Tutti i rumori del mare (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Tutti i rumori del mare: assente
Ritmo ritmo in Tutti i rumori del mare: presente
Impegno impegno in Tutti i rumori del mare: minimo
Tensione tensione in Tutti i rumori del mare: minimo
Erotismo erotismo in Tutti i rumori del mare: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Tutti i rumori del mare

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Trailer italiano ufficiale

Tutti i rumori del mare Trailer italiano ufficialeplay

La trama

Da vent'anni, X vive senza identità, come se non esistesse al mondo. Non ha un nome né una casa e lavora per un'organizzazione criminale, per cui trasporta in gran segreto cose e persone. Ha ricevuto l'incarico di portare la giovane Nora da Budapest all'Italia per avviarla al mondo della prostituzione d'alto bordo ma scopre di aver avuto in consegna la ragazza sbagliata. Dapprima l'organizzazione gli ordina di abbandonarla mentre successivamente l'imperativo è categorico: dovrà uccidere Nora o l'organizzazione ucciderà lui. 

Sebastiano Filocamo e Orsi Toth sono la sostanza di un’opera formale, carne sotto la patina di ricercato astrattismo. Vibrano come e più della musica - bellissima - che avvolge ogni momento. Trattenuti, purtroppo, dall’ambizione di un noir solo sfiorato, che sfoggia le sue pretese anche in un cameo di Malika Ayane, donna con la pistola. Il coraggioso lavoro in sottrazione costeggia a volte il programmatico peccar d’orgoglio.

La recensione di FilmTv

Di Chiara Bruno - FilmTV n. 34/2012

Il protagonista del film è un figurante della sua vita. La guarda scorrere alla finestra di un albergo abbandonato, dove ogni notte si sdraia in una stanza diversa e ogni mattina si scopre sveglio un minuto prima delle 7. Non ha casa e non ha nome, non ha (più) legami eccetto il lavoro, meccanico e nero: trasporta cose e persone, giovani donne dell’Est introdotte al mercato della prostituzione. Aspetta. Ordine, orario, luogo, scadenza. Nessuna domanda, pochissime parole. Poi arriva Nora, con il piccolo trolley di speranze malriposte e il braccialetto rosa che fa scorrere sulle labbra. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di alan smithee scritta il 28/08/2012 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Opera prima che ha il coraggio, la sfrontatezza, l’ardire di uscire nel periodo (tutto italiano) piu’ disgraziato e deliberatamente infelice per il cinema nel nostro paese, quando le poche (multi)sale rimaste aperte si spartiscono quattro o cinque roboanti blockbuster di successo che egemonizzano quel che resta di un mercato che non crede in se stesso e nelle sue capacita’ attrattive per futili inconsistenti ragioni metereologiche.
Solo per questo orgoglioso atteggiamento la piccola opera prima di Brugia merita un plauso ed un riconoscimento che va al di là del valore intrinseco che la caratterizza .
Il neoregista ha chiare in testa alcune situazioni ed atmosfere in grado di affascinare l’occhio e tener desta l’attenzione dello spettatore: un uomo senza nome e senza storia, una voce narrante (un po’ troppo invadente) che ne spiega situazioni, ritmi di vita, clandestinità, e ne presenta uno ad uno collaboratori e loschi individui per cui lavora. Si tratta di un trafficante di merci e persone, un “passeur”, come direbbe lo scrittore Biamonti, esperto in materia di traffici e transumanze umane in territorio di confine tra Liguria di Ponente e Francia; un fantasma con molteplici identità e nello stesso tempo nemmeno una che gli si addica, un uomo mimetico che collabora con una organizzazione criminale ungherese per la tratta di donne da destinare alla prostituzione d’alto bordo in tutta Europa. Un uomo invisibile e apparentemente qualunque, che vive ogni giorno in una stanza diversa di un motel abbandonato di proprieta’ dei loschi individui per i quali collabora; un individuo che ha scelto l’esilio per amore dei propri cari, sotterrando sentimenti e ricordi di una vita passata, che si e’ dato per morto per vivere ogni giorno vite diverse ed uguali nella grigia solitudine che la bigia atmosfera fredda e nordica di una steppa incolore e senza vita sembra accentuare fino alla disperazione.
Fin qui tutto bene, le buone premesse per un noir riflessivo e seducente ci sono tutte. Il problema vero del film e’ che poi la vicenda stenta a partire, e si perde troppo spesso superficialmente nel disegnare un po’ rozzamente personaggi secondari della organizzazione criminale presso la quale il nostro uomo lavora. E a parte il giovane ed elegante referente da cui prende gli ordini il nostro uomo -  figura riuscita a meta’ nel suo contrastato apparire uomo spietato, ma capace di crollare per l’amore totalizzante per una bella (e alquanto stronza) femmina che lo usa come un burattino - tutti gli altri membri dell’organizzazione appaiono davvero goffi e al limite del macchiettistico, quasi ci trovassimo di fronte ad uno di quei micidiali telefilm tedeschi che affollano le nostre programmazioni anche in prima serata.
La vicenda incespica in discorsi un po’ fine a se stessi e difetta d’azione, e il ritmo trattenuto che il regista non vuole (forse deliberatamente) lasciar scatenare crea pesantezza e ripetitivita’, anche quando curiose intuizioni visive (un inchiostro nero che invade angoli della pellicola, disegna alberi spettrali in mezzo ad un paesaggio desolato e seducente al tempo stesso, e lascia alla sensibilita’ dello spettatore piena liberta’ di interpretazione) cercano di soccorrere i vuoti di sceneggiatura che affliggono l’opera. Un accumulo pedante di finali, quasi ci si debba sentire in dovere di destinare ad ogni personaggio la parola “fine” al proprio ruolo, non giova certo alla fluidita’ della pellicola, che avrebbe a mio giudizio dovuto concentrarsi maggiormente sul suo enigmatico e riuscito protagonista e sulla figura femminile, la donna sbagliata che bisogna trasportare, poi abbandonare e infine eliminare. Peccato perche’ il film conserva dall’inizio alla fine una sua fiera ma non esibita dignita’ e uno stile interessante e a tratti persino seducente.
 
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SI

Opinioni su Tutti i rumori del mare


28 agosto 2012 Opinione di alan smithee su "Tutti i rumori del mare"
alan smithee

Opera prima che ha il coraggio, la sfrontatezza, l’ardire di uscire nel periodo (tutto italiano) piu’ disgraziato e deliberatamente infelice per il cinema nel nostro paese, quando le poche (multi)sale rimaste aperte si spartiscono quattro o cinque roboanti blockbuster di successo che egemonizzano quel che resta di un mercato che non crede in se stesso e nelle sue capacita’ attrattive per futili inconsistenti ragioni metereologiche. Solo per questo orgoglioso atteggiamento la piccola...

voto al film: alan smithee assegna il voto sufficiente a Tutti i rumori del mare (2011)

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10 luglio 2012 Opinione di WeirdMary su "Tutti i rumori del mare"
WeirdMary

Ho visto il film in anteprima al Bif&st, festival del cinema di Bari, lo scorso marzo. facendo anche parte della giuria della sezione, ho dovuto costruirmi subito una chiara opinione del film. riproponendo le mie riflessioni di allora, la trama del film è molto interessante e articolata..offre buoni spunti...mette in scena i vari rapporti tra i personaggi, vari modi di affrontare le difficoltà dell'oggi, e spostandosi poi all'intimità, i modi trovati dai protagonisti per raccogliere...

voto al film: WeirdMary assegna il voto mediocre a Tutti i rumori del mare (2011)

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