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Trappola di cristallo

Regia di John McTiernan vedi scheda film

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Dom Cobb

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La recensione su Trappola di cristallo

di Dom Cobb
8 stelle

"Vieni in California, vedrai che bello, ci divertiremo come matti!" (John McClaine). Gli anni '80 sono stati un decennio particolarmente fiorente e prolifico nell'ambito del cinema action: in quegli anni si sono affermati come "re" praticamente incontrastati del genere Stallone e Schwarzenegger; altri attori, poi, sono venuti a galla nello stesso periodo, con alterne fortune nel corso del tempo (Van Damme, Steven Seagal). Non ultimo della lista è stato proprio Bruce Willis, esploso (ed amato dai fan) come eroe d'azione proprio con questo film. Va detto che "Die Hard" ha segnato un modo differente di intendere la figura dell'eroe; il Tenente John McClaine ha una vita tutt'altro che perfetta: è in rotta con la moglie (Bonnie Bedelia) - che oltretutto sul posto di lavoro usa il suo cognome da signorina - non vede i figli ed il fortuito invito presso la sede della holding giapponese Nakatomi (dove la moglie lavora) è un tentativo di ricucire i rapporti. Insomma, il McClaine di Bruce Willis è un personaggio molto più "umano" rispetto agli eroi granitici messi in scena fino ad allora, anche grazie all'interpretazione ironica dell'attore, che mette in scena un poliziotto "duro a morire" ma dalla battuta pronta, mentre i colpi di pistola e le botte che riceve durante il film gli fanno veramente male. Willis dimostra di avere "le physique du role" ideale per mettere in scena personaggi di questo tipo, che, del resto, hanno decretato la sua fortuna: già precedentemente con la serie "Moonlight" e con il film "Appuntamento Al Buio" l'attore aveva mostrato la sua attitudine ai toni ironici e da commedia; negli anni successivi Willis ha cercato in varie occasioni di discostarsi dai ruoli prettamente da "duro". Anche Alan Rickman inaugura, con questo film, una galleria di villain che gli garantiranno visibilità nel corso degli anni a seguire: Hans Gruber, feroce bandito in giacca e cravatta, si presenta inizialmente come un terrorista internazionale, per poi rivelare il suo vero interesse verso le azioni della società contenute nel caveau; "Lei è solo un volgare ladro!" - lo apostrofa Bonnie Bedelia quando scopre le sue vere intenzioni - "Io sono un ladro eccezionale" - è la piccata risposta di Gruber. John McTiernan si è sempre dimostrato un regista particolarmente dotato nel girare film d'azione; "Die Hard" è stato girato nel suo periodo di maggiore fortuna e qualità dei titoli: reduce da "Predator", dopo questo film con Willis, avrebbe girato un altro caposaldo di quel periodo, cioè "Caccia Ad Ottobre Rosso". McTiernan ha un gran senso dello spettacolo e della tensione, mantenendo il ritmo sempre costante e le azioni spettacolari, sfuttando gli spazi offerti dal grattacielo ed ambientando il film durante il Natale assolato e senza neve di Los Angeles, dove la musica natalizia è sostituita dal rap (ascoltato dall'autista di Willis a bordo della limousine). E' un peccato che i guai giudiziari di questi anni lo abbiano allontanato ormai inesorabilmente dalla macchina da presa. Una curiosità: il grattacielo Nakatomi è in realtà la sede della 20th Century Fox - casa produttrice del film - allora ancora in costruzione. Nel cast anche caratteristi funzionali come il "duro" Robert Davi, nel ruolo dell'agente (speciale) Johnson e Reginal Veljohnson, che interpreta l'agente Powell, unico contatto di McClaine all'esterno del grattacielo. Insomma, "Die Hard"  è un film che non è invecchiato affatto dalla sua uscita e la sua fortuna è stata tale da aver generato una serie di seguiti ancora in corso, nonchè aver trasformato John McClaine in un'icona ben conosciuta dal pubblico.

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