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Truth - Il prezzo della verità

Regia di James Vanderbilt vedi scheda film

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La recensione su Truth - Il prezzo della verità

di mc 5
8 stelle

Tra Panda che impazzano e Super Eroi con le paturnie, fa piacere trovare ancora un film onesto e classico come questo. Un film che ha bisogno di prendersi i suoi tempi narrativi e dunque racconta il suo evolversi senza bisogno di azione o di colpi di scena o di brusche accelerazioni, no, il film procede secondo criteri umani e lo spettatore deve predisporsi ad aderirvi con la dovuta calma. Ed è chiaro che un pubblico giovane di un certo tipo lo troverebbe noioso, ma chi se ne importa. Io l'ho trovato magnifico nel suo racconto sincero, nella sua cristallina adesione ad un bisogno di verità, nel suo porsi al servizio di un ideale di giustizia. E' evidente infatti che il film sposa con profondissimo impegno una causa democratica e supporta una battaglia per la Verità (quella del titolo) sostenuta con grande impegno civile e senza astenersi dall'indagare sulla corruzione che ha investito (in anni non lontani) le massime cariche politiche americane. Il clima che si respira è quello del cinema d'impegno democratico e civille americano degli anni 70, un cinema forse un pò lento e anche "fuori moda" ma in ogni caso godibile per un certo pubblico proprio perchè inevitabilmente poggiato su un impianto narrativo che più classico non si può. Siamo alla vigilia delle elezioni presidenziali USA dell'anno 2004. Mary Mapes (si fanno nomi e cognomi dei reali protagonisti della vera vicenda cui il film è ispirato) è una agguerrita curatrice di un programma d'inchieste della celebre rete tv CBS e sta indagando su strani traffici sull'esenzione di George Bush (tenente d'aviazione, ai tempi) dal servizio militare in Vietnam, spianandogli dunque la strada verso la carica di gpvernatore. Mary conduce la sua inchiesta con una grinta sovrumana, guidata da una determinazione di ferro, con l'ausilio di una squadra di collaboratori da lei stessa selezionati. Ma è durissima. Le istituzioni non la aiutano, i testimoni si fanno di nebbia, i vari militari che potrebbero fornire elementi non ne vogliono sapere e quel che è peggio (e ciò che mina fortemente il sistema nervoso di Mary) è che i suoi superiori (i papaveri della CBS) se all'inizio la sostengono, alle prime difficoltà non solo la abbandonano ma alla fine la boicottano isolandola e processandola. Il suo è un percorso che è una guerra contro i mulini a vento ma condotta con un' integrità professionale e una tenacia che rappresentano una lezione di giornalismo di altissimo livello (esattamente come nel caso del recente "Il caso Spotlight"). Giornalisti con la schiena dritta, ecco la sintesi. Poi vabbè, non si può negare che il rischio della retorica sia sempre dietro l'angolo in questo genere di cinema, ma a mio avviso questo film non cade in questo errore. Grazie anche alla prova superlativa di una equlibratissima Cate Blanchett, che aderisce al ruolo in modo eccellente. Ho appena finito di leggere la recensione del buon Claudio Bartolini su Film Tv e sorrido nel rilevare che sembra quasi che io e lui abbiamo visto due film diversi. Ma lasciamo perdere (riporterò solamente che Claudio stronca il film accusandolo di "biografismo retorico" e parecchie altre nefandezze dalle quali mi dissocio decisamente). Giudicarlo un film un pò "ingessato" ci può stare e fin qui d'accordo ma dove dissento con fermezza è nell'affermare che la Mapes è "isterica" (parole del Bartolini) e soprattutto nel criticarne l'impegno professionale ("macchina del fango contro Bush"? ma siamo matti?!). Chiedo scusa ma questa recensione m'è rimasta qua. Quanto al cast, abbiamo già detto di una meravigliosa Blanchett (qui straordinaria) e diremo allora anche di un bravissimo Robert Redford che -a dispetto di un'età decisamente avanzata- se la cava ancora egregiamente. E segnalo anche un bravo Bruce Greenwood (caratterista assai popolare di Hollywood qui nei panni di un boss della CBS)), il sempre piacione Dennis Quaid e soprattutto un sorprendente Stacy Keach (efficacissimo ma all'inizio non lo avevo riconosciuto, da quel bel vecchione che è diventato. e che qui impersona un generale -teste chiave- che conosce dettagli oscuri su Bush). In definitiva, secondo me un buonissimo film pur con qualche aspetto leggermente retorico ma di certo non quella fregatura delineata dal Bartolini nella sua recensione (scusate se ho insistito).

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