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Dada Il Surrealismo e Il Cinema
di Utente rimosso (mike patton) ultimo aggiornamento
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Dada Il Surrealismo e Il Cinema

Il rapporto tra cinema e movimento surrealista è un tema complesso che non è qui il caso di analizzare. La play intende più modestamente indicare alcuni film fondativi di un percorso che, partendo dall’avanguardia storica Dada, finirà con l’influenzare, come già era avvenuto con l’espressionismo tedesco, il cinema futuro, segnatamente Luis Buñuel che del movimento fece parte attiva e i pochi epigoni, nessuno di quali all’altezza del modello, solo in parte Jodorowski (molto esteriormente) e qualche scampolo polacco, vedi Borowicz. Lo stesso Dalì (Avida Dollars), sbattuto fuori da Breton, ha offerto al cinema solo la sequenza fin troppo osannata del sogno in “Io ti salverò” di Hitchcock, ma anche lì parliamo dell’applicazione banale della realtà del sogno in una direzione smaccatamente scolastica, buona solo a servire al maestro del thriller, notoriamente avverso alla psicoanalisi, che si servì di un surrealista residuale al quale Buñuel e gli altri avevano tolto il saluto da una trentina di anni. dopo Buñuel c’è il vuoto, lui solo sostiene magistralmente l’eredità di quella stagione irripetibile. Il rapporto personale dei surrealisti e quello del movimento con il cinema e con la sala cinematografica fu paradossalmente incline a privilegiare quest’ultima, anzi a sacralizzarla, a trasformarla in un tempio. Scriveva al riguardo Breton: “C’è un modo di andare al cinema come altri vanno in chiesa e io penso che, da un certo punto di vista, davvero indipendente da ciò che vi si dà, è là che si celebra il solo mistero assolutamente moderno”. È chiaro che Breton e i surrealisti, sin dall’inizio del movimento (strano a dirsi, ma non troppo), pensavano al cinema di consumo come quello più adatto, per la sua suggestione e il suo potere ipnotico, a trasportare lo spettatore in un mondo ‘altro’ non molto lontano dall’attività onirica. Sappiamo quanto lo stesso Buñuel andasse pazzo per i western. Tutto nasce da Dada, “ENTR’ACTE” è il primo film dadaista realizzato da Francis Picabia e René Clair. L’esperienza cinematografica dadaista precede quella surrealista e ne prepara in larga misura la nascita: il movimento surrealista non sarebbe apparso senza l’esperienza del dadaismo iniziata da Tristan Tzara a Zurigo nel 1916. L’avanguardia dadaista è strettamente collegata a quella surrealista, non esiste un confine netto tra i due movimenti, molti sono invece i punti in comune tra dada e surrealismo che possono agevolmente apparire due tappe dello stesso movimento rivoluzionario: alcuni film considerati di solito dadaisti, sono in realtà molto vicini al surrealismo, è il caso di “ÉTOILE DE MER” di Man Ray che può essere definito surrealista o comunque un film ricco di elementi surrealisti, erotici e onirici. Quando André Breton esce dal gruppo Dada di Parigi nel 1924 e fonda il gruppo surrealista, Man Ray lo segue nel nuovo movimento con lo spirito sovversivo tipico dei dadaisti: “LE RETOUR À LA RAISON” del 1923) è ancora un film dadaista, ma di “EMAK BAKIA” è difficile riconoscere il “segno” Dada. Quanto a “LES MYSTÈRE DU CHÂTEAU DU DÉ” o “ANÉMIC CINÉMA” di Marcel Duchamp/Man Ray, sono in equilibrio instabile tra dadaismo e surrealismo. Tra i film più vicini al surrealismo ricordiamo “LA COQUILLE ET LE CLERGYMAN” di Germaine Dulac” (scen. di Antonin Artaud) che precede, anche se di poco “UN CHIEN ANDALOU” di Buñuel-Dalì, che è riconosciuto come il primo film surrealista. Anche “LA CHUTE DE LA MAISON USHER” di Jean Epstein, rifiutato come intellettualistico dai surrealisti, si avvicina alle tematiche surrealiste e, nello stesso tempo, rielabora, con un’ottica e un’eleganza tutte francesi, alcune caratteristiche dell’espressionismo tedesco.

Playlist film

Entr'acte/Voyage imaginaire/La Tour

  • Fantasy
  • Francia
  • durata 117'

Regia di René Clair

Con Jean Borlin, Man Ray, Francis Picabia, Marcel Duchamp, Eric Satie

Entr'acte/Voyage imaginaire/La Tour

 Cortometraggio di 22 minuti Di Francis Picabia e Renè Clair. Una serie di sequenze che non hanno una connessione logica. Immagini legate e slegate che vogliono rappresentare, fra le tante interpretazioni, il valore dell'immagine fine a se stessa.

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Un chien andalou

  • Grottesco
  • Francia
  • durata 15'

Titolo originale Un chien andalou

Regia di Luis Buñuel, Salvador Dalì

Con Pierre Batcheff, Simone Mareuil, Luis Buñuel

Un chien andalou

Prodotto  e diretto da Louis Bunuel, sceneggiato con S. Dalí.    Vi appare all'inizio come l'uomo che affila il rasoio con cui recide trasversalmente l'occhio sinistro di una donna, una delle più celebri immagini-choc del cinema

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

La caduta della casa Usher

  • Drammatico
  • Francia, USA
  • durata 63'

Titolo originale La chute de la maison Usher

Regia di Jean Epstein

Con Jean Debucourt, Marguerite Gance, Charles Lamy, Fournez-Goffard

La caduta della casa Usher

 La caduta della casa Usher, tratto dal racconto omonimo di Edgar Allan Poe, non può essere considerato solo una trasposizione dal testo di Poe, ma rappresenta un tentativo molto più complesso. Il film ci immerge nelle pagine inquietanti di Poe.

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No
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