Candidato a sorpresa (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Candidato a sorpresa: forte
Ritmo ritmo in Candidato a sorpresa: forte
Impegno impegno in Candidato a sorpresa: minimo
Tensione tensione in Candidato a sorpresa: assente
Erotismo erotismo in Candidato a sorpresa: assente

Il voto di FilmTV

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Candidato a sorpresa (voti: 18 media: 2,67) 18

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La trama

Quando Cam Brady (Will Ferrell), membro del Congresso da parecchi anni, commette un imperdonabile errore prima di un'imminente elezione uscendone con l'immagine offuscata, i fratelli Glenn (John Lithgow) e Wade Motch (Dan Aykroyd), importanti e ricchi manager del North Carolina, decidono di intervenire e garantirsi il controllo politico della zona. Mossi da tali intenti, come rivale di Brady scelgono di candidare Marty Huggins (Zach Galifianakis), direttore alquanto naif del centro locale per il turismo. In un primo momento, la scelta di Huggins sembra la più improbabile ma con il passare dei giorni l'aiuto dei sostenitori e le sue conoscenze familiari lo trasformano nel più combattivo dei rivali.  

Candidato a sorpresa è una satira politica sulle campagne elettorali, lo scontro tra una concezione del mondo edonista e corrotta e l’idealismo naïf di un presunto puro. Quello su cui si concentra è la costruzione del consenso: e non sono le gag telefonate, sempre ferme all’eterna fase anale di una nazione e di un genere (la commedia) a colpire, ma i momenti in cui il comico s’apre al perturbante, in cui il gioco della speculazione ottusa si trasforma in follia grottesca, inquietante, pericolosa.

LA COMPETIZIONE ELETTORALE

La competizione tra candidati durante le elezioni americane può diventare selvaggia. Almeno questo è quello di cui è convinto il regista Jay Roach che, dopo aver analizzato il sistema politico americano nei drammi Recount e Game Change, ha pensato che il miglior modo per occuparsene è quello di ricorrere alla commedia. Credendo che una giusta dose di umorismo e risate aiuti a digerire la politica del Duemila e i suoi mezzi per governare, Roach ha affidato il ruolo di contendenti a Will Ferrell e Zach Galifianakis - anche produttori del film - per esorcizzare in grande stile paure e ansie. Come candidati rivali, entrambi sono pronti a ricorrere a tutti i mezzi a loro disposizione per annientarsi a vicenda e a tramare nell'ombra con l'uso di ogni vergognoso trucco possibile. Con l'intento di realizzare una commedia vietata ai minori, regista e produttori hanno spinto il pedale sulla storia colpendo ogni schieramento politico - repubblicano e democratico, in primis - in modo da rendere Candidato a sorpresa un film universale, indirizzato agli spettatori di ogni parte del mondo e con orientamenti differenti tra loro.

LOGICHE POLITICHE

Cam Brady e Marty Huggins si ritrovano a lottare per la conquista di un territorio relativamente piccolo e insignificante ma che diventa il simbolo degli scontri del potere a causa degli interessi commerciali in gioco. Per questo motivo, la loro sfida elettorale è supportata da un'ingente spesa di denaro: più è dispendiosa la campagna, più possibilità hanno di impressionare le masse e garantirsi il voto. Mentre Cam Brady è avvezzo a questo genere di ragionamenti per essere colui che è già in carica da quattro mandati consecutivi, Marty Huggins si ritrova per la prima volta catapultato in un mondo per lui nuovo, accettando la proposta dei fratelli Motch per conquistarsi l'apprezzamento del padre Raymond.

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LOOK E LUOGHI DI RIPRESE

A curare gli abiti dei protagonisti è il costumista Daniel Orlandi, che ha contribuito al cambiamento di look del personaggio di Marty, facendogli abbandonare jeans e maglie colorate per fargli indossare l'abito della battaglia elettorale: un vestito su misura ma che non sembra né troppo bello né inaccessibile per le masse. I colori della bandiera americana - blu, rosso e bianco - sono stati un punto di riferimento costante, in modo da restituire lo spirito patriottico dei candidati. Mentre Marty veste quasi sempre di blu per infondere fiducia, il suo assistente personale Wattley indossa solo abiti neri per mettere in risalto l'ambiguità del personaggio machiavellico motivato nelle sue azioni dal denaro.

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La recensione di FilmTv

Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 39/2012

Come un Mr. Smith va a Washington nelle mani dei fratelli Duke di Una poltrona per due, come l’incontro tra un essere mitologico, sintesi di John Edwards e George W. Bush, e un nerd ritardato della scuderia Apatow, come se Jay Roach cullasse i suoi lavori politici per la Hbo (Game Change e Recount) sotto le coperte sporche di Austin Powers: Candidato a sorpresa è una satira politica sulle campagne elettorali, lo scontro tra una concezione del mondo edonista e corrotta e l’idealismo naïf di un presunto puro. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di lorenzodg scritta il 22/09/2012 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto mediocre

“Candidato a sorpresa” (The campaign, 2012) è l’ottavo film del regista del New Mexico Jay Roach. Dopo “Austin Powers” (1997, 1999), “Ti presento i miei” (2000), “Mi presenti i tuoi?” (2004) e “A cena con un cretino” (2010) –remake della pellicola francese ‘La cena dei cretini’- Jay Roach tenta la carta della campagna elettorale americana anticipando il finale di quella vera (che si sta svolgendo negli Usa).
   Con modo soporifero, ridanciano e greve il film non raggiunge mai vette di vero godimento e un battutario da ricordare; senza colpo ferire (in 85 minuti) la storiellina dei due candidati arriva all’epilogo (sui titoli di coda un finalino da tv praticamente inutile) con un rimasuglio di luoghi e giacenze di seconda mano da aspettarsi con colpi di scena anche ben orchestrati ma che non sortiscono l’effetto sperato. Tutto procede con accumuli di luoghi comuni familiarmente americani (la buona tavola unita, il sondaggio di tutto, la news a batte tutti, la donna lady, i figliocci imbranati …) in un susseguirsi  di becerismo trash-andato dove la riflessione amara (che è lontana) non incide affatto e sul nulla della politica. Poi intervengono fattori (per così dire) privati che diventano pubblici (nulla di nuovo verrebbe da dire): con alcove scambiate, figliocci spudorati, cani intraprendenti e cazzeggiamento finto-tv. Il lacrimevole della riappacificazione viene preso ‘sudigiri’ ma senza una degna e ficcante irriverenza. La commedia vuole divertire (e in parte ci riesce) ma non combina il sorriso e il reale in modo giusto: tutto rimane così in superficie, aleatorio e saltellante. Il trash arriva lì senza accorgersene e il vizio di rompere gli schemi (e il trucco) del mestiere con vezzeggiamenti incazzosi, pachidermici insulti-nulli, catastrofi (irrilevanti) becere e intristimenti volgari non incantano più di tanto e lasciano il tempo che trovano. Tutto sembra accumulante di quello che tutti dicono senza un oltre sociale sconveniente (veramente) e imbastato di vana gloria. Se siamo all’immondezzaio del post-moderno il cinema dovrebbe (parere che poco conta) dircelo con una forza stanante e dirompente spazzando e togliendo ‘scazzeggiate’ che arrivano di continuo dalla comicità di quarta serie e da personaggi(ni) che appaiono e appaiono (credendo o facendo credere di essere geniali e superatomici del mondo irriverente). Non si dice più nulla se si calca l’onda facile della risata poco intraprendente: una moda diversiva (sembra) ma che non riesce a dare quasi..nessuna sana risata.
   ‘Un minuto fa avevo giù i pantaloni ed eccomi deputato … di solito succede il contrario’ questa la frase parola più parola meno che dice a noi (i soliti pochi ad una proiezione pre-serale) mentre (ormai) l’ex candidato Marty Huggins parla alla platea (repubblicana) acclamante e festante (sempre e comunque) che certamente vorrebbe sentire ma pensa a farsi notare (chi sa la tv come gode a giuggiole e straripa con programmazioni cazzosamente inventate e penosamente riprese). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Candidato a sorpresa


27 novembre 2012 Opinione di bellahenry su "Candidato a sorpresa"
bellahenry

divertente film uscito in piena campagna elettorale si sbizzarisce nel prendere in giro modi e personaggi delle elezioni americane. qui non si punta il dito su nessuno e quindi su tutti,non si salva nessuno dalle prese in giro e si ride a tratti co idee nuove ma spesso con gag classiche ma sempre efficaci. non rimarrà nelle memorie di nessuno ma fa passare due ore divertenti.

voto al film: bellahenry assegna il voto buono a Candidato a sorpresa (2012)


30 settembre 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "Candidato a sorpresa"
Carlo Ceruti

E' un film che vorrebbe fare satira delle campagne elettorali e criticare la politica americana dominata dal capitale. Purtroppo si serve di una comicità greve, volgare ed infantile e non è esente da retorica. Qualche volta si sorride, ma non si ride mai. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:2 ritmo:2

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto mediocre a Candidato a sorpresa (2012)



27 settembre 2012 Opinione di M Valdemar su "Candidato a sorpresa"
M Valdemar

Fiacchissima commedia da riporto, modesta nella fattura e nelle intenzioni, Candidato a sorpresa si rivela un filmetto vacuo innocuo a corto di fiato, di idee e di umorismo. Che qui evacua in una mesta nuvoletta dai colori sfocati e dalla consistenza tutt’altro che rilevante, e raggiunge una dimensione da barzelletta. Difatti, il film di Jay Roach, ben lungi dal possedere il benché minimo spirito dissacratorio, altro non è che una comoda qualunquista inoffensiva mescolanza di sketch...

voto al film: M Valdemar assegna il voto mediocre a Candidato a sorpresa (2012)

2 commenti
[utile per 10 utenti]

26 settembre 2012 Opinione di mc 5 su "Candidato a sorpresa"
mc 5

Ricordo che quando un mio amico postò su fb il trailer di questo film (e quella fu la prima occasione che ebbi modo di vederlo) la percezione che ne ricavai fu piuttosto ingannevole. Nel senso che mi parve un prodotto vagamente di nicchia, uno strano film di satira indipendente, qualcosa insomma di piacevolmente fuori dagli schemi. E invece è uscito a raffica, in un numero spropositato di copie, alla stregua del più popolare dei blockbuster. Tanto che in pratica si è messo in...

voto al film: mc 5 assegna il voto buono a Candidato a sorpresa (2012)

1 commento
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25 settembre 2012 Opinione di alan smithee su "Candidato a sorpresa"
alan smithee

Per gustarsi nel modo giusto questa innocua, grossolana e talvolta divertente commediola bisogna andare al cinema con le aspettative emozionali di un bambino, e dunque innanzi tutto senza nessuna ambizione autoriale o culturale. D'altronde da un regista come Jay Roach non ci si puo' aspettare nulla di meglio di quel che promette (e concede) questo filmetto libera pensieri...ma neanche di peggio a dire il vero, perché le premesse per un divertimento anche greve, ma talvolta pungente,...

voto al film: alan smithee assegna il voto sufficiente a Candidato a sorpresa (2012)

nessun commento
[utile per 7 utenti]

23 settembre 2012 Opinione di UScomedy su "Candidato a sorpresa"
UScomedy

Cam Brady (Will Ferrell) da quattro elezioni è il candidato unico del suo distretto per un posto al congresso, e si appresta a vincere senza rivali anche questa volta. La sua sicurezza però lo ha portato negli anni a trascurare alcuni aspetti fondamentali delle campagne politiche, e il suo stile di vita troppo "facile" (amante quasi ufficiale, volgarità e sprechi) rischia di farlo capitolare, anche perché il suo partito ha in mente di sostituirlo con una faccia nuova, più gradita al...

voto al film: UScomedy assegna il voto sufficiente a Candidato a sorpresa (2012)

nessun commento
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22 settembre 2012 Opinione di lorenzodg su "Candidato a sorpresa"
lorenzodg

“Candidato a sorpresa” (The campaign, 2012) è l’ottavo film del regista del New Mexico Jay Roach. Dopo “Austin Powers” (1997, 1999), “Ti presento i miei” (2000), “Mi presenti i tuoi?” (2004) e “A cena con un cretino” (2010) –remake della pellicola francese ‘La cena dei cretini’- Jay Roach tenta la carta della campagna elettorale americana anticipando il finale di quella vera (che si sta svolgendo negli Usa).    Con modo soporifero, ridanciano e greve il film...

voto al film: lorenzodg assegna il voto mediocre a Candidato a sorpresa (2012)

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