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24/06/2008 h. 12.13 Film da ricordare genere: Documentario
Perseguitati.

Perseguitati.

I casi più eclatanti di censura nella storia del cinema.

  1. L'âge d'or 1930 - I fascisti assalirono il cinema, imbrattarono lo schermo e lo nascosero per cinquant'anni
  2. Zero in condotta 1933 - Fu accorciato di molte sequenze e bollato come "antifrancese"
  3. Totò e Carolina 1955 - Uscì nelle sale 2 anni dopo, subendo 43 tagli, comprensivi di modifiche del doppiaggio: un autentico record!
  4. Titicut Follies 1967 - La sua distribuzione fu ingiustamente bandita per 25 anni.
  5. Ultimo tango a Parigi 1972 - Misero al rogo tutte le copie; fu proibito per 15 anni e costò al regista cinque anni di interdizione al voto
  6. Cannibal Holocaust 1980 - Venne respinto da 60 stati. Il regista fu condannato per procurato allarme e violenze verso animali.
  7. Submission
    2004 - Al regista Theo Van Gogh, nipote del celebre pittore, questo cortometraggio gli costò la vita ...
SI

Commenti

  • 24 giugno 2008, 12:57 di meriann

    non penavo che un fim di toto potesse subire ben 43 tagli !!

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  • 24 giugno 2008, 13:03 di Dalton

    eppure andò così ... :-(

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  • 24 giugno 2008, 14:12 di jackNONsquartatore72

    Perchè se clicco che questa playlist è stata utile la preferenza non viene segnata? E' una funzione riservata solo ad alcuni?

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  • 24 giugno 2008, 14:27 di Dalton

    Lo sto iniziando a sospettare anch'io ... ;-)

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  • 24 giugno 2008, 15:27 di LorCio

    La vicenda sulla censura di Totò e Carolina è abbastanza allucinante. C'è un bel documentario con Tatti Sanguineti a riguardo.

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  • 24 giugno 2008, 15:39 di Dalton

    sì, LorCio, l'ho visto... :(

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  • 24 giugno 2008, 16:30 di maxcalifornia

    Giuda Ballerino!! ho sempre detestato la censura.. meglio ritirare il film che tagliare le scene del film!!

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  • 24 giugno 2008, 16:42 di Dalton

    meglio evitare ambedue le cose, Max

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  • 24 giugno 2008, 16:50 di willhard

    Vorrei segnalare un altro film "maledetto" a me caro che fu perseguitato per ben 15 anni. L'ultimo film di Pasolini "SALO' O LE 120 GIORNATE DI SODOMA".

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  • 24 giugno 2008, 16:51 di Dalton

    Anch'esso fu perseguitato, ma non quanto LAST TANGO IN PARIS ...

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  • 24 giugno 2008, 16:53 di willhard

    e dunque?

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  • 24 giugno 2008, 16:55 di Dalton

    ho inserito appunto i casi più eclatanti, dove ci furono le più pesanti ritorsioni nei riguardi dell'opera o del suo autore ...

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  • 24 giugno 2008, 17:00 di willhard

    l'ho solo segnalato, mica pretendevo modifiche alla play! :)

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  • 24 giugno 2008, 17:12 di Dalton

    grazie :)

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  • 24 giugno 2008, 18:50 di maxcalifornia

    Per quanto riguarda il mio amato Salò, devo dirvi cose molto triste!!! Per momento c'è solo la versione di 111 minuti... in realtà esiste una versione di 137 minuti. ben 26 minuti in più!!!! Sono disposto a sborsare 150 euro per comperare quei 26 minuti mancanti. Nella parte finale del film, durante i titoli di coda, c'era tutta la troupe che ballava!! (Pasolini compreso)!!!!

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  • 24 giugno 2008, 19:12 di meriann

    per willard, riguardo al film di pasolini, leggi i commenti sul film http://www.film.tv.it/opinioni.php/film/opinione/323807/sala-o-le-120-giornate-di-sodoma-1975/

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  • 24 giugno 2008, 19:47 di cucciola

    la censura soprattutto nei tempi di guerra era prevedibilissima...ma tutti qsti tagli...boh...la gente secondo me alla fine pensa cn la sua testa...cmq.... dai....e dire k si spera enormemente k quei tempi sian finiti ma ...purtroppo no...anzi...tutti uno sopra l'altro..censura..critiche..pregiudizzi...commenti inopportuni..nn si finisce piu'...civilta'...blah mi sembra di esser ritornata ai tempi di guerra o ancor piu' indietro..k schifo...qui si peggiora altro k il pregresso we l'andare avanti e qsto si vede soprattutto nbel cinema..qndi...OCCHIO!!!

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  • 24 giugno 2008, 19:49 di Dalton

    Grazie per il commento, Giusy :)

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  • 24 giugno 2008, 20:22 di willhard

    x meriann: Avresti potuto risparmiarti la fatica di linkare e scrivere direttamente qui i, come li chiami tu, "commenti" su Salò. Se non altro anche tu condividerai con noi che è proprio una gran fortuna il potersi esprimere liberamente a questo mondo.

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  • 25 giugno 2008, 12:27 di Dalton

    Censura sì, censura no: s'apra il dibattito! :)

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  • 25 giugno 2008, 12:48 di wirp2

    La condanna di Cannibal Holocaust per violenze sugli animali e' del tutto legittima.

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  • 25 giugno 2008, 13:04 di Dalton

    Concordo Wirp, anche se nella storia del cinema di efferatezze simili ne sono state commesse un'infinità! Comunque ho specificato "i casi più eclatanti", non obbligatoriamente quelli più ingiusti ...

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  • 25 giugno 2008, 14:45 di LorCio

    La censura è sempre sbagliata. Ma wirp ha avanzato un problema vero: quando il cinema va oltre qualcuno deve pur farlo notare. Ma per fortuna sono rari i casi del genere. Un'infinità, dice Dalton. Ma meno male che la maggior parte si salva!

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  • 25 giugno 2008, 14:53 di kotrab

    La censura è un'idiozia totale, irrispettosa e soprattutto inutile perché aumenta l'interesse o la curiosità nei confronti dell'oggetto censurato. D'altro canto è anche comprensibile nei casi più estremi, è una sorta di difesa o di tutela verso chi non è adeguato alla visione, ma per questo esiste il divieto d'età (che trovo ugualmente inutile): credo che il problema come al solito stia nel buon senso dello spettatore, nella sua capacità di capire e di discernere, nella sua apertura mentale ecc. E' una questione credo destinata a eterna irrisolvibilità, come molte altre... Forse la giusta censura dovrebbe condannare le vere crudeltà o i veri abusi creati e riprodotti appositamente per il prodotto che li veicola.

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  • 25 giugno 2008, 14:55 di kotrab

    Mi correggo: dovrei dire "idiozia QUASI totale"...

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  • 25 giugno 2008, 15:08 di Dalton

    LorCio: se John Ford o Pedro Almodovar (in "Parla con lei") maltrattano il bestiame, secondo te meritano attenuanti in base al loro talento?

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  • 25 giugno 2008, 15:09 di Dalton

    KOTRAB: in che senso la giusta censura dovrebbe condannare le vere crudeltà o i veri abusi creati e riprodotti appositamente per il prodotto che li veicola?

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  • 25 giugno 2008, 15:14 di LorCio

    Dalton: fermo restando che la censura è mezzo stupido e sbagliato, ma ti pare giusto che anche registi talentati maltrattini bestiame al fine di rendere il proprio fillm più vero? A me pare discutibile. A te?

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  • 25 giugno 2008, 15:19 di Dalton

    Scusami, per "un'infinità di volte" non intendevo che capita spesso. Intanto, lo ha fatto Almodovar per il film PARLA CON LEI ... E poi, ogni volta che vedo film o telefilm sulle eroiche gesta di cani-poliziotti, indomiti cavalli e maiali guardiani mi sale un brivido sù per la schiena ...

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  • 25 giugno 2008, 15:48 di emmepi8

    La censura: cinema, letteratura.. ect. è sempre deleteria, da chiunque venga ed a chiunque venga fatta, sta a noi spettatori giudicare, andare o no a vedere un film (o leggere un libro), non mi piacciono le scelte paternalistiche, pur non essendo una cima, mi reputo all'altezza di rispettare il mio modo di decidere. Lo scandalo consiste in qualcuno che decide per gli altri, con tutto il dovuto rispetto ai minori che devono essere protetti...ma basta vedere la Tv in prima serata.. e anche nei pomeriggi, alcune volte..!

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  • 25 giugno 2008, 15:56 di Dalton

    Grazie per il tuo contributo, MP8 :)

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  • 25 giugno 2008, 16:07 di carlos brigante

    ARANCIA MECCANICA ha creato non pochi problemi a Kubrick con la censura......se pensiamo che in Italia era stato vietato ai minori di 18 anni e solo nell'ultimo decennio questo film è passato liberamente nei cinema......possiamo capire in che razza di mondo deculturato vivevamo/viviamo.... La "storia" della censura è lunga......si veda anche i problemi che un film come "LA BATTAGLIA DI ALGERI" ha avuto in Francia, poichè "ficcava il naso" in questioni delicate e che si voleva solo dimenticare, come fu appunto la Guerra d'Algeria....ma si potrebbe andar avanti per ore. Chi ha il diritto di affermare ciò che è buono o meno buono, il giusto o l'ingiusto? In base a che criterio? Solo in base all'atmosfera (ignoranza) del censore e del suo entourage.... Amen

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  • 25 giugno 2008, 16:09 di willhard

    Su Cannibal Holocaust: si tratta di un ambiguo e morboso "animal snuff movie" la cui intenzione sarebbe di denunciare ciò che in realtà pratica. Somiglia un po' a quei "documentari impegnati" e oggettivamente razzisti degli anni 60 alla Jacopetti che mostravano molto volentieri vere esecuzioni capitali e violenze tribali su persone o animali in Africa. Bisogna riconoscere comunque al film di Deodato che, nonostante tutto, non è privo di fascino e addirittura sotto certi aspetti innovativo. Per quanto riguarda i maltrattamenti agli animali nel cinema in generale: come direbbe Mike... ce lo ricordiamo, vero, che gli stuntmen rischiano continuamente la pelle per girare scene pericolose al posto degli attori? Ah, giusto, ma quelli a differenza degli animali vengono pagati! :)

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  • 25 giugno 2008, 16:43 di carlos brigante

    P.S. Gli stuntmen SCELGONO di fare gli stuntmen.....gli animali no.....

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  • 25 giugno 2008, 17:19 di willhard

    stuntman mike dice che anche lui voleva fare l'attore ma che gli hanno fatto sempre fare la controfigura... cmq nn mi sembra questo l'ambito + adatto x approfondire la questione. aggiungerei x nn andar fuori tema che la censura è orriibile ma siccome un film lo possono vedere tutti un minimo di deontologia professionale dovrebbe pur esserci. purtroppo il problema è sempre il solito, quello di vendere. se un cane morde un uomo nn fa notizia, ma se è l'uomo a mordere il cane, allora...

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  • 25 giugno 2008, 19:09 di Dalton

    Hai ragione, Carlos: le vittime delle forbici censorie sono state tante.

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  • 25 giugno 2008, 19:10 di Dalton

    "se un cane morde un uomo nn fa notizia, ma se è l'uomo a mordere il cane, allora... " WILLHARD: COSA INTENDI??? o_O

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  • 25 giugno 2008, 21:13 di DisasterMan

    Cannibal Holocaust è forse il film più controverso dell'età "moderna"! La maggior parte dei tagli sono però stati fatti per la versione italiana, ma figuratevi che per il Giappone o gli USA sono state rilasciate versioni quasi integrali!! Perseguitato sì, ma solo nel Belpaese hehe. Ciao ciao

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  • 25 giugno 2008, 22:52 di willhard

    Eccomi! Ho appena visto Germania-Turchia in tv... partitona! La Turchia, almeno dal punto di vista calcistico, ha pieno titolo x entrare in Europa. Purtroppo è mancato + volte il collegamento della diretta. Si potrebbe parlare di censura? :) Vabbè, dov'eravamo rimasti? Ah, innanzi tutto grazie tante dalton della paziente ospitalità che ci concedi... mi sembra proprio di essere a casa! :) Andiamo avanti, asp che rileggo.... Ah già, la questione dell'uomo e del cane. Beh, volevo dire che siccome il cinema è spettacolo, x far cassetta (e la si vuol fare) deve essere spettacolare, appunto. Prendiamo Cannibal Holocaust, ad esempio. Un film fatto con 4 soldi, regista ignoto, pochi attori che si presentano da soli, molte inconsapevoli comparse, eppure... eppure siamo ancora qui a discuterne e chissà ancora x quanto. Avrebbe avuto tutta la notorietà che ha avuto se nn ci fossero stati quei massacri di animali? Sarebbe divenuto ugualmente famoso se Barbareschi fosse stato punto da un ragno velenoso? Indubbiamente no! Il film dunque ha successo in quanto suscita forti emozioni e anche se il pubblico esce dal cinema disgustato, comunque ne parlerà. E' in questo modo che l'indignazione collettiva finisce x fare da cassa di risonanza al film ed il gioco è fatto. E' un po' il gatto che si morde la coda! :) Condivido in conclusione il pensiero di chi ha scritto sopra, chiedo scusa ma nn ricordo dove, che spesso certi fenomeni scandalosi fanno da cassa da risonanza al film stesso, seguendo le basilari regole giornalistiche di come si confeziona una notizia (l'uomo che morde il cane, piuttosto che il molto + banale contrario). Spero di essere stato chiaro, altrimenti potete sempre far finta di niente. :)

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  • 25 giugno 2008, 22:57 di kotrab

    Dalton: intendevo per es. proprio il caso di Cannibal holocaust, ossia vere sevizie su esseri viventi fatte appositamente per il film. Ps: concordo con emmepi8.

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  • 25 giugno 2008, 23:24 di LorCio

    E' vero che sembra di essere a casa di Dalton: è come stare in un salotto, lui ci offre i pasticcini (la playlist) e stimola la discussione, noi parliamo e lui interagisce e punzecchia... Splendido! Tornando a noi, come dimenticare IL PAP'OCCHIO?

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  • 26 giugno 2008, 00:35 di carlos brigante

    ......"Beh, volevo dire che siccome il cinema è spettacolo, x far cassetta (e la si vuol fare) deve essere spettacolare, appunto."....by willhard Senza far polemica: per fortuna non tutti i registi intendono cinema = spettacolo o inteso solo a far cassetta.....altrimenti avremmo soltanto opere mediocri

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  • 26 giugno 2008, 10:13 di willhard

    sinceramente e senza belligeranza alcuna, se chiamato in causa mi sento cmq in dovere di educatamente rispondere. carlos brigante mi pare fosse il personaggio protagonista di un fortunato film di brian de palma che ho apprezzato molto. ebbene a mio avviso quel film era spettacolare ma assolutamente nn mediocre.

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  • 26 giugno 2008, 11:22 di Dalton

    LorCio: l'episodio di censura su IL PAP'OCCHIO andrebbe affiancato a quello di TOTO' CHE VISSE DUE VOLTE oppure di UN CHANT D'AMOUR oppure di TOTO' CHE VISSE DUE VOLTE: in Italia poche cose sono gravi quanto la (presunta) blasfemia..........

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  • 26 giugno 2008, 11:53 di Dying Theatre

    Censura sbagliata "sempre e comunque"...? mmmh.. non direi. L'esempio - estremo quanto si vuole - degli 'snuff' è appropriato. E 'cannibal holocaust' E' uno snuff, non ci sono dubbi. Ma si pensi anche ad eventualità quali l'inserimento in un'opera cinematografica di elementi di propaganda xenofoba, antisemita, filo-nazista etc.. (e a rispolverare un po' di filmografia 'action' anni '80 non si farebbe più di tanta fatica a trovarne..). Di come vengono dipinti gli asiatici in opere come 'berretti verdi' o 'lost in translation'.. vogliamo parlarne..? del razzismo 'storico' a danno degli indiani d'america presente in tanta produzione western pre-kennediana..? perfino alcuni recentissimi 'divertissement' (penso a 'borat', ma pure a certi horror che io amo definire 'esotico-goebbelsiani') non sono esenti da sospette venature di razzismo nei confronti di alcune etnìe. Beh.. per me simili impostazioni giustificherebbero la riapertura di un dibattito circa l'eventualità di un 'monitoraggio contenutistico' di certe opere. Il grosso equivoco - almeno in occidente, e nell'italia papalina in primis - è stato semmai il dogma dell'equivalenza 'revisione delle opere cinematografiche' = repressione delle violazioni del c.d. 'buon costume' (concetto ormai più che datato ed inerente unicamente alla 'percezione sociale' d'una - presunta, è bene precisarlo - 'morale sessuale'). Superando questo falso mito dell' 'osceno' - spauracchio dal quale preservare gli occhi di cittadini adulti e consapevoli, ritenuti abbastanza 'maturi' per eleggere rappresentanze parlamentari, ma evidentemente non abbastanza per decider autonomamente di quali spettacoli fruire - ecco che si potrebbe iniziare a discernere tra contenuti legittimi, seppur controversi, e contenuti lesivi di princìpi inalienabili, quali la pari dignità da riconoscersi ad ogni essere umano (ma io preferirei 'vivente'), indipendentemente dalla latitudine di residenza.

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  • 26 giugno 2008, 12:19 di Dalton

    Dying theatre: vorresti dire che fare ironia sui costumi di una civiltà equivarrebbe a sminuire la dignità di tali popoli? Hai tirato in ballo BORAT e LOST IN TRANSLATION. Tra un pò, uscirà fuori qualche americano indignato per il razzismo nei riguardi degli USA espletato nella gag della Fontana di Trevi in TOTOTRUFFA '62

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  • 26 giugno 2008, 12:31 di carlos brigante

    BY willhard : ."Beh, volevo dire che siccome il cinema è spettacolo, x far cassetta (e la si vuol fare) deve essere spettacolare, appunto.". Godard non voleva/vuole far cassetta per cui il tuo assunto vale solo per certi registi in molti casi non autori. Per quanto riguarda il mio nick, è una storia lunga.....Il film in questione di de Palma è un buon film, ma non considero De Palma un autore, ma il discorso sarebbe lungo. Quello che vale per Godard, vale per Sokurov, ioseliani etc etc.....per cui il tuo assunto non regge.

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  • 26 giugno 2008, 13:28 di willhard

    il mio discorrso regge, purtroppo, oh se regge! basta guardare le programmazioni tv e gli incassi nei cinema a natale. se ci tieni proprio a non sembrar polemico potremmo proseguire questa discussione altrove, nn trovi?

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  • 26 giugno 2008, 14:30 di LorCio

    Dalton: anche Cuba dovrebbe offendersi per la gag di Fidel Castro e signora in TOTOTRUFFA '62, no?

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  • 26 giugno 2008, 14:50 di carlos brigante

    non c'è problema.....ognuno ha la propria opinione

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  • 26 giugno 2008, 14:56 di Dalton

    Ops! LorCio: in un mio precedente commento ho ripetuto due volte il film di Ciprì e Maresco mentre in realtà mi riferivo a THE DEVILS di Ken Russell. Riguardo TOTOTRUFFA '62, era per rispondere a Dying theatre ..

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  • 26 giugno 2008, 23:11 di Dying Theatre

    in risposta a dalton: personalmente ritengo che se vi fossero americani indignati x il trattamento ricevuto in 'totòtruffa' ok.. sarebbe legittimo, come lo è ogni opinione espressa civilmente, del resto. Non credo d aver visto il film - o quantomeno non lo ricordo - dunque non posso pronunciarmi nel merito. Certo è che, immaginando la tipica macchietta totò-partenopeo-smaliziato Vs americani-danarosi-ma-boccaloni beh.. non mi pare si possa parlare, in tale caso, d 'razzismo'. La sistematica opera di ridicolizzazione 'sadica' d'una cultura-altra presente, per contro, nelle opere da me citate, non mi pare paragonabile alle innocue gag di sordi o totò sugli 'ammèrecani' (visti, in fondo, con simpatia.. e semmai voluti amichevolmente 'smitizzare' un po', proprio in quanto popolo 'mitico', per l'italietta di allora.. e di oggi..). L'autore di 'borat' è un elegante signore inglese che, nella v-i-t-a, prima ancora che 'on stage', è stra-certo della propria, (per lui) indiscutibile, SUPERIORITA' rispetto al 'character' da lui creato, ed all'etnìa della quale, secondo Baron-Cohen, si fa 'portabandiera' . Superiorità culturale, sociale, di censo e chi più ne ha più ne metta.... Discorso analogo per il binomio Coppola-Murray, con la non trascurabile differenza che, in tal caso, la ridicolizzazione è ancor meno giocosa, basata com'è su una rivalità - economica, bellica e culturale - ormai secolare. Molto meno grave è, in tal senso, un'operazione alla 'south park', ove TUTTE le 'minoranze', ma pure larghissima parte delle 'maggioranze', vengon prese a sterco in petto, per il puro gusto del politically scorrect di grana grossa. No.. credo che l'ostilità 'unidirezionale' di opere come 'borat' e 'lost in translation' (ma cito queste due solo per immediatezza e volontà esemplificativa) vada, a buona ragione, ricondotta alla fattispecie del razzismo, e come tale - a mio sindacabilissimo parere - possa esser più che legittimamente soggetta a monitoraggi contenutistici che non escludano, se necessario, limitazioni distributive.

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  • 26 giugno 2008, 23:20 di Dying Theatre

    oh poi intendiamoci.. io stesso con 'borat' mi son sbellicato dalle risate.. ma in quanto occidentale ottenebrato.. (ed 'inconsciamente', atavicamente, razzista, proprio IN QUANTO occidentale). Ossia, io rido pure alle battute d berlusconi.. e pare che hitler stesso, nella comodità del proprio salotto, fosse un amabilissimo conversatore... Ciò per precisare che il 'risultato finale' in chiave di piacevolezza dell'entertainment non funge in alcun modo da attenuante. Anzi.

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  • 27 giugno 2008, 00:29 di levistrauss

    siete tutti carini!!!

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  • 27 giugno 2008, 07:03 di whiteeyes

    In italia la censura viene riconosciuta come forma di prevenzione(da chi e da che cosa?)piuttosto che come un taglio netto al diritto di espressione e questo sia al cinema che nell'attualita' comune(vedi Tagliafico,Santoro,luttazzi etc etc...).La censura nasce per nascondere delle verità,che siano scomode o imbarazzanti, ma come può reggere?....O C'E' CENSURA O C'E' DEMOCRAZIA!Assieme nn possono coesistere.

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  • 27 giugno 2008, 12:28 di Dalton

    Grazie, Levistrauss :P

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  • 27 giugno 2008, 13:18 di Dying Theatre

    mi permetto di discordare.. sarebbe - usando un'iperbole ma neanche tanto - come dire "o c'è legge o c'è libertà".. in alcuni casi (estremi) di propaganda di disvalori occorre monitorare i contenuti.. ciò perchè l'affermazione di un qualsiasi principio libertario non può cozzare contro altri valori egualmente degni d protezione... un sistema che censurasse un'apologia del fascismo sarebbe sano, non illiberale. la 'repressione' di comportamenti (o contenuti, in tal caso) anti-sociali, è alla base della democrazia modernamente intesa. che poco c'entra col - pur fascinoso - caos.

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  • 27 giugno 2008, 16:11 di whiteeyes

    hai detto bene dying..in casi estremi!!!Ma la censura viene proiettata a quasiasi genere di visione che possa dare una visione di una data situazione in una certa prospettiva che,sarai concorde,nn potrà mai essere uguale per tutti.E' legittimo proteggere,ad esempio,i più giovani da scene pornografiche o immagini che possano ledere la loro morale,ma è impensabile adoperare questo sistema su una più vasta cernita di persone che costruiscono il loro sistema di vita sulle proprie verità.E' giusto che che ci sia "legge e libertà" che nn è proprio come dire"censura e democrazia".

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  • 27 giugno 2008, 16:37 di willhard

    Giustizia e Libertà è il nome di un gruppo politico rivoluzionario fondato in Francia nel 1929 da esuli democratici antifascisti. Gli appartenenti al movimento erano convinti che le due parole assurte a simbolo potessero tranquillamente convivere. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti...

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  • 27 giugno 2008, 21:16 di LorCio

    Anche Ciampi era di Giustizia e libertà. Ma che c'azzecca mo'?

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  • 27 giugno 2008, 23:03 di willhard

    Anche Enzo Biagi... beh, Lorcio, è una play sui perseguitati, no? Mi riferivo alla discussione appena sopra cercando di fornire un contributo storico. Ma tu... parli come Di Pietro? :)

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  • 27 giugno 2008, 23:19 di LorCio

    Di Pietro è molisano, io sono abruzzese purosangue, fai un po' tu... Una playlist sui perseguitati...wow! In questo periodo sto in vena di omaggi alla resistenza e alla nostra storia... devo un po' lavorarci, ma te la prometto!

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  • 27 giugno 2008, 23:19 di LorCio

    Mi scuso col caro Dalton per questo off topic.

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  • 27 giugno 2008, 23:30 di willhard

    Grazie LorCio, sei sempre gentilissimo. Scusa se mi ha fatto ridere la tipica frase dipietresca. Dalton è buonissimo a sopportarci sempre. Ciao a tutti e due.

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  • 28 giugno 2008, 00:29 di Dalton

    No, figuratevi, per me possiamo proseguire all'infinito. Adoro le vostre discussioni!

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  • 28 giugno 2008, 00:31 di Dalton

    Dying thatre: chi può deliberare se un comportamento è illiberale, anti-sociale oppure no? Ricordi quando qualcuno disse (ingiustamente) che l'atteggiamento illiberale era il tuo?

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  • 28 giugno 2008, 00:44 di Dying Theatre

    oh beh... non ambisco certo all'incarnazione di Me-Medesimo quale 'valore costituzionale degno d protezione'.. ;) non ancora, perlomeno... come chi può deliberare se un comportamento è anti-sociale oppure no...? ma la LEGGE. E, prima ancora, la Storia. essù... va bene il relativismo anti-ratzingeriano in tema di costumi e 'morale' ... ma non mi obietterai, dalton, che contenuti xenofobi, anti-semiti o filo-nazisti possano o debbano esser lasciati 'esprimere' giacchè sarebbe illiberale il contrario.... e/o perchè è lecito porsi il dubbio circa "chi decide cos'è anti-sociale e cosa no"... eh su... manco ai tempi de ponzio pilato

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  • 28 giugno 2008, 00:54 di Dalton

    fu proprio LA LEGGE a mettere al rogo le sette pellicole citate nella play ... ovviamente non condivido il filo-razzismo, nè ricorrerei mai agli espedienti di Deodato ... ma se risparmiassi lo humour "politically scorrect" nei riguardi delle minoranze politiche, poi dovrei risparmiarlo - per par condicio - anche nei riguardi dei politici, delle autorità, degli americani, ecc ...

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  • 28 giugno 2008, 01:03 di Dying Theatre

    "27 giugno 2008, 16:11 di whiteeyes hai detto bene dying..in casi estremi!!!Ma la censura viene proiettata a quasiasi genere di visione che possa dare una visione di una data situazione in una certa prospettiva che,sarai concorde,nn potrà mai essere uguale per tutti.E' legittimo proteggere,ad esempio,i più giovani da scene pornografiche o immagini che possano ledere la loro morale,ma è impensabile adoperare questo sistema su una più vasta cernita di persone che costruiscono il loro sistema di vita sulle proprie verità.E' giusto che che ci sia "legge e libertà" che nn è proprio come dire"censura e democrazia"." OK, infatti come vedi io mi riferisco a casi ESTREMI d violazione di 'principi fondamentali' di egualianza e di dignità.... sul porno... mmh, lì ad esempio non ci vedo alcuna potenzialità 'turbativa'.. forse che i cuccioli di tutte-le-specie-viventi non osservino, con naturalezza, gli adulti del branco mentre si accoppiano..? la valenza 'anti-etica' e 'colpevolistica' di tutto ciò che inerisce alla sfera sessuale è un retaggio puramente umano. Anti-naturalistico ed anti-vitalistico, come ogni sovrastruttura clerico-repressiva. Per questo 'borat' andrebbe vietato e rocco siffredi (pre-brèillat) andrebbe mostrato nelle scuole. Su schermi wide-screen, è ovvio.

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  • 28 giugno 2008, 01:10 di Dying Theatre

    "28 giugno 2008, 00:54 di Dalton fu proprio LA LEGGE a mettere al rogo le sette pellicole citate nella play ... ovviamente non condivido il filo-razzismo, nè ricorrerei mai agli espedienti di Deodato ... ma se risparmiassi lo humour "politically scorrect" nei riguardi delle minoranze politiche, poi dovrei risparmiarlo - per par condicio - anche nei riguardi dei politici, delle autorità, degli americani, ecc ..." MMMH.. sai perchè no..? perchè - da che mondo è mondo - la c.d. 'satira' è una beffa agìta dal 'popolo' nei confronti dell' 'istituzione' e del 'potere'... in questo, lo ammetto, sono forse vittima delle mie sovrastrutture di uomo di sinistra (ammesso possa voler dire ancora qualcosa..) ma insomma.. per me satireggiare su nixon, o bush o il Papa è un conto.. prendersela coi nani, gli storpi, gli ammalati, i profughi o i senzatetto, le ETNIE 'buffe' o 'sottosviluppate' (secondo i canoni del PRIMO MONDO, ben inteso..) è, a parer mio, operazione un tantino differente, senonaltro nelle intenzioni.

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  • 28 giugno 2008, 01:16 di Dying Theatre

    ossia - lo so, il dono della sintesi debbo ancor riceverlo, compio gli anni il 16/12 - sasha baron-cohen che irride 'borat' il povero kazako ignorante è il POTERE che sbeffeggia la PLEBE.... è come se berlusconi si mettesse a sfottere i senza-casa.. o le vittime d mafia.. (anzi, qualecazzo 'come se'.. LO FA!), insomma è l'esatto CONTRARIO del concetto (e della pratica) alla base della satira.... o sò pazzo io...? (risposta prevedibile)

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  • 28 giugno 2008, 01:24 di Dalton

    Talvolta evitare di ironizzare su certi argomenti è, di per sè, una forma di oscurantismo QUINDI discriminazione. Film come TUTTI PAZZI PER MARY (per citarne uno dei più "cattivi") non nasce come opera denigratoria verso "coloro che sono rimasti indietro" (ricordi chi pronunziò questa frase?) ma, paradossalmente, come tentativo di integrare personaggi o tematiche che, fino ad allora, arrivavano al grande pubblico soltanto tramite opere "compassionevoli" (da leggere = ricattatorie).

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  • 28 giugno 2008, 01:31 di Dalton

    La prima vera denuncia/esposizione nei riguardi del razzismo, su circuiti d'ampia diffusione, non avvenne sostanzialmente coi film "buonisti" film di Sidney Poiter (o coi rovesciamenti della medaglia della "blaxpoitation", prendi SWEET SWEETBACK'S BADASSSSSSSS SONG) bensì arrivò con MEZZOGIORNO E MEZZO DI FUOCO di Mel Brooks (ove la parola "nigger" venne pronunicata ben oltre 70 volte)

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  • 28 giugno 2008, 01:33 di Dying Theatre

    sì ma così, cò la scusa del paradosso 'a contrario' e del razzismo inverso si arriva a giustificare tutto.... metti 'the passion'... è o non è un manifesto dell'antisemitismo più ricattatorio..? e il 76% dell'intera filmografia di joel schumacher..? sarò ancorato a vecchi schemi... ma per me - in fase d giudizio 'storico' - deve restar chiara la distinzione tra oppresso ed oppressore, quando gli oppressori irridono gli oppressi salvo poi giustificarsi che stavano ridendo CON loro e non DI loro... mmmh... l'affare mi puzza (e, vorrei fosse chiaro, con l'ultima affermazione non intendo fare il minimo riferimento alla di me igiene personale)

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  • 28 giugno 2008, 19:12 di gabry9321

    Ecco, un esempio di oppressori che deridono gli oppressi sarebbe SAPORE DI MARE ...

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  • 28 giugno 2008, 21:44 di LorCio

    Scusami la limitatezza, ma mo' questa me la devi spiegare.

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  • 29 giugno 2008, 00:07 di Utente rimosso (pithecusano)

    "E quel che è giusto, Ferdo, e quel che non è giusto: dovremo chiedere ad altri, di dirci questo?" la domanda è vecchia di un paio di millenni, e passa da Platone a "Lo zen e l'arte dellamanutenzione della motocicletta" di Pirsig. Il pubblico, ossia "la gente" è in grado da solo di emarginare gli eccessi potenzialmente dannosi, comunque portatori di messaggi potenzialmente pericolosi per l'etica, la dignità umana? Se così fosse, non avremmoa vuto nè un Hitler né un Pol Pot. Ma chi vigilerà su di noi, che non vogliamo perdere la nostra identità di uomini, che significa tanto libertà quanto rispetto per gli altri? E' una domanda globale: viviamo in un tempo in cui Stati dove la tortura è giudicata un buon mezzo per combattere i propri nemici, Guantanamo per tutti, eppure vogliono esportare civiltà e democrazia nel mondo. Gerarchie ecclesiasiche che non sanno spiegarci perché le spoglie di un soggetto come uno dei capi della Banda della Magliana riposino insieme a santi e prelati, ma tuona se due uomini si baciano al Colosseo. Una classe politica che si preoccupa più di non essere intercettata e processata piuttosto del petrolio a 140$. Dunque, a chi chiederemo di vigilare su quel che vedono i nostri figli, e non solo al cinema, ma anche nei telegiornali e nei cartoni animati? E secondo quali principi? Basterà non andare al cinema, per limitare i danni di un ipotetico film dove si facesse apologia dell'infibulazione di una bambina o della crocefissione di un presunto terrorista islamico? O bisognerà fermarli prima? E a farlo, chi ci dovrà pensare, e in nome di cosa? Forse, dovremo tenere presente, e non solo per il cinema e l'espressione artistica, che l'unica regola non prevaricatrice è il rispetto: nessuno deve colpire e prevaricare nessuno. Scopriremo forse che non è mostrare un sedere o cantare in un film di Toto "Bandiera Rossa" ad essere socialmente pericoloso. E che la violenza può esseremolto più strisciante ed infida. Stavolta, "gli spettatori", cioè "la gente", il "pastore dell'Abruzzo" e "La casalinga di Voghera", usando citazioni cinematografiche, sapranno riconoscere la differenza che passa tra Goebbels e Primo Levi? O dovranno ancora chiedere "ad altri" quel che è giusto e quel che non è giusto?

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  • 29 giugno 2008, 02:51 di Dying Theatre

    chiedendomi, sbavante d curiosità, CHI sia 'ferdo'.. mi sento d sottoscrivere ogni singola sillaba d pithecusano (a proposito.. se in qualke modo il tuo nick ha a che fare con antonio rezza.. beh.. hai qui un potenziale amico.. a prescindere). tranne forse - e capisco ch'è eccezione non da poco - x le ultime due frasi.... mmh, x come la vedo io, esperienza insegna che il popolo-va-salvato-da-se-stesso... PERCIO' la demo(s)crazia uhmmm... ha + vulnus che rimedi... PERCIO' che vox populi = vox vanziniana.. et scamarciana.. et pieraccion-muccinian-mocciana (e dite che no..) ma pure - e con ciò gioco meno 'facile' - vox soderberghiana.. spielberghiana.. howardiana.. jacksoniana & lucasiana... e quindi SI' CHE LA PLEBE DOVRà CHIEDER AD ALTRI, perchè da sola - almeno qui-e-negli-ultimi-settantanni - ha dimostrato d meritarsi i fanfani, gli andreotti, i craxi ed i berlusconi.. Non sanno DISCERNER cosa è 'utile' x le loro tasche.. figfurarsi cosa è GIUSTO e cosa nn lo è... Contro l'Impero - tanto x giocar di fino - occorre il piombo. NON le rose. e sto.

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  • 30 giugno 2008, 02:52 di Dalton

    Dying theatre: preferisci la demAGOGia alla demOCRAZia ? O_o Ahimè ahime ^_*

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  • 30 giugno 2008, 13:41 di Dying Theatre

    dalton, preferisci lo sterco alla parmigiana d melanzane? ^^ uh uh ohibò.. pif pòf.. cick ciak.. (insomma, se il livello è questo.. che sia)

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  • 30 giugno 2008, 13:43 di Dying Theatre

    che poi, insomma, se la mettiamo su questo piano, la democrazia è un sistema di governo che ha fallito in tutto il mondo.. la demagogia, senonaltro, non ancora.

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  • 30 giugno 2008, 16:47 di Dalton

    Non ti seguo più! Condanni le opere dal contenuto umiliante e fascista, recrimini che debbano essere bandite ... e poi celebri il trionfo della dittatura sulla libertà d'espressione????????

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  • 30 giugno 2008, 21:55 di Utente rimosso (pithecusano)

    Ferdo è figlio della mia tastiera, usurpando il posto al buon Fedro... Pithecusano vioene da "pithecusa" antico nome della mia terra d'origine, l'isola d'Ischia. La cosa stimolante di questa discussioen innescata dallo spinoso tema di questa playlist è che si parla del BENE e del MALE, e di chi deve essere chiamato ed obbligato a dividerli. Niente male, per un sito di cinema...Dalla Bibbia a Lenin, il ruolo delle avanguradie, dei profeti e degli eletti è stato dibattuto a lungo. La mia provocazione vuole essere anche più utopistica: si elimini IL SOPRUSO, cioè il voler togliere (libertà, ma anche dignità, arbitrio e coscienza). E non in nome del BENE. Restando ai film, glioperai che nell'originale di Toto e Carolina cantano Bandiera Rossa ( e Toto, volendo significar altro: "Buttatevi a destra!") non danneggiano nessuno, al più sintetizzano un'idea. Non è un sopruso. Mein Kampf chiede di sterminare esseri umani perché "diversi". Dunque, è un sopruso. Le differenze però non sempre saranno così evidenti, non semrpe sarà sterco e parmigiana (come la mettiamo con i ristoranti cinesi?) ci si perde nella filosofia e anche più: chi sarà in grado di coglierle. Mi sento di poter dire che non è LA GENTE (per citare Tina Pica) a possederne la chiave, e nemmeno "la maggioranza" della gente, e mi trovo con Nanni Moretti sul sedile della sua Vespa in Caro Diario. Eppure, dobbiamo riuscirci. Perchè qui sta la differenza tra civiltà e barbarie. Così come siamo messi la censura, cinematografica e no, non è certo un'espressione democratica, né un'espressione di pochi illuminati. Non averne per nulla sarebbe meglio? Forse, ci penserebbe il mostro mercato, a operare, comunque, censure all'origine, propinandoci quanto LA GENTE, o, se volete, la plebe, preferisce. Fosse pure veder squartare il prossimo per solo diletto: il Colosseo non è stato costruito ieri.

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  • 1 luglio 2008, 12:43 di Utente rimosso (Titanic900)

    Maledetta censura!!!

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  • 1 luglio 2008, 12:45 di Dalton

    Condivido, Titanic!

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  • 1 luglio 2008, 15:58 di vulgar hurricane

    Dei casi che hai segnalato, caro Dalton, ne conoscevo solo un paio...non sospettavo nemmeno minimamente tutte quelle altre oscenità! Pazzesco... (°____°) ''

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  • 3 luglio 2008, 01:39 di Dying Theatre

    io, intanto, adoro pithecusano.

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  • 3 luglio 2008, 14:38 di Dalton

    buon pro ti faccia, theatre! :P

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  • 3 luglio 2008, 15:59 di LorCio

    siamo alla soglia dei cento commenti, caro Dalton... vedi che putiferio crea quest'argomento?

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  • 3 luglio 2008, 16:13 di Dalton

    Hai ragione, LorCio; perchè è un dibattito interessante ... a differenza di molti dibattiti condominiali che avvengono in questo sito! ^______^

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  • 3 luglio 2008, 16:14 di H.A.L 9000

    ...come ogni arte anche il cinema è stato vittima della censura...anche per questo forse merita di essere definito "arte"...grande play, dalton!!!

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  • 3 luglio 2008, 16:20 di Dalton

    La prima playlist ad aver raggiunto la soglia dei 100 commenti !!!

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  • 3 luglio 2008, 20:48 di LorCio

    Se parli di discussioni condominiali, temo di aver capito a chi alludi. Comunque, complimenti per i 100 commenti e aggiungo un altro film martioriato più che dalla censura dai tagli di produzione, ma pur sempre ascrivibile alla nobile famiglia dei perseguitati: IL DISPREZZO.

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  • 3 luglio 2008, 21:02 di Dalton

    Grazie, LorCio. Sia per i complimenti che per la segnalazione.

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  • 4 luglio 2008, 03:54 di Dying Theatre

    "La prima playlist ad aver raggiunto la soglia dei 100 commenti !!! " ....qualcuno avrebbe mai osato dubitarne...? ;)

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  • 4 luglio 2008, 23:57 di Utente rimosso (pithecusano)

    "La prima playlist ad aver raggiunto la soglia dei 100 commenti !!! " ....qualcuno avrebbe mai osato dubitarne...? ;) Impossibile dubitarne: è l'argomento degli argomenti. Che deve fare l'Arte per affrancarsi? E cosa, invece, il cinema, per essere Arte? E chi ne avrà le chiavi? Parlare male della censura è come parlar bene di Garibaldi: è fin troppo ovvio. Il difficile non è capire che non possono esserci Soloni più o meno prezzolati, più o meno maichei e gesuiti a tagliare, come cantava Bennato 33 anni fa, "le frasi sconce e qualche nudo un po' volgare". Il difficile è pensare, girare e farsi produrre cinema che non meriti NESSUNA mannaia, nemmeno quella del disprezzo dell'Intelletto e della Massa. Che non sempre camminano per le stesse strade. Non credo che eletti guardiani possano conservarci ed aprirci le porte del cielo. E non credo nemmeno che possa essere il "comune senso" [del pudore o di quel che sia] a poter discernere. Altrimenti De Sica figlio farebbe davvero l'imbianchino. Nè credo che la bellezza e la fantasia ci salveranno in una risata e un volo liberatorio. Perché, a differenza de "La Storia Infinita", non vedo nessun Sebastian e nessun Atreju a ridar loro un nome. Solo un imperatore che è in mutande da più di diecimila anni. E, che almeno quelle, se le cambiasse....

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  • 5 luglio 2008, 03:17 di Dying Theatre

    l'impossibile dubbio si riferiva alle indiscusse capacità auto-promozionali del buon dalton ;) e l'argomento è sì nodale.... fò un'ultima postilla alle mie precedenti affermazioni circa l'inevitabilità di forme d 'monitoraggio contenutistico' (per molti 'censura'.. ok) in ambito cinematografico e non.. oh.. io, nell'affermare tale legittimità/inevitabilità, nn intendevo minimamente impostare il discorso in chiave ESTETICA.. ossia, come fa pithecusiano, lanciando spunti circa il 'come-può-l'arte-affrancarsi..', il mio era più un discorso 'giuridico' (forma mentis, ahimè..), circa l'opportunità di BILANCIARE, soppesandoli, gli 'interessi in gioco', o meglio.. i VALORI ritenuti meritevoli d protezione dall'ordinamento.. nel dir ciò sottolineavo l'assoluta preminenza dei valori costituzionali d'eguaglianza e pari dignità.. e in questa accezione - prescindente da consideraz d carattere estetico - citavo esempi, a parer mio, contenutisticamente 'confliggenti' cn tali pricìpi.. (leggasi razzismo, derisione delle minoranze etc..), insomma mai mi sognerei d attribuire a soloni o 'guardiani' vari il compito - ultraumano o quasi - d affrancare e/o rinverdire le sorti dell'Arte, filmica e non, in questo momento storico

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  • 5 luglio 2008, 13:58 di Utente rimosso (pithecusano)

    caro Dying [credo che Theatre sia il cognome ... :-))) ], credo che fosse già evidente il senso delle tue affermazioni. Dalle quali non si può dissentire, né più né meno di come non si può parlar male di Garibaldi. Però - e qui sta la mia provocazione - la differenza è molto sottile, e non è che "può" sfuggire di mano ma è che "di fatto è" sempre sfuggita di mano. Coinvolgendo, in un senso e in un altro, anche l'Estetica, l'Arte e ben più spesso proprio la Leggittimità e i Valori. E in nome di quei valori che giustamente citi per fondanti e come tali da tutelare, si è fatto e si fa, nella Storia, ben peggio della censura. Perciò, stiamo ancora qui a parlarne, e finché qualcuno ne vorrà parlare e potrà farlo avremo ancora qualche grado di sicurezza. Una precisazione: quando dico che l'estetica e l'arte possono essere travisate ed offese in un senso e nell'altro mi riferisco anche all'eccesso opposto alal censura: quello che permette di piantare su un muro un fico secco con un chiodo e farla passare per Arte, esponendo il tutto in un museo (visto a Londra, ad Hyde Park, se ricordo bene. Per tacer della Tate)

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  • 6 luglio 2008, 03:30 di Dying Theatre

    e chi dice che'l ficoSecco sia d'impaccio a qualcuno..? xenofobia & razzismo, lo dice la-Storia..

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  • 13 luglio 2008, 19:33 di Utente rimosso (pithecusano)

    d'impaccio no, no certamente. Ma dire sia arte e dedicargli una parete di un museo mi pare un'esagerazione in senso opposto. Tano più che se mi metto io ad appendere fichi secchi nei muri a chiodate, sono un imbecille, se lo fa uno reputato artista, è un genio... facesse pure. Ma se ne faccessero anche un film, urlerei con tutto il mio fiato che con gli stessi soldi si sarebbero allevate abbastanza capre da sfamare mezzo Darfour...

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  • 19 luglio 2008, 10:23 di jovagirl

    La censura che si esercita sulle opere altrui non impegna a farne di migliori. (Bernard de Fontanelle) Le vittime della censura non sono soltanto i personaggi imbavagliati per evitare che parlino. Sono anche, e soprattutto, milioni di cittadini che non possono più sentire la loro voce per evitare che sappiano. (Marco Travaglio)

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  • 19 luglio 2008, 10:30 di Dalton

    Belle citazioni, Jova! :)

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  • 13 agosto 2008, 19:45 di Believer

    Io, così senza pensarci, concordo con chi dice che la censura è sempre sbagliata. Ognuno dovrebbe avere il diritto di poter esprimere le proprie opinioni in libertà. Nel momento in cui lo fa, però, deve essere preparato ad accettare ogni critica che ne possa scaturire. Nel caso degli animali torturati e dei film palesemente razzisti, però, qualche dubbio mi viene. Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni e di agire come crede fintanto che questi suoi diritti non vanno a ledere i diritti degli altri. Io, per esempio, non sopporto la scena di "Arancia Meccanica" dove si vede la statuetta con i Gesù che ballano. Da persona credente la trovo estremamene offensiva ma da spettatore che guarda il film la trovo funzionale alla comprensione della storia. Come dice la Bibbia "il male sta negli occhi di chi guarda", tutto dipende dal modo in cui viene letta la scena. Quindi no alla censura ma si al rispetto!!!

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  • 2 settembre 2008, 03:53 di Musm

    Potevi aggiungere qualche pellicola polverizzata dal regime sovietico ;)

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  • 13 settembre 2008, 09:44 di djclass

    HEILààà DALTON! Approfitto di questo spazio per ringraziarti di queste piccole e preziose chicche curiose...ma soprattutto per mandarti un affettuosissimo saluto! Un abbraccio fortissimo DJ....

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  • 14 settembre 2008, 13:08 di scandoniano

    Sicuramente la playlist in oggetto non può che essere la più commentata se la funzione "COMMENTO" viene interpretata dall'autore come "CHAT". Personalmente non credo sia necessario promuovere e ringraziare: la funzione è (o almeno dovrebbe essere) quella di dire che la tua playlist è piacuta o meno. Per esaminare 20 commenti occorre leggere 40 risposte! In ogni caso, considerato chel'obiettivo è quello di acquisire maggiore visibilità, un commentino lo lascio anche io.

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  • 15 settembre 2008, 00:39 di Dalton

    Gentile Scandoniano: 1) La visibilità non si acquisisce con il numero di commenti: attenzione prima di rilasciare pareri basati sul nulla. 2) Se affermi che la funzione dello spazio commenti è affermare se una playlist è piaciuta o meno A COSA TI E' SERVITO ESAMINARE I COMMENTI ALTRUI PRESENTI IN ESSA? :) Bacino.

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  • 26 settembre 2008, 16:42 di LorCio

    Il bello è che alla fine gli dona pure il bacino... Geniale.

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  • 17 ottobre 2008, 18:42 di Dalton

    Nel frattempo, ringrazio l'intervento di LorCio ... :D

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  • 18 ottobre 2008, 00:05 di carolin

    kiss

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  • 18 ottobre 2008, 20:37 di TeresaLo

    ORIZZONTI DI GLORIA di Stanley Kubrik del 1957, la cui trama prende ispirazione da un fatto realmente accaduto durante la prima guerra mondiale riguardante la fucilazione di cinque soldati francesi accusati di ammutinamento, è stato a lungo censurato in Francia e solo negli anni settanta, se non ricordo male 1975, poté apparire nelle sale cinematografiche.

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  • 18 ottobre 2008, 21:10 di Dalton

    Grazie, TeresaLo: finalmente qualche persona intelligente come te che inserisce validi appunti sul cinema, a differenza delle inutili e ridicole provocazioni di Carolin. Una nota: malgrado le dicerie sul bacchettonesimo italiano, la Francia si è rivelata molto spesso più severa nelle censure cinematografiche.

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  • 19 ottobre 2008, 18:02 di TeresaLo

    Prego Dalton e grazie a te. Censura o non censura, ognuno poi decide da se cosa vedere.

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  • 24 ottobre 2008, 14:39 di blade runner apocalipse nov

    Bravo Dalton

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  • 28 ottobre 2008, 18:58 di double A

    ho un solo appunto alla tua classifica:l'assassinio di un uomo è la censura più grave, meritava il primo posto!!!!!! buona convalescenza.

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  • 14 dicembre 2008, 10:50 di L uomo dai 100000000 nomi

    Censurare Cannibal Holocaust è giusto.

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  • 28 dicembre 2008, 20:05 di Dalton

    concordo con L'uomo dai 100000000 nomi; per TeresaLo: la Francia ha bandito per anni anche LA BATTAGLIA DI ALGERI, che ho recentemente scoperto e recensito.

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  • 21 gennaio 2009, 18:51 di TeresaLo

    Segnalo un altro film: ADDIO ALLE ARMI del 1932 (il primo adattamento cinematografico del romanzo Addio Alle Armi di Ernest Hemingway). Il nostro governo, Mussolini, già non gradì il romanzo (troppo descritta la disfatta di Caporetto, la diserzione) figuriamoci il film. A fine regime fascista sia il libro che il film oltrepassarono la barriera della censura.

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  • 10 febbraio 2009, 16:22 di Watchmen09

    complimenti dalton

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  • 22 marzo 2009, 16:55 di Dalton

    Grazie Watchmen09 :)

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  • 24 giugno 2009, 22:23 di steno79

    Ciao Guido, la censura è sempre un danno fastidioso e i film che citi lo testimoniano. Basta pensare che pure un capolavoro come Andrei Rublev di Tarkovskij ebbe molte traversie censorie in Russia alla fine degli anni Sessanta, nel periodo del cosiddetto disgelo, e che pure un altro grande regista sovietico, Paradjanov, fu continuamente perseguitato e pure incarcerato per molti anni. In Italia abbiamo anche il caso di Pasolini, con film come La ricotta che fu processato per oltraggio ai valori della religione se non sbaglio, così come il caso incredibile dell'Ultimo tango a Parigi, film fra i più belli di Bertolucci che ebbe un'incredibile calvario processuale. Ah scusa, dimenticavo, sempre a proposito di Russia, La congiura dei Boiardi di Eisenstein, seconda parte di Ivan il Terribile, girato nel 1946 e uscito nel 1958, dieci anni dopo la morte del regista, a causa del malcontento di Stalin in persona. IL discorso si potrebbe estendere all'infinito, complimenti per averlo sollevato! Credo che la tua sia l'unica play con più di cento commenti : un record!!!! Grande Guido

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  • 25 giugno 2009, 01:04 di Dalton

    Thank you, Steno! Probabilmente avrai reso felice anche l'utente Mums. :)

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  • 25 giugno 2009, 09:21 di bedlam

    condivido un commento di TeresaLo: indipendentemente dalla censura ognuno dovrebbe saper scegliere cosa vedere e cosa evitre

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  • 25 giugno 2009, 21:01 di giusal

    ebbene si la censura e'da censurare non solo al cinema ma anche in televisione.basta guardare uin attimino indietro di pochissimi anni per vedere cosa successe al grande biagi,santoro...ecc.naturalmente 30 40 anni fa c'erano altri usi e costumi,e con la mentalita' ristretta che si ritrovavano i nostri padri(lo noto ancora dal mio) avevano sicuramente difficolta' o facevano finta di averla,perche'per loro magari era piu'comodo cosi'ad andare incontro a pensieri e modi di vedere opposti dai loro.io penso che la parola censura al cinema ,televisione,ecc non dovrebbe esistere ,naturalmente sta a chi ha la parola valutare cosa dice o cosa fa assumendonese la totale responsabilita'.bravo dalton bella play se dovessi dare un voto un bell'8 non te lo toglierebbe nessuno!

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  • 26 giugno 2009, 10:33 di bedlam

    ok, e con questi ultimi due commenti sei salito sul podio della MegaPlayDiSempre! Complimentoni, Guido

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  • 26 giugno 2009, 13:15 di Dalton

    Grazie Bedlam. Infondo il merito andrebbe premiato, non credi? Così come la pubblicità non è un reato finchè è contenuta. Grazie anche a Giusal per la digressione para-televisiva assai gradita.

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  • 28 giugno 2009, 17:36 di will kane

    Come già accennato da altri, "Cannibal holocaust" è uno dei pochi film che a scatola chiusa ho deciso di NON voler vedere assolutamente in segno di protesta e pure disprezzo per chi ,a scapito di sofferenze di esseri viventi torturati o uccisi per "arte" non ha esitato a compiere tali nefandezze. E lo dico qui, su "Parla con lei", mi dispiace tanto, ma io sono stato contento per la torera che tira il calzino....una volta tanto, vista la gratuità di tale barbarie, meglio vinca il toro. E non mi si venga a dire che non lo capisco perchè fa parte di un'altra cultura, è un'ingiusta violenza rituale.Bravo Guido comunque per la play WK

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  • 13 luglio 2009, 17:44 di naife77

    credo sia assolutamente condivisibile l'odio per la censura...esiste la scelta libera e consapevole, i film per quanto grandi, incredibili non sono degli imperativi da ripetere nel quotidiano...devono portare alla discussione, al confronto, al sogno non certo all'emulazione.

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  • 17 settembre 2009, 20:41 di sbrillo

    Già...in verità non ho seguito il discorso ma volevo postare lo stesso in questa playlist

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  • 1 ottobre 2009, 13:24 di calibanrage

    La censura non dovrebbe esistere: chiunque si senta di produrre e distribuire un film per quanto ripugnante esso sia, deve essere libero di farlo. Il libero arbitrio di chi decide di vedere è ciò che conta. Spesso la censura diventa un fattore pubblicitario che nell'era di internet, non fa che stimolare gli sciocchi a vedere un film solo perchè censurato, con la vana speranza che possa riuscira a scioccare. Uno dei casi più eclatanti di censura resta comunque quel capolavoro assoluto che è "Arancia Meccanica". "Cannibal Holocaust" è un film mediocre che ha riscosso successo per questa censura da record, in parte (giustamente) dovuta alle violenze inferte agli animali: per il resto non dubito che Deodato abbia avuto buoni propositi, ma personalmente sono convinto che il cinema sia innanzitutto immagini in movimento e parole che suscitano sentimenti (positivi o negativi che siano) da cui solo in seguito è possibile rintracciare l'idea di fondo che si voleva comunicare.

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  • 8 ottobre 2009, 22:41 di ceo_85

    Gran bella play! vedrò di recuperare alcuni dei titoli che hai listato :)

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  • 9 ottobre 2009, 05:44 di LAMPUR

    Sono per Libertà totale. Certo non devi obbligarmi a vederlo il film poi... ;)

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  • 11 ottobre 2009, 13:12 di saint lore

    benchè non ho visto tuti i film menzionati, ma sono abbastanza famosi da poter permettermi di giudicare, penso che tagliare delle scene sia una cosa insignificante....si fa prima, come dice già qualcuno, a non mandarlo direttamente sugli schermi...contando, che se non sbgalio vollero censurare anche un harry potter in qualche paese, perchè "troppo crudo" (non mi capacito ancora per questo), figuriamoci questi film se non facevano apparire delle conseguenze ai registi..sopratt cannibal holocaust...che tra l'altro mi piacque molto.....mha....

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  • 11 ottobre 2009, 14:13 di giurista81

    Non male, purtroppo vado di corsa e non so se qualche utente ha già detto qualcosa al rigurado di quanto sto per dire prima di me. Oltre a "Cannibal Holocaust" (il cui intento non è, come detto velocemente da qualcuno, denunciare le denunce sugli animali, bensì denunciare un certo tipo di giornalismo che va ad artefare la realtà pur di fare notizia e lo fa nel modo più bieco possibile. Sotto questo punto di vista, lo spunto di Ruggero è stato notevole. Le violenze sugli animali non si sarebbero dovute compiere, né hanno una valenza determinante ai fini del film), segnalerei anche "Cannibal Ferox" che credo abbia subito più censure del film di Deodato. Altro film maledetto, che però non ho visto, è "Io, Caligola" di Tinto Brass, praticamente introvabile. Come non aggiungere "Quattro mosche di velluto grigio" che non viene messo in commercio per una disputa tra le case di produzione (una cosa assurda, visto che sono passati quasi 40 anni!!).

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  • 11 ottobre 2009, 14:24 di giurista81

    Insomma, quanti di voi sono a conoscenza che in "Apocalypse Now" il vitello che si vede quasi a inizio film venne davvero abbattuto in scena con un colpo di fucile? Forse questo fa del film un film mediocre oppure la cattiva impressione, secondo voi, dipende dal numero delle violenze perpretrate e un'unica violenza, tutto sommato, la si può anche sopportare? A mio modo di vedere, un film non si può giudicare su queste basi. "Cannibal Holocaust" è un film buono non perché è truce (e non ha certo avuto successo per questo, perché non era certo l'unico film violento o censurato dell'epoca, né il primo "cannibalico"), ma per l'intento (di denuncia) degli sceneggiatori e soprattutto perchè è strutturato in un modo talmente originale che è stato copiato svariate volte, specie recentemente. Inoltre, ci sono alcune trovate registiche straordinarie, come i diversi tipi di riprese realizzate e i diversi tipi di pellicola utilizzati (con una parte volutamente rovinata). E poi fu girato in condizioni climinatiche proibitive, con gli attori gettati nel pericolo vero (non su un set ricostruito). Deodato ha fatto un autentico miracolo, macchiato solo dalle violenze sugli animali (che però all'epoca erano quasi all'ordine del giorno, non per questo giustificabili) La colonna sonora è epica. Per gli amanti di "b-movie" segnalo anche i problemi avuti da Fulci ne "Una donna con la pelle di lucertola" (scena dei cani vivisezionati, con gli addetti al make up che dovettero dimostrare in tribunale che era il risultato di un lavoro di laboratorio) e in "Non si sevizia un paperino" (scena con la Bouchet nuda davanti a un bambino).

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  • 11 ottobre 2009, 14:38 di Dalton

    Strepitose le nozioni forniteci da Giurista81!!! Grazie per il contributo.

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  • 11 ottobre 2009, 14:43 di Dalton

    Un ringraziamento va anche a Will kane, Ceo85, Calibanrage e Saint Lore per i loro interessanti interventi. @ Sbrillo: il tuo "cameo" nel mio spazio opinioni non può che onorarmi! ;)

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  • 11 ottobre 2009, 15:01 di elendill

    Avete già detto tutto su questa play davvero encomiabile ;) e, aggiungo, più che mai attuale: vedi il caso del trailer di Videocracy (che fa paura solo perchè esiste e per come appare e si pone), o quello del recente passaggio di Brokeback mountain vergognosamente tagliato in tv, o il divieto ai minori riservato a film come Into the wild o Stella, censure apparentemente più soft ma infide e del tutto funzionali a tenere lontana più gente possibile da certe tematiche, dal diritto di costruirsi un proprio senso critico e dalla libertà individuale di scegliere...

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  • 11 ottobre 2009, 15:12 di Dalton

    Condivido l'opinione di Elendill. Dopodichè coglierei occasione per ringraziare gli utenti HAL 9000, Vulgar Hurricane, Double A, Believer, Disaster man, Naife77, BLADE RUNNER APOCALYPE NOV, e Lampur per i loro interventi.

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  • 11 ottobre 2009, 18:03 di bradipo68

    ormai stiamo arrivando alla voce unica che piaccia a più persone possibili non alla pluralità di voci.ABBASSO TUTTE LE FORME DI CENSURA.....

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  • 11 ottobre 2009, 19:16 di Sara76

    Bravo! Ottima la tua playlist...PESSIMA PESSIMA PESSIMA LA CENSURA

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  • 11 ottobre 2009, 22:29 di Spielbergman

    La censura, questa (purtroppo) conosciuta... molti dei film che citi sono stati censurati in epoca democristiana, non a caso. La mia opinione da figlio di quella tradizione politica è che all'epoca si aveva la brutta idea che ci fosse nel costume popolare una certa "morale" da difendere e far rispettare; indi il Carabiniere non deve apparire come un idiota, indi non bisogna parlar male della Storia d'Italia, etc. etc. poi dipende, c'è un tipo di censura che è più "accettabile", quella a determinati tipi di film come "Cannibal Holocaust", su cui altri utenti hanno già detto tutto quel che si doveva dire. Il problema secondo me non è l'andare ad accusare di aver censurato certi film cinquanta o sessanta anni fa, il problema è se la censura la si tenta di fare adesso. Ragazzi, penso a "VideoCracy", che deve essere proprio un signor film, che dovrebbe raccontare il vero volto della dittatura mediatica che ci assale: possibile che la Rai non lo voglia pubblicizzare sui tre canali di Stato? Ma stiamo scherzando? Tornando a prima, la Storia dei costumi del dopoguerra ha subito un percorso tortuoso. I governi democristiani hanno tenuto d'occhio i film usciti in quegli anni, per le motivazioni che erano elencate sopra (forse la "ricostruzione" di un'identità italiana finalmente "pura" dopo vent'anni di Fascismo, un bel disegno di Italia "perfetta", dolce, linda e casta? Si apra il dibattito: meglio un'arte "bigotta" e "moralista" sull'onda della Ricostruzione o un'arte propagandistica asservita al regime Mussoliniano?); gli anni '70 poi furono l'esplosione, finalmente Pasolini poteva "in teoria" reclamare contro i tagli, uscivano film di idee "extraparlamentari" etc. etc.; comunque molti "attacchi" alla cosiddetta "censura bianca" degli anni dopo la Guerra andrebbero un pò storicizzati, diciamo. Non giustificati, sia chiaro: la censura è sempre inutile in un paese democratico, se uno si vuole procurare un film se lo procura col mercato nero, non facciamo gli sciocchi. Soprattutto chi opera la censura non capisce che tanto l'esistenza di un altro punto di vista, magari non condivisibile dal governo, non potrà mai danneggiare l'idea che uno ha; si crea invece uno sprone per il libero dialogo fra due parti opposte e non d'accordo. Chi usa la censura è un "falso democratico" quanto coloro che strumentalizzano la "teoria del complotto" o spalano cacca sull'avversario (qualcuno ha detto Presidente S.B?! no, vero?!). A maggior ragione la censura è inutile in un'epoca in cui mettere un film in versione originale su Internet è facilissimo, basta pigliare Youtube e via. Questa è la mia opinone, amici miei... torno a guardare "Watchmen"!

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  • 12 ottobre 2009, 19:07 di kerouac

    Questa playlist si è rivelata un territorio inesplorato per la community. E molto importante. Nata all’insegna della segnalazione censoria, nel corso del tempo si è ispessita, proporzionandosi ai temi che la discussione portava avanti, o indietro se gli interventi nascevano in risposta ad altri commenti. Ma soprattutto, più importante di ogni altra cosa, lentamente ai paletti della tesi si è sostituita un’antitesi enciclopedica che ha coinvolto davvero un po’ tutti gli utenti, per la prima volta forse come una vera collettività di cinema. Ognuno chiamato non soltanto per dire la sua, ma per dare un’altra piccola voce a questo micro-dizionario costruito interamente attraverso sfoghi on-line, sull’argomento “censura-cinema”. Mi aggiungo anch’io, solo per introdurre un aspetto che fin qui non è stato ancora trattato: quello “metacinematografico”. Dopo alcuni interventi etici realmente illuminanti sul ruolo, la genesi, le necessità ideologiche della censura, e persino sulle sue letture estetiche che si possono trovare qui sopra, volevo per completezza esaminare la conseguenza più crudele dell’atto censorio, quella che spaventa maggiormente per l’effetto abominevole che ha prodotto al cinema in quanto soggetto, un autentico trauma psicologico. Mi riferisco all’autocensura; pratica di mutilazione all’ordine del giorno nella Hollywood classica ancor prima del dannato Codice Hays. Già a partire dal 1922 (il codice però è del 1934) l’industria americana si pone ufficiosamente una censura interna per esorcizzare sia contenuti violenti, scabrosi, sessuali, o politicamente malvisti; sia per cospargere di moralità storie che altrimenti avrebbero potuto assumere una deriva esistenzialista, pessimista in contrasto con l’american dream. Naturalmente non si possono colpevolizzare solo gli Stati Uniti per simili auto-ostruzioni, ma se un intero sistema arriva al punto di imporsi una griglia unica di legittimazione, moralmente assistiamo alla morte della democrazia nell’arte? Un cane che si morde la coda sforzando di mostrarsi contento davanti al pubblico. Comunque la si pensi, e anche se da un’imposizione così rigida ci sono stati alcuni effetti straordinari (un gigante come Lubitsch è riuscito nel miracolo di adeguarsi e giocare, rifondare il “Lubitsch touch” dimostrando quanto il non mostrare può essere molto più importante di quanto vediamo), che dire dei film perduti per sempre, e di quelli che non sono mai nati? O di registi hollywoodianamente condannati a morte come Von Stroheim e Welles… E proprio pensando a Welles che volevo tirare i fili del mio discorso metacinematograficamente: il vero dramma, la tragedia autentica delle conseguenze censorie è assistere al smantellamento dell’arte da parte dell’arte come nel caso “L’orgoglio degli Amberson”; una censura ingiustificabile perché manipola il lavoro altrui senza giustificazioni, se non industriali: un film come “L’orgoglio degli Amberson” è ingiudicabile perché al montaggio (fatto da Robert Wise tra l’altro…) ha perso completamente l’unità artistica originaria concepita dal genio di “Touch of evil”! E notare bene: in questo caso il taglio nasce per seviziare l’audacia artistica, perché un sistema arriva al punto di estendere il suo raggio d’azione all’identità stessa dell’arte, semplificando, moralizzando un film per adattarlo al pubblico. Non mi riferisco qui al solito processo di punizione imposto dalla censura, e non solo alle limitazioni psicologiche esterne che l’arte anche involontariamente deve affrontare quando campi sociali, politici, religiosi, morali minano l’esito della loro rappresentazione; un processo a cui l’arte non può a priori essere (pre)disposta, anche se ha dimostrato di gestirlo cavandosela magnificamente (Ejzenstejn). Un provvedimento censorio per motivi morali, politici e sociali può essere compreso (non giustificato) contestualizzando l’opera d’arte al suo contesto, ma è intollerabile un processo primitivo che si autoimpone di non narrare, non dipingere e non dialogare coscientemente con il proprio spettatore: significa sfiduciare, banalizzare, vegetalizzare il “cliente”, rinunciare a non comunicare infatti è solo un gesto inutile perché il contrabbando di immagini e storie ci sarà comunque: non si può rifiutare un problema nascondendolo, perché è un’operazione effimera che prima o poi esplode. Purtroppo per Hollywood non tutti gli spettatori si limitano a guardare i film come bambini… Ed è addirittura disumano (o pessimisticamente verrebbe da dire umano) mettere in catene la propria creatività, non restituire al cinema qualcosa di straordinario, anche se vuol dire superare l’oggi e confinarsi nell’incomprensione perché solo i decenni venturi potranno accogliere il nuovo che si è fatto strada, staccandosi dal presente per cibare l’arte e regalarle un futuro. Si può vietare questo regalo all’arte? A quella stessa arte di cui siamo figli, esteti, che compone le nostre molecole più dell’aria e delle cellule, quella stessa arte creatrice di produttori indisposti a concedere il final cut, ad essere riconoscenti verso una madre di celluloide che gli ha forgiato un lavoro, una vita: e con quale coscienza? Se l’industria ne ha mai avuta una…

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  • 26 ottobre 2009, 15:25 di Utente rimosso (signor joshua)

    Playlist veramente interassante, non sapevo quasi nulla di questi film; però mi piacerebbe sapere due cose : la prima è a quale film appartiene il fotogramma che hai mostrato e la seconda, come sarebbe che a Theo Van Gogh Submission costò la vita ?

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  • 27 ottobre 2009, 23:16 di medusatouch

    "Suor omicidi-dagli archivi segreti del Vaticano"(1978) di Giulio Berruti. Anita Ekberg,mio Dio com'e' caduta ,meravigliosamente, in basso.QUESTO FILM SEQUESTRATO PER VILIPENDIO(maledetti che non sono altro) e' stato bandito anche dalla protestante Inghilterra!!Pare che vogliano resuscitare Savonarola, vedetevi il trailer su youtube,...Credo che per vederlo integrale,come Cristo comanda, ci voglia un...miracolo. A sto' punto,purtroppo,sto' film sbanca codesta,interessante,PLAYLIST .GOODBYE & AMEN!

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  • 28 ottobre 2009, 14:38 di Musm

    BORINAGE fu un documentario assai osteggiato dalle autorità dell'epoca.

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  • 2 novembre 2009, 19:23 di bradipo68

    WOW 150 COMMENTI!!!!!

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  • 29 novembre 2009, 14:43 di annadoris

    Credo che la censura sia il peggiore e più sottile atto di dittatura che l'uomo è costretto a sopportare...

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  • 10 febbraio 2010, 14:48 di AlexPortman80

    Davvero un'ottima play Dalton, intelligente, condivisibile e che ha generato una discussione per una volta accesa ma pacata, senza insulti ed offese che spesso fanno capolino... Premetto che non ho visto nessuno dei 7 film elencati, anche se ho sentito parlare dei casi di "Ultimo tango a Parigi" e, più recentemente, di Theo Van Gogh. La censura è, a mio avviso, da condannare, potrei anche aggiungere sempre e comunque, anche se a volte l'autore di un film, di un libro, o di qualsiasi altro genere di opera si spinge talmente oltre certi limiti che il dubbio si pone. Nonostante tutto ciò che accade oggi penso che dei passi in avanti si siano fatti: un tempo era veramente uno strumento diffuso, nelle mani di molti soggetti, anche se questo miglioramento purtroppo non lo ha eliminato completamente. Magari attualmente può essere più "nascosta" ed indiretta ma proprio per questo forse più subdola. In Italia, soprattutto a causa dei politici e della Chiesa, la censura è ancora viva e vegeta: già esiste una pre-censura, prima che il film esca nelle sale ("io te lo produco se...", "non posso distribuirtelo se non tagli questo e quello..." ecc), poi quando viene visionato da "esperte" commissioni, poi al momento dell'aquisto dai network tv. Si va dai tagli delle parolacce in "Deep impact" al taglia e cuci di "Brokeback Mountain", al "silenzio pubblicitario" su "Videocracy" (che però conteneva degli errori svelati da Striscia) fino a veri e propri boicottaggi, come "Redacted", "Katyn", "W." solo per citarne alcuni, e purtroppo per opposte volontà: non si salva praticamente nessuno. Meglio i divieti ai minori di, anche se pure questo strumento è gestito con i piedi (ora vogliono vietare "Paranormal Activity" ma "Apocalypto", a suo tempo, mi sembra uscì senza divieti). La chiesa poi con i suoi proclami non è nemmeno da commentare... Un film è un'opera personale e come tale deve essere rispettata, poi è auspicabile che alcune pellicole controverse possano essere fonte di dibattiti e critiche. Anche io a suo tempo mi indignai per i maltrattamenti di Almodovar (ora si parla di Baaria), ma l'indignazione in ogni caso non deve portare alla censura. Personalmente in un caso del genere la pellicola deve uscire così come è stata concepita, poi se durante le riprese viene accertato che sono stati commessi dei reati (penso che la violenza sugli animali ne sia uno) allora deve intervenire la legge come per qualsiasi cittadino di un paese: non è certo perchè è un regista famoso o perchè è stato commesso su un set che deve essere declassato. Non condivido poi l'equazione "ironia su un popolo = razzismo" quindi censura ok: prendiamoci meno sul serio, io sono tutto tranne che razzista e a volte rido volentieri sui difetti degli italiani come di qualsiasi altro popolo: poi uno penso sappia quando sono solo dei luoghi comuni o delle esagerazioni (quindi difendo "Borat" anche se come film l'ho trovato veramente brutto). Poi in certi paesi siamo veramente fermi al medioevo: dopo aver letto il servizio sullo scorso filmtv concernente il cinema in Iran (purtroppo non è l'unica nazione e il cinema non è l'unica vittima) sono rimasto allibito. Fosse poi solo un taglio ad una pellicola, lì c'è persecuzione e carcere, se non condanne a morte sommarie e senza processi. In conclusione, è il singolo spettatore/lettore che deve farsi la propria idea e poi giudicare: la censura, che per i "sostenitori" dovrebbe essere un aiuto al pubblico, non fa altro che ridurne le capacità di analisi e uniformarne il pensiero alle loro idee. Alex

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  • 11 febbraio 2010, 18:33 di flaskwalk

    E "Agora" di Amenabar? Perché in Italia non possiamo vederlo?

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  • 11 febbraio 2010, 22:22 di cantautoredelnulla

    Alex, hai fatto una considerazione interessante. Forse la censura può diventare uno strumento di omologazione? Nel caso di McCarthy fu così eppure i grandi artisti continuarono a lavorare servendosi dei prestanomi, vuoi per campare vuoi per una battaglia da portare avanti. Quello che è stato allora difeso in America fu il diritto alla libertà di pensiero, diritto che sta alla base della libertà così come la intendiamo noi. Quello che mi fa imbestialire in Italia è che questo diritto sembra normale che venga calpestato. Se uno ti accusa, invece di argomentare le tue ragioni lo denunci per metterlo a tacere; se parli male di Dio vieni condannato, se fai un film dove tiri in mezzo Dio in maniera non allineata (l'ora di religione, Totò che visse due volte, la ricotta, l'ultima tentazione di Cristo), vieni addirittura censurato (e se non ci si vuol far mancare nessun privilegio a volte si può ottenere la scomunica). Pasolini dovette cambiare le battute della Ricotta per passare il visto censorio, L'ultima tentazione di Cristo ancora oggi non viene trasmesso in televisione (questa non è forse una censura, magari non dichiarata apertamente quindi più insidiosa, materializzata attraverso un vero libro nero dei film da non trasmettere?) e Totò che visse due volte in prima istanza fu addirittura vietato A TUTTI! Sono contrario alla censura e a tutto ciò che dovrebbe essere: decido io ciò che è meglio per te. Secondo quale parametro? Vista la soggettività di ognuno, visto il filtro attraverso cui passa ogni immagine e ogni messaggio (un filtro evidentemente personale), chi può arrogarsi il diritto di dire, a nome mio, cosa è meglio per me? E chi può garantire che se vedo Salò diventerò un criminale perverso sull'onda dell'esaltazione di una violenza incontenibile? In quest'ultimo caso, per esempio, è proprio l'effetto opposto quello che è suscitato in me. Ma Pasolini, resto convinto di questa mia idea, ci presentò bene l'Italia proprio nel finale di Salò: nascondere se stessi è l'unico stato di comodo - nella nostra società - per sopravvivere. Sì, è un'immagine decisamente catastrofista e estremista, me ne rendo conto, però chissà perché c'è sempre bisogno di azzittire qualcuno nel momento in cui è scomodo, invece di vincerlo con la forza delle ragioni. Qualcuno disse:"Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire" e questo riassume tutto il fiume delle mie parole precedenti.

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  • 17 febbraio 2010, 14:07 di OGM

    L'artista perseguitato ha una marcia in più: ovunque è inseguito, quindi è costretto a viaggiare e così vede il mondo; non può parlare, e quindi pensa; non può lavorare, e quindi la sua mente crea. La sua opera, però, è un oggetto del tutto indifeso. Guai a chi distrugge ciò che non vuol vedere.

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  • 18 febbraio 2010, 23:23 di bebe84

    Bella Play Dalton!! Ahimè non li ho visti tutti, anzi! Un tempo la censura rasentava l'imbarazzante... così come i limiti d'età. Questioni politiche, questioni religiose, posizioni scomode: tutto faceva brodo! Ricordiamoci che "Tutti insieme appassionatamente" (si, quel filmetto che tutti abbiamo visto prima del sesto anno di vita, che passano ogni Vigilia, dove ci sono 7 creature vestite con tessuti allucinanti che cantano canzoni che tutti conosciamo) in Germania finiva col matrimonio tra Maria e il Capitano... niente fuga, nessuna notte nascosti in 9 nel cimitero di St Peter a Salisburgo. Ricordiamoci che "Victor Victoria" resta tutt'ora vietato ai minori di 14 anni, così come il "Rocky Horror Picture Show" (e posso dire che tra i due film c'è una certa differenza!!!), e oggi si vedono sicuro cose più spinte (probabilmente Natale ai Caraibi avrebbe più motivi per essere vietato ai minori!)... E cito questi perchè sono i primi che mi vengono in mente, ma come questi, e come quelli che hai citato, ce ne sono tanti altri... tanti tagli, tante scene che non vedremo mai, così tante, che ci si potrebbe fare un film... quasi come fece Tornatore!

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  • 13 giugno 2010, 11:24 di Stuntman Miglio

    Complimenti Dalton per questa play e per il dibattito scatenato che non avevo ancora avuto modo di leggere per intero. Ricco, argomentato e soprattutto interessante. Purtroppo, nonostante l' avversione alla censura di questa community, di esempi in Italia continuano ad essercene uno dopo l' altro. Basti pensare alla NON distribuzione di un film come "Thirst" per il quale rimando tutti a leggere l' intensa opinione di Pazuzu sempre su questo sito. Fuck the censorship !

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  • 17 settembre 2010, 10:36 di zemo

    la censura riguardo cannibal holocaust mi sembra sacrosanta, e comunque vorrei sottolineare che pasolini, per "la ricotta", non fu soltanto costretto a cambiare diverse battute e tagliare alcune parti per superare la censura (rivoluzionando il film) ma venne condannato dal caro di gennaro a 4 mesi per vilipendio della religione dello stato (laico?) e solo grazie alla corte d'appello non finì in gattabuia e che anche bunuel per viridiana (poco prima di pasolini) incontrò la censura franchista e fu costretto a scappare all'estero dopo le accuse di blasfemia. e poi come dimenticare il grande spagnuolo che pensò bene di sequestrare l'avventura di antonioni e la giornata balorda di bolognini (per dirne un paio). e gli stessi due registi ritornano all'onore della cronaca con blow up e le bambole e, ahimè, si potrebbe continuare ad libitum nella triste lista dei film che il nostro (libero?) paese ci ha impedito di gustare integralmente. a proposito dei metodi di censura però mi viene in mente una cosuccia... qualche mese fa sono venuto a conoscenza di un film chiamato "bye bye berlusconi", girato da stahlberg in italia con attori non professionisti e a dir la verità risultati (molto) modesti. sta di fatto che questo filmuccio ha trovato un distributore in gran parte d'europa ma non in italia... sorge un dubbio... evidentemente i metodi cambiano, gli italiani no (ho corso il rischio di riscrivere qualcosa di già scritto nei commenti precedenti ma ho provato a leggerli tutti ed è davvero un'impresa... lo farò al più presto ma oggi lo studio mi chiama a gran voce)

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  • 2 novembre 2012, 18:39 di LIBERTADIPAROLA75

    Bravo Guido. Bella playlist e record di commenti e utilità. Un saluto.

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