Leafie. La storia di un amore (2011)

[Madangeul Naon Amtak, Corea del Sud 2011, Animazione, durata 93']   Regia di Seong-yun Oh



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Leafie. La storia di un amore: minimo
Ritmo ritmo in Leafie. La storia di un amore: presente
Impegno impegno in Leafie. La storia di un amore: assente
Tensione tensione in Leafie. La storia di un amore: minimo
Erotismo erotismo in Leafie. La storia di un amore: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Leafie. La storia di un amore

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Leafie. La storia di un amore (voti: 6 media: 4,50) 6

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locandina di Leafie. La storia di un amore

Trailer italiano ufficiale

Leafie. La storia di un amore Trailer italiano ufficialeplay

19/03/2012

Festival of Korean Cinema in Italy. – Confermato anche per quest’anno il consueto appuntamento (il decimo) dal 23 al 31 marzo 2012, presso il cinema Odeon di Firenze (piazza Strozzi) della rassegna “FLORENCE KOREA FILM FESTIVAL”

 Riccardo Gelli, direttore del festival (www.koreafilmfest.com) ha presentato così l’interessante rassegna di quest’anno:“Grazie al vostro affetto e alla dedizione di...

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La trama

Leafie, una gallina cresciuta all'interno di un allevamento di polli, sogna di poter un giorno scappare e vagare libera per la campagna. Quando le si presenta l'occasione per scappare, ne approfitta ma si ritrova subito braccata da One Eye, la più terribile delle donnole. Salvata dall'anatra Wanderer, Leafie gli sarà riconoscente a vita tanto che, quando la di lui compagna finisce uccisa da One Eye, si prende cura del loro unico uovo nel nido. La notte in cui l'uovo si dischiude anche Wanderer muore sotto i colpi della donnola e a Leafie non resta altro che crescere come suo figlio il piccolo Greenie. 

Più che una fiaba sull’importanza dei sentimenti al di sopra delle diversità, il film è l’epico racconto delle vessazioni subite da Leafie: un’eroina instancabile e votata al sacrificio secondo uno schema classicamente orientale. Se le sue vicissitudini con l’anatroccolo risultano prive di interesse per ogni spettatore sopra gli 8 anni, il suo gesto estremo (che ribalta l’happy ending in un finale straziante per un film d’animazione di questo genere) è indigeribile per i più piccoli: difficile immaginare a che pubblico possa rivolgersi.

La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 16/2012

In un macabro allevamento di polli (che evidentemente non hanno mai visto Galline in fuga), Leafie si costringe al digiuno per fingersi morta ed evadere: peccato che l’ingenua pennuta non conosca le regole del mondo esterno e si ritrovi braccata dalla donnola One Eye, predatrice insaziabile. È solo l’inizio di un’avventura che ha i contorni color pastello di una favola agreste, ma che contiene un tasso di dramma e violenza da far dimenticare la morte della mamma di Bambi. Se la chioccia Leafie diventa madre adottiva di un anatroccolo, infatti, è a causa del duplice omicidio operato dalla famelica One Eye, i cui scontri con le prede hanno le carte in regola per terrorizzare i bimbi più piccoli cui il resto del film, stucchevole nella trama e poco raffinato nella grafica, pare rivolgersi. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 19/04/2012 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono


In questa storia d’amore c’è un po’ de Il brutto anatroccolo, de Il popolo migratore, de La gabbianella e il gatto, di Bambi. Perché questa non è solo una storia d’amore. È anche e soprattutto una storia di guerra, di una di quelle eterne ed epocali, che si combattono tra la fantasia e la realtà, tra il senso di appartenenza e la solitudine, tra il sogno e la necessità. La difficoltà del vivere scaturisce dal fatto di dover effettuare delle scelte, che nascono dai dilemmi e sfociano nel sacrificio. Queste sono tutte, singolarmente, piccole storie di impegno e di rinuncia, che si rinnovano ogni giorno, dandoci sempre nuove possibilità di mostrarci codardi o coraggiosi, di condannarci con le nostre stesse mani, oppure di diventare eroi con poco. Ad impartirci la lezione è una gallina, chiusa in una batteria, che digiuna per giorni e poi si finge morta, pur di poter riconquistare la libertà. Una libertà da quattro soldi, verrebbe da dire, perché si estende solo per pochi metri fuori dalla porta, entro gli angusti spazi di un pollaio e di un piccolo cortile. Però è la prima tappa di una conquista decisiva, che avvia un percorso alla scoperta del mondo. Basta uscire dalla prigionia, per fare quell’incontro chiave che indica la direzione da seguire. Leafie non sa nulla della vita, ma lascia che questa le insegni i suoi dolorosi misteri, attraverso gli  ostacoli e le occasioni che essa porrà sul suo cammino: eventi che prevederanno tutti un confronto con l’ignoto, con quel territorio inesplorato che è l’altro da sé. Si può avere paura delle differenze e rifiutarsi di imparare da chi non si conosce: Leafie rappresenta l’atteggiamento opposto, ed è, in mezzo ad un ambiente dominato dalla rivalità e dalla diffidenza, l’esempio di  un animo che si apre generosamente al prossimo, anche quando questo non appartiene alla sua stessa specie. Un principio che saprà trasmettere al suo figlio adottivo Greenie, il germano reale di cui, dopo la morte dei genitori, ha continuato a covare l’uovo.   Non è una retorica – nonché ingenua - professione di fede nella pace universale,  bensì una saggia accettazione degli inevitabili conflitti, che occorre affrontare, senza fuggire dal rischio, né temere l’incomprensione altrui. Questa vicenda è disseminata di violenza, fisica e verbale, di scherno, persino di volgarità, perché la miopia e l’arroganza si esercitano in tanti modi, ed in altrettanti modi da queste ci si può difendere. Il contesto naturale, popolato da animali di ogni genere, si presta più che mai a dimostrare come il dramma sia essenzialmente un prodotto della lotta per la sopravvivenza, della competizione, dell’impulso a prevalere nel gruppo e a soddisfare i propri istinti.  Le leggi dell’universo, però, per quanto possano essere ineludibili e crudeli, non impediscono di sfidare i pericoli, dare il meglio di sé ed adoperarsi per aiutare coloro che hanno bisogno. Il movimento fremente di questo film d’animazione, disegnato a mano e senza effetti tridimensionali, è più che mai adatto a farsi portatore di una saggezza antica, che procede a passo lento, rispettando la prudenza con cui il sentimento autentico, sofferto ed ineffabile si fa, poco a poco, largo nel cuore. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Leafie. La storia di un amore


2 aprile 2013 Opinione di chribio1 su "Leafie. La storia di un amore"
chribio1

Simpatico ed anche commuovente Prodotto d'Animazione,questa volta dalla Corea del Sud.voto.6.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a Leafie. La storia di un amore (2011)


19 aprile 2012 Opinione di OGM su "Leafie. La storia di un amore"
OGM

In questa storia d’amore c’è un po’ de Il brutto anatroccolo, de Il popolo migratore, de La gabbianella e il gatto, di Bambi. Perché questa non è solo una storia d’amore. È anche e soprattutto una storia di guerra, di una di quelle eterne ed epocali, che si combattono tra la fantasia e la realtà, tra il senso di appartenenza e la solitudine, tra il sogno e la necessità. La difficoltà del vivere scaturisce dal fatto di dover effettuare delle scelte, che nascono dai dilemmi e...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Leafie. La storia di un amore (2011)

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