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Opinione di bufera su Cena tra amici





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07/07/2012 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Questa commedia un po' amara e dura, al solito non si giova del titolo tradotto perchè indica più banalmente la causa iniziale del crescente ping pong di battute, sempre meno ridanciane e sempre più caustiche.Teatro dell'azione  è  una sala ben arredata di una elegante casa parigina dove cinque  persone, legate da parentele reali o acquisite (i padroni di casa sposati,  il di lei fratello con moglie in attesa  e un amico storicamente ben inserito) si riunisce per festeggiare l'imminente nascita. All'inizio assistiamo al classico fermento di preparativi, con telefonate della madre della padrona di casa (una poco visibile ma sempre indefinibilmente affascinante Francoise Fabian) per dare consigli culinaria. Intanto una voce narrante informa sullo stato socio- culturale dei personaggi: di sinistra, colto professore alla Sorbona il   padrone di casa , anche a spese della moglie, ottima insegnante, affettivamente frustrata e succube della famiglia; spavaldamente ricco e grossolano buontempone il padre in attesa,più tendente a destra; musicista, delicato, gentile ,"indefinibile" in generale l'amico di casa. Tra una battutta e l'altra, alcune esilaranti , altre meno,si arriva al  punto del quesito sul nome da dare al nascituro maschio. Da un pretesto letterario, a lui peraltro poco confacente data la scarsa cultura,  Patrick,  il futuro padre, propone l' improponibile per i nostri giorni di  civiltà e rispetto umano, e da un colpo all'altro  fuoriescono come pupazzi a molla, custoditi  fino ad allora in scatole invisibili , segreti ,soprannomi, amori inaspettati,  amicizie tradite da scaldare l'ambiente fino da arrivare alla rottura di un tavolo e del naso del musicista, rivelatosi  in un ruolo imprevisto e inaccettabile per i fratelli. Siamo in famiglia e se c'è cattiveria, ipocrisia e malcontento, una nottata e poi la nascita di una femmina belle e sana, che smonta il problema del nome,  con un po' di faciloneria, forse, ma molta grazia mandano tutto a lieto fine.  Il paragone che sorge  inevitabile con il "Carnage " di  R.Polanski  (per  una simile  ambientazione claustrofobica, la derivazione teatrale e il massacro verbale)  non regge per il ben più alto livello di regia e interpretazione di quest'ultimo, dove tutto si svolgeva tra adulti sconosciuti per una violenza fisica al loro bambino. Il film di cui si parla è molto divertente e punta, con ottima fattura, a mantenere il successo commerciale ottenuto dalla piece teatrale.  Gli Autori  fanno anche da sceneggiatori e registi, il cast è quello del teatro:  il risultato è un film godibile, che a tratti si compiace di lampi gratuiti di cattiveria verbale e violenza comportamentale.


SI

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