Il nome della rosa (1986)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il nome della rosa: minimo
Ritmo ritmo in Il nome della rosa: presente
Impegno impegno in Il nome della rosa: assente
Tensione tensione in Il nome della rosa: presente
Erotismo erotismo in Il nome della rosa: minimo

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La trama

Nell'autunno del 1327 giunge in un maestoso monastero italiano il francescano Guglielmo di Baskerville con il novizio Adso per un incontro tra domenicani, francescani e delegati papali. Morti misteriose si succedono e le indagini di Guglielmo vengono ostacolate. Il delegato papale procede con metodo inquisitorio: eresia e omicidio per lui si identificano, ma la soluzione sta da un'altra parte. Dal best seller di Umberto Eco, Annaud tenta una trasposizione che ne salvi almeno il fascino dell'intrigo alla Sherlock Holmes in pieno Medioevo. Di più, onestamente, non si poteva pretendere. Raffinata interpretazione di Sean Connery. 

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L'opinione più votata

Di stanley kubrick scritta il 01/10/2011 - utile per 20 utenti

Voto al film: voto buono

LE FIAMME COME DISTRUZIONE DI MASSA  

"Il sapere non è come la moneta, che rimane fissamente integra anche attraverso i più infami baratti: esso è piuttosto come un abito bellissimo, che si consuma attraverso l'uso e l'ostentazione. Non è così infatti il libro stesso, le cui pagine si sbriciolano, gli inchiostri e gli ori si fanno opachi, se troppe mani lo toccano?" Umberto Eco dal libro Il Nome Della Rosa  

Il romanzo di Umberto Eco è un qualcosa di indescrivibile. Scritto in maniera divina, rappresenta uno dei punti massimi (se non il) raggiunti dallo scrittore. Il film, diretto da Jean-Jacques Annaud, è sopra la sufficienza, anche perchè fedele al romanzo e, soprattutto, per averci raccontato la storia e la vita che facevano gli abati nelle abbazie a quel tempo. All'inizio, la macchina da presa di Annaud sembra timida, offre un campo lungo per cominciare a individuare le facce e le abitudini dei due personaggi principali, Guglielmo Da Baskerville e il suo novizio Adso, riprendendo in maggior frequenza il paesaggio desolato e freddo che caratterizza il nord del Belpaese. Man mano che si procede, le inquadrature diventano magistrali e maestose, degne di un grande regista. La storia è narrata molto bene, a mio avviso, anche grazie alla straordinaria interpretazione di Sean Connery, che dopo 25 anni ha sempre quel volto ferreo, che gli è servito per ottenere la parte dellìagente 007 della saga di James Bond. I predicatori che vivono all'interno dell'abbazia, nel momento dell'incontro, sembrano affetti da una sindrome sconosciuta. Occhi storti, pensiero da tutt'altra parte e nemmeno una gioia dell'arrivo dei due protagonisti che reprimo dentro la loro mente. Conoscenze difficili sono anche quelle con Salvatore, senza ombra di dubbio quello che colpisce di più lo spettatore, anche perchè fuori di testa e volto a una predicazione diversa rispetto agli altri. Il monachesimo viene espresso attraverso leggi bibliotecarie rigidissime, ovvero che soltanto l'abate e il custode della biblioteca possono avere accesso a quest'ultima. Infatti, non appena Guglielmo trova la strada per entrarci, viene colpito da una forma di sindrome di Sthendal, è talmente affascinato dalla miniera di informazioni che si possono trovare all'interno di quell'edificio che diventano, in quel momento, più importanti i libri della sua stessa vita. Qualcosa di strano sta però accadendo all'interno dell'abbazia, il compito dei due protagonisti sarà quello di scoprire il perchè di cotante persone perdono la vita a causa di avvelenamento. La ricostruzione degli eventi per verificare i fatti accaduti viene condotto con estremo acume, con estrema precisione, con estrema chiarezza di forma paroliera. Lo spettatore assiste per tutti i centotrentadue minuti che caratterizzano la pellicola in questione a una vera e propria vita da mendicante. Si siede insieme ai predicatori mentre questi ultimi mangiano, prega e si mette in ginocchio durante la messa, scrive saggi nella sala della scrittura e analizza perfino la composizione terrioriale dell'intera abbazia. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Il nome della rosa


26 maggio 2012 Opinione di Lehava su "Il nome della rosa"
Lehava

“Il nome della rosa” non è un libro della mia vita. E’ IL libro della mia vita. A partire da quel  14 Marzo 1987, ed una dedica sul tascabile della Bompiani, scritta nella seconda pagina e impressa nel mio cuore. Quando si ama molto un testo, si riconosce ogni parola già letta eppure ogni volta ci si scopre sorpresi dalla bellezza, è difficile guardare con obbiettività una trasposizione cinematografica. Per anni ho ricordato con sufficienza e stizza la pellicola di Annaud,...

voto al film: Lehava assegna il voto sufficiente a Il nome della rosa (1986)

nessun commento
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18 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "Il nome della rosa"
MrPostman

Ricalca fedelmente il libro, e gioca soprattutto, quasi che fosse una relazione intertestuale, con lo Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, qui rappresentato da Gugliemo da Baskerville.Abbazia benedettina riprodotta in maniera perfetta (così come la visione statica del reale trecentesca, e di lì il contrasto universalismo-individualismo).

voto al film: MrPostman assegna il voto buono a Il nome della rosa (1986)



19 febbraio 2012 Opinione di Enrique su "Il nome della rosa"
Enrique

Buona trasposizione cinematografica del capolavoro di Eco; la sostanza infatti non cambia (tranne il finale - ampiamente reinterpretato - consolatorio e meno amaro). Peccato che le musiche siano fiacche e incolori. Nè sono convincenti le voci italiane di Adso-narratore e di Jorge (troppo "giovani" rispetto ai personaggi cui sono attribuite).

voto al film: Enrique assegna il voto sufficiente a Il nome della rosa (1986)


31 dicembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Il nome della rosa"
marcopolo30

Di solito trasformare un buon romanzo in film finisce col produrre risultati che oscillano fra l'appena discreto e il completamente nefasto. Annaud invece riuscì a rendere “Il Nome della Rosa” di Eco, uno dei maggiori capolavori della letteratura contemporanea, in un film dove la profondità dei personaggi non viene affatto sacrificata alle necessità dell'azione su pellicola. Sean Connery e Abraham Murray sono semplicemente strepitosi.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a Il nome della rosa (1986)

nessun commento
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25 novembre 2011 Opinione di XANDER su "Il nome della rosa"
XANDER

Grande film pieno di mistero e di tensione. Violento e crudo nelle immagini; ottime le scenografie di Dante Ferretti, anche se la colonna sonora di James Horner non sia nulla di che. Ottimo Sean Connery

voto al film: XANDER assegna il voto buono a Il nome della rosa (1986)


1 ottobre 2011 Opinione di stanley kubrick su "Il nome della rosa"
stanley kubrick

LE FIAMME COME DISTRUZIONE DI MASSA   "Il sapere non è come la moneta, che rimane fissamente integra anche attraverso i più infami baratti: esso è piuttosto come un abito bellissimo, che si consuma attraverso l'uso e l'ostentazione. Non è così infatti il libro stesso, le cui pagine si sbriciolano, gli inchiostri e gli ori si fanno opachi, se troppe mani lo toccano?" Umberto Eco dal libro Il Nome Della Rosa   Il romanzo di Umberto Eco è un qualcosa di indescrivibile. Scritto in...

voto al film: stanley kubrick assegna il voto buono a Il nome della rosa (1986)

nessun commento
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9 settembre 2011 Opinione di Fanny Sally su "Il nome della rosa"
Fanny Sally

Per la complessità e allo stesso tempo la essenzialità dei temi dibattuti è un film che appare quasi sospeso nel tempo, con molte frasi memorabili e sulle quali riflettere, con un'atmosfera storica oscura e decandente perfettamente riscostruita, una bellissima fotografia quasi anticata  e con un'ottima scelta di interpreti. Curatissimi i costumi e il trucco, con un forte gusto proprio del brutto estetico, come a rimarcare l'effetto negativo dell'isolamento...

voto al film: Fanny Sally assegna il voto buono a Il nome della rosa (1986)

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15 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Il nome della rosa"
Luke Vacant

Recensione col vecchio nickname Titanic900: "Non è male come film, peccato che gli manchi quel "guizzo" che permetterebbe di farli salire di più il voto. Onesto, ben ricostruito, ben recitato comunque."

voto al film: Luke Vacant assegna il voto sufficiente a Il nome della rosa (1986)



28 ottobre 2010 Opinione di barabbovich su "Il nome della rosa"
barabbovich

Nel 1327, il francescano Guglielmo da Baskerville (Connery) e il suo giovane discepolo Adso (Slater) si recano presso un convento benedettino per discutere problemi di fede. Ma la vita dei monaci è turbata da una catena di delitti dei quali Guglielmo è determinato a scoprire il firmatario. Quando, all'arrivo dell'inquisitore Bernardo Gui (Abraham), due benedettini e una ragazzetta stanno per finire ingiustamente sul rogo, Guglielmo scoprirà il colpevole. Come spesso...

voto al film: barabbovich assegna il voto ottimo a Il nome della rosa (1986)

1 commento
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20 settembre 2010 Opinione di Mattyman su "Il nome della rosa"
Mattyman

Interessante giallo ambientato in epoca medioevale. Certamente non poteva far entrare tutto del mattone di Umberto Eco, ma il film è riuscito ad inserire tutta la storia rendendolo un giallo bello e anche avvincente, in un film senza sbavature, con un atmosfera cupissima, che ben rende l'aria che si doveva respirare in quell'epoca, grazie anche ad una ricostruzione storica ben fatta. Buono il cast. 

voto al film: Mattyman assegna il voto buono a Il nome della rosa (1986)

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