Pietà (2012)
Con Lee Jeong-jin, Jo Min-soo, Kim Jae-Rok, Jin Yong-Ok, Eunjin Kang
06/03/2013
FLORENCE KOREA FILM FEST - CINEMA ODEON – 15-24 marzo 2013
Anche per quest’anno il Florence Korea Film Fest è ormai ai nastri di partenza. Si terrà infatti dal 15 al 24 marzo nella consueta sede del cinema Odeon di Firenze.Molte...
di spopola
La trama
Kang-do lavora per uno spietato strozzino. Il suo compito è quello di recuperare le somme dovute dai pagatori insolventi e per farlo ricorre a metodi più che violenti, dimostrando di non provare pietà per alcuno. Cresciuto senza famiglia e abituato alla solitudine, un giorno riceve la visita di una misteriosa donna di mezza età che gli rivela di essere sua madre. Nonostante non ricordi niente di lei, Kang-do con il passare dei giorni comincia a manifestare delle prime forme di affetto nei suoi confronti fino a quando non scopre il terribile e triste segreto che lei si porta appresso.
In un girone dell’inferno contemporaneo dove i grattacieli schiacciano le piccole case, le piccole imprese, i piccoli empori e gli umili della Terra, i due personaggi di Kim Ki-duk sono fantasmi il cui spirito è volato via dai corpi, cadaveri che camminano nel degrado morale e materiale di una società che non ospita più i suoi cittadini, anzi: li espelle. La cinepresa del grande autore asiatico non dà respiro, incalza, insegue, inciampa nelle gambe del sadico criminale e della determinata madre addolorata, si volta, si arrampica sulle loro tragedie come, d’altronde, tutti i personaggi del suo ferito, sanguinante, abbacinante percorso per suoni e immagini.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 2012/2012
L'opinione più votata
Di Spaggy scritta il 03/09/2012 - utile per 31 utenti
Voto al film: 
Mossa dall'amore che provava per il figlio suicidatosi a causa del debito che non riusciva ad estinguere, Mi-sun in un impeto di onore e rabbia pianifica nel minimo dettaglio il suo piano di violenza e odio. Gelosa nei confronti di chi una vita ancora ce l'ha, medita una vendetta che conduce fino alla morte sia dello spirito sia del corpo. Mentre lei, ormai morta dentro, non esita nemmeno di fronte alla pietà ad ultimare il suo proposito, Kang-do non resisterà al dolore di aver ucciso una madre. Che fosse sua o che appartenesse ad un altro non assume rilevanza, il legame sacro, incestuoso e di complicità - anche criminale - instauratosi è talmente forte da non prevedere sconti.
A increspare le onde delle vite di entrambi è la sempre più rilevante importanza che si concede alla materialità del denaro. Kang-do è un sadico cacciatore di crediti, al servizio di un usuraio. Le lamiere e i resti della vecchia città di Cheonggyecheon pullulano di artigiani disperati che per tre miseri milioni di won sono disposti a farsi storpiare con inaudite torture, che Kim Ki-duk non risparmia allo spettatore. Tentare di recuperare le somme prestate da un usuraio si trasforma in una discesa degli inferi, in una corsa smodata all'efferatezza che non arretra di fronte a nulla. Adulti, bambini, mogli e madri pagano il prezzo della povertà, marchiati a fuoco per l'intera esistenza e ridotti a larve umane. Mi-sun non accetta che il figlio si sia suicidato per colpa di Kang-do e non ha pace fin quando non sarà sepolta accanto a lui dopo avere ridotto il riscossore Kang-do in debitore. Nella sua dignità di donna si veste di freddezza e affronta il demonio ad armi pari, lo attira a sé, lo modella e lo rende schiavo d'amore.
Inerme di fronte a un comportamento che neanche la violenza riesce a trattenere, Kang-do cede le sue armi, cambia e diventa umano. Prova gioia, sorride, gioca, festeggia il suo primo compleanno e impara a dipendere da qualcuno. Protetto dal grembo materno dentro cui vorrebbe tornare, è incapace di resistere al manto di Min-su e si lascia avvolgere fino ad annullarsi. Si abbandona alla sua guida e si lascia prendere per mano, ignorando che il sentiero che insieme stanno percorrendo li porta verso il dirupo.
Non c'è speranza per le vie di Cheonggyecheon. Non c'è appiglio di salvezza e nessuno può sfuggire al proprio destino: né un'anguilla néun coniglio, si finisce in pasto alla crudeltà o travolti dagli eventi.
Come un racconto di formazione moralizzante, caratterizzato da uno svolgimento lineare e senza linee d'ombra, Kim Ki-duk affida alla donna il compito di oltrepassare il guado e farsi portatrice di riscatto. Lungo i meandri dell'inferno terreno, la donna infonde serenità portando una morte che profuma di sollievo, annienta il denaro e lo trasforma in polvere sull'asfalto. Abituato a colpirci con soluzioni visive forti, Kim Ki-duk riempie Pietà di simboli religiosi e artistici, di scene truculente e richiami al complesso di Edipo. Nonostante il titolo, non c'è ombra di pietismo e chi ha sbagliato paga. Non necessariamente con il denaro.
Superba l'interpretazione dell'attrice Cho Min-soo, mia personale Coppa Volpi al Festival di Venezia 2012 (i monologhi che mettono in scena il rapimento sono da pelle d'oca).
Sublime.
Voto: 10.
- negative [3]
- sufficienti [4]
- positive [20]
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22 maggio 2013 Opinione di spopola su "Pietà"
Qui non approfondisco solo argomenti come il perdono o la vendetta, ma intendo narrare vari aspetti legati all’essenza umana che stiamo perdendo. E forse voglio meditare anche sulla salvezza, che può essere ottenuta recuperando alcuni valori (Kim Ki-duk). Dopo una lunga pausa di riflessione (la spiazzante, dolorosissima parentesi di Arirang , una specie di videoconfessione con la quale il regista si è messo impudicamente a nudo), Pietà (Leone d’oro all’ultima Mostra del...
voto al film: 
10 aprile 2013 Opinione di Badu D Shinya Lynch su "Pietà"
Se Ferro 3 - La Casa Vuota è poesia pura con tanto di vendetta, allora Pietà è vendetta pura con tanto di poesia. Un film meraviglioso, inarrivabile e potente ; è il cinema di Kim Ki-duk che incontra la tragedia greca. Una pellicola che ha l'aspetto della pietà e il sapore del sangue ; si, perché la morte, o il solo pensiero, trasmette anche la pietà che, come una reazione a catena, si manifesta in maniera trasversale, sfociando così nella dannazione, o redenzione, più totale. Sopra...
voto al film: 
31 gennaio 2013 Opinione di ico su "Pietà"
Il necessario ordito di una vendetta. Ecco cos'è PIETA', un tuono che fa rimbombare la trilogia della vendetta di Park Chan-Wook, un fulmine che abbaglia e scuote un cielo tutto suo, scatenando l' incubo di una tempesta morale. PIETA' è necessario per scaraventarci in un mondo nero, illusione di un mondo futuristico, fantascienza povera, in realtà, vita indegna di essere vissuta in quel modo, per vittime e carnefici. L'apatia nella violenza è sconvolgente, il destino negato delle...
voto al film: 
9 dicembre 2012 Opinione di OGM su "Pietà"
Il sacrificio per amore o per denaro. La vita non ti dà scelta, e fuggire è inutile. L’universo di Kim ki-duk è pieno del male commesso a fin di bene, e del bene esercitato per il male. Offrirsi non è sempre un gesto nobile, perché spesso nasconde un travestimento diabolico. Ci si finge diversi per impadronirsi dell’altro. Si recita a soggetto in un come tu mi vuoi in cui l’apparenza è, al contempo, l’arma e la regia della manovra di conquista. Ci si immedesima in una...
voto al film: 
18 ottobre 2012 Opinione di fefy su "Pietà"
Per qualcuno, come me, che ha visto tanti film di questo regista e ne è rimasto in qualche modo, nel bene o nel male affascinato è imbarazzante esprimere un'opinione su questa pellicola....manca lo spessore emotivo che mi aspetto sempre da Kim Ki-duk anche dai suoi film per me non riusciti. Questa pellicola pare spesso un esercizio di stile, come se al regista, come ben ha espresso Action, non interessasse più, non fosse più capace di fare quel cinema di «uomini alla deriva» che tanto...
voto al film: 
12 ottobre 2012 Opinione di chinaski su "Pietà"
Un uomo dorme, si struscia sul materasso, viene, si sveglia, prende dei fazzolettini e si pulisce. L’inizio di una nuova giornata, poi il lavoro: riscuotere gli interessi dei prestiti dati, se le persone non possono pagare, mutilarle o renderle storpie, in modo che l’assicurazione le risarcisca e loro possano restituire i soldi. Il denaro. Il bisogno di denaro. E un uomo senza amore che tortura e umilia, in un sadico gioco in cui le vittime rimangono impotenti a subire. Kim Ki-Duk...
voto al film: 
8 ottobre 2012 Opinione di myHusky su "Pietà"
"Che cos'è il denaro?" L'ultima spietata e cruda pellicola del noto regista coreano è un forte racconto di vendetta e, come da titolo, di pietà, ma anche di critica nei confronti di un sistema meschino e colpevole dei peggiori "delitti"; delitti in nome di una grande e irrinunciabile divinità: il denaro. Ma andiamo con ordine. Kang-do, strozzino, si aggira nelle zone più degradate di Cheonggyecheon con il compito di "riscuotere" i soldi dagli operai delle officine, i quali, non...
voto al film: 
8 ottobre 2012 Opinione di Tommy Spasmo su "Pietà"
Dopo "Gebo et l'ombre" di De Oliveira, un altro film di quest'anno sul denaro come fonte primaria del male. Da confrontare entrambi con l'ultimo capolavoro di Bresson, "L'argent".
voto al film: 
4 ottobre 2012 Opinione di AtTheActionPark su "Pietà"
«Ora non sei più solo.» La frase con cui si conclude l'ultimo film di Kim Ki-duk è un pugno al cuore. Un sublime finale, dove avviene il sacrificio massimo dei personaggi, in un'atmosfera dai connotati fortemente dostoevkijani. Eppure, per chi scrive, non basta l'eccelso finale - dove Kim (ri)trova il proprio dolente, doloroso tocco - a riabilitare la sterilità dell'intera pellicola. L'approssimazione con cui il regista coreano delinea i proprio personaggi è la causa primaria della...
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2 ottobre 2012 Opinione di M Valdemar su "Pietà"
Non guardate la Bestia: essa ci nutre e ci sopprime, in essa esistiamo senza (r)esistere. Figlia mostri, assetati di solitudine e disperazione, mutilati nell’animo ed eternamente erranti negli infernali antri dell’urbana desolazione. Degrado psichico progressivo che si riflette nel tutto-vuoto imbellettato come una puttana marcita, rivestito di cemento e ferro, vetro e fango, macchinari e liquami, dolore e sangue, lacrime e lerciume. Nulla sono, del nulla imparano a nutrirsi, nulla...
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