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Ultimi fuochi, primi ardori; ultimo notturno, apoteosi (s)finita. Capodanno di gloria, fine ingloriosa, primo e ultimo mai così (ne)amici.
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Ultimi fuochi, primi ardori; ultimo notturno, apoteosi (s)finita. Capodanno di gloria, fine ingloriosa, primo e ultimo mai così (ne)amici.

Difatti ogni fine ha un inizio e ciascuna nemesi percuote desideri di stremo ineluttabile o come per dire di vendetta connaturata. Il giorno di anni trascorsi come fervore di spartiacque onirici e ironici di ciò che l’immagine (sembra) (h)a(ver) raccontato: è l’uomo inconsistente che all’uopo s’adagia e percuote il suo istinto peggiore. Ogni data diventa metafora di se stessa e ovvio spartiacque tra ieri e domani: così l’oggi è sempre fuori dal circondario rituale di un confine onnivoro che mastica e rimastica tutto finché ogni rimasuglio non sia epilogo di stoltezza, frivolezza, castità, terrore, spudoratezza e scadenza di qualsiasi dì. E’ il film di domani che non avvenne, è il film di ieri che non hai (mai) visto, è il film del presente da girare, è il film di un istante ancora da scrivere. Il saltuario mondo dell’attimo che spira ad ogni ansia ed è indisponente a qualsiasi destino: fine della storia e inizio di ogni storia come un piroscafo che ha perso qualsiasi riferimento e di una scialuppa (di bordo) che è rimasta senza remi come un piccolo carro senza ruote. Enfasi apocalittica di cadenze indisponenti e di acerbi istanti ricolmi di incubi sperati e mai agognati (per dischiudere il destino e perdere lo spazio del proprio animo). Volare oltre e perdersi per sempre. Capodanno d’inizio come un giorno da separare e mai da spalmare. Che la festa sia (s)finita e il nemico si dimentichi di ogni uomo vicino. Perdersi per non più ritrovarsi. Fuggire da una strada senza orario come una porta da oltrepassare mente la guerra è dentro ogni circondario e l’avvenne si può (forse) fermare con un giornale notturno già scritto. E’ l’inizio di ogni fine (anno).


1)       Avvenne domani (1944, It Happened Tomorrow) di René Clair.
Quando ciò che vedi è un presagio presente mentre il domani è ancora da gustare con giornali e titoli da prima pagina.
Un giornalista che sa in anticipo ‘la notizia’ che riesce a scrivere, che conosce il suo destino e forse la sua morte. Meglio non dire nulla a nessuno e quello che par essere la svolta di una vita può essere un incubo mai desiderato. Larry Stevens e il suo articolo di fondo diventa l’epilogo di un continuo girovagare tra i propri sogni ‘reali’.
 
2)       Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1964, Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb) di Stanley Kubrick.
Psicopatia della guerra, ironia e satira davvero fendente come un colpo d’accetta in un incubo da sogno irreale. E Peter Sellers è di una bravura ‘leggendaria’: il trio capitano Mandrake, presidente Muffley e dottor Stranamore sono un elogio perdurante alla libertà recitativa e al lasciare spago (oltre il giusto) al cast (in questo caso mono-voluminoso!) che non ha più trovato larghi spiragli nelle prove registiche del newyorkese naturalizzato britannico.
 
3)       Fuori orario (1985, After Hours) di Martin Scorsese.
Avere l’avventura di un non programma per un ben informato(ico) come Paul Hackett è tutt’uno tra tradimento ed onore per il proprio presente e ciò che (non) riserva il futuro che pensi di conoscere. Fuori dai confini della vita per ritrovarsi adagiato dove pensavi non ci fosse nessuna speranza (d’atterraggio). Scorsese un film ordinario nello straordinario, un fuori orario divenuto simbolo di un modo di dire, quasi l’epilogo dell’ora che scocca per un inizio da ‘pregustare’ senza incubi e ansie. Ma sarà vero?
 
4)       Strange Days (1995, Strange Days) di Kathryn Bigelow.
La polizia è fuori da ogni tempo quando il tempo fatidico sta per lampeggiare nel capodanno di (in)gloria speranza. Lenny Nero è un ex poliziotto che con ‘clips’ particolari riesce a rivivere input di altri. Stupro e omicidio sono epiloghi di un fine millennio particolare e le indagini paiono scombussolare la festa, l’ora, il momento e l’intuizione del suo peregrinare. Il botto secolare e il botto di ogni percezione e ciò che pensi (e vedi) non pare (mai) vero. E’ il capodanno di ogni indagine filmica e narrativa.
 
5)       La nona porta (1999, The Ninth Gate) di Roman Polanski.
Un viaggio a ritroso nel presente (per capire il futuro) tra occultismo, misteri, morte e soprannaturale. Investigare su una data e su un libro che ‘pare unico’ per un nuovo da venire che nessuno attende. Inquisizione sul tempo che sta per scadere e sul presente che sta per lievitare. Un archivio di storie che soverchia l’incubo di un nuovo anno o forse di un vecchio angosciante che ancora deve finire (in un’inquisizione moderna).
 
6)       La 25a  ora (2002, 25th Hour) di Spike Lee.
Il film dell’undici settembre come nessuno è riuscito a sintetizzare. Interiorità dell’uomo allo spasmo, ferite indelebili nello spirito e sangue sparso per tutta l’America. E’ l’inizio di una nuova storia, l’ennesima data di frontiera trucida attanagliata da guerre invereconde. Un’era si apre e un numero ci pone di fronte a noi stessi come Monty Brogan quando nello specchio si perde mentre un buco è sotto il suo sguardo: le Torri si sono conficcate nel nostro destino.
 
7)       La guerra dei mondi (2005, War of the Worlds) di Steven Spielberg.
E venne un attacco che credi impossibile ma lealmente posto nella metafora di guerra (mondiale) e di attacco nemico (posto tra le ali di aerei kamikaze). Un senso di appartenenza e di nucleo familiare intoccabile come ritrovare la voglia di epilogo con un inizio da ricostruire. L’anno dei riferimenti antichi (l’opera di H,G, Wells colpiva altri ambiti nel 1898) si ripercuote nel nuovo millennio (dopo il film degli anni cinquanta) sospensioni tenebrose e assalti alienici che sembrano troppo vicini (vengono dal nostro mondo i nemici mai voluti). Ray Ferrier è il popolare mondo d’ansia connaturata mentre il regista si compiace di chiudere il cerchio con i vecchi interpreti del vecchio film. Un anno è assalto perdurante, un’ora è scoccata nel vigore della New-America e un nuovo futuro (d’angoscia) attende l’uomo (mentre uno spassoso e intrigante percorso s’arrende sul grande schermo).
 
 

Playlist film

Il dottor Stranamore

  • Grottesco
  • Gran Bretagna
  • durata 93'

Titolo originale Dr. Strangelove or How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb

Regia di Stanley Kubrick

Con Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden, Peter Bull, Keenan Wynn, Slim Pickens

Il dottor Stranamore

In streaming su Amazon Video

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Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Fuori orario

  • Commedia
  • USA
  • durata 96'

Titolo originale After Hours

Regia di Martin Scorsese

Con Griffin Dunne, Rosanna Arquette, Linda Fiorentino, Verna Bloom, Tommy Chong, Teri Garr

Fuori orario

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