Chernobyl Diaries. La mutazione (2012)
Con Jonathan Sadowski, Jesse McCartney, Devin Kelley, Nathan Phillips, Ingrid Bolso Berdal, Dimitry Diatchenko, Olivia Taylor Dudley
La trama
In cerca di divertimento estremo, un gruppo di sei turisti esce fuori dai canonici percorsi riservati agli stranieri e con l'aiuto di una guida, ignorando tutti gli avvertimenti, si dirige verso la cittadina di Pripyat, un tempo popolata dai lavoratori impiegati nel reattore nucleare di Chernobyl. Dopo una breve visita per le strade di quella che sembra essere una zona disabitata dal giorno della terribile esplosione della centrale, i turisti rimangono stranamente bloccati in città scoprendo di non essere soli.
Oren Peli passa dalla regia al soggetto, dagli interni familiari agli esterni off limits. Sono questi l’unico, debole motivo d’interesse di un “horror d’ufficio”, che non elettrizza malgrado l’ambientazione radioattiva. Creare tensione senza nulla (o quasi) mostrare è arte di pochi, e l’esordiente Bradley Parker fallisce: i suoi “cattivi” deformi e famelici non spaventano, i suoi protagonisti beoti e incoscienti non divertono. L’iniziale tripudio di «Wow! Incredibile!» diventa ben presto un coro di urla e un groviglio di arti in moto frenetico. Riprese dal cellulare si alternano a soggettive imperfette, ma l’unica immagine che colpisce è lo scheletro inerte di una ruota panora
UNA CITTÀ FANTASMA
26 aprile 1986, Ucraina. Il reattore numero quattro della centrale nucleare di Chernobyl esplode, rilasciando nell'atmosfera radioattività superiore a quella di 400 bombe atomiche. Il disastro ha proporzioni catastrofiche e la vicina città di Pripyat, dove vivono i lavoratori dell'impianti e i loro familiari, viene evacuata durante la notte. 50 mila abitanti sono costretti a lasciare le loro case, le fabbriche, le scuole e i negozi per trovare un'altra sistemazione. Si pensa che il trasloco sia temporaneo ma dopo 26 anni Pripyat è ancora deserta: una città fantasma. Le guardie nazionali vietano l'ingresso a ogni persona ma è proprio in questo contesto spettrale che lo sceneggiatore e regista Oren Peli, famoso per essere il creatore della saga Paranormal Activity, ha mandato in vacanza un gruppo di sei ventenni, amanti dei tour estremi e incuranti delle raccomandazioni ricevute.
IL TURISMO ESTREMO
Il turismo estremo, noto anche come turismo shock, è un settore di nicchia che comprende viaggi in luoghi infidi come montagne, deserti o grotte, includendo anche attività ad alto rischio (nuotare con gli squali o fare bungee jumping da una cascata, ad esempio). Per il turista estremo, maggiore è il rischio e più grande è l'adrenalina avvertita. Coloro che ai musei o alle gite in pullman preferiscono le emozioni forti considerano Pripyat, con la sua storia e la sua vicinanza alla centrale di Chernobyl, come una delle mete più ambite da raggiungere.
REALISMO ED EFFETTI SPECIALI
Aiutato a scrivere la sceneggiatura da Carey e Shane Van Dyke, Oren Peli ha preferito delegare la regia a Brad Parker, alla sua opera prima per il cinema. Famoso per essere un amante del found footage, Peli ha chiesto a Parker di rendere il progetto il più realista possibile, dandogli un taglio quasi documentaristico. Gli attori sul set si sono ritrovati più volte a improvvisare gran parte dei loro dialoghi e a vivere situazioni che, per mantenere credibile la paura e lo smarrimento, non erano state loro descritte. In questo modo, Parker ha potuto cogliere le loro naturali reazioni di fronte agli aspetti più terrificanti della storia e ha reso i personaggi ancor più paranoici, vulnerabili e impreparati alle minacce dell'ambiente circostante.
La recensione di FilmTv
Di Chiara Bruno - FilmTV n. 28/2012
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 23/06/2012 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
Quando l’esordio dietro la macchina da presa è un horror ci si aspetta sempre un marchio nuovo e dirompente. Lo spettatore avvezzo (o quasi) a paure d’effetto, sincopate o simil splatter non si lascia certo suggestionare ma oramai il ‘fai da te’ sta usurpando il buon vecchio cinema di puro intrattenimento e di paura agognata dove si vedeva poco (del/i mostri) e si rimaneva quasi estasiati dell’invisibile e dal sonoro palpabile per avvicinarsi ad una sequenza minima dove una piccola ombra già era lì (in)concludente (e il veder tutto era niente). Non soddisfatto del nulla che si possa immaginare e delle corsie preferenziali delle (auto)riprese, compresi i superotto di certi boys che aspirano alla nudità del proprio corpo (cerebrale), la voglia cinematografica (mai paga) di avere il grande schermo davanti propina al pubblico in questo inizio d’estate (solo col calendario) le pellicole ‘solite’ di resto dell’anno e/o di facili suggestioni giallo-horror per riempire la lista (spesa) di una multisala aperta e delle poche monosale ancora accaldate per proiettare un film di ripiego prima dell’arrivo di un blockbuster forte (unico in luglio) per arrivare al pre-ferragosto. Si deve dire che le promesse distributive non invogliano affatto (anche il più appassionato) a vedere certi films di basso costo (in tutti i sensi) nella bassissima stagione (vuota di idee in partenza). Una tristezza unica.
“Chernobyl Diaries” mi ha incuriosito nel titolo (in inglese) mentre il sottotitolo italiano lasciava presagire qualcosa di meno convincente. E questa volta il qualcosa in più distributivo coglie il segno per una pellicola di valore medio già in partenza e uno scrittura alquanto semplice e alla fin fine inconcludente. Una pellicola dignitosamente che vuole volare al ribasso dove i personaggi sono frammentari(zzati) e le interpretazioni di livello (abbastanza) infimo. Oramai il propinare il solito gruppo di ragazzi senza-pericoli per viaggiare dentro una fittizia (auto)distruzione sta diventando un rituale di molta sceneggiatura di ripiego e di produttori che provano a cercare l’ago in un pagliaio (negli attori e in una storia che possa sbarcare il lunario degli incassi per un successivo film).
Purtroppo c’è poco da dire. I primi venti minuti sono solo di proforma, tirati via con grande ‘chalance’ dove le caratterizzazioni sono buttate lì (un po’ alla grossa). Eppure le motivazioni per una migliore introduzione c’erano tutte ma la voglia di spender poco (il basso costo a oltranza porta alla autodistruzione non già il gruppo all’arrembaggio ma il film stesso) nella pochezza della voglia di girare un film di un certo gusto e livello. Poi il rituale diventa risaputo. Un furgone che non riparte, l’autista fatto fuori, la notte che incombe in una città desolata (Pripjat) piena di incubi irreali e di mostri veri tutto in una successione di eventi con una tensione horror convincente quando la fuga è solitaria (è la cinepresa il mostro) con una torcia che buca il buio totale mentre diventa (assolutamente) banale quando lo scontro ragazzi-paure vuole diventare serio e veritiero. ESPANDI +
- negative [8]
- sufficienti [4]
- positive [1]
- leggi tutte le opinioni
23 maggio 2013 Opinione di negro su "Chernobyl Diaries. La mutazione"
Nonostante sia corto, più di metà del film è di premessa all'orrore. Motivazioni discutibili (visto che da bravi americani non conoscono la storia) e dialoghi molto ggiovani. Poi inizia il nocciolo del film: ragazzi che scappano da "persone" a cui non viene dato un volto o una spiegazione solo per mancanza di idee e soldi che per incutere maggiormente terrore. I ragazzi sono 6 ma potrebbero essere anche 2 visto che si comportano tutti allo stesso modo (scappano nella direzzione sbagliata...
voto al film: 
22 aprile 2013 Opinione di wang yu su "Chernobyl Diaries. La mutazione"
-Una buona occasione persa,si parte con le solite banalità del gruppo dei giovani,si girovaga in una città fantasma ma sicuramente molto suggestiva,e un paio di spaventi li ho avvertiti.Purtroppo molte scene nella seconda parte sono al buio e i ragazzi vanno in giro con la torcia, e qui il film ci perde.voto 4,5
voto al film: 
4 aprile 2013 Opinione di TheWarOfEcho su "Chernobyl Diaries. La mutazione"
Un gruppo di amici si riunisce e insieme decidono di andare a visitare la città di Pripjat, molto vicina a Chernobyl (in un'operazione che loro chiamano "turismo estremo") e succube anch'essa delle terribili radiazioni. I ragazzi scoprono, a loro spese, che alcuni animali e persone sono state contaminate e vivono nelle vicinanze. L'unico punto interessante della pellicola è l'ambientazione, che dà bene l'idea di devastazione e deflagrazione ma il resto è tranquillamente da scartare. I...
voto al film: 
1 novembre 2012 Opinione di XANDER su "Chernobyl Diaries. La mutazione"
Molto meglio di Paranormal Activity e sicuramente uno degli horror più interessanti dell'ultimo periodo. Senza sangue anche questa siamo di fronte quasi ad un mockumentary e nonostante ci siamo scene gia viste in mille altri film horror riesce a mantenere la tensione elevata per tutta la durata, anche la vicenda entra quasi subito nell'horror. Consigliato
voto al film: 
29 luglio 2012 Opinione di raimea su "Chernobyl Diaries. La mutazione"
pesdsimo ,girato continuamente al buio.....
voto al film: 
27 luglio 2012 Opinione di aleton su "Chernobyl Diaries. La mutazione"
Da amante dell'horror come sono non ho potuto non apprezzare questo film che pecca per più motivi: le pessime interpretazioni; le troppe somiglianze con il capolavoro moderno PARANORMAL ACTIVITY; i mostri che si sentono e mai si vedono e un finale scadentuccio in cui si vede la sopravvissuta morire tragicamente. meglio la prima parte alla seconda: non credete anche voi?
voto al film: 
19 luglio 2012 Opinione di albertorzn su "Chernobyl Diaries. La mutazione"
Bella ambientazione: città abbandonata e desolata, impianti industriali antichi e misteriosi, un paese poco conosciuto e poco visitato (l'ucraina); però poche idee, personaggi visti mille volte, i soliti espedienti per creare spaventi a comando. Attingendo alle mille leggende metropolitane su chernobyl e più in generale sull'ex Unione Sovietica si poteva realizzare una trama più ricca e movimentata. Non bastano il pescione mutato stile Simpson e la bambina senza volto della locandina.
voto al film: 
7 luglio 2012 Opinione di Mulligan71 su "Chernobyl Diaries. La mutazione"
Film di purissima serie B, (media classifica), che sfrutta l'idea Chernobyl-mutazioni e imbastisce un survival horror classico. I soliti giovinotti americani idioti, carne da macello, (di ottima qualità, per altro), che s'aggirano spaesati, nel nulla, con una telecamera che li pedina. Yawn. Comunque, meno peggio di quel che sembri. Si tifa, ovviamente, per i mutanti. ps: vi ho trovato citazioni da "L'Alba Dei Morti Viventi" e, soprattutto, "Le Colline Hanno Gli Occhi", l'originale, di...
voto al film: 
3 luglio 2012 Opinione di surfcasting su "Chernobyl Diaries. La mutazione"
tutto sommato non male, un agghiacciante ventata horror a rinfrescare i bollori estivi. certo, è un film di serie B, ma anche qui dovremmo metterci d' accordo : i cosiddetti " B movies " diventano capolavori solo perchè talvolta li cita Q. Tarantino o chissàcchi ? o vengono benedetti dagli anni come quei cessi della banda Bava che qualcuno oggi rammenta come fossero chissà cosa ? mah, per me un B movie è valido se riesce nell'intento di divertire e intrattenere malgrado il basso budget,...
voto al film: 
3 luglio 2012 Opinione di bradipo68 su "Chernobyl Diaries. La mutazione"
Ho l'impressione che con questa storia del mockumentary, vista come simulazione di prodotto amatoriale con gli stessi protagonisti del film che imbracciano cineprese o qualunque altro mezzo multimediale adatto a catturare immagini, sia diventata ormai un comodo paravento per produrre opere a bassissimo costo investendo pochissimo anche per confezionarle preferendo puntare sul marketing virulento. In questo modo una cosetta di importanza praticamente nulla come la fotografia è lasciata a...
voto al film: 
- negative [8]
- sufficienti [4]
- positive [1]
- leggi tutte le opinioni


























