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Alien: Covenant

Regia di Ridley Scott vedi scheda film

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La recensione su Alien: Covenant

di mck
6 stelle

Take Me Home, Country Roads!


«Per via della sensibilità di cui sono dotati, è da ritenere che anche gli animali debbano partecipare del diritto naturale e che l'uomo sia tenuto nei loro riguardi a taluni doveri.»
Jean-Jacques Rousseau, “Discorso sull'Origine e i Fondamenti della Disuguaglianza”, 1755

- “Permettimi quindi un attimo di riflessione. Tu cerchi il tuo creatore, io sto guardando il mio. Io ti servirò, eppure tu sei umano. Tu morirai, e io no.”
- “Versami il tè, David. Versami il tè.”
Adam a Peter Weyland, seconda metà del XXI° sec.

Film - copia conforme. Opera di coazione a ripetere. Epitome del déjà vu.

Film aprocto (divora, inghiotte, digerisce ed evacua dallo stesso otturatore cinematografico), e cannibalico.

Ridley Scott (che co-produce con Walter Hill e altri), archiviato il contributo di Damon Lindelof, è passato a servirsi dell'apporto in fase di progettazione di Michael Green (“Kings”, “the River”, “American Gods” e il prossimo “Blade Runner 2049”), autore del soggetto con Jack Paglen [mentre la sceneggiatura è stesa da John Logan e Dante Harper, e, proseguendo con la crew: fotografia di Dariusz Wolski, montaggio di Pietro Scalia e musiche di Jed Kurzel, mentre Richard Wagner partecipa con “l'Entrata degli Dei nel Valhalla”, dalla scena quarta de “l'Oro del Reno” (prologo della tetralogia “l'Anello del Nibelungo”), John Denver viene reinterpretato come messaggio nella bottiglia lanciata radiofareggiante nel freddo, vuoto e nero spazio cosmico dove nessuno può sentirti urlare, e ovviamente è immancabile il Main Theme di Jerry Goldsmith dal capostipite del 1979], e tutto corre più spedito (il sentiero è tracciato, e pare un'autostrada a 8 corsie...) da A a B senza inutili soste all'autogrill di Medjugorje (frequentato spesso da Darren Aronofsky e Alejandro Gonzáles Iñárritu).

Togli un embrione umano abortito, aggiungi due embrioni xenomorfi in piena salute: la biodiversità sta per crollare, l'equilibrio naturale sta per andare al creatore, nello spazio “vicino” non si sentirà, più, volare una mosca. Gli accordi, le convenzioni, i patti fra Compagnia ed equipaggi e tra umani ed androidi stanno per essere traditi e riscritti per l'ennesima (compartimentata ma mossa da un filo rosso: monetario ed epigenetico) volta. 

 


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Assonanze e Dissonanze.

David : “«My name is Ozymandias, King of Kings; / Look on my Works, ye Mighty, and despair!»”
Walter : “«Nothing beside remains. Round the decay / Of that colossal Wreck, boundless and bare / The lone and level sands stretch far away».”
David : “Byron. 1818. Magnifico.”
Walter : “:-/”

David e Walter che riecheggiandosi citano e declamano Ozymandias affacciandosi dal belvedere dell'Isola dei Morti di Böcklin: un po' troppo (scontato, inflazionato).
Così come altrettanto prevedibili sono alcune noncuranze (volute, involute, involontarie).
- Tempeste di neutrini (neutrino burst - cit., sic!) causate da un evento (brillamento/eruzione stellare spontaneo, un'espulsione di massa coronale) circoscritto e casuale che danneggiano (interagendovi) una vela solare: no.
- Ipotetiche onde sonore che si propagano nel vuoto: no.
Se si riesce a giungere al compromesso parziale consistente nel fatto che alcuni rumori...resi...ehm...udibili, cioè trasferibili, attraverso il vuoto presenti nell'opera possano essere concessioni e reinterpretazioni della colonna sonora (la musica non completamente extra diegetica di commento che si appropria di una parte dei rumori diegetici e di fondo e li coadiuva, evidenzia e rafforza...per non dire compromette, dopa, edulcora) da una parte e PdV soggettivi dall'altra (ovvero un passabile trasferimento fisico delle onde sonore dall'esterno del corpo dell'astronave all'interno dell'esoscheletro di una tuta spaziale EVA), una sorta di parvenza di rispetto delle leggi della fisica (“Nello spazio nessuno può sentirti urlare!” era la frase di lancio - un autentico manifesto anti “Star Wars”- dell'originale e capostipite “Alien” del '79), per quel particolare spicchio di realtà (scienza, universo, tutto, le cose così come stanno), è mantenuta.
- Specie vegetali in tutto e per tutto simili a quelle terrestri {più che l'evoluzione parallela, la panspermia startrekiana [the Next Generation, stag. 6, ep. 20, "the Chase" (soggetto del Ronald D. Moore di "BattleStar Galactica"), un gioiellino nerd-service] indirizzata d-e/a-gli Ingegneri} : no.
Ché s'è grano piantato da David ed ora rinselvatichito, ok [ma perché re-installare un'agricoltura umana, poi? Per una ragione collaterale a quella che ha concesso al radiofaro di (continuare a?) trasmettere il suo messaggio di richiesta di soccorso e determinazione di presenza?], se invece è frumento coltivato dagli Ingegneri, questa opzione dovrà essere spiegata, o nel prequel del sequel del prequel (tra Prometheus e Covenant), o nel sequel del sequel del prequel (tra Covenant e Alien).

Walter : “Who wrote Ozymandias?”
David : “Byron.”
Walter : “Shelley.”

Tra i tanti difetti, errori ed incongruenze (una norma che non si fa scusante ma nemmeno aggravante), una piccola parentesi illuminista è rappresentata dalla (pur anche solo presupposta) ghettizzazione-mobbing-ostracismo che vede “vittima” il fresco, nuovo, ed ex vice capitano, assurto e promosso a questo ruolo dopo la sfortuita e imprevedibile morte del suo superiore: un pregiudizio di fondo che si evince dai dialoghi con l'equipaggio e dai pensieri e atteggiamenti (pregressi) dello stesso, ed il tutto è coerente con lo stato delle cose così come - nel mondo reale - sono sempre state, come si presentano adesso e come presumibilmente potranno essere da qui a...Marte: premesso che la NASA (o, in futuro, la Space X: e chissà, fra l'altro, se tra 100 anni circa gli pseudopodi evolutivi di Elon Musk saranno così progrediti da poter scegliere con così ampio margine di manovra le loro mete: Origae-6? Ma no, fidiamoci di John Denver!) non è la Compagnia (Weyland o Tyrell), e ragionando solo sull'oggi, gli astronauti credenti sono stati [agli inizi della corsa allo spazio - statunitense: sotto questo aspetto quello sovietico non fa (quasi) testo: atei per volere divino - si sceglievano quasi totalmente tra i piloti di caccia militari: insomma non propriamente degli astrofisici a contatto con l'impossibilità di una Bibbia presa alla lettera, ma pure alla larga] e continuano (per questioni di pura statistica) ad essere un numero (fin troppo) cospicuo rispetto al totale dei componenti il programma di esplorazione spaziale internazionale. Di fatto, inoltre, e perciò, l'equipaggio della Covenant è composto da elementi molto eterogenei tra loro: vi sono piloti/astronauti, tecnici/medici e scienziati puri, ma soprattutto tutti loro appartengono ad un sovrainsieme che li contiene e classifica: sono infatti anche loro dei colonizzatori, e proprio per questo ben 8 di loro (vale a dire più della metà dell'equipaggio risvegliato per l'occasione, e che presumibilmente è lo standard di navigazione e primo approccio alla meta) vanno a comporre 4 coppie stabili, pronte ad allargare il proprio nucleo famigliare.

Per quanto riguarda invece il presunto, da certa “critica”, troppo alto livello di quantità di soprassedimento richiesta allo spettatore per mettere in moto il meccanismo della sospensione dell'incredulità di fronte ad alcuni comportamenti al meglio sciocchi ed imprudenti e al peggio stupidi e criminali (Darwin's Award) di alcuni protagonisti, il problema non esiste: equivarrebbe ad imputare ad Hooper l'errore di voler scendere in una gabbia anti (o per...) squali in “Jaws”: in Prometheus-Covenant-Alien, e in larga parte anche in Aliens-A3-Resurrection, l'incontro con gli xenomorphi è sempre una Prima Volta. Questo sempre a livello grossolano, perché se dobbiamo andare a scavare ad un livello un minimo più profondo, non si sfocia certo nel fantasy di “Star Wars”, ma ci si affianca senz'altro a certa approssimazione (ad esempio l'evoluzione parallela e/o la disseminazione panspermatica alla base della nascita delle molte razze umanoidi) alla “Star Trek” (per non parlar della forza di gravità annullata all'interno di un vascello non ruotante, vale a dire senza l'ausilio della forza centrifuga).

Molto interessante (la coerenza è da valutare) tutta la parte dedicata all'esobiologia (il ciclo evolutivo cangiante della specie xenomorfa) aliena.

 

Un perfetto esempio di Effetto Dunning-Kruger:
David : “Richard Wagner. L'oro del Reno, atto secondo. L'entrata degli déi nel Valhalla.”
Mother : “Aridaje. È nella scena quarta, coglione.”

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Confronti e Raffronti.
Classico, ma ben utilizzato (sfruttato) e messo in scena, l'espediente di rientro dall'esterno alla David...Bowman: qui, al contrario (espulsione). Ovvero...tal'e quale come negli altri film della saga di Alien.

Covenant compie lo stesso gesto di Alien³, ammazza E.Shaw quasi totalmente fuori campo, quasi come David Fincher (per conto terzi) si sbarazzava - più radicalmente - di Bishop, Hicks e la piccola Newt, personaggi introdotti da James Cameron e che sarebbero dovuti “risorgere”, in qualche modo, ognuno col suo, nel piano iniziale ora abortito che prevedeva di mettere in atto il parziale riavvio della saga ad opera di Neill Blomkamp (per ora invece ben preso dal suo progetto de/con gli Oats Studios). 

Gli Ingegneri ingegnerizzano gli Umani, gli Umani creano gli Androidi, gli Ingegneri uccidono Androidi e Umani, gli Androidi uccidono Umani e Ingegneri (l'arma degli Ingegneri, il virus-xenomorfo, e l'arma degli Umani, le I.A.), l'unica a uscirne vincitrice, sazia e satolla, da questo massacro, è la Catena Alimentare. Come sempre.

Nel '79 i sintetici non erano direttamente associati ai computer nell'esperienza popolare, erano più una via di mezzo tra una componente meccanico-elettronica (androidi e robot) ed una biologica (il cervello era più legato al carbonio che al silicio).
Nel '17 la questione è stata risolta con grazia: gli androidi vivono con gli umani, ma la Discovery-Nostromo-Prometheus-Covenant non è totalmente comandata da H.A.L. 9000: Mother NON è una I.A., ma è “solo” un super(rétro)computer...esattamente come la Mother del '79 (e quindi può essere comandata da un androide...).

Altra (dis)similitudine (ricorsiva, ricorrente, fondativa, significante) : in "Alien" il pulsante allarme d'allerta costante era volutamente (dalla Compagnia, a distanza, per default) travisato, camuffato e ritorto in segnale di richiesta di soccorso (esca morale e trappola), in "Covenant" il segnale di presenza di Shaw è sfruttato (dall'equipaggio risvegliato dal criosonno per un'imponderabilità sfortuita e casuale) come un'incognita da indagare e un'opportunità di scorciatoia da sfruttare (errore di valutazione)].  

Se il (giovane) vecchio Guy Pearce è il collegamento tra “Prometheus” (prequel di “Covenant” e “Alien”) e “Covenant” (sequel di “Prometheus” e prequel di “Alien”), James Franco potrebbe esserlo tra “Covenant” e il prossimo episodio della saga, che a quanto pare dovrebbe situarsi tra “Prometheus” e “Covenant” ed essere quindi il sequel del primo ed il prequel del secondo. Ad ogni modo, all'origine di tutto, c'è “Blade Runner” [dalla Tyrell Corporation si passa alla Weyland-Yutani Corp., e “Blade Runner 2049” sfiorerà temporalmente il prologo di “Covenant”: da Eldon Tyrell (BR) si passa a Niander Wallace (BR49) e si giunge a Peter Weyland (Prometheus, Covenant...)], girato dopo “Alien”…
E allo stesso modo l'AutoMed di “Prometheus” (reinterpretazione del concetto di pistola di Cechov) si trasforma nel trattorone (rover-quad-tank-john deere) di terraformazione di “Covenant”. E tutt'e due ricalcano la tuta-esoscheletro da lavoro (proveniente dall'Iron Man marvelliano e dai vari mecha simbiotici dei manganime giapponesi) indossata con rimarcabile grazia da Vasquez in “Aliens”.
Detto ciò, il prologo (2075 circa) di “Covenant” (2104) si situa prima degli avvenimenti narrati in “Prometheus” (2089, il prologo, e 2093, lo svolgimento).

Infine, c'è anche tempo per la “risposta” di Ridley Scott a Mel Brooks, anni dopo, durante la nascita della neanide aliena partorita dal petto del (vice) capitano al cospetto di David rivelatosi (mosso anche lui dal proprio gene egoista sintetico, culturale, epigenetico, insufflatogli da Madre Natura per interposta persona umana) : se la creaturina si fosse messa a cantare “Hello, My Baby! Hello, My Honey!” con bastone da passeggio e paglietta (“Alien” + “One Froggy Evening” (il Michigan J. Frog di Chuck Jones per i “Looney Tunes”) = “Space Balls”), lo stupore sarebbe stato contenuto.

Danny McBride [attore, sceneggiatore e produttore gravitante attorno al e componente l'universo-microcosmo di David Gordon Green (George Washington, Your HighNess, etc...) - Judd Apatow - Greg Mottola - James Franco (This is the End, In Dubious Battle, etc...)- Seth Rogen/Evan Goldberg - B.Stiller/B.&P.Farrelly/T.Phillips] che passa la mitraglietta canne mozze semi-automatica al suo capitano ripleyforme vale il prezzo del biglietto (un gesto iconico, ma inflazionato, però qui ben ri-messo in scena). 

 

 

E Katherine Waterston ("Night Moves", “Inherent Vice”, "Steve Jobs", "Queen of Earth", "BoardWalk Empire", "Logan Lucky") non è, mai, stata così, semplicemente (avverbio riferito al concetto e non al soggetto) - e “irriconoscibilmente” (una ruvida dolcezza, alla Jaime Winstone di “Dead Set”) -, bella.
I 5 minuti sul modulo di carico in spedizione di soccorso (esfiltrazione) e costante cabrata rollante a spirito santo sono uno spettacolo, e sembrano 15.
Interessanti le brevissime sequenze in soggettiva prismatico-corpuscolare dal PdV (occhi composti da simil-ommatidi) dello xenomorfo.

«Questo libro dovrebbe essere letto quasi come se fosse un libro di fantascienza. Infatti è stato pensato per stimolare l'immaginazione del lettore. Tuttavia, non tratta di fantascienza, ma di scienza vera. [...] Noi siamo macchine da sopravvivenza, robot semoventi programmati ciecamente per preservare quelle molecole egoiste note sotto il nome di geni.»
Richard Dawkins, Il gene egoista, Prefazione, 1976 (citazione inserita per contrasto) 

“Primo turno e tutto va bene.”
Mother a Walter, 2104 (quasi 2105)

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Prologo-Cortometraggi.   

 

the Crossing

il Nuovo Walter (Scott dirige sempre come se stesse girando uno spot pubblicitario...anche quando lo è)

l'Ultima Cena

E qui di seguito i Crew Messages:  

 

Voglio Essere Onesto

un Messaggio ///interferenze/// dalla Covenant
un Mondo ///interferenze/// Mai Visto Prima
Non ///interferenze/// Dimenticatemi
Ultimo Rapporto ///interferenze/// dalla Covenant

 

* * * ¼  -  6 ½  :  si, ma (ancora) di quelli buoni...        

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