Il sospetto (2012)
Con Mads Mikkelsen, Thomas Bo Larsen, Annika Wedderkopp, Lasse Fogelstrøm, Susse Wold, Anne Louise Hassing, Alexandra Rapaport, Lars Ranthe, Ole Dupont
10/05/2012
Cannes 2012, The Hunt: Le prime clip
Allievo di Lars von Trier e dopo il riscontro di critica dei precedenti Festen e Submarino, a Cannes 2012 Thomas Vinterberg presenta in Concorso The Hunt, una vicenda che parte da una delle...
di Spaggy
La trama
Dopo un difficile divorzio, il quarantenne Lucas ha una nuova fidanzata, un nuovo lavoro e sta rimettendo in sesto il complicato rapporto con il figlio adolescente Marcus. All'improvviso però le cose volgono al peggio. Una bugia comincia a diffondersi come un virus invisibile nella comunità in cui vive. Sotto shock, Lucas si ritrova accusato di pedofilia, un crimine che non ha commesso, e, travolto da una sorta di isteria collettiva, deve combattere un'aspra battaglia per riappropriarsi della propria vita e della propria dignità.
La forza del film, ciò che afferra lo spettatore per il bavero, è proprio la vita di quel personaggio che, in un film per niente consolatorio, dove in ogni scena c’è una sfumatura capace di dimostrare la malevola ambivalenza dell’apparenza di qualsiasi cosa, continua a tener fermo una sorta di eroismo umanista per il quale nessuna reazione violenta può essere una soluzione a nulla. C’è qualcosa di altrettanto inquietante nella pietà di cui dispone, e allo stesso tempo di adorabile. Come mostra la scena finale, in cui reincontra la bambina che lo ha accusato ingiustamente, una scena capace di far piangere a Cannes 2012 anche un critico 50enne, insensibile e ateo.
IL SOSPETTO: L'ALTRA FACCIA DI FESTEN
Dopo il successo internazionale riscontrato con Festen, il regista Thomas Vinterberg ha ricevuto numerose sollecitazioni per approfondire il tema degli abusi da un variegato numero di persone. Tra queste, vi era anche uno psichiatra danese che gli ha consegnato tutta la documentazione di alcuni casi da lui seguiti e lo ha invitato ad esplorare anche l'universo degli abusatori. Sopraffatto da altri impegni, Vinterberg si ritrova casualmente quel materiale tra le mani otto anni dopo e, stordito dal contenuto, decide di realizzarne un film, destinato a suscitare ancora una volta polemiche.
IL SOSPETTO: LE FOTO
LA DIGNITÀ DI UN UOMO
Più che sul tema degli abusi, Il sospetto si concentra sulla natura virale del pensiero collettivo e sulle conseguenze che apporta nell'identità di un uomo. In un'epoca in cui la comunicazione viaggia alla velocità della luce e i giudizi morali imperano su tutti i media, il concetto di "profezia che si autoadempie" diventa quasi reale: se qualcosa viene ritenuta vera, vere diventeranno le sue conseguenze. I concittadini affibbiano un'etichetta a Lucas e gli cuciono addosso un'identità dalle cui conseguenze - interessanti per le dinamiche ma spaventose per gli effetti - Lucas non potrà mai fuggire. Per la riuscita del film centrale è la prestazione di Mads Mikkelsen, uno dei più celebri attori danesi, che sovverte la sua immagine iper vigorosa per dare vita allo sventurato maestro Lucas.
VITTIME E CARNEFICI
La sceneggiatura di Il sospetto, scritta a quattro mani dal regista con lo scrittore danese Tobias Lindholm, si avvicina alla storia con un punto di vista inusuale per un film sulla "caccia alle streghe". Non ci sono scene in cui i cittadini si riuniscono per condividere e alimentare la loro rabbia né tanto meno interrogatori di polizia. La vicenda è sempre seguita con il punto di vista del personaggio di Lucas, di cui si colgono tutti gli sviluppi emozionali e pensieri che affollano la sua mente. La storia, poi, è particolarmente insolita: tutti sono degli innocenti e pensano di fare la cosa giusta.
La recensione di FilmTv
Di Mario Sesti - FilmTV n. 47/2012
L'opinione più votata
Di maghella scritta il 23/11/2012 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
I bambini non si toccano, i bambini dicono sempre la verità, queste sono le frasi che nessuna persona di buon senso si sognerebbe mai di mettere in discussione, chi lo fa è un mostro e un pervertito... eppure con questo film ciò che sembra di buon senso si ribalta, e fa precipitare nell'angoscia e in vicende profondamente ingiuste un giovane insegnante di asilo, accusato di molestie su una bambina, figlia oltrettutto del suo migliore amico Theo.
Lucas, il giovane insegnante, cerca di riprendere in mano la propria vita dopo un burrascoso divorzio, accetta il lavoro come insegnante di asilo nella sua piccola città, proprio per poter avere la possibilità di tornare a vivere insieme al figlio adolescente Markus. La vita di paese è semplice, fatta di battute di caccia, amici, una nuova relazione amorosa con una giovane collega, Lucas ha un ottimo rapporto con tutti, grandi e piccini, che stravedono per lui.
Klara è la piccola bambina che frequenta l'asilo dove lavora Lucas, è figlia del migliore amico di Lucas, lo conosce bene, gli vuole bene, forse troppo, forse nella mente fantasiosa della piccola, Lucas ha preso il posto di un padre, di un amico speciale, di un “gioco diverso”, cosa c'è nella testa di un bambino nessuno lo sa, e spesso i meccanismi che lo portano a difendersi e a dire bugie sono complessi e sconosciuti. Klara dice una grossa bugia, forse per un capriccio, forse per un dispetto, che tra bambini sarebbe finito in una scaramuccia, divulgata tra grandi diventa un disastro dalle conseguenze imprevedibili. “I bambini dicono sempre la verità”, questo è quello che la direttrice dice a Lucas, la “legge” non scritta per la quale Lucas verrà condannato senza appello da tutti gli abitanti del paese, non importa se Klara dirà in seguito che non era vero, sembra che la verità dei bambini venga detta solo una volta (la prima), se si crede a quella dopo non si può tornare indietro, sarebbe come rinnegare tutto un credo collettivo che omologa tutti gli abitanti di quel centro, di quella comunità.
In cosa è grande questo film? Nel creare attraverso i rapporti tra i vari personaggi, tra gli adulti e i bambini, addirittura tra gli uomini e gli animali che vi sono presenti nella storia (e che hanno un ruolo importante per come raccontano certi tipi di legami), l'intreccio della trama. Lucas è legato molto all'amico e padre di Klara, è legato al figlio Markus (l'unico che non mette mai in dubbio la sua innocenza), è legato alla sua cagnolina Fanny (che si capisce come gli sia stata accanto durante il suo difficile divorzio), è legato al suo lavoro e ai bambini... tutti questi legami vengono interrotti da una bugia che diventa realtà perché “i bambini dicono sempre la verità”. ESPANDI +
- negative [4]
- sufficienti [3]
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7 aprile 2013 Opinione di alfatocoferolo su "Il sospetto"
Francamente è un film visto e rivisto, nulla di nuovo ma davvero nulla. Bravi gli attori e buona la regia che costruisce bene, in ogni dettaglio, le dinamiche psicologiche ed i drammi dei protagonisti ma non c'è alcuna chiave di lettura nuova, nessuna storia inedita. Non è vero che sono tutti innocenti eppur tutti colpevoli, c'è un innocente puro (il protagonista) e dei colpevoli giustificabili (ma non perdonabili). La situazione descritta è più reale che in altri film sul tema perché...
voto al film: 
24 marzo 2013 Opinione di OGM su "Il sospetto"
Dunque è così che accade. Questa storia ci spiega il come. Ma non il perché. Tutto può nascere da un equivoco e dalla maldestra reazione di persone inesperte. Anche un’accusa di pedofilia, in questo modo, può materializzarsi dal nulla, e trasformarsi in un marchio impossibile da cancellare. L’innocente fantasia di una bambina diventa un caso giudiziario dai risvolti drammatici. Le dinamiche sono chiare, innescate da una valanga di superficialità, e questo, d’altronde, è il...
voto al film: 
13 marzo 2013 Opinione di Mulligan71 su "Il sospetto"
Uno dei miei beniamini, il danese Vinterberg, è tornato e in gran forma. Già con l'invisibile "Submarino" del 2010, si capiva che l'autore di uno dei più bei film di sempre, "Festen", stava per diventare definitivamente adulto. Questo film, con un cast tutto danese, fra cui il gigantesco Mikkelsen, è eccelso nello scandagliare, ancora una volta, l'ipocrisìa e la violenza di una piccola società raccolta dentro i confini borghesi di un'agiata cittadina danese. La discesa nel gorgo di...
voto al film: 
12 marzo 2013 Opinione di ico su "Il sospetto"
A metà visione, quando il film raggiunge i suoi vertici, l'incubo diviene davvero reale: ogni gesto può avere un valore diverso e per assurdo anche le posizioni più intransigenti, mantengono un principio di condotta coerente. In più, nello stile di tutti questi autori della "casa" Von Trier, non si lascia la possibilità di "salvezza", il precipizio degli eventi travolge tutti prendendo allo stomaco e dunque il cane, l'arresto, la rissa del figlio sono elementi necessari e perfetti nella...
voto al film: 
26 gennaio 2013 Opinione di Scappo24 su "Il sospetto"
Innanzitutto il riconoscimento principale del film di Thomas Vinterberg è senza dubbio la prova attoriale altissima di Mads Mikkelsen. La propria consacrazione tra i migliori attori cresciuti negli anni ’90 (già da subito nel grande giro cinematografico danese prima con Refn poi con Susanne Bier e Lone Scherfig) e maturato negli anni 2000 soprattutto in Dopo Il Matrimonio e nel ruolo del supercattivo Le Chiffre in Casino Royale, ora giunto all’apice di una carriera perfetta che non...
voto al film: 
17 gennaio 2013 Opinione di popcorn su "Il sospetto"
(NON) CALPESTARE LE LINEE Film di scuola danese, che come altre pellicole connazionali (ahimè inesperto, posso “spaziare” solo su alcuni titoli di Susanne Bier), va dritto al punto, come molti dei pugni e degli scoppi di violenza, mai risolutivi, che puntualmente si scatenano nel corso di questa dolorosa vicenda. La vita è una lotta, una caccia che si perpetua di generazione in generazione, nella quale vengono azzerate del tutto le distanze tra preda e cacciatore. Il...
voto al film: 
11 dicembre 2012 Opinione di atteso su "Il sospetto"
Ottima regia, ottima recitazione, ottima fotografia. Allora perchè non mi è piaciuto? L'ho trovato irreale nella sceneggiatura. Un uomo accusato ingiustamente di pedofilia, che non capisce la gravità delle accuse, che aspetta chissà cosa, che continua a vivere quasi rifiutando di capire. Si riscatta soltanto alla fine, dopo l'esito positivo del giudizio della legge. Forse sono troppo mediterraneo per accettare una personalità del genere. Sono uscito infastidito. Forse un film adatto ai...
voto al film: 
9 dicembre 2012 Opinione di alan smithee su "Il sospetto"
Thomas Vinterberg è stato il primo regista a mettere in pratica le regole - ferree e un po' mortificanti per l'orgoglio registico dei cineasti, e forse proprio per questo rimasto solo un teorema presto abbandonato da tutti - dell'ormai arcinoto manifesto a comandamenti noto come "Dogma 95", formulato da Lars Von Trier, ma da questi seguito solo dopo l'esplosivo, sensazionale esordio del nostro Vinterberg con lo scandaloso, morboso e meraviglioso Festen. Dopo il suo acclamato debutto...
voto al film: 
7 dicembre 2012 Opinione di diomede917 su "Il sospetto"
Lucas è un maestro d’asilo, è un uomo affascinante, ha alle spalle una separazione complicata per via dell’affido del figlio adolescente, è amato dalla comunità dove abita, i suoi “bambini” lo adorano…..forse pure troppo…..e così quando fa capire alla figlia del suo migliore amico la linea di demarcazione tra un genitore e un conoscente una sua bugia su presunto abuso sessuale fa scendere il protagonista in una discesa agli inferi inaspettata. Thomas Vinterberg torna dopo...
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