Trama

Nathalie e Heinz, entrambi insegnanti di filosofia, sono sposati da molto tempo e hanno due figli già adulti. Anche editrice, Nathalie dedica il tempo libero alla sua collezione, agli ex studenti diventati amici e soprattutto a sua madre, una donna molto possessiva. Un giorno, Heinz comunica alla moglie di essersi innamorato di un'altra, con cui ha deciso di andare a vivere. Per Nathalie sarà solo l'inizio di una nuova vita che coincide con i primi giorni di una lunga estate.

Approfondimento

LE COSE CHE VERRANNO: L'AVVENIRE, TRA DESTINO E LIBERTÀ

Diretto e sceneggiato da Mia Hansen-Løve, Le cose che verranno racconta la storia della sessantenne Nathalie Chazeaux, una professoressa di filosofia di un liceo parigino che da un giorno all'altro è costretta dalle circostanze a reinventarsi la sua vita. Appassionata del suo lavoro, Nathalie è solita dividere il suo tempo libero tra il marito, i due figli, gli ex studenti e una madre possessiva. Tutto per lei cambia però quando il marito la lascia per un'altra donna, perde il suo lavoro e la madre muore.

Con la direzione della fotografia di Denis Lenoir, le scenografie di Anna Falguères e i costumi di Rachèle Raoult, Le cose che verranno mette in scena l'evoluzione di una donna che, a causa degli eventi, deve prima di tutto dare i conti con se stessa e la sua interiorità, cercando di dare un significato al destino sfaccettato che l'attende, come sottolinea la regista: "Libertà e destino sembrano in un primo momento concetti agli antipodi. Eppure, possono convivere... In Le cose che verranno, Nathalie è un'insegnante di filosofia che adora il suo mestiere e trasmettere agli altri la libertà di pensiero. Ciò la aiuterà anche a sopportare la rottura del suo equilibrio. Il cinema negli ultimi anni difficilmente ha rappresentato il mondo degli intellettuali e delle loro idee. Poiché a me piace ancorare i miei personaggi alla realtà, ho voluto che fosse chiaro sin dall'inizio il suo legame con la sua professione e tutto ciò che è a essa connesso: libri e idee. Non si tratta della semplice descrizione di un ambiente sociale ma di una sorta di precisione "poetica". Personalmente, apprezzo quando in un film si sentono i titoli di dischi, di libri o di riviste, con cui i personaggi hanno a che fare: sono come punti fissi a cui aggrapparsi.  La figura di Nathalie, poi, in parte richiama alla mente mia madre, professoressa di filosofia, e la sua energia ma in lei ho intravisto la forza di tutte quelle donne che, a una certa età, sono costrette a sopportare la brutalità di una separazione e a sfuggire alla solitudine che ne consegue. Oltre alla filosofia, un altro elemento cruciale nel viaggio di Nathalie è la natura e l'ambiente circostante: Parigi, il mare, le spiagge della Bretagna, le montagne, la neve... Passare da un ambiente all'altro per me è una costante dalla quale non posso esimermi: è collegato al passare del tempo e rappresenta il flusso della vita stessa".

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Il cast

A dirigere Le cose che verranno è Mia Hansen-Løve, giovane regista, sceneggiatrice ed ex attrice francese. Nata a Parigi il 5 febbraio 1981, la Hansen-Løve è figlia di due docenti di filosofia e ha iniziato a recitare da giovanissima apparendo in Les destinées sentimentales e Fin août, début septembre,... Vedi tutto

Commenti (3) vedi tutti

  • Vincitore di diversi premi, nonostante la solita eccellente prova di Isabelle "prezzomolina" Huppert, ste storie di borghesi maturi per di più intellettuali cominciano a mostrare la corda. C'è comunque di molto peggio in giro.

    commento di tricker
  • Orso d’Argento alla Berlinale di quest’anno, del tutto ignorato qui in italia, visto al TFF, con la sgradevole sensazione che da noi non arriverà mai. Possibile che proprio nessuno intenda distribuirlo anche qui?

    leggi la recensione completa di laulilla
  • Da madre, moglie, insegnante e figlia organizzata e appagata, a cinquantacinquenne sola di fronte all'ebbrezza di rifarsi una nuova vita, affrontare nuove emozioni e sensazioni che una vita preimpostata da decenni le aveva nascosto in cassetti apparentemente sprangati. Una donna tutta sola, una Huppert magnifica e potente che non si piange addosso.

    leggi la recensione completa di alan smithee
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

alan smithee di alan smithee
8 stelle

Natalie è una apprezzata insegnante di filosofia cinquantacinquenne che si divide tra il lavoro di scuola, alcune pubblicazioni in capo a suoi brillanti ex alunni ora suoi collaboratori, e la gestione ordinaria di una famiglia: un marito-collega, due figli ventenno alla soglia di lasciare il nido familiare, nonché una madre eccentrica e un pò suonata, che inizia a... leggi tutto

3 recensioni positive

locandina
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Nel mese di gennaio questo film ha ricevuto 10 voti
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Recensione

leporello di leporello
7 stelle

Apparentemente barboso, troppo “intellettualoide”, vagamente onanistico... Invece, forse il piglio indomabile di Madame Huppert, forse che anche gli intellettuali hanno, oltre che un cuore,  un fegato di cui si nutrono le debolezze anche di qualunque povero ignorante (vedi: il rapporto della protagonista con la madre), o forse quella risata spontanea, improvvisa, mentre...

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Il meglio del 2016
2016

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alan smithee di alan smithee
8 stelle

Natalie è una apprezzata insegnante di filosofia cinquantacinquenne che si divide tra il lavoro di scuola, alcune pubblicazioni in capo a suoi brillanti ex alunni ora suoi collaboratori, e la gestione ordinaria di una famiglia: un marito-collega, due figli ventenno alla soglia di lasciare il nido familiare, nonché una madre eccentrica e un pò suonata, che inizia a...

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