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Il botteghino del weekend da 2 al 5 febbraio 2017
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Il botteghino del weekend da 2 al 5 febbraio 2017

Quando si attiva - e sono casi rari - è ancora sempre molto potente e i risultati che offre sono vistosi. È quello che ogni casa di distribuzione sogna di vedere all'opera: il famigerato effetto tam-tam. Che nel caso specifico potete vedere all'opera questa settimana per La La Land, che alla sua seconda settimana di programmazione sale in prima posizione, a dimostrazione che non esiste miglior marketing di quello, virale e spontaneo, che fanno le persone raccomandando la visione agli amici.

Certo si potrebbe obiettare che il film ha dalla sua un effetto trainante mediatico molto potente che è dato da quelle 14 nominations agli Oscar (record ex-aequo con Titanic e Eva contro Eva), ma la realtà è che Chazelle per la seconda volta (il caso precedente è stato Whiplash) dimostra di saper arrivare al pubblico mainstream e di far discutere (anche questo un elemento vitale). Del resto anche negli States è partito piano per poi crescere (è arrivato a conqustare in gennaio 1800 sale negli USA) esattamente come ha fatto qui. Se arriveranno ache Oscar pesanti, la cosa si farà ancor più seria, naturalmente considerando che è un musical sentimentale, cosa che definisce un target non universale come poteva essere, ad esempio, quello di Titanic o di Avatar. Comunque tra otto giorni c'è anche San Valentino e di certo il film sarà una possibile scelta per chi decide di festeggiare la data romantica al cinema. 

Insieme a lui va bene anche Split, caso analogo seppur meno vistoso: fa un buon incasso,conquista più sale e risale dalla terza alla seconda posizione. 

Buca invece l'obiettivo Sibilia con Smetto quando voglio 2: che nella sua prima settimana e nonostante le quasi 500 sale a disposizione non riesce nemmeno a battere L'ora legale (che a questo punto potrebbe davvero ambire a superare il traguardo dei dieici milioni di euro). Potrà sembrare un commento troppo facile ma se il secondo lungometraggio di un regista è un sequel del primo - per quanto l'originale possa essere stato azzeccato - le speranze di farcela sembrano francamente basse.

Dietro parte con dignità ma senza particolari strappi il nuovo film di Gibson eresiste ancora Sing (a questo punto quarto miglior incasso dell'anno solare), mentre gli altri titoli restano indietro a raccogliere briciole. 

Non pervenuto al momento Billy Lynn, uscito lo scorso giovedì: la cosa è vistosa perché il film è di Ang Lee, uno abituato a fare grandi film e grandi incassi. Certo aveva dalla sua solo 60 sale, ma non lo si vede nemmeno nei primi venti: un'assenza che si fa decisamente notare. 

 

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