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Quarto potere

Regia di Orson Welles vedi scheda film

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La recensione su Quarto potere

di VinsDepp
10 stelle

Con "Quarto potere" Orson Welles esordisce nel mondo del cinema e ad esso consegna un'opera immortale. Un film che non smetterà mai di stupisci, innovazione e perfezione. Un capolavoro assoluto.

La prima opera di Welles rappresenta un mito assoluto, una pietra miliare della storia del cinema, capolavoro indiscusso.

Molti critici, esperti di cinema e registi concordano nel confermare che "Quarto potere" resta ancora oggi la più grande opera cinematografica mai realizzata.

Ora, io non voglio unirmi a questa affermazione di gente molto e sottolineo molto più esperta di me in questo campo, anche perchè non mi piace molto fare confonti e non mi piace dire "questo è il migliore" o "questo è il peggiore".

Aggiungo inoltre che per me è impossibile paragonare film che sono magari di generi totalmente diversi.

Certo, chiunque abbia un minimo di "dimestichezza" con il mondo della settima arte può rendersi conto benissimo che "Quarto potere" è un capolavoro assoluto, puro esempio di perfezione stilistica e innovazioni.

Era il 1941 quando Orson Welles esordì con un'opera destinata a diventare immortale. Quarto potere.

Rosabella. Un nome, un nome che tormenterà i giornalisti a caccia sfrenata di scoop e susciterà una morbosa curiosità nello spettatore. Una domanda semplice, diretta...chi è o chi era Rosabella ?

L'ultima parola di un uomo potente, ricco, importante...l'ultima parola pronunciata da Kane diventa un mistero.

Da qui possiamo già capire che il film prende la direzione di un giallo, una indagine per scoprire sia l'identità di una donna misteriosa (visto che il nome in questione è Rosabella) sia gli aspetti più intimi di un uomo che per tutta la sua vita è stato sulla bocca di tutti, sulle orecchie di tutti e sugli occhi di tutti.

Il potere può rendere importanti, affascinanti, influenti, potenti appunto...ma non renderà mai perfetti se perfetti non si è di natura, questo è proprio il caso del protagonista Kane, un uomo potentissimo che gode di una ricchezza addirittura mostruosa ma che in realtà non ne gode più di tanto.

Anzi, forse è proprio questa immensa ricchezza che gli sbatte in faccia tutti i suoi difetti, le sue debolezze, i suoi demoni, il suo egoismo, il suo finto "buonismo".

Quando ci sono in mezzo cifre colossali da spendere in qualsiasi modo si voglia, ad un certo punto la noia viene a trovarti, così come viene a trovarti la depressione e l'isolamento più totale.

Kane nella sua vita non ha vinto, ha sempre pensato di essere un vincente...e apparentemente così sembra a tutti, ma alla fine ecco che si presentano ostacoli enormi, ostacoli che portano Kane a fallire inevitabilmente.

Il suo giornale, le elezioni politiche, il teatro e la lirica, le sue mega-costruzioni rimaste incomplete, i divorzi, i tradimenti, l'abbandono...non sono certo cose che portano al successo.

L'idea del "sogno americano" quindi viene già vista attraverso gli occhi di Orson Welles, ma qui vengono messi in risalto i dubbi, soprattutto le contraddizioni di chi ha sperato, di chi ha sognato questo sogno americano.

Quando si parla di "Quarto potere" naturalmente è a dir poco impossibile non parlare degli aspetti tecnici.

Qui ci sarebbe da scrivere non fiumi ma oceani di parole per poi alzarsi dalla sedia e fare a Welles un applauso senza fine.

In "Quarto potere" c'è una vera e propria rielaborazione totale di tutta la tecnica imparata e messa in pratica fino a quel periodo storico, rinnovo quindi della meccanica, dell'ottica e naturalmente dei movimenti di macchina.

Addirittura qui dobbiamo tirare fuori ancora una volta il gioco di luci e ombre tanto caro al cinema espessionista e ai suoi maestri, da Murnau a Lang.

Naturalmente l'elemento che veramente ha fatto la differenza, inutile negarlo è stata la perfezione assoluta della profondità di campo e del piano sequenza.

Il film gode di inquadrature e di movimenti di macchina di perfezione addisrittura sconvolgente. La bellezza delle immagini e delle inquadrature farebbero innamorare anche lo spettatore più ignorante in questo campo.

Memorabile la scena in cui si "contratta" la separazione del piccolo Kane dai genitori per farlo crescere in America e fargli "vivere" la sua fortuna. Quello è uno di quei momenti indimenticabili ed eterni del mondo della settima arte. E' una scena in cui viene fuori in maniera splendida e splendente tutta l'arte, la tecnica e la maestria di Orson Welles.

D'altra parte quando si parla di "Quarto potere" la scena che di solito si cita per prima è proprio quella da me appena scritta...ci sarà un motivo credo.

Importantissimo e fondamentale anche lo stile narrativo che Welles ha voluto utilizzare per questa sua prima opera.

Infatti, il film non è affatto "lineare", ma segue "archi temporali" differenti, le storie si intrecchiano, si va avanti e indietro nel tempo.

Welles quindi fa "vivere" il suo film non attravero eventi lineari dettati dal tempo, ma piuttosto fa vivere il tutto attraverso i pensieri e i ricordi di tutti i personaggi che incontreremo durante il film.

Ecco, vedo "Quarto potere" come un film che si basa sul ricordo, sul pensiero, sulla nostalgia, sul fatto che ci sarebbe stata una grande voglia di vedere le cose in modo diverso, una voglia che l'uomo riscontra anche nella vita reale.

La vita che per noi tutti è fatta sia di gioie che di delusioni, sia di successi che di insuccessi.

Kane, tolta la sua mostruosa ricchezza era un uomo, come te e come me.

Un film simbolo, un mito, una leggenda. Un capolavoro che deve essere visto e rivisto, consigliato alle nuove generazioni di amanti del cinema, quindi ai giovanissimi che magari "masticano" poco le opere del passato.

Un punto di riferimento per chi ama il cinema e per chi fa cinema, non si smetterà mai di imparare da un film come questo.

Sono stati pochissimi, si potrebbero contare sopra le dita di una sola mano i registi che hanno esordito con un capolavoro assoluto, Orson Welles è uno di questi pochissimi.

Un film che ti fa riflettere, che ti lascia addosso un senso di tristezza e di nostalgia...e non capiamo bene il perchè.

Un'opera davvero immortale. Un'opera che non scioglierà ne il tempo...ne la neve...per cui dopo averlo visto...sarebbe bello uscire fuori, magari con la neve a terra...e divertirsi come ai vecchi tempi...senza soldi, senza potere...rotolarsi a terra, scivolare con uno slittino.

 

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