Trama

Ormai anziano, l'indiano Saleem Sinai ripercorre la storia della sua straordinaria esistenza e della propria famiglia, legata alle vicende storiche che hanno attraversato il suo Paese. Nato come Shiva alla mezzanotte del 15 agosto 1947, giorno in cui l'India si è resa indipendente dall'Inghilterra, Saleem è uno dei 1001 bambini che, secondo la tradizione, sono caratterizzati da straordinari poteri magici che permettono loro di comunicare telepaticamente. Scambiato per errore con Shiva, Saleem cresce come figlio di una coppia di musulmani mentre Shiva è allevato da un artista di strada Hindu. Con il corso degli anni, le difficoltà e le guerre a cui l'India e Saleem vanno incontro fanno sì che il suo carattere allegro e romantico si perda per lasciare posto a ombre che rischiano quasi di far estinguere la sua discendenza.

Approfondimento

I FIGLI DELLA MEZZANOTTE: 60 ANNI DI STORIA DELL'INDIA

I figli della mezzanotte, basato sull'omonimo romanzo di Salman Rushdie, prende le mosse allo scoccare della mezzanotte del 15 agosto 1947, giorno in cui l'India dichiara la propria indipendenza dalla Gran Bretagna. In un ospedale di Bombay nascono Saleem Sinai, il figlio illegittimo di una povera donna, e Shiva, discendente di una ricca famiglia. Il destino gioca un brutto scherzo ai due neonati, facendoli scambiare nelle culle: da quel momento, le loro vite saranno interconnesse e strettamente legate alla storia del loro Paese. Dallo sfortunato amore dei nonni di Salem fino alla nascita del primo figlio di quest'ultimo, I figli della mezzanotte è un lungo viaggio che copre un arco temporale di sessant'anni, durante i quali si intrecceranno trionfi e disastri personali che scorrono paralleli a quelli dell'India. Raccontato da Saleem in prima persona, il film ha inizio nel 1917 quando i nonni di Saleem - l'europeo e liberale dottor Aadam Aziz e l'ammaliante Naseem - si trasferiscono ad Agra, nel cuore dell'India, dopo essersi conosciuti e sposati. Ad Agra, Aadam si ritrova circondato da donne - la moglie e le tre figlie Alia, Emerald e Mumtaz - quando si ritrovo coinvolto nell'assassinio del leader progressista Mian Abdullah, che con l'aiutante Nadir Khan è impegnato nelle campagne contro la separazione del Pakistan dall'India. Il caotico susseguirsi degli eventi politici porta Mumtaz, dopo un matrimonio lampo con Nadir, a sposare Ahmed Sinai, con cui dopo aver preso il nome di Amina si trasferisce a Bombay. Bombay è anche la città in cui nasce il figlio di Amina e Ahmed, scambiato volontariamente dall'infermiera Mary (influenzata dalle idee politiche del compagno Joe: lascia che il povero sia ricco e che il ricco sia povero) con il figlio di una povera donna e dell'artista di strada Willie Winkie. Amina chiama quello che crede suo figlio Saleem e Wee Willie,invece, sceglie il nome di Shiva per il suo.
Saleem cresce serenamente in una villa vittoriana con Mary,l'unica a conoscere il segreto sulle sue origini, come tata fino al giorno in cui, all'età di dieci anni, apprende di essere uno dei figli della mezzanotte, ovvero uno di quei bambini che ha la capacità extrasensoriale di comunicare telepaticamente con altri bambini venuti al mondo nella prima ora di indipendenza dell'India. Tra coloro con cui entra in contatto vi sono Parvati e Shiva, che si rivelerà essere la sua nemesi. Dopo un banale incidente scolastico che lo conduce in ospedale, Saleem scopre da un esame del sangue di non essere figlio di Ahmed e Amina. La non consaguineità porta a trasformare l'amore di Ahmed in odio e Saleem è costretto ad abbandonare la casa in cui vive.
Esiliato in Pakistan, Saleem cresce con la zia Emerald, sposatasi con Zulfikar, un generale dell'esercito pakistano. Gli anni che seguono, contrassegnati dagli incontri telepatici con Parvati e Shiva, portano Saleem ad essere testimone di colpi di stato, scaramucce di frontiera e brutali guerre civili. A 17 anni, però, quando Ahmed e Amina, la sorella Jamila e la governante Mary sono costretti a trasferirsi in Pakistan, Saleem torna a vivere con loro. Travolta dal senso di colpa, Mary trova la forza di rivelare la verità su quanto commesso la notte del 15 agosto, portando a un ulteriore rivelazione sul vero padre di Saleem. Saleem è sconvolto inoltre dall'apprendere che Shiva, diventato nel frattempo il più pericoloso dei figli della mezzanotte, è il vero figlio di Ahmed e Amina. La guerra tra India e Pakistan diventa sempre più cruenta e, colpito dai detriti di un raid aereo, Saleem cade in stato di incoscienza per sei lunghi anni.
Al suo risveglio, si ritrova di fronte ad un'altra guerra, un conflitto che vede la zona est del Pakistan combattere per rendersi indipendente dallo strapotere del Pakistan occidentale. Riacquistando la memoria, Saleem rientra in India insieme a Parvati ma la loro felicità sarà messa a dura prova dal ritorno inaspettato nelle loro vite di Shiva mentre il primo ministro Indira Gandhi dichiara lo stato di emergenza che sospende ogni libertà civile e autorizza gli arresti di massa.
Mentre i personaggi raccontati sono quasi sempre di fantasia, i grandi eventi, le guerre e cambiamenti politici sono reali e sono quattro sono i periodi della storia dell'India ad essere affrontati: la partizione, le guerra indo-pakistane (1965 e 1971), la nascita del Bangladesh e l'Emergenza di Indira Gandhi.

DAL ROMANZO DI SALMAN RUSHDIE AL FILM DI DEEPA MEHTA

I figli della mezzanotte è prima di tutto la storia di una crescita, piena di prove e tribolazioni, su cui grave il terribile peso delle aspettative. Ciò che lo rende un film diverso sai tanti basati su tematiche simili è la scelta di raccontare non solo la crescita di un ragazzo ma anche quella di un intero paese, entrambi nati in un momento cruciale per la storia indiana. Così come il romanzo di Rushdie da cui è tratto (i cui diritti sono stati ceduti alla regista dallo stesso Rushdie per il valore simbolico di un dollaro), I figli della mezzanotte veicola messaggi importanti e universali sulla sopravvivenza, sulla libertà e sulla speranza, che lo rendono una lettera d'amore all'India. Poiché il romanzo è molto lungo, in fase di sceneggiatura è stato Rushdie a determinare quali episodi e/o personaggi andassero eliminati o modificati. La più grande delle modifiche riguarda il ruolo giocato da Shiva nel corso della vita di Saleem, dando maggior rilievo al rapporto indissolubile tra i due e al triangolo Saleem-Parvati-Shiva. Eliminando la figura del narratore onnisciente del romanzo, Rushdie ha preferito che il film avesse una suggestiva voce fuori campo a collegare gli eventi (nella versione originale la voce fuori campo è quella dello stesso Salman Rushdie).
Nello sceneggiare una storia che attraversa 4 generazioni, 5 periodi storici ben distinti e 3 diverse guerre, Deepa Mehta ha tratto spesso ispirazione dall'eleganza di film classici come Il Gattopardo di Visconti, che è anche un film storico/politico, e dalla scrittura dura e immediata di Il conformista di Bertolucci.

GLI OSTACOLI DEL GOVERNO IRANIANO

Considerato impossibile da trasporre sullo schermo per la lunghezza del romanzo, I figli della mezzanotte conta oltre 64 location e ben 127 personaggi "parlanti". Poiché la storia attraversa un arco temporale di 60 anni, costumi e scenografie variano in continuazione, costringendo la produzione a far attenzione anche al più piccolo dettaglio in scena. Le scenografie sono opera di Dilip Mehta, fratello della regista Deepa, che si è prodigato nella difficile ricerca di oggetti originali dei vari periodi raccontati.
Dopo 4 settimane di riprese nello Sri Lanka, Deepa Mehta ha dovuto bloccare la produzione di I figli della mezzanotte per una lettera dell'ambiasciatore dello Sri Lanka in Iran, spinto da un comunicato del governo iraniano contrario alla produzione di un film da un romanzo di Salman Rushdie - su Rushdie pende una fatwa del 1989, con cui il governo di Khomeini condanna a morte lo scrittore per le "bestemmie contro Maometto" contenute nel libro I versi satanici. A salvare il progetto dallo spostamento della produzione in Sudafrica è stato l'aiuto dell'Alto Commissario canadese e l'insperato intervento del presidente dello Sri Lanka Mahinda Rajapaksat. Per garantire le condizioni di sicurezza ottimali, la regista e gli attori sono stati ospitati in vari alberghi sotto pseudonimo mentre alla stampa è stato comunicato che si stava girando un film tedesco, chiamato Winds of Change. A chiunque sul set è stato inoltre vietato di usare i propri blog o profili sui social network per far riferimento al film o ai luoghi in cui si stava girando.

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Note

Le intenzioni sono assolutamente nobili ed è doveroso constatare la difficoltà (se non l’impossibilità) a trasportare sul grande schermo un romanzo così impegnativo (I figli della mezzanotte di Salman Rushdie). Detto ciò, non si può non riconoscere che l’epicità del film rischia purtroppo di trasformarlo semplicemente in un polpettone bollywoodiano infarcito di speranza.
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Recensioni

La recensione più votata è negativa

miss brown di miss brown
4 stelle

E' davvero una faticaccia arrivare alla fine dei 140 minuti di questo film. Il titolo fa riferimento al protagonista Saleem e ai 1.000 altri bambini nati intorno alla mezzanotte del 15 agosto 1947, data della proclamazione di indipendenza dell'India: ma piuttosto che a un potente affresco storico sulla fine del colonialismo inglese, seguito dalla rivalità fra Indiani musulmani e indù prima,... leggi tutto

3 recensioni negative

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

FilmTv Rivista di FilmTv Rivista
6 stelle

Film di ampio respiro e grandi ambizioni, quello firmato dalla filmaker transnazionale Deepa Mehta. E d’altra parte non potrebbe essere altrimenti considerando il romanzo da cui è tratto, ovvero il lavoro omonimo di un suo illustre connazionale, Salman Rushdie. Il quale ha voluto concentrare in questo tomo ingombrante ma degno di ben tre Booker Prize la storia delle ultime quattro... leggi tutto

1 recensioni sufficienti

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Recensione

ezio di ezio
3 stelle

1947.Mentre l'India festeggia l'indipendenza ,due neonati di opposta estrazione sociale,vengono scambiati in culla da un'infermiera perche' uno viva i destini dell'altro.Tratto da un bestseller di Salman Rushdie e un film lungo e prolisso,pesante come un macigno e questo e' niente se non fosse che non appassiona e la voce "off" alla lunga stanca, assieme a una messa in scena stucchevole ,tra...

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