Il diritto di uccidere

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Regia di Gavin Hood

Con Aaron Paul, Alan Rickman, Helen Mirren, Iain Glen, Phoebe Fox, Barkhad Abdi, Carl Beukes, Richard McCabe, Babou Ceesay, Tyrone Keogh Vedi cast completo

  • In TV
  • Sky Cinema 1
  • Ore 06:15
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Trama

Il colonnello Katherine Powell, militare dell'intelligence, conduce un'operazione remota con droni per rintracciare i terroristi a Nairobi. Tuttavia, quando si scopre che questi si stanno preparando per una missione suicida, si decide che si deve intervenire in maniera diversa. I problemi sorgono nel momento in cui il pilota Steve Watts vede una bambina di nove anni camminare a destra dell'obiettivo da colpire e chiede ordini sul da fare ai superiori, incluso il ministro degli esteri.

Approfondimento

IL DIRITTO DI UCCIDERE: L'USO DEI DRONI E I DILEMMI SUI DANNI COLLATERALI

Diretto da Gavin Hood e sceneggiato da Guy Hibbert, Il diritto di uccidere racconta la storia del colonnello inglese Katherine Powell, che dirige a distanza un’operazione contro una cellula terroristica a Nairobi. Il suo "occhio" sul campo è un drone pilotato in Nevada dal giovane ufficiale Steve Watts, ma quando diventa inevitabile sferrare un attacco entrambi realizzano che anche una bambina innocente finirebbe tra le vittime. Mentre nessun politico nella war room londinese vuole prendersi la responsabilità di una decisione, una drammatica serie di eventi fa precipitare la situazione.

Con la direzione della fotografia di Haris Zambarloukos, le scenografie di Johnny Breedt, i costumi di Ruy Filipe e le musiche di Paul Hepker e Mark Kilian, Il diritto di uccidere è un thriller che racconta i retroscena della guerra contemporanea, come spiegano le parole dello stesso regista: «Il diritto di uccidere è un thriller contemporaneo ambientato nell'oscuro mondo delle guerre combattute a distanza per mezzo dei droni. La storia ruota intorno a una ufficiale dei servizi segreti militari, il colonnello Katherine Powell (Helen Mirren), che vive a Surrey (in Inghilterra) e opera da un bunker sotterraneo di Northwood, da dove monitora i sospetti terroristi più ricercati del mondo. Quando la incontriamo per la prima volta, comanda a distanza un'operazione top secret per la cattura di un gruppo di terroristi d'alto livello in una safe house di Nairobi, in Kenya. La sua missione richiede il dispiegamento di forze speciali sul campo e la sorveglianza aerea a distanza da parte di un giovane pilota americano di droni di nome Steve Watts (Aaron Paul), che lavora dalla base aeronautica di Creech, a Las Vegas.

Tutto sembra filare liscio ma ben presto la situazione prende una brutta piega. I sospetti lasciano la loro residenza prima dell'impiego delle forze di terra e si trasferiscono al centro di un quartiere controllato dalle milizie di Al Shabaab. Per tale ragione, la missione di cattura si trasforma in missione di uccisione: il colonnello Powell si rende infatti conto che il gruppo ha in mente un piano suicida che provocare la morte di circa 80 persone. Chiede così che venga utilizzato un missile sparato a distanza dal drone pilotato da Steve prima che sia troppo tardi. Mentre nelle alte sfere si discute sulla possibilità dell'attacco, le cose degenerano ulteriormente: una ragazzina di nove anni, Alia, entra nella zona dell'attacco per vendere il pane in strada con una bancarella posta davanti alla casa da colpire. Agli occhi di Steve è palese come Alia finirebbe uccisa se sparasse il missile. Di conseguenza, prima di procedere, richiede una nuova stima dei danni collaterali entrando in contatto diretto con la Powell, secondo cui invece vale la pena sacrificare la vita della piccola per salvare le altre ottanta che morirebbe nell'attacco suicida.

Da regista, mi attirava il fatto che il film solleva questioni complesse sul ruolo dei droni armati come strumento di esecuzione giudiziaria nei confronti di chiunque sia sospettato di terrorismo o estremismo. La credibilità morale dell'Occidente a seguito degli attacchi via drone è al centro di un acceso dibattito internazionale per via delle inevitabili morti di civili innocenti. I giovani piloti che a distanza comandano le armi sanno che il loro lavoro può comportare il sacrificio di vite umane innocenti. Il cosiddetto "danno collaterale" è qualcosa di molto tragico, quasi illegale secondo la legge internazionale: i responsabili degli attacchi a distanza possono eventualmente essere considerati come colpevoli di crimini di guerra.

Guy Hebbert ha scritto una sceneggiatura avvincente che è allo stesso tempo sia un teso thriller d'azione sia un racconto morale profondamente commovente. Il mio lavoro di regista è stato quello di cercare di mantenere l'equilibrio tra i due generi mixando ritmo e tensione senza dimenticare di porre questioni morali ed etiche provocatorie. Ogni personaggio coinvolto nella storia è influenzato dagli eventi e opera in spazi claustrofobici che li fanno sentire ancora più in trappola per via di una situazione di cui stanno rapidamente perdendo il controllo. I dilemmi che sono costretti ad affrontare sono reali e non facilmente risolvibili e le risposte che provano a dare sono profondamente umane, permettendo al pubblico una connessione emotiva con quello che accade. Come regista cerco sempre di non fare prediche, piuttosto di presentare delle domande in una forma cinematografica tesa e viscerale, che appassioni lo spettatore e al tempo stesso sfidi le sue nozioni di bene e male».

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Commenti (3) vedi tutti

  • La guerra moderna si combatte cosi',nel bene e nel male (ci sono civili vittime innocenti) la dose di tensione e' quella giusta e io lo consiglio senza tentennamenti.

    commento di ezio
  • E tu per una sola vita sacrificheresti quella di altre 80 persone?

    leggi la recensione completa di champagne1
  • L'amoralità della guerra è nota sin dai tempi dell'arma bianca: oggi battaglie organizzate a tavolino con droni guidati pongono quesiti ancora più moralmente devastanti. L'occhio nel cielo deve decidere se è plausibile il ricorso ai danni collaterali. Tensione ed impegno con qualche pesante caduta nel ricattatorio.

    leggi la recensione completa di alan smithee
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Recensioni

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M Valdemar di M Valdemar
8 stelle

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6 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

LoSqualoSiciliano di LoSqualoSiciliano
5 stelle

Il diritto di uccidere è un film del 2015 uscito qui in Italia il 25 agosto 2016 , il film narra la storia dell'utilizzo di droni per neutralizzare terroristi in Kenya  precisamente a Nairobi , in cabina di regia troviamo Gavin Hood che viene dal mediocre Ender's Game , e che il suo più grande successo è stato il premio Oscar al miglior film straniero per Il suo nome... leggi tutto

2 recensioni sufficienti

Nel mese di giugno questo film ha ricevuto 8 voti
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Recensione

emil di emil
7 stelle

Cronaca di un azione militare condotta comodamente e a distanza dal colonnello Powell attraverso l'impiego di un drone militare. Obiettivo: stanare ed eliminare alcuni terroristi a Nairobi, all'interno del loro covo. Gran bel thriller questo di Gavin Hood, che unisce alla tensione dell'azione militare un profondo dilemma morale. Chiamasi danni collaterali. Che si calcolano freddamente come...

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