Vikings

2013 USA Drammatico History In corso
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6 stagioni - 60 episodi
In TV Sky Atlantic 4x03 Ore 22:10 altre VISIONI
In streaming
  • Netflix
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Fanny Sally

Scheda realizzata con il contributo

di Fanny Sally

Rutilante saga epica che tra storia, leggenda e fantasia, narra le gesta dell’audace avventuriero vichingo Ragnar Lothbrock e della sua numerosa stirpe, sospinta da un’inarrestabile sete di sapere, potere e avventura alla continua scoperta e conquista di nuove terre e nuovi popoli, in una inesauribile lotta tra sangue e spirito, onore e ambizione, dovere e passione, lealtà e tradimenti, morte e redenzione.

Dagli scenari nebbiosi e selvaggi delle foreste nordiche alle sontuose e subdole corti di Britannia e Francia, si compie insieme ai personaggi un immersivo viaggio all'indietro nel tempo, in un’epoca intrisa di violenza e di misticismo, in cui uomini e dei sembrano camminare gli uni a fianco degli altri e contendersi le sorti del mondo.

Vikings - Di cosa parla

Nell’anno 793 d. C., in un imprecisato campo di battaglia del Mar Baltico, due nerboruti guerrieri, oramai stremati, stanno combattendo contro gli ultimi sopravvissuti di una tribù nemica, e aiutandosi a vicenda, riescono a sconfiggere gli oppositori con poca difficoltà. Uno di questi è il giovane e intrepido Ragnar Lothbrock, il quale, prima di seguire il fratello e abbandonare i cadaveri dei compagni ai rostri dei corvi, riceve una visione del dio Odino, che scende dal cielo insieme alle Valchirie per condurre con sé le anime dei combattenti più eroici verso il Valhalla.

Già con la sua macabra e onirica sequenza d’apertura, Vikings dichiara quali sono i punti cardine su cui è improntata la sua narrazione: da una parte una ricostruzione cruda e non edulcorata della brutalità propria di quei popoli che vivevano di saccheggi ed efferatezze, dall’altra un’inclinazione a fondere spesso e in maniera ambigua realtà e mito, indulgendo nell’inserire apparizioni e segnali misteriosi che richiamano al forte misticismo dell’epoca. A questo costante binomio si aggiunge il terzo grande tema portante della serie, ovvero il complesso e conflittuale rapporto tra due fratelli, emblematico delle rivalità e delle invidie che serpeggiano all’interno della società vichinga: una società per certi versi moderna ed evoluta, ma per altri aspetti rigida e gerarchica, sorretta da leggi severe e semplici e legata a tradizioni e riti cruenti, che scandiscono la vita comune e le stagioni.

Gli abitanti del freddo villaggio scandinavo di Kattegat sono essenzialmente pescatori e contadini che vivono degli scarsi prodotti della propria arida terra, ma durante la stagione estiva abbandonano i propri averi e si imbarcano in spedizioni per raggiungere le più fertili pianure orientali. Un po’ guerrieri, un po’ pirati, un po’ mercenari, compiono i loro attacchi annuali a danno dei popoli confinanti per poi tornare a casa e condividere i frutti delle loro razzie con le proprie famiglie e rendere omaggio al loro conte Haraldson, colui che possiede le navi e decide la destinazione delle scorrerie.

Le pianure dell’est però, col passare degli anni, essendo state a lungo depredate, offrono sempre minori opportunità di guadagno, ed è allora che il temerario Ragnar Lothbrock avanza l’ardita proposta di cambiare meta per il futuro e tentare di raggiungere le ancora inesplorate regioni dell’Ovest, delle quali corre voce che siano ricche oltre ogni immaginazione. Disobbedendo al perentorio divieto impostogli dallo superbo conte, e ignorando le subdole minacce rivolte alla sua famiglia, Ragnar continua a perseguire il suo ambizioso sogno e, ottenendo l’appoggio del fratello minore Rollo e di altri compagni insoddisfatti, va a discuterne anche con l’ingegnoso amico carpentiere Floki, che in breve costruisce delle imbarcazioni più robuste, resistenti e snelle, con uno scafo più profondo e affusolato, capace di scivolare agilmente sulle onde del mare aperto.

Quando il gruppo di esploratori partito in gran segreto ritorna dalla spedizione verso la Britannia con un grande bottino formato da oggetti preziosi, schiavi cristiani e nuove conoscenze, dimostrando che quei racconti non erano solo fantasie infondate, tra gli abitanti del sonnolento villaggio si scatena un vero terremoto, che comporta un progressivo disgregarsi dell’ordine politico e sociale esistente.

La sceneggiatura di Michael Hirst, in parte basata su fatti storici attestati, in parte ispirata alle antiche saghe norrene, pone bene in risalto le profonde diversità culturali e religiose che contraddistinguevano il mondo conosciuto nell’VIII secolo e l’inevitabile trauma derivato dal loro improvviso incontro e scontro.

A incarnare con vigore ed efficacia le diverse sfaccettature di questa realtà è il carismatico protagonista Ragnar Lothbrock, figura leggendaria che racchiude in sé più sovrani scandinavi del IX secolo, accomunati dall’aver intrapreso una serie di espansioni nel Nord Europa, e dai cui eredi sarebbero discese la dinastia normanna e numerose famiglie nobiliari che nel Medioevo regnarono in Francia, in Inghilterra e nel sud Italia.

Ragnar è un uomo complesso e controverso, le cui azioni, a volte anche sleali e spietate, sono guidate non solo dalla brama di fortuna e gloria, ma anche e soprattutto dalla volontà di superare i limiti delle proprie conoscenze e capacità, il che lo porta, come un novello Ulisse, a cercare di spingersi sempre più oltre l’orizzonte comune, trasgredendo leggi umane e divine.

Attraverso i suoi occhi glaciali e allucinati, lo spettatore viene condotto a conoscere sia il funzionamento della misteriosa e violenta società vichinga, sia usi e costumi dei popoli europei contemporanei, che, in quanto a superstizione e crudeltà, spesso e volentieri non differiscono molto da quelli tribali.

La regia racconta, senza giudicare né parteggiare, le imprese dell’eroico conquistatore e dei suoi valorosi compagni di scorribande, tra cruente battaglie campali e furiosi combattimenti corpo a corpo, sacrifici rituali e smembramenti, sanguinose congiure di corte e impunite barbarie.

I contenuti e le immagini dal forte impatto visivo dunque non mancano e rendono la serie adatta principalmente ad un pubblico adulto, sebbene la rappresentazione della violenza non sia mai un mero espediente narrativo, quanto piuttosto un fattore necessario a rendere la rappresentazione quanto più realistica ed esaustiva possibile.

Nonostante l’accuratezza dimostrata nella riproduzione di scenografie e dettagli, dagli usi quotidiani alle tecniche di navigazione e combattimento, dai riti religiosi alla lingua usata da vichinghi, sassoni e franchi, Vikings non è comunque una serie dall’impronta documentaristica o dalle pretese finalità scolastiche. Hirst, infatti, ricorre spesso a molte licenze artistiche per integrare le lacune storiche e i racconti leggendari, e questo riguarda anche la scansione temporale dei fatti documentati, con anticipazione di eventi e introduzione di personaggi e invenzioni tecniche che vedranno la luce solo molti decenni dopo.

Lo spaccato storico che emerge è quello di un periodo instabile e buio, dominato da incertezze e contrasti, in cui per sopravvivere, oltre ad affidarsi alle spade, si devono saper sfruttare bene anche l'intuito, il sapere e la strategia.

Ma un ruolo altrettanto rilevante è occupato dalla fede e dalle credenze religiose. La presenza di una dimensione ultraterrena partecipe e motore delle vicende umane viene continuamente messa in discussione sia dai norreni che dai cristiani, ed è richiamata, oltre che dalle tante profezie disseminate nel racconto, dalla presenza dell’enigmatico veggente del villaggio che dispensa agli abitanti criptiche previsioni sul futuro, e dall’inserimento del fervente e tollerante frate cattolico Athelstan, che con le sue conoscenze ricopre un ruolo cruciale nell’ascesa di Ragnar da semplice fattore e guerriero a re di Scandinavia.

Accanto a lui si muovono altri personaggi secondari ben caratterizzati nelle loro contorte psicologie e motivazioni tra i quali, oltre al cupo fratello Rollo e al bizzarro amico Floki, spicca la vibrante figura della moglie Lagertha. Ispirata alla shieldmaiden (letteralmente “ragazza con lo scudo”) della mitologia norrena, è una donna forte, emancipata e indomita, che rifugge la protezione e la tirannia di un marito o di un compagno, costruendosi una propria solida reputazione sia combattendo furiosamente a fianco degli uomini, sia governando con intelligenza sulla sua comunità.

Nella società vichinga, infatti, le donne potevano vantare diritti legali più che in qualsiasi altra cultura medievale nota ed esercitavano poteri politici quasi al pari dei compagni, specialmente quando questi erano lontani da casa per le razzie. E insieme a Lagherta altre figure femminili vengono mostrate sia come guerriere sia come influenti detentrici del proprio ascendente decisionale, tanto nelle inospitali brughiere, quanto all’interno dei sontuosi palazzi reali.

Col passare delle stagioni, il racconto diviene sempre più corale, gli scenari geografici si ampliano e viene riservato sempre più spazio alle vicende di Inghilterra e Francia, oltre che agli eredi del protagonista, che di contro si va defilando.

I personaggi

In Vikings i personaggi non sono piatti né rientrano mai in categorie nette di bene o male: le loro personalità sono in continuo movimento, cambiando con lo scorrere degli eventi.

Il protagonista assoluto sin dalle prime inquadrature è Ragnar Lothbrok, un giovane uomo che, pur credendosi un discendente di Odino, conduce inizialmente una vita semplice, essendo un modesto fattore e un premuroso padre di famiglia, sposato con la bella e fiera Lagertha e genitore di due bambini, il maschio Bjorn e la femminuccia Gida. Quando le circostanze lo richiedono, Ragnar non si tira indietro dal prestare le sue doti combattive al servizio del sovrano, dimostrando in più occasioni di essere un feroce e abile guerriero. Egli però non si accontenta di servire un re, né di possedere un pezzo di terreno e una famiglia che lo adora. È uno spirito libero, curioso e temerario e in cuor suo coltiva l’inarrestabile desiderio di scoprire nuove terre in cui la sua gente possa trasferirsi per vivere meglio. La sua audacia e la sua ambizione lo spingeranno ad intraprendere una serie di spedizioni oltre i confini del mare del Nord, ad esplorare territori sconosciuti e a rapportarsi con popoli e costumi stranieri, facendogli acquistare fama e rispetto, ma anche allontanandolo dai suoi affetti più cari e dalla sua fede negli dei e negli ideali del suo popolo. Personaggio sfaccettato, problematico e tormentato, l’intrepido vichingo Ragnar è un eroe molto moderno, sempre proiettato verso la conoscenza e la scoperta del diverso, e al tempo stesso profondamente legato alle radici della sua cultura, un uomo scisso tra passato e futuro, tra terra e mare, spirito e carne, le cui azioni sono spesso imprevedibili e i cui tormenti più oscuri spesso prendono il sopravvento senza preavviso.

Rollo Lothbrock, fratello minore di Ragnar, è da sempre legato a quest’ultimo da un rapporto conflittuale di profondo rispetto e gelosa competizione, tanto in ambito personale quanto sentimentale, essendo perdutamente innamorato della moglie di lui, Lagertha. Combattente forte e valoroso, generoso ma impulsivo, a causa del suo costante sentirsi messo in ombra rispetto alle eroiche gesta del fratello maggiore, non esita a commettere azioni sleali, a schierarsi con i nemici e a tradire il suo stesso sangue, pur di ascendere a posizioni di maggiore potere. Il personaggio è lontanamente ispirato ad un antenato di Guglielmo il Conquistatore.

Lagertha, bella e orgogliosa moglie di Ragnar, al quale ha dato due figli, è una donna coraggiosa e forte quanto e forse più di qualunque altro guerriero vichingo, tanto da aver preso parte in prima linea a più battaglie, rivaleggiando con gli uomini per spietatezza e ardore. Dopo il matrimonio ha accettato di appendere spada e scudo per crescere i suoi bambini ma rimane anche lei uno spirito libero e inquieto, fiera e volitiva, sempre pronta a partire e rimettersi in gioco, sia assecondando le ambizioni del marito, sia cercando una propria affermazione che vada al di là di un costrittivo legame sentimentale.

Ragnar, infatti, inseguendo la sua brama di conquista, la sostituisce ben presto con Aslaug, sagace e misteriosa principessa dai poteri di preveggenza che incontra durante uno dei suoi viaggi e che lo seduce con la promessa di altri eredi dal futuro cosparso di stelle. La donna proclama di essere figlia di due personaggi leggendari, la guerriera Brunilde e l’eroe Sigfrido che avrebbe sconfitto il drago Fafnir, e sfruttando questa sua eredità cerca di dominare su Kattegat.

Floki, geniale ed eccentrico costruttore di navi, è il miglior amico di Ragnar e colui che lo aiuta a realizzare le sue temerarie fantasie, prima fra tutte quella di poter navigare verso il mare aperto oltre i confini conosciuti. Ambiguo e stravagante, beffardo e all’apparenza svampito, oltre ad essere un abilissimo ingegnere e un grande esperto di medicina, è anche un fanatico religioso che crede in maniera assoluta negli dei e nella loro imperscrutabile e saggia volontà sopra tutto e tutti, al punto da affidarsi totalmente al loro giudizio e condannare duramente chi non li rispetta.

Una figura centrale nello sviluppo della trama della prima stagione è quella di Athelstan, un giovane prete cristiano del monastero di Lindisfarne, saccheggiato dai vichinghi durante la loro prima incursione ai danni degli insediamenti costieri delle isole britanniche, che viene condotto a Kattegat come schiavo personale da Ragnar. Credente, paziente e curioso del mondo, grazie alla sua genuinità, alla sua tenacia e alla sua disinteressata generosità riesce a far breccia nell’animo ruvido e tormentato del protagonista, al quale insegna la sua lingua, istruendolo anche sugli usi e costumi dei britannici, diventandone col tempo oltre che un prezioso informatore, un amico fedele nonché un sincero confidente. Ma la convivenza con gli uomini del Nord eserciterà un irresistibile fascino nel timido frate, inducendolo a porsi delle domande profonde sulla propria fede e la propria missione.

Particolarmente saldo diventa il suo legame anche con il figlio maggiore di Ragnar, Bjorn, per il quale diviene una sorta di fratello maggiore o mentore, proprio negli anni in cui il genitore si dedica alle sue esplorazioni e ai suoi sogni di gloria, lasciando la famiglia da parte. Bjorn, da tredicenne spaurito e acerbo, col passare degli episodi diviene un guerriero di tutto rispetto, guadagnandosi il soprannome di “Fianco di ferro” per la sua incredibile resistenza in battaglia, dimostrandosi l’ideale successore di Ragnar, dal quale eredita il rispetto per la legge e il dovere e l’apertura per il nuovo, seppure l’irruenza e l’inesperienza insite nella sua giovane età, lo fanno talvolta peccare di leggerezza e arroganza.

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Il cast

Il cast di Vikings è molto eterogeneo per provenienza geografica ed esperienze attoriali. Diversamente da quanto potrebbe sembrare, infatti, nonostante la produzione sia canadese e l’ambientazione scandinava, gli attori sono stati reclutati in diverse parti del globo. Travis Finnel, che incarna il mitico... Vedi tutto

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Guida agli episodi

  1. Quarta stagione

    24 episodi Vedi tutto
  2. Terza stagione

    10 episodi Vedi tutto
  3. Seconda stagione

    10 episodi Vedi tutto
  4. Prima stagione

    9 episodi Vedi tutto

In streaming

Disponibile in streaming su Tim Vision e su Netflix (stagioni 1-3)

Produzione e ricezione

Ideata e interamente scritta da Michael Hirst - sceneggiatore televisivo inglese già creatore dell’apprezzata serie in costume I Tudors e, per il cinema, dei film Elizabeth e Elizabeth: The Golden Age - Vikings, di cui Hirst è anche il produttore esecutivo, è la prima serie tv prodotta dal canale canadese History, canale via satellite e via cavo che trasmette programmi prettamente divulgativi, sul quale ha debuttato il 3 marzo 2013, in contemporanea con gli Stati Uniti.

Per usufruire di maggiori sgravi fiscali, le riprese si sono svolte in Irlanda dove, oltre agli Ashford Studios di recente costruzione, sono gli incontaminati paesaggi naturali dei Monti Wicklow a dominare la scena, sostituendo quasi sempre quelli scandinavi; un buon numero di episodi è stato girato anche nella provincia Canadese dell’Ontario in collaborazione con Shaw Media, Take 5 Production e World 2000 Entertainment.

La serie si avvale anche della consulenza dell'emerito archeologo e antropologo inglese Justin Pollard, mentre la direzione degli episodi è stata affidata negli anni a registi diversi tra cui Johan Renck, Kari Skogland e Helen Shaver, tutti già dietro la macchina da presa in altre serie televisive di successo degli ultimi anni.

L’epica e misterica colonna sonora è curata dal compositore canadese Trevor Morris, che aveva già lavorato alla soundtrack di altri show di ambientazione storica, quali I Tudor, I Pilastri della Terra, I Borgia, mentre la cupa sigla d’apertura accompagnata dalla canzone If I had a heart, vede la partecipazione della cantante svedese Fever Ray, la cui voce oscillante tra toni gravi e acuti si mescola alle note ipnotiche di un organo e di un synth. Nel corso degli anni anche altri artisti, tra cui soprattutto il gruppo folk norvegese dei Wardruna, hanno collaborato con i loro brani alla composizione dei temi musicali dello score.

Per rispettare la durata standard di quarantacinque minuti e rientrare nel rating previsto dalla trasmissione in prima serata, la serie ha subito delle censure sia in Canada che negli Stati Uniti, dove sono state eliminate le scene più esplicite di violenza e di sesso, rese disponibili però nella versione home-video e anche in quella italiana.

L’accoglienza da parte del pubblico e della critica è stata sostanzialmente positiva sin dai primi episodi: se gli appassionati di storia nordica e medievale hanno apprezzato la minuziosa ricostruzione di usi, costumi, strumenti, armi e ambientazioni, nonché la grande attenzione rivolta all’aspetto più umano e quotidiano dei protagonisti, la stampa ha premiato tanto le interpretazioni intense e accattivanti del cast e l’impegno tecnico e antropologico nella rappresentazione delle diverse culture, quanto la giusta misura con cui anche gli aspetti più crudi delle battaglie e dei sacrifici o quelli più folkloristici dell’immaginario vichingo sono stati trattati, privilegiando talvolta la riflessione all’azione, senza eccedere nella retorica o nella politica, anche in presenza di temi di un certo spessore.

Con un giudizio medio di 8,6 punti su Imdb e di 7,8 su Metacritic, Vikings a tre anni dal suo debutto registra ancora un notevole seguito di pubblico ed è una delle serie di genere storico più popolari e amate a livello internazionale.

Lo show nel 2013 ha ricevuto diverse nomination agli Emmy Awards, nelle categorie: Migliori titoli di testa, Miglior montaggio sonoro per una serie e Migliori effetti speciali di supporto.

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Le stagioni

Stagione 4

Per la quarta stagione di Vikings il numero di episodi è stato raddoppiato arrivando a 20: i primi 10 sono stati trasmessi in esclusiva da History dal 18 febbraio al 21 aprile 2016. In Italia Timvision ha messo a disposizione gli stessi episodi doppiati dal 2 marzo al 22 aprile 2016; è probabile che a fine anno saranno trasmessi anche da Rai4.

 

Il raddoppiamento degli episodi e la cesura temporale scelta per la messa in onda di questa stagione hanno influito in maniera evidente negli sviluppi della trama, meno densa di avvenimenti e più dispersiva nel ritmo, anche per il consistente numero di personaggi e di sottotrame. Le vicende di Kattegat, dei regni di Britannia e della corte di Parigi infatti vengono mostrate quasi come storie parallele e poco connesse, mentre maggiore spazio viene riservato agli eredi di Ragnar, i suoi quattro figli, sui quali è incentrata la seconda parte della stagione.

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Stagione 3

La terza stagione, ancora suddivisa in 10 episodi, è stata trasmessa sin Canada e Stati Uniti sempre su History dal 19 febbraio al 23 aprile 2015: in Italia invece la piattaforma on demand TIMvision l’ha resa disponibile dal 19 giugno 2015. Gli episodi son inoltre andati in onda dal 25 gennaio al 22 febbraio 2016 su Rai 4.

 

Mentre l’insediamento dei vichinghi in terra di Britannia continua e la convivenza tra cristiani e pagani alimenta sempre più la tensione tra entrambi i popoli, a Kattegat giunge un misterioso vagabondo dotato in apparenza di poteri di guarigione. Ragnar, intanto, non pago dei buoni risultati ottenuti presso i Sassoni, dopo aver udito alcuni racconti si lascia affascinare dall’idea di conquistare la ricca e inespugnabile Parigi e riesce a convincere i suoi a partire con una flotta per risalire la foce della Senna. Ancora una volta le battaglie più difficili non si combattono sul campo bensì interiormente: tutti i protagonisti principali subiscono perdite e crisi personali che li segnano e li trasformano.

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Stagione 2

La seconda stagione, di 10 episodi, è stata trasmessa da History in Canada e Stati Uniti dal 27 febbraio al 1º maggio 2014, mentre in Italia è stata pubblicata sulla piattaforma TIMvision il 4 novembre 2014, e in seguito trasmessa da Rai 4 dal 25 marzo al 3 giugno 2015.

 

Ricollegandosi agli eventi lasciati in sospeso nell’ultimo episodio della stagione precedente, le vicende di Ragnar e del suo popolo si intrecciano alle turbolente circostanze politiche della Bretagna e in particolare agli intrighi relativi ai tre regni confinanti del Wessex, della Northumbria e della Mercia, e dei loro rispettivi sovrani, lo scaltro Hecbert, il rancoroso Aelle e la viziosa principessa Kwenthrith, ampliando gli scenari di battaglia ma anche gli approfondimenti storici e culturali in cui si muovono le azioni dei personaggi, chiamati ad affrontare nuovi ostacoli e nuove sfide che riscrivono le loro ambizioni.

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Stagione 1

La prima stagione, composta da 9 episodi da 45 minuti ciascuna, è stata trasmessa sul canale canadese History dal 3 marzo al 28 aprile 2013, in contemporanea con gli Stati Uniti. In Italia, è andata in onda in prima visione assoluta su Rai 4 dal 28 maggio al 23 luglio 2014. Dal 4 novembre dello stesso anno gli episodi sono stati inoltre pubblicati sulla piattaforma on demand TIMvision.

 

La trama copre circa tre anni e verte per buona parte sullo scontro, progressivamente sempre più aspro, tra due opposte visioni: da un lato le aspirazioni rivoluzionarie del giovane e audace guerriero Ragnar, dall’altra quella radicata e tradizionalista del capo villaggio di Kattegat Haraldson, uomo arrogante e avido di potere, che vede vacillare la sua autorità quando un gruppetto di suoi vassalli, trasgredendo ai suoi ordini, appoggia l’iniziativa dell’intrepido vichingo imbarcandosi con lui alla ricerca di ricchezze nelle sconosciute terre ad Ovest e giungendo in Northumbria. La scoperta di nuove opportunità di espansione e il contatto con altri popoli, accendono rivalità e causano profondi cambiamenti non solo nella vita del protagonista ma anche nelle fondamenta stesse della società vichinga, e nella contesa entrano in gioco anche le pretese del superbo re Horik di Danimarca.

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