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The Reaper

Regia di Zvonimir Juric vedi scheda film

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La recensione su The Reaper

di millertropico
8 stelle

Sono tre le storie che si intersecano fra loro in questo nuovo, interessante film di Zvonimir Juric, premiato al Pula Film Festival 2014 e passato anche dal Toronto International Film Festival 2014 nella sezione Cinema Contemporaneo nel Mondo. Tre racconti di solitudini che si sviluppano nel tempo ristretto di una sola notte o giù di lì (lo sfondo è quello di un villaggio croato ubicato nella zona rurale della regione, un piccolo paese quasi ai confini del mondo civilizzato, fondamentale cornice per rendere palese il peso di un disagio che non è solo esistenziale).

Lo potremmo comunque definire come una specie di thriller sociale cupo e angosciante, sospeso in una specie di terra di nessuno, all’interno del quale in alcuni tratti si respira un clima di tensione quasi terrorizzante reso magistralmente dalla mobilità di una cinepresa che lavora davvero di cesello nel suo riuscire - insieme alla bravura degli interpreti e alle capacità analitiche del regista - a farci percepire tutta la disperazione che segna il percorso narrativo dei tre racconti.

Igor Kovac

The Reaper (2014): Igor Kovac

In una sua dichiarazione rilasciata a Toronto, Juric ha affermato che il suo interesse principale quando ha cominciato a lavorare intorno a questa pellicola, è stato quello di provare a mantenere vivo il ricordo e le laceranti ferite tutt’altro che rimarginate, di un abbastanza recente passato, quello della cruenta guerra che ha insanguinato la sua nazione, obiettivo che a me sembra sia riuscito a centrare in pieno perché la pesante oppressione, il ricordo angosciante di quel tragico evento, in un modo o nell’altro vissuto – direttamente o di riflesso - da tutti i protagonisti, si avverte in ogni storia ed è proprio da lì che originano le paure mai sopite, i conflitti e le insicurezze. L’eco delle terribili conseguenze di quel conflitto fratricida è infatti onnipresente, e anche se se ne parla raramente, riesce ad emergere così palesemente, da diventare disturbante anche per lo osserva dall’esterno.

scena

The Reaper (2014): scena

Il regista si dimostra dunque abilissimo nel creare la giusta atmosfera che, soprattutto nel primo segmento, sembra essere prossima a quella del cinema dell’orrore (e qui – pur essendo un film meglio definibile come “dramma d’autore” - di elementi che rimandano all’horror ce ne sono a iosa, lo ha ammesso anche il regista, e sono tali da riuscire da quanto riesce a coinvolgere lo spettatore e a tenerlo col fiato sospeso senza alcun bisogno di ricorrere a forzature e men che meno a “giocare sporco”: lo fa utilizzando soltanto la forza delle immagini, il ritmo, il montaggio, i movimenti della macchina da presa, la collaborazione emotiva dell’intero cast. Un risultato insolito e particolare, perché di fatto, Juric qui lavora in sottrazione, ma in maniera tutta sua e tale da farci immaginare (almeno con me ci è riuscito) che anche il suo realismo (o presunto tale poiché abbastanza lontano da quella forma alla quale il cinema occidentale ci ha a da sempre abituato) sia stato intelligentemente studiato per obbligare il pubblico fruitore a osservare (e percepire) ciò che passa sullo schermo con un posizionamento visivo altrettanto originale.

scena

The Reaper (2014): scena

Ottimi anche tutti i contributi tecnici a partire da quello offerto dall’intenso score musicale opera di un convincente Julij Zornik.

scena

The Reaper (2014): scena

Anche se si è visto molto poco di quella cinematografia, credo dunque di poter concludere che siamo di fronte a uno dei migliori risultati raggiunti dal cinema croato e che è un vero delitto che un film di siffatta natura non sia riuscito a trovare una distribuzione in sala qui da noi in Italia (e che sia di conseguenza reperibile solo in rete, dove ho avuto l’occasione di vederlo proprio grazie a FilmTv). Vivamente consigliato insomma.

locandina

The Reaper (2014): locandina

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