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The Sacrament

Regia di Ti West vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su The Sacrament

di zombi
5 stelle

ricordo con più affetto il finale di "cannibal ferox" con lorraine de selle che catatonica offre la propria teoria sul mito del cannibalismo dopo i gironi danteschi per cui è passata. il giornalista freelance sam col cameraman jake vanno in guyana al seguito di un giovane fotografo alla ricerca della sorella di quest'ultimo. sam conduce un programma di dossier e servizi su guerre e destabilizzazioni mondiali, ed è la prima volta che accetta una cosa così privata; ma crede nella storia raccontata dal giovane e i tre partono per scoprire cosa è successo alla sorella. 

eccessivamente e programmaticamente derivativo il film di TI WEST(pare! nome di punta di certo horror americano indipendente)prodotto da ELI ROTH nome diventato troppo nome, e trasformatosi a mio parere in un nome da cubo del supermercato(con tutto il rispetto per carità... a volte si trovano delle chicche), difetta in una direzione degli attori sovreccitata e in una mano registica problematicamente traballante da finto documentario da guerra. il regista crea delle aspettative esagerate che purtroppo si posano su fondamenta di racconto esili se non inesistenti. e non perchè ormai la storia di jim jones e del tempio della gente sia risaputa e nota e il modo scelto da west per affrontare la narrazione in stile found footage sia, per così dire, usurata. 

sono convinto che l'eredità del "filmato ritrovato" sia di un fascino irrinunciabile e prezioso per poter affrontare uno horror, un thriller o anche un dramma come questo. 

il problema, secondo me di ti west, è stato quello di non averlo saputo maneggiare a dovere. troppe camere e troppi punti di vista per essere "credibile" e troppa carne al fuoco per un'ora e trenta minuti in alcuni momenti un pò dispersivi. 

"il Padre" di gene jones(che assonanza inquietante)è fortemente iconico e potente figura da maneggiare sia come materiale orrorifico che drammatico. e gene jones a mio parere è stato bravo nel rendere, nel tempo concessogli, l'estrema ambiguità tra il terreno e il mistico che si nascondevano dietro quegli occhialetti scuri, di un uomo che "credeva troppo" da padre-patriarca nella difesa della famiglia. "questa storia è incredibile e deve essere documentata" ri-porta il cameraman jake nel campo-prigione e camera a mano documenta la strage per ritrovare il suo amico sam ammanettato nella casa del Padre. 

se di horror questo film non aveva nulla e quel poco lo ha perso in corso d'opera, nel confronto finale dei due col Padre cerca di uscire la drammaticità e l'esasperazione di una persona che non credeva più nel mondo e nelle persone, arrivando a raggruppare altre persone come lui che fuggivano da una realtà che non tolleravano più, ma che arrivate al punto di unirsi insieme nella morte, sono stati disumanamente freddati dai mercenari armati contro la loro volontà. 

il personaggio creato da GENE JONES è l'emblema e la forza di questo film che sembra schiacciato più da ambizioni nostalgico-vintage che portato avanti da una idea autoriale. 

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