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Maps to the Stars

Regia di David Cronenberg vedi scheda film

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bufera

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La recensione su Maps to the Stars

di bufera
8 stelle

Teaser poster italiano

Maps to the Stars (2014): Teaser poster italiano

 

David Cronenberg è una personalità enorme, di immensa cultura sia letteraria che scientifica, con importanti incursioni nella metafisica, nella filosofia e nello studio delle tecnologie in continua evoluzione. In simbiosi con questa macchina iperpensante,   c'è anche l'artista grande visionario, il generoso ricercatore di nuovi modi e nuovi settori per esprimere, attraverso immagini e storie spesso cupe, i suoi ma anche nostri interrogativi sull'esistenza dell'uomo, sulle modificazioni indotte sulla sua natura fisica e psichica dai fattori esterni fino all'annullamento del limite tra realtà e immaginario, tra salute e malattia fisica e/o mentale con ardite esplorazioni nei meandri pericolosi dei pensieri più inconfessabili. Questa era la base della sua poetica che si traduceva in Horror straordinari o invenzioni fantascientifiche da brivido. Da Spider, A Hystory of Violence, Eastern Promises, A dangerous method e Cosmopolis, l'integrità del corpo e l'influenza che la mente ha sulla carne sembrano interessare molto meno il regista.

Con le sceneggiature di Bruce Wagner, in questo periodo il centro della sua attenzione è la percezione distorta del mondo che induce a comportamenti malati, crudeli o folli. E' a questo punto del cammino che troviamo la sua opera più recente MAPS TO THE STARS, che affonda le radici nella psicanalisi e nella mitologia greca, ad essa legata, con le aberrazioni comportamentali e mentali, che hanno nutrito abbondantemente la drammaturgia. La storia si svolge ad Hollywood, capitale del cinema e dei sogni di successo, potere e danaro per i quali le persone che vi abitano sono disposte a tutto, in una cornice assolata e patinata per la presenza delle ville miliardarie che spesso sono rimaste l'unico valore. Un giovane ambizioso, Jerome Fontana, che per vivere guida limousine, mentre scrive sceneggiature e aspira a qualche ruolo, un terapista ciarlatano, Stafford Weiss, che scrive ciò che enuncia in televisione e la moglie, Christina, votata a seguire la carriera del figlio tredicenne Benjie, presuntuoso e arrogante per   il fatto di essere il protagonista di una serie televisiva molto popolare, che maltratta chiunque gli capiti a tiro (forse anche perchè   è  in recupero per i farmaci e le droghe assunte dopo essere scampato all'incendio della loro casa), la nevrotica attrice nota ma   in declino, Havana Segrand, che sogna di interpretare il ruolo che era stato della madre, anch'essa morta in un incendio, il cui fantasma la perseguita in ogni dove: questi, e non solo, sono i soggetti che verrano travolti dall'arrivo di Agatha, l'altra figlia del "guru", piromane, reclusa per sette anni in un ospedale psichiatrico, dopo l'incendio della sua casa, che porta sul volto e su varie parti del corpo gli esiti delle ustioni subite in quella circostanza, di cui è responsabile, e che torna per "fare ammenda"....

Robert Pattinson

Maps to the Stars (2014): Robert Pattinson

Mia Wasikowska

Maps to the Stars (2014): Mia Wasikowska

Julianne Moore

Maps to the Stars (2014): Julianne Moore

Questa subdola malata di mente, dal volto innocente e il fare umile e gentile ( una perfetta Mia Wasikowska) viene accompagnata dal giovane Jerome (Robert Pattinson), con il quale familiarizza per raccogliere informazioni, alla casa di Havana Segrad (l'attrice e anche paziente del ciarlatano Dott. Weiss, rispettivamente Julianne Moore e John Cusack), dove con diabolici pretesti e una giusta presentazioni si fa assumere come assistente personale della poveretta. Poveretta si fa per dire perchè cinicamente festeggerà la morte di un bambino che le permette di rimpiazzare la madre, che era stata scelta per il ruolo da lei tanto agognato. Pian piano tutti gli interessati verranno a sapere del ritorno di Agatha in cerca di redenzione (come lei dice ) ed entreranno in grave tensione. Mentre i fantasmi, specifici per ciascuno, appaiono con crescente frequenza, e l'euforia per la realizzazione della suo unico sogno indebolisce l'autocontrollo dell'attrice, Agatha, esasperata dai suoi insulti, esplode in un accesso di collera omicida infierendo su di lei, per poi passare al vero programma, che include i genitori incestuosi in quanto fratelli, colpiti da una sorte non chiara ma dove il fuoco torna, e Benjie, distrutto per aver quasi ucciso un piccolo collega in stato di incoscienza (?), per cui viene eliminato dalla carriera di attore, ma che con lei viene salvato dall'incubo di una vita malata, con un rito incestuoso già oggetto dei loro giochi da bambini. Il fatto che la storia si svolga a Hollywood ha fatto pensare che il film rappresenti essenzialmente una satira feroce e agghiacciante di quello che per definizione è un ambiente marcescente e corrotto e ne è stato scritto in versi e in prosa l'orrido panorama. Cronenberg lo ha negato in un'intervista, ma non importa se quello o un altro ambiente inquinato da brama   di potere, successo, fama e altre miserie morali ne fosse stato il teatro, specie se c'è dell'altro.Il regista non si fa intravvedere nelle sue intenzioni e rimane più sottotono del solito, senza mancare nel costruire un incastro mirabile di eventi presenti e passati alla sua altezza. La regia porta a vette interpretative tutto il cast, specie Julianne Moore e Mia Wasikowska, la fotografia e le luci sono perfette e le riprese sufficientemente inquietanti, sostenute da una colonna sonora di fondo cautamente vibrante e ossessiva con picchi tragici, adeguata al Cronenberg di questa volta, che non fa dubitare per questo di aver perso la consapevolezza della sua arte.  Anche se si rimane turbati e a tratti disgustati da particolari fastidiosi ma funzionali, a tale maestro del cinema non si può che portare rispetto e cercare di capirlo, non il contrario. Giova a tale scopo una seconda visione del film, per approfondire e mettere meglio in luce i molti elementi di un'opera più complessa di quanto possa sembrare.

 

 

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