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Indivisibili

Regia di Edoardo De Angelis vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Indivisibili

di maurizio73
6 stelle

Favola neorealista sul litorale domizio, quello di Edoardo De Angelis è un dramma grottesco in salsa neomelodica che centra il bersaglio tanto nell'ambientazione sospesa tra bellezza e degrado quanto nella rivisitazione metaforica delle contraddizioni di un'arcaica cultura patriarcale a contatto con le derive sensazionalistiche della modernità.

Gemelle siamesi appena diciottenni, Dasy e Viola devono la loro popolarità all'innato talento per il canto e ad una famiglia che le fa esibire come fenomeni da baraccone allo scopo di sbarcare il lunario. Il casuale incontro con un chirurgo che si offre di separarle, sarà l'occasione per affermare la volontà di affrancarsi dal cinismo di chi punta solo a sfruttarle ed il naturale desiderio di esprimere la loro peculiare individualità.

 

locandina

Indivisibili (2016): locandina

 

Favola neorealista sul litorale domizio, quello di Edoardo De Angelis è un dramma grottesco in salsa neomelodica che centra il bersaglio tanto nell'ambientazione sospesa tra bellezza (naturalistica, epigenetica, poetica) e degrado quanto nel marchio di fabbrica di una rivisitazione metaforica delle contraddizioni di un'arcaica cultura patriarcale a contatto con le derive sensazionalistiche della modernità. Più vicino alle dissociazioni mediatiche del Reality di Matteo Garrone che al cinismo da circo Barnum de La Donna Scimmia di Marco Ferreri (pure citato nel nome di un viscido impresario di origine sicula), De Angelis imbastisce uno spettacolo umano di arte varia attraverso la riuscita contaminazione tra il naturalismo di un esemplare sfruttamento della subalternità femminile (qui elevata alla seconda potenza di due talenti omozigotici uniti per il bacino) ed un set teatraleggiante di ammiccamenti promozionali a base di un riuscito repertorio neomelodico e delle fotogeniche sirenette che sono chiamate ad interpretarlo; mettendo in scena il desolante scenario di un'ambigua sottocultura istituzionale che investe senza distinzioni di sorta famiglia, religione e profittatori di professione, accomunati dalla volontà di monetizzare il più possibile il proprio diritto di prelazione su di uno squallido ricatto sentimentale. Film che ostenta le contraddizioni di un mondo dove la realtà e finzione sono in connesione osmotica tra loro, si alimenta allo stesso tempo di una vena poetica che vibra della verità di quei componimenti musicali; canzonette furbette ed orecchiabili che avranno pure un target ben preciso, ma la cui riuscita è direttamente proporzionale alla profonda realtà umana che riescono ad evocare. Protagoniste assolute le belle sorelle Fontana, gemelle identiche la cui sottile diversità è il motore di una progressione tragicomica che le porta dapprima alla ricerca di un illusorio innamoramento e quindi ad un tentato e sbilenco martirio di 'sante azzeccate' destinate ad essere divise nel corpo, ma unite per sempre nel sentimento di una sussurrata melodia d'amore. Contributi tecnici di primissimo livello e bellissime musiche (e parole) di Enzo Avitabile. Presentato nella sezione Giornate degli Autori alla 73ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia ed al Toronto International Film Festival 2016, si porta via nel 2017 una dozzina tra David di Donatello e Nastri d'argento, equamente suddivisa tra le due competizioni.


Tutt'eguale song 'e criature
nisciuno è figlio de nisciuno
tutt nati dall'ammore
se sape come si nasce
ma nun se sape comme se more
tutt'eguale song 'e criature
nisciuno è figlio de nisciuno

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