Il ventre dell'architetto (1987)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il ventre dell'architetto: assente
Ritmo ritmo in Il ventre dell'architetto: presente
Impegno impegno in Il ventre dell'architetto: forte
Tensione tensione in Il ventre dell'architetto: forte
Erotismo erotismo in Il ventre dell'architetto: presente

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FilmTV assegna il voto buono a Il ventre dell'architetto

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il ventre dell'architetto (voti: 35 media: 3,97) 35

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locandina di Il ventre dell'architetto

La trama

Stourley Kraklite, un architetto americano, si reca a Roma dove deve allestire una mostra antologica sull'architetto francese del 700 Etienne-Louis Boullée. Lo accompagna la moglie che è appena rimasta incinta. A Roma Kracklite avverte i primi sintomi di un male che si rivela essere un cancro. Viene estromesso dalla direzione della mostra e si uccide nello stesso istante nel quale la moglie partorisce. 

Amarissima riflessione di Greenaway sulla vita e sulla morte, il film è anche un'indagine sul rigore della composizione artistica (e cinematografica), condotta con la consueta perfezione e ossessività, anche della musica (di Wim Mertens e Glenn Branca), tipiche del regista britannico. Fotografia di Sacha Vierny.

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L'opinione più votata

Di carlos brigante scritta il 28/10/2009 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto buono

Stourley Kracklite (Brian Dennehy), architetto di Chicago, si reca con la propria moglie a Roma per organizzare una mostra su un semisconosciuto architetto francese, Etienne-Louis Boullèe, che nella seconda metà del XVIII secolo si era contraddistinto più per i propri progetti mai realizzati che per una concreta produzione architettonica.
Poco a poco, però, tutto prende una brutta piega. Kracklite inizia ad avvertire forti dolori all'addome. Sua moglie rimane incinta, ma il loro matrimonio scivola verso un profondo baratro. La mostra su Boullèe diventa sempre più difficile da organizzare, soprattutto per il boicottaggio dell'architetto dongiovanni Caspasian.
La fine di un sogno, l'incompiuto in perfetto "stile Boullèe" si fanno sempre più vicini.

Tutto questo non è che la cornice. "Il ventre dell'architetto" è un film in cui sin dalle prime sequenze traspare un'aura funerea in cui si mischiano sesso, cibo architettura e pittura in un'orgia di colori e di spazi (come consuetudine in Greenaway). Inquadrature da un treno in corsa a cui si alternano amplessi. Stacco e repentina panoramica sulle lapidi di un cimitero italiano. Da qui alla fine un persistente alone necrofilo si fa sempre più evidente.
"Il ventre dell'architetto" è un film che mischia parti autobiografiche di ventri doloranti, di tumori, di gravidanze e di morti. Un ventre che può generare vita, ma che può anche provocare la morte. Un ventre (Roma) che ha generato Arte, ma che contemporaneamente fagocita e annienta quanto gli sta attorno.
Un film che pone Roma come grembo materno dell'Architettura Occidentale. Un inno alla prospettiva, alla sua straordinaria naturalezza. Contemporaneamente, però, un inno all'osare; ad oltrepassare quelle "leggi fisiche" architettoniche, dove appunto l'incompiuto diventa sinonimo di libertà e fuga dalla "materialità" della produzione artistica. Boullèe, quindi, con i suoi progetti irrealizzati diventa il simbolo dell'artista che non ha posto confini materiali alla propria visionarietà. Un artista che è riuscito a far pittura tramite i propri bozzetti dal gusto necrofilo. Un artista, perciò, in perfetto stile Greenaway.

Accompagnato da una (come sempre) sontuosa fotografia di Sacha Vierny in cui il verde e il blu vengono quasi totalmente banditi ("Boullèe li odiava" sbraita Kracklite) e dalle precise musiche diWim Mertens e Glenn Branca, Greenaway esalta la maestosità dell'Architettura romana con la sua tipica "ossessione" per la mdp in oggettiva, che crea contemplazione e senso di distanza allo stesso tempo.
"Il ventre dell'architetto" è più vicino all'immobilismo formale de "I misteri del giardino di Compton House", anche se sono ravvisabili maggiori movimenti (lievi) di macchina. Le sperimentazioni visive fatte di sovrapposizioni in stile videoclip de "L'ultima tempesta" sono ancora lontane, ma ciò non è un un punto a sfavore.  Il "Cinema Espanso" greenawayiano, inteso come fuga dal mezzo Cinema e sconfinamento verso l'Arte Totale, diviene qui ne "Il ventre dell'architetto", un qualcosa che non è solo immagine in movimento, ma storia, pittura e architettura. Un ventre che genera vita (e Arte) e allo stesso tempo fagocità riassemblando tutto quanto.
L'architetto come metafora del regista. "'Il ventre dell'architetto' parla, in effetti, dei problemi del regista. Il suo tentativo di mettere in piedi una mostra, come il cercare di realizzare un film,circondato da persone che cercano di fare il tuo bene, ma che probabilmente ti stanno danneggiando; e alla fine, il regista perde di vista la vera, sola cosa per la quale si è sacrificato tanto. L'ironia di tutto ciò è che ogni tentativo di divenire immortali attraverso l'Arte è completamente frustrato. Il grido del bambino alla fine suggerisce che l'uomo non può raggiungere l'immortalità attraverso l'Arte, ma può farlo attraverso i normali metodi di progenitura" Peter Greenaway

Anche qui, poi, è ravvisabile il gioco che Greenaway fa con i numeri. "Il ventre dell'architetto" è il film del numero "9": Nove mesi per la gravidanza; nove mesi di "gestazione" del tumore; nove mesi per la fatale mostra su Boullèe....
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SI

Opinioni su Il ventre dell'architetto


22 settembre 2012 Opinione di Kurtisonic su "Il ventre dell'architetto"
Kurtisonic

Peter Greenway ha sempre cercato di coniugare il linguaggio cinematografico con altre discipline artistiche, quali la pittura, l’architettura, la letteratura,  sostenendone una capacità espressiva più completa e in qualche modo adattabili ad arricchire l'immagine filmica. Con Il ventre dell’architetto, tocca uno dei punti più alti della sua produzione e della sua idea di cinema, anche per come è stata raffigurata e per come può venire compresa. Un corpulento architetto americano...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a Il ventre dell'architetto (1987)

2 commenti
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5 maggio 2011 Opinione di satura su "Il ventre dell'architetto"
satura

Dare sinteticamente un parere su un qualunque film di Greenaway è impresa ardua, posso dire che il suo concetto di "cinema espanso", novella Gesamstkunstwerk, è qualcosa che soggioga il fruitore che rimane avvinto tra inquadrature perfette, musiche ipnotiche, significati più o meno da scoprire...Pur amandolo, riesco a comprenderne i detrattori perché le accuse di cerebralismo non sono del tutto infondate. In questo film, per esempio, il "ventre" è sia...

voto al film: satura assegna il voto buono a Il ventre dell'architetto (1987)

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5 maggio 2010 Opinione di Peppe Comune su "Il ventre dell'architetto"
Peppe Comune

Stourley Kraklite è un prestigioso architetto americano che arriva a Roma per allestire una mostra antologica su Etienne- Louis Boullèe, un architetto francese del settecento di cui resta ben poco, soprattutto i suoi disegni sui monumenti funebri che rimangono una grande testimonianza delle utopie dell'illuminismo (progettò il cenotafio di Newton a forma di sfera). Una volta a Roma, Kraklite inizia a sentire dei lancinanti dolori al ventre e scopre di avere un cancro...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Il ventre dell'architetto (1987)

4 commenti
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28 ottobre 2009 Opinione di jonas su "Il ventre dell'architetto"
jonas

Un architetto americano è a Roma per allestire una mostra sul suo predecessore settecentesco Étienne-Louis Boullée. Inizia a soffrire di imprecisati dolori alla pancia, a identificarsi con l’imperatore Augusto e a scrivere lettere farneticanti allo stesso Boullée; intanto la moglie si ritrova incinta e lo tradisce con un collega dongiovanni, che gli soffia anche la curatela della mostra. Roma offre scenografie ideali per il riconosciuto talento visivo di...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Il ventre dell'architetto (1987)



28 ottobre 2009 Opinione di carlos brigante su "Il ventre dell'architetto"
carlos brigante

Stourley Kracklite (Brian Dennehy), architetto di Chicago, si reca con la propria moglie a Roma per organizzare una mostra su un semisconosciuto architetto francese, Etienne-Louis Boullèe, che nella seconda metà del XVIII secolo si era contraddistinto più per i propri progetti mai realizzati che per una concreta produzione architettonica. Poco a poco, però, tutto prende una brutta piega. Kracklite inizia ad avvertire forti dolori all'addome. Sua moglie rimane...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Il ventre dell'architetto (1987)

7 commenti
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28 settembre 2009 Opinione di rebis su "Il ventre dell'architetto"
rebis

Il ventre quale luogo di gestazione e nascita, digestione e morte: il corollario dell’ossessione questa volta è l’allestimento a Roma di una mostra su Boullée, architetto specializzato in cupole, e la bulimia quale espressione organica dell’horror vacui. Come sempre in Greenaway l’accumulo di simbolismi non produce nuovi significati ma soddisfa più che altro un’urgenza enciclopedica. L’impressione generale è che la narrazione...

voto al film: rebis assegna il voto sufficiente a Il ventre dell'architetto (1987)

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20 luglio 2009 Opinione di H.A.L 9000 su "Il ventre dell'architetto"
H.A.L 9000

L'insostenibile pesantezza dell'essere. L'insormontabile gravità (gli accenni a Newton) dell'anonimato artistico (suggerito dall'articolo indefinito "an" nel titolo originale - contrariamente alla traduzione italiana) che tiene incollato Kraklite alla crosta terrestre. La coscienza disillusoria della propria mortalità e dunque dei propri limiti. L'ossessione ardente d'assoluto, la brama assurda di superare i propri limiti e di aspirare al cielo ("sogno...

voto al film: H.A.L 9000 assegna il voto ottimo a Il ventre dell'architetto (1987)

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5 ottobre 2008 Opinione di almodovariana su "Il ventre dell'architetto"
almodovariana

La solita passione di Greenway per le belle arti e i setting traspare anche in questo film che però a tratti cade in un ridicolo manierismo..il risultato non è perfetto come per "I misteri di Compton House"; lo schema dell'adulterio ritorna anche qui ma i personaggi sono più incongruenti. L'ossessione del protagonista è forse troppo ostentata più che suggerita.

voto al film: almodovariana assegna il voto buono a Il ventre dell'architetto (1987)



7 novembre 2007 Opinione di kotrab su "Il ventre dell'architetto"
kotrab

Ennesimo capolavoro di Greenaway che sono riuscito a vedere ieri, 6 novembre 2007, grazie all'iniziativa di una retrospettiva a Poggibonsi (SI): la vicenda al solito è straordinaria, ma qui il regista partorisce un film dominato come non mai dall'incombenza della morte, in quanto il protagonista stesso (un Dennehy magnifico e intenso oltre che perfetto) è colpito da un cancro all'intestino. Il suo ventre diventa l'ossessione del film, insieme ad altri ventri di statue, diventa l'opposto...

voto al film: kotrab assegna il voto ottimo a Il ventre dell'architetto (1987)

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3 agosto 2007 Opinione di Charlus Jackson su "Il ventre dell'architetto"
Charlus Jackson

La vicenda è bruttina e svolta male - uno (artista fallito, naturalmente) va a Roma, si ammala, la moglie lo tradisce, con un belloccio italiano mafiosetto e dongiovanni (con lineamenti di dandy arricchito, naturalmente), lui sta sempre peggio e il finale ovviamente è imprevedibile. Insomma, una manna per gli appassionati di drammoni di cui dire "intenso", senza nulla contro i drammoni (sono un tragedofilo, anzi), ma il film mi è parso mediocre in questo senso. Come sempre in Greenaway,...

voto al film: Charlus Jackson assegna il voto buono a Il ventre dell'architetto (1987)




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