Al Pacino l'invincibile
Ieri sera alla 62esima edizione degli Emmy Awards è stato il trionfo di un attore che appare perfino pleonastico definire magnifico: Al Pacino, che ha vinto l'ambito trofeo nella categoria "Miglior attore drammatico in un film per la televisione".
Il ruolo è quello di Jack Kevorkian nel teso You don't know jack di Barry Levinson (un film di più di due ore che sarà programmato in Italia su Sky a partire da Gennaio).
Questo premio, che consacra, se ce n'era bisogno il grandissimo Al, ci offre l'opportunità di percorrere la sua brillante carriera e scriverne una breve monografia.
Nato il 25 Aprile del 1940 a New York, il giovane Al Pacino, nome d'arte di quello che all'anagrafe è Alfredo James Pacino, si ritira subitaneamente dalla scuola e "intraprende" una vita da giovane scapestrato, accontentandosi di lavoretti saltuari per sbarcare il unario. Le biografie romanzate raccontano che avesse svolto anche il "lavoro" di gigolò in Sicilia per attempate signore in cerca di compagnia.
Dopo poco approda alla recitazione, frequentando i corsi di recitazione tenuti da Lee Strasberg.
Ottiene il suo vero ruolo importante, per quello che può essere considerato il primo grande passo nel Cinema, nella parte del piccolo spacciatore drop-out Bobby in Panico a Needle Park di Jerry Schatzberg (col quale girerà di lì a poco lo splendido Lo spaventapasseri - Palma d'Oro a Cannes - a fianco di un altro gigante della Nuova Hollywood, Gene Hackman, di una decina d'anni più vecchio di lui però).
Ma la consacrazione arriva con la parte di Mike Corleone ne Il Padrino di Francis Ford Coppola (che diverrà una saga e segnerà una maturazione nel personaggio, da figlio "buono" e "timido" a capo mafioso, a spietato "sicario" dal Cuore di ghiaccio fino al terzo episodio, dove diventa una sorta di "Papa" pater familias).
E di lì i ruoli a venire, quasi tutti, inizialmente, "premiati" con la nomination agli Oscar.
Serpico e Quel pomeriggio di un giorno da cani entrambi di Sidney Lumet e l'avvocato idealista Arthur Kirkland in ...e giustizia per tutti di Norman Jewison.
Poi, due ruoli controversi: l'agente Steve Burns nel "maledetto" Cruising di William Friedkin e Tony Montana nel capolavoro di De Palma, Scarface (che ancor oggi divide la critica, sebbene gli venga quasi unanimemente riconosciuta la sua importanza stilistica).
Dovrà aspettare l'inizio degli anni '90 per vincere il suo primo Academy Award per la parte del ceico burbero Frank Slade nel remake Scent of a woman - Profumo di donna.
Oscar che arriva alla sua ottava nomination. Era ora...
Non sbaglia quasi più un colpo. E' Charlie Brigante nel romanticissimo gangster Carlito's way, il poliziotto Vincent Hanna in Heat - La sfida di Michael Mann, il mafioso Lefty Ruggiero nel crepuscolare Donnie Brasco di Mike Newell, il giornalista Lowell Bergman in Insider, il coach dei Miami Sharks Tony D'Amato in Ogni maledetta domenica di Oliver Stone, il detective Will Dormer in Insomnia di Christopher Nolan, il produttore Viktor Taransky in S1mØne di Andrew Niccol.
E abbiamo citato solo i suoi ruoli più significativi, trascurando "volutamente" il suo Diavolo grottesco e gigione del bizzarro Taylor Hackford, e il suo Shylock de Il mercante di Venezia di Michael Radford.
Una carriera prestigiosa, a cui si dovrebbero aggiungere e contemplare anche, e soprattutto, le sue incursioni teatrali con, fra gli altri, "American Buffalo" e il suo Riccardo shakespeariano (per il quale approntò anche il bellissimo "sperimentale film omonimo, una delle sue poche regie, un po' sulla stessa scia di un altro film già pronto: Wilde Salome).
E' la seconda volta che Pacino vince un Emmy, era già accaduto per la serie Angels in America di Mike Nichols.
Che altro dire?
Le parole paiono superflue per uno dei migliori attori "post" Brando.
http://www.zimbio.com/pictures/BP199JQ70Wa/62nd+Annual+Primetime+Emmy+Awards+Press+Room/V140k1NxcjU/Al+Pacino
Firmato il Genius, che stavolta, vista l'importante occasione si firma anche nel "suo" Stefano Falotico
Commenti
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30 agosto 2010, 13:22 di Spaggy
Mi piace aggiungere a questa play anche un altro titolo con la regia e l'interpretazione di Al Pacino, tratto da uno spettacolo teatrale di Ira Lewis, "Chinese Coffee", film mai distribuito per precisa scelta di Pacino...
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30 agosto 2010, 13:31 di Travis Bickle 1979
@Spaggy: un vero cult movie.
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30 agosto 2010, 13:51 di panflo
Mi spiace non essere d'accordo interamente, come in genere per le tue interessanti play; Scent of Woman, pur rappresentando una notevole prova d'attore, non è comparabile con l'originale di Dino Risi e poi Arpino a New York ,che tristezza. Io non lo avrei messo; ma io sono io e Tu sei Tu...Ciao.
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30 agosto 2010, 13:57 di Spaggy
@Travis: e di difficile reperibilità... ho dovuto fare un giro enorme per recuperarne una copia...
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30 agosto 2010, 14:55 di Travis Bickle 1979
@panflo: hai ragione, l'ho inserito perché è stato il suo primo e fino ad ora unico Oscar. E' un remake sopravvalutato, preferiamo l'originale, concordo.
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31 agosto 2010, 14:01 di panflo
E restaa comunque una vergogna che un attore come lui abbia beneficiato di un solo Oscar !
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