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Star Trek III. Alla ricerca di Spock

Regia di Leonard Nimoy vedi scheda film

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La recensione su Star Trek III. Alla ricerca di Spock

di Dom Cobb
7 stelle

Star Trek III nacque come seguito, inizialmente non previsto,  de "L'Ira Di Khan" : a quanto pare i buoni risultati al botteghino e le pressanti richieste dei fans della saga convinsero del progetto i produttori, i quali altrettanto prontamente richiamarono in servizio l'intero cast e, soprattutto, Leonard Nimoy nei panni di Spock. Nimoy aveva intenzione di chiudere con il suo iconico personaggio già dal secondo film del franchise, così, per tornare sui suoi passi, riusci a strappare con la Paramount un contratto vantaggioso che prevedeva un maggiore controllo sul film, a cominciare proprio dalla regia. Nimoy e Harve Bennett (storico sceneggiatore dei film della Serie Classica) scrivono una sceneggiatura che, pur nel segno della continuità, è priva di eventuali orpelli ironici che ne alleggeriscano la trama (un esempio: le baruffe del Dottor McCoy, noto per essere un "brontolone") puntando piuttosto su uno script serioso che sfiora temi come il fallimento personale e il lutto. Insomma, Star Trek III si dimostra essere come l'episodio forse più cupo e tragico della saga. Già l'incipit del film trasmette un senso di maliconia in quanto l'Enterprise torna al bacino spaziale gravemente danneggiata dopo la battaglia del film precedente, ma viene messa in disarmo perchè ormai troppo vecchia ed obsoleta; Kirk, distrutto per la morte del vecchio amico Spock, scopre che il vulcaniano ha trasmesso - tramite contatto mentale - la propria forza vitale al Dottor McCoy, ora in stato di esaurimento nervoso. Kirk ed il suo equipaggio decidono di recuperare il corpo di Spock dal pianeta Genesis rubando l'Enterprise e rischiando così la corte marziale.

Il pianeta Genesis si avvia alla propria autodistruzione.

Insomma - volendo guardare oltre la trama avventurosa - è come se i protagonisti dovessero tutti fare i conti (dolorosi) con il proprio destino: Kirk, per salvare i suoi uomini dai Klingon, è costretto a distruggere l'Enterprise (appare triste e quasi dolorosa la scena dove l'equipaggio, dalla superficie del pianeta, assiste ai resti dell'astronave che bruciano a contatto con l'atmosfera); inoltre, l'eroico Capitano è costretto ad assistere impotente all'uccisione di suo figlio David - rivisto dopo molti anni proprio nel film precedente - come vendetta da parte dei Klingon (lo stesso personaggio di Kirk, nei film successivi, sarà mostrato logorato per l'insanabile odio verso i Klingon). Lo stesso figlio di Kirk, David, brillante scienziato creatore del pianeta Genesis, prima di essere ucciso assiste al processo di autodistruzione del pianeta stesso, ormai instabile nel nucleo. Se è vero che tutti i nodi vengono al pettine, in questo caso i protagonisti pagano i loro peccati di superficialità o vanità. Solo nel finale si palesano nuovamente i sentimenti di amicizia e gli ideali che hanno sempre tenuto legato l'equipaggio dell'Enterprise: sul pianeta Vulcano il padre di Spock, Sarek, chiede a Kirk perchè abbia sacrificato così tanto per salvare l'amico: "Perchè i bisogni di uno sono più importanti di quelli dei molti" risponde il Capitano, ribaltando la frase detta da Spock in punto di morte durante il film precedente. Il cast si dimostra sempre affiatato, soprattutto William Shatner, Leonard Nimoy e DeForest Kelley, veri protagonisti dell'intera saga; in questo caso il minutaggio di Spock sullo schermo è molto più contenuto, ma Nimoy, come regista dimostra di essere professionalmente preparato girando un film d'avventura comunque dinamico e senza tempi morti o rallentamenti. Il capo dell'equipaggio Klingon - "cattivi" di questo film - è l'attore Christopher Lloyd, il quale l'anno successivo avrebbe avuto un successo planetario nei panni di Doc Brown in "Ritorno Al futuro"; in questo caso Lloyd interpreta il comandante Kruge, che,  ossessionato dai sogni di grandezza militare della propria razza, vuole a tutti i costi impadronirsi dei segreti del pianeta Genesis, mettendo in scena un villain sadico e spietato, responsabile della morte del figlio di Kirk. Anche gli effetti speciali, realizzati soprattutto con l'ausilio di modellini, risultano ben realizzati secondo lo standard dei film precedenti. Star Trek III, perciò, risulta essere un film syfy di buona fattura e un capitolo immancabile per gli appassionati della saga creata da Gene Roddenberry.

Locandina del film.

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