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Civiltà perduta

Regia di James Gray vedi scheda film

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Cast Civiltà perduta

A dirigere Civiltà perduta è James Gray. Regista e sceneggiatore statunitense, Gray esordisce nel 1994 a soli 25 anni con il noir Little Odessa, che alla Mostra del Cinema di Venezia rimedia il Leone d'Argento e la Coppa Volpi per la migliore attrice (Vanessa Redgrave). Sei anni dopo, porta a Cannes The Yards ma delude le aspettative di chi sperava in un secondo exploit. Paragonato spesso a Scorsese, Gray è costretto ad attendere altri sette anni prima di portare nuovamente al festival di Cannes la sua terza opera: I padroni della notte. Mentre nel 2008 si cimenta con il dramma sentimentale Two Lovers (ispirato a Dostoevskij), nel 2013 si ripresenta nuovamente a Cannes con C'era una volta a New York, melodramma dalle grandi aspettative deluse (non a caso il film, distribuito in America dal potente produttore Harvey Weinstein, è stato rimaneggiato più volte prima del suo arrivo nelle sale).

A spiegare il perché dell'adattamento di Civiltà perduta, presentato come titolo di chiusura del New York Film Festival 2016, è lo stesso regista: "Man mano che Civiltà perduta faceva il suo percorso verso il grande schermo, in me maturava una specie di ossessione, soprattutto per quanto riguarda il suo montaggio finale, dato il soggetto. La preoccupazione di Percy Fawcett per l'Amazzonia e le sue popolazioni era dettata da molti fattori e la sua storia è segnata da incredibili colpi di scena e capovolgimenti di fronte. Quando ho letto il libro di Grann, mi ha colpito particolarmente l'idea secondo cui Fawcett era una persona per cui la ricerca e l'esplorazione significavano tutto. Il suo sogno di trovare un'antica civiltà amazzonica gli ha permesso di superare difficoltà inimmaginabili, lo scetticismo della comunità scientifica, tradimenti sorprendenti e gli anni trascorsi lontano dalla famiglia.

Il film tocca questioni legate anche alla lotta di classe nonché le difficoltà che incontrano certi individui a relazionarsi con la società circostante. Inoltre, si sofferma sui dilemmi interiori di Fawcett. Per quanto si ritrovasse in contrasto con l'establishment scientifico e militare britannico, Fawcett era un uomo spesso in lotta con se stesso e i suoi diversi ruoli da ambizioso ufficiale nell'esercito, risentito per una missione apparentemente oscura, da devoto padre di famiglia e patriota che diventa avventuriero, e da soldato preciso e pragmatico che nutre una fede quasi spirituale nel credere nell'esistenza di Z.

Come spesso accade nei miei film, Civiltà perduta esamina anche le dinamiche familiari. Sono stato particolarmente attratto dal legame indissolubile tra Percy e la moglie Nancy così come dal rapporto che Percy ha con il figlio Jack, che da bambino soffre molto l'assenza del padre ma che da adulto lo accompagna nella sua ultima spedizione. Infine, non è da sottovalutare la relazione che Fawcett ha con la giungla stessa, divenuta personaggio centrale del film.

Anche se le privazioni subite da Fawcett sono state maggiori, anche noi sul set abbiamo avuto qualche difficoltà, dagli attacchi di serpenti alla febbre dengue. Da newyorchese, ho scelto di girare nel profondo della foresta amazzonica colombiana, optando per il 35 mm. Tale scelta si è rivelata particolarmente impegnativa dal momento che, avendo la base e le strumentazioni a chilometri di distanza, non ho potuto visionare subito il girato giornaliero. Vedevo le immagini solo una settimana dopo, eppure credo che ciò ha contribuito a garantire una certa autenticità alle riprese e alla storia. Per noi può essere difficile immaginare un mondo in cui c'erano ampie distese di terreni inesplorati ma alcune cose laggiù non sono per nulla cambiate da allora".

Protagonista principale di Civiltà perduta nei panni di Percy Fawcett è l'attore britannico Charlie Hunnam, che deve la sua fama alle serie tv Queer as Folk e Sons of Anarchy. Celebre anche per aver rifiutato la parte da protagonista in Cinquanta sfumature di grigio, Hunnam ha legato il suo nome a opere come Crimson Peak, Pacific Rim e I figli degli uomini. Lo affianca nei panni dell'aiutante Henry Costin l'attore Robert Pattinson. Dopo aver riscosso un incredibile successo con la saga Twilight, Pattinson ha preferito vedere il suo nome legato a quello di grandi autori, scegliendo un percorso artistico spesso difficile che lo ha portato al cospetto di David Cronenberg (Cosmopolis, Map to the Stars), Brady Corbet (The Childhood of a Leader), David Michôd (The Rover), Anton Corbijn (Life) e Werner Herzog (Queen of the Desert).

Jack, il figlio maggiore di Percy, ha invece il volto del britannico Tom Hollander, che dopo essere stato scelto poco più che bambino da Bayona per The Impossible ha recitato come protagonista in Heart of the Sea di Ron Howard e Spider-Man: Homecoming, ennesima trasposizione del supereroe Marvel.

Il cast principale di Civiltà perduta comprende anche i nomi di Sienna Miller (è Nina, la moglie di Percy) e Angus Macfadyen (è il milionario James Murray).