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Fargo

2014 USA Poliziesco FX (US) In corso
Guida episodi Cast
2 stagioni - 20 episodi
In TV Rsi La1 1x04 Ore 00:50 altre VISIONI
8.8 8.8
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mck

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di mck

Quando il male bussa alla tua porta, cosa fai? Lo accogli a braccia aperte, lo fai accomodare e poi t'inventi una scusa? Fingi di non essere in casa? Lo respingi con le buone maniere?

Tuttavia, qualunque trucco tu faccia, sai che il giorno dopo potrebbe ripresentartisi all'uscio: perciò, a volte, tocca passare la notte seduti sotto al portico, facendo scricchiolare l'assito della veranda, colpo in canna.

Prendendo spunto dal microcosmo creato dai fratelli Coen nel 1996 con il loro film Fargo - ambientato nel 1987 nei dintorni della cittadina omonima persa in un eterno inverno nel nord degli U.S.A. - Noah Hawley, fino a qui discreto produttore e sceneggiatore per Fox ed ABC, nonché romanziere, ha creato per FX, vent'anni dopo, queste storie di crimine e brava gente.

Fargo - Di cosa parla

Le storie che Fargo - il film scritto, diretto e prodotto dai fratelli Coen nel 1996 e ambientato nell'inverno (e quando se no?) del 1987 - aveva da raccontare non sono terminate con l'aspro-agro-dolce-amaro finale del premiatissimo capo d'opera ideato e licenziato in piena era clintoniana del politicamente corretto: Noah Hawley ne eredita il contesto, le conseguenze e le diramazioni, ampliandone all'intorno - geografico (ripercorrendo le strade delle piccole comunità che una per una, in ogni parte del globo, vanno a formare la società e la civiltà così come la conosciamo) e soprattutto temporale (spaziando dagli anni '70 all'oggi) - le possibilità d'indagine sulla natura umana ed ergendolo a grimaldello, buffo e tremendo (tra la farsa e la tragedia vi è il mondo), per scardinare ciò che siamo.

Fargo, in North Dakota, al confine col Minnesota, è un non-luogo dell'anima umana che raccoglie da terra il sogno americano, lo mastica e lo sputa riposizionandolo là dove l'ha trovato, sul terreno ghiacciato di un inverno perpetuo, lasciando gli interni delle abitazioni a riscaldarsi o con il sangue versato o con un dolce accoccolarsi famigliare tenero e forte di fronte al caminetto schioppettante (il televisore acceso). Noah Hawley prende così l'omonimo capolavoro del 1996 dei due autori di St. Louis Park in Minnesota e lo usa come sotterraneo baricentro della serie ponendolo a guisa di matrice per poi discostarsene, ritornarci e giocarci assieme: ci gira intorno, insomma, in un turbine di decenni a cavallo tra l'ultimo quarto del secolo XX° e l'albeggiare del 3° millennio d.C.: parlando, quindi, attraverso la sua creatura, di noi.

Era il 1996 e si raccontava di fatti e vicende svoltesi nel 1987. Era il 1996, era il 1987, e lo sono ancora, anche se adesso si chiamano 2006 o 1979, perché gli esseri umani per fortuna sempre quelli sono, nessuno escluso: incredibilmente crudeli, invariabilmente stupidi, prepotentemente folli (e non nell'accezione nobile e shakespeariana del termine, riscontrabile nella figura del ''fool'': in Fargo non v'è commento o morale, solo descrizione di quel che accade) e definitivamente idioti - con un vasto bagaglio personale d'inesauribili storie da vivere, subire e magari raccontare -, ma soprattutto, alcuni, teneri, forti, generosi e bellissimi.

In piena epoca - cinematograficamente parlando - del Politicamente Corretto (il Presidente Clinton si preparava ad adempiere al suo secondo mandato stretto tra gli Accordi di Oslo, le guanciotte rubizze del collega Boris Eltsin, i genocidi ruandesi e yugoslavi, i petardi di Timothy McVeigh e gli avvertimenti di Osama Bin Laden, una parodia della Camelot decamerotica di JFK e un'incredibile penuria di smacchiatori), i fratelli Coen raccoglievano tutta questa pazzia mondiale e la concentravano nell'ovattata distesa ghiacciata e rattrappita dal gelo della provincia statunitense.

Ed ora, nelle mani dello showrunner assoluto Noah Hawley (sceneggiatore di tutti gli episodi della prima stagione e di metà di quelli della seconda, dicui ne ha anchediretto uno), con l'aiuto discreto e supervisionante degli stessi Coen in veste di consulenti e co-produttori esecutivi, il Sogno Americano si biforca: diventa incubo infernale per alcuni, e un quieto dormivegliare disturbato solo da ovattati rumori lontani, per altri, i quali, a tratti, possono concedersi e riescono a godersi il sonno dei giusti: quando va bene, senza sogni, e quando va veramente alla grande, provando a sognare, immaginare il proprio futuro, e quello dei propri cari.

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Il cast

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Commenti (2) vedi tutti

  • D'accordo sulla malvagità del 'lupo' Billy Bob Thornton. Lui però è nella prima serie, migliore della seconda, perchè riproduce meglio l'atmosfera inquietante, a tratti grottesca di Fargo il film. Meno credibili i personaggi della 2^ serie. L'indiano che improvvisamente tradisce il suo boss perchè scopre di avercela con i bianchi razzisti..mah!..

    commento di magnanma
  • la seconda stagione, slegata dalla prima, è forse ancora più risucita. Billy Bob Thornton è malvagio che più malvagio non si può.

    commento di giovenosta
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Guida agli episodi

  1. Seconda stagione

    10 episodi Vedi tutto
    1. 2x10 - Palindromo
    2. 2x09 - Il castello
    3. 2x08 - Loplop
  2. Prima stagione

    10 episodi Vedi tutto

Recensioni

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Produzione e ricezione

Fargo è una serie semi-antologica (ogni annata racconta le gesta di donne e uomini di legge, criminali e persone comuni collegate tra loro da un sottile, non imprescindibile ma significativo filo rosso secondario e pungolante) composta da 20 episodi (10 per stagione) della durata media di 50/55 minuti [variabili da un minimo di 48/50 ad un massimo, per esempio per il pilot della prima stagione, di 68/70] che ad oggi si estende su due stagioni (la prima, del 2014, è ambientata nel 2006, la seconda, del 2015, è contestualizzata al 1979) mentre una terza è già stata confermata e messa in pre-produzione: verrà trasmessa nella primavera del 2017 e si svolgerà nel 2010, prodotta da FX Productions ed MGM Television e trasmessa dal network USA FX.

Annunciata nel 2012 e messa in cantiere l'anno dopo, la prima stagione è andata in onda dal 15 aprile al 17 giugno del 2014, con una media di audience che si è attestata poco al di sotto dei 2 milioni di telespettatori (dati relativi della 1a visione), mentre la seconda è stata rilasciata dal 12 ottobre al 14 dicembre 2015, con una media di spettatori per episodio significativamente più bassa, di poco superiore al milione (ciò non ha impedito la conferma di un terzo capitolo).

È passato dunque un anno e mezzo tra una stagione e l'altra e non deve perciò stupire se la terza annata vedrà la luce solo nel 2017, presumibilmente nella primavera, ovvero un anno e mezzo dopo la fine della stagione precedente.

Sia la prima che la seconda stagione sono state “universalmente acclamate dalla critica”: Metacritic rilascia un metascore di 85 (si valuti che 2001: a Space Odyssey ha totalizzato 86) alla prima stagione ed un metascore di 96 alla seconda ( superata solo da The Sopranos, Breaking Bad, The Wire, Twin Peaks, The Office e Homeland). Su Rotten Tomatoes le due annate raccolgono rispettivamente una media del 98 e del 100%, mentre IMDb attesta un punteggio di 9,1 (su circa 155.000 voti).

Fargo ha raccolto una cospicua messe di premi (Golden Globe, Emmy, American Film Institute, Critics' Choice, Satellite, Writers Guild of America) per serie, regia, recitazione, musica (Jeff Russo).

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Le stagioni

Stagione 2

1979. Qualcosa dev'essere fuggito dall'Area 51 perché Ronald Reagan - che si era già presentato alle precedenti primarie repubblicane senza poi essere eletto come sfidante - questa volta sembra potercela fare.

A Fargo, in North Dakota, la china è la medesima.
Il patriarca (Michael Hogan) della famiglia criminale dei Gerhardt (una schiatta di immigrati in fuga da Weimar con il proprio bagaglio di spago e cartone attratti dal sogno americano che si sono trasformati in capitalisti e mafiosi) viene colpito da un ictus che lo rende totalmente invalido. Mentre la moglie (Jane Smart) e i due figli maggiori pensano a come spartirsi il potere si affaccia sulla scena una ben più potente organizzazione mafiosa di Kansas City con mire espansionistiche a nord: ci sarà un'incorporazione o uno scorporo?
Nel frattempo, a Luverne, in Minnesota, le cose vanno un po' meglio. L'ultimogenito dei Gerhardt (Kieran Culkin), in trasferta da Fargo dove la famiglia ha la base del suo impero, poco dopo aver compiuto una strage in una Casa delle Cialde durante uno scombinato tentativo di intimidire un giudice (degenerando il compito che un furbetto del quartierino gli aveva assegnato non capendo con chi aveva a che fare) distratto da alcune luci nel cielo notturno, finisce investito da un pirata della strada che se lo porta via ancora svenuto sul cofano (ma ben assicurato con la testa infilata nel parabrezza sfondato).

Sguinzagliato il primo cane abbagliato dai fari, ora tutta la muta dell'inferno è a caccia.
La polizia - Lou Solverson (Patrick Wilson), più giovane di 25 anni, con suo suocero (Ted Danson) come collega di una diversa giurisdizione - indaga mentre il cumulo dei morti cresce, una parrucchiera (Kirsten Dunst) e un macellaio (Jesse Plemons) portano avanti il sogno americano e i reduci dal Vietnam conducono la ''loro'' nativa guerra a casa.

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Stagione 1

2006. Lorne Malvo (Billy Bob Thornton), sicario indipendente - che frequenta lo stesso barbiere di Anton Chigurh, scodella in testa e via di forbici - al soldo occasionale, per mezzo d'intermediari, sia della la mafia di Kansas City quanto di nouveau riche qualsiasi [il personaggio di Stavros Milos (Oliver Platt) è il trait d'union più evidente col film dei Coen], giunto a Bemidji con un ospite nel bagagliaio, deve ricorrere alle cure del locale pronto soccorso. Nella sala d'aspetto incontra Lester Nygaard (Martin Freeman), timido assicuratore del posto, col quale gioca come il gatto col topo, insinuandogli in testa malvagi propositi che già vi albergavano e avevano solo bisogno d'essere stimolati. Ben presto la deriva criminale diverrà insostenibile e la polizia del luogo – nella figura dell'agente Molly Solverson (Allison Tolman), figlia di Lou (Keith Carradine), ex-sceriffo che in passato aveva già dovuto affrontare una propria versione di una circoscritta apocalisse locale – in collaborazione prima con quella di Duluth poi con l'F.B.I., cercherà di porre un freno all'inarrestabile marea montante di morti che vanno accumulandosi.

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