvegliata è quella di un clown smagrito ed inquietante, lo stesso del video musicale di Ashes to Ashes di Bowie, che appare e scompare lasciandola disorientata. Ha addosso abiti e trucco improbabili, i capelli gonfi, e al di là di una porta proviene una musica forte e ipnotica (Vienna degli Ultravox). Ben presto scopre di essere ad un party su una barca e che i convitati la credono una squillo di lusso. Tra questi c’è uno yuppie sospettato di spaccio, tale Edward Markham che alla prima occasione la prende in ostaggio e la minaccia. L’incontro “rivelatore” con il team di polizia composto da Chris Skelton, Ray Carlyng e dal DC Gene Hunt è un’”epifania” dai toni comici e grotteschi composta in una scena che diverrà emblema della serie. Alex scoprirà di essere nel 1981 e di essere il nuovo detective della polizia metropolitana di Londra e dovrà convincere i suoi superiori e sottoposti a mettersi sulle tracce di Layton.

Soffermarsi sul primo, complicato e stratificato episodio di questa serie può costituire un primo passo per addentrarsi in un universo farraginoso e imperfetto, ma certamente affascinante. Il cui elemento più interessante è certamente la trasposizione al femminile dello spaesamento vissuto dal personaggio della serie madre: quasi 10 anni dopo i fatti di Life on Mars il team di Hunt opera in una città più grande e alcune delle posizioni più alte per le donne in polizia sono ormai aperte (si pensi che in Italia fino al 1988 le donne facevano parte di un corpo di polizia a parte e si occupavano di piccoli reati o illeciti amministrativi), ma l’atteggiamento dei colleghi nei confronti di Alex è inizialmente piuttosto desolante. Utilizzata come una squillo infiltrata, è subito decorata con un pittoresco soprannome da Gene Hunt, tradotto nella versione italiana come “mutandine”, con un riferimento non elegantissimo al suo abbigliamento rivelatore. Ray, suo sottoposto, non le risparmia talvolta battute salaci e frecciate, e spesso le mancano di rispetto anche collaboratori esterni. Eppure, abituata al suo ruolo pre-transizione, Alex procede mettendo in mostra la sua forza e non rinunciando ad esprimere anche i suoi aspetti più fragili e umani. Utilizzando le sue competenze psicologiche riesce anche a scalfire le corazze degli uomini che la circondano, a partire dal giovane - anche se non più come un tempo - e malleabile Chris fino ad arrivare a Ray, Gene e persino a molti criminali. Anche l’aspetto e i comportamenti di Alex, tra l’iperfemminile e l’androgino, mutuati sui classici della moda anni ’80, oltre a trasformare radicalmente l’impatto del suo personaggio rispetto alla versione moderna e a mutare nel tempo (dal look pomposo del 1981 a quello più sobrio e minimale del 1983), influenzano l’agente semplice Sharon “Shaz” Granger, ancora incerta riguardo al proprio ruolo in polizia. Il secondo aspetto da analizzare è il contesto politico, legato ad un’altra figura di donna: dal 1979 la “lady di ferro” Margareth Thatcher era il Primo Ministro della Gran Bretagna, ed è significativo come la stessa sia ricordata più per le sue politiche, tra rigore e liberismo, che per il fatto di essere stata la prima donna a Downing Street.

Ma il viaggio di Alex, e ancor più il percorso di Gene Hunt, sempre più disilluso e cinico, non attraversano solo parte di un decennio sfiorandone i cambiamenti sociali, politici e di costume: sono i simboli a tornare con insistenza negli incubi dei protagonisti e nei continui richiami del nuovo/vecchio mondo. Fin dall’inizio della serie appare chiara l’impronta metafisica e la necessità di rivelare gli elementi con parsimonia, necessità che ha avvicinato la serie ad un’altra di enorme successo, conclusasi proprio nel 2010: parliamo di Lost, in cui il viaggio dei molteplici protagonisti travalicava epoche e dimensioni, sfaldando le percezioni spaziotemporali degli spettatori. Se non tutti gli episodi o le linee narrative proposte sembrano riuscire a mantenere alta l’attenzione degli spettatori e a tratti si avverte l’impressione di essere finiti in un mastodontico e curatissimo revival anni ’80, la tensione sembra però concentrarsi nell’ultima stagione, in cui la fotografia fredda degli inizi lascia spazio a molte ombre. Attraverso l’introduzione di un personaggio chiave, il supervisore Jim Keats, la regia si propone di rispondere alle molte domande che si sono affastellate nel corso delle prime due stagioni.

Ashes to Ashes – Il tempo e la musica

Gli sceneggiatori della serie madre mescolano generi differenti con una certa abilità, mostrando ancora una volta cura per gli ambienti e per gli oggetti d’epoca e regalando ad alcuni apici narrativi una colonna sonora ricca e non banale: ricordiamo Careless Memory dei primi Duran Duran, Sunday Bloody Sunday degli U2 e più pezzi dei Clash a sottolineare tensioni sociali e politiche, smarrimenti romantici e onirici con il synth-pop di Imagination degli OMD. La principale distanza da Life on Mars sembra però riguardare il ritmo narrativo e lo stile di ripresa, che solo nei momenti più intimisti della terza stagione si distanzia dal “vortice” di ispirazione americana che domina retate ed inseguimenti. I personaggi e i luoghi, che qualche volta cambiano davanti agli occhi dei protagonisti stessi (episodio 7, stagione tre) assumono un valore fortemente simbolico, così come l’apparente incedere del tempo.

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Il cast

Oltre al già noto Philip Glenister nei panni di Gene Hunt la presenza più importante per lo show è certamente quella di Keeley Hawes, nome d’arte di Claire Julia Hawes, nata a Londra nel 1976. Ex modella, Keeley era già conosciuta nel ruolo di Zoe Reynolds, agente anti-terrorismo in Spooks (2002-2011), e per... Vedi tutto

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Guida agli episodi

  1. Prima stagione

    8 episodi Vedi tutto
  2. Seconda stagione

    8 episodi Vedi tutto
  3. Terza stagione

    8 episodi Vedi tutto

Produzione e ricezione

La serie Ashes to Ashes rappresenta uno spin off insolito di Life on Mars: infatti gli eventi, pur muovendo da un personaggio inedito, risultano essere una naturale prosecuzione di quelli della serie madre, rendendo Ashes nei fatti un vero e proprio sequel. Visto l’affiatamento del cast ed un buon successo di pubblico, il serial è andato avanti per tre stagioni dal 2008 al 2010, ricalcando il classico schema degli otto episodi per ogni stagione. La produzione risulta essere ancora una volta della Kudos Film and Television per BBC One, mentre la scrittura delle sceneggiature fa capo a Matthew Graham re Ashley Pharoa, già coinvolti in Life on Mars. Nonostante l’entusiasmo generale suscitato dal ritorno di Gene Hunt tra i fan della serie, l’accoglienza non è stata unanime. Gli ascolti del primo episodi, andato in onda il 7 febbraio 2008, si attestano attorno alla soddisfacente media del 29%, ma le recensioni si dividono tra le positive dell’Herald e dello Spectator e le negative del Times e del Guardian.

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Le stagioni

Stagione 1

La prima stagione viene trasmessa dalla BBC One il 7 febbraio 2008 e contiene 8 episodi da ’60 minuti. In Italia la messa in onda, su Rai 4, va dal 3 al 25 marzo 2012. Nella prima stagione la detective e psicologa Alex Drake, madre di una bambina, viene colpita da una pallottola sparata da un criminale dal volto familiare, Andrew Layton. Finisce così nel 1981 e scopre che il suo nuovo capo è Gene Hunt, di cui aveva sentito parlare studiando il caso di Sam Tyler, un poliziotto che affermava di aver “viaggiato” nel tempo. Durante i primi otto episodi Alex fatica a farsi accettare come nuovo capo di Chris, Ray (trasferiti con Hunt da Manchester a Londra) ed altri agenti, mentre instaura subito un buon rapporto con Sharon detta Shaz Granger, un’agente semplice che vede in lei un modello da seguire. Il suo metodo di investigazione, influenzato dai suoi studi, insospettisce i colleghi e il capo Hunt, con il quale vive una bizzarra relazione tra attrazione ed odio. Nel corso delle indagini Alex si avvicinerà anche ad un avvocato di nome Katie Price, ovvero sua madre, e si ritroverà suo malgrado ad indagare sulle cause dell’esplosione dell’auto che costò la vita ai suoi genitori proprio nell’81, ricostruendo il puzzle di immagini che la tormentano da allora e che ora tornano insistenti: la sua mano che fa volare un palloncino, il clown e i versi della canzone Ashes to Ashes, il suo padrino Evan che le prende la mano. Sua madre è stata uccisa per motivi politici oppure personali? E che tipo di relazione aveva con lei il suo giovane assistente Evan? Alex crede che risolvere questi quesiti possa riportarla nel 2008 e farle riabbracciare sua figlia Molly.

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Stagione 2

La seconda stagione è andata in onda nel Regno Unito dal 20 aprile all’8 giugno 2009. In Italia dal 1° al 22 aprile 2012, sempre con due episodi settimanali come per la precedente stagione. La trama si concentra nel 1982 in cui Alex, ancora scossa per non aver impedito la morte dei suoi genitori, riceve segnali sulla sua condizione nell’altro mondo e continua a sperare. Intanto si susseguono i casi, mentre l’Inghilterra thatcheriana è coinvolta nella guerra delle Falkland. Gene deve affrontare le accuse di corruzione alla Polizia Metropolitana e il tradimento da parte di un suo vecchio collaboratore, mentre Alex lo aiuta e ritrova il ragazzino che qualche anno dopo sarebbe diventato padre di Molly, sospettato di aver rapinato il suo stesso padre.

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Stagione 3

La terza stagione di Ashes to Ashes è anche la stagione conclusiva, andata in onda sulla BBC One nel 2010 e nel 2012 in Italia. Una figura minacciosa e meticolosa, quella del supervisore Jim Keats, si aggira per il dipartimento della Polizia Metropolitana. Apertamente ostile a Hunt, sempre più invischiato in affari più grandi di lui, Keats sembra voler insinuarsi nelle vite di Ray, Shaz, Chris e soprattutto di Alex, della quale pare conoscere molto. Intanto un’agente di polizia sotto copertura mette a rischio la sua vita e anche l’agente di custodia Viv James viene coinvolto in una sommossa di detenuti, guidata dal violento John Sacks. Intanto il mondo dei poliziotti vicini ad Hunt pare sfaldarsi: la prima a cedere sembra essere Shaz, che dopo alcuni successi sul lavoro sembra essere ripiombata in una spirale di insoddisfazioni, oltre ad essere disturbata da “visioni” di strade che scompaiono per lasciar spazio a inquietanti scorci di universo. Poco dopo tocca anche al suo ex fidanzato Chris Skelton, già caduto nella trappola di alcuni criminali di cui aveva fatto l’informatore, a Ray e ad Alex, convinta da Keats che, se l’aiuterà a disfarsi di Hunt, potrà riabbracciare presto sua figlia Molly. La detective capisce così che il suo tempo a disposizione nel 1983 sta per terminare.

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