L'amore dura tre anni (2011)
Con Gaspard Proust, Louise Bourgoin, Joey Starr, Jonathan Lambert, Frédérique Bel, Nicolas Bedos, Elisa Sednaoui, Bernard Menez, Anny Duperey, Thomas Jouannet
La trama
Marc Marronnier, critico letterario di giorno e giornalista di cronaca mondana di notte, è pienamente convinto che l'amore con la a maiuscola duri solamente tre anni. La certezza gli deriva dalle sue esperienze e dal matrimonio con l'ex moglie Anne, da cui ha appena divorziato. Ha anche scritto un manuale per dimostrare la sua tesi ma viene smentito dall'incontro con Alice che, divenendo la sua amante, rimette in discussione tutto ciò che ormai aveva dato per assodato sull'amore, sul sesso e sui legami affettivi.
Beigbeder, con la sua estetica cinica e sorniona (sguardi in macchina, ghiribizzi grafici, tono ludico costante), non ha il coraggio di uscire dello stallo dell’ironia post tutto, e il film ci illude soltanto di accettarsi per quel che è: una commedia sentimentale. Così nichilista da non dire nulla, ma un nulla cool e seducente, che sa vendersi come acuto, che cita Bukowski, guarda a Sacha Guitry e a Woody Allen, ma finisce per essere al massimo la possibile bella copia di un film di Fausto Brizzi.
REGISTA DEL PROPRIO LIBRO
Per il suo esordio da regista, Frederic Beigbeder porta sullo schermo uno dei suoi libri campioni di vendita in Francia (un altro era invece al centro di 99 francs), evitando così il rischio di essere accusato di tradimento rispetto all'opera originale e di divenire ridicolo misurandosi con un mestiere che non gli competeva. Il primo film rappresenta per molti un traguardo da raggiungere e, per non bruciarsi la carriera di regista sul nascere, Beigbeder ha optato per il genere che meglio conosceva, la commedia romantica, che in fondo prevede uno schema della narrazione dai canoni sempre uguali: un uomo disilluso incontra una donna e se ne innamora, litigano per una controversia, si separano e infine tornano insieme.
IMPROVVISAZIONE DIGITALE E GLAMOUR
Megalomane per sua stessa definizione, Beigbeder ha scritto una sceneggiatura che gli permette di amalgamare la vicenda di due innamorati con una storia sul mondo della letteratura e sulla professione di scrittore, rendendo il protagonista un critico letterario alle prese con il machiavellico mondo dell'editoria per raccontare di episodi reali di cui non aveva invece mai parlato nei suoi precedenti libri. Provenendo anche da esperienze di regia sia televisiva che pubblicitaria, Beigbeder ha lavorato su uno storyboard con pochi dettagli e ha richiesto agli attori di improvvisare durante molte scene, in modo da rendere più veritiere le situazioni comiche in cui si ritrovano, consapevole del fatto che la commedia è fatta di veloci e istantanei botta e risposta, collegati da meccanismi di azione/reazione.
EFFETTI SPECIALI SULLA POLE DANCE
Cercando di mantenere il giusto equilibrio tra commedia e romanticismo, senza eccedere con i toni sdolcinati o con il cinismo misogino, la sceneggiatura ha dovuto trovare la giusta chiave di lettura sul rapporto di coppia e su un tema alquanto abusato come il sesso, riportando l'argomento a una dimensione più misteriosa e da sogno per evitare di cadere nel già visto, ricorrendo all'uso anche di alcuni effetti speciali divertenti come accade, ad esempio, durante la scena della pole dance in un locale di striptease, dove per magia tutte le ballerine, cameriere e hostess hanno il volto dell'attrice protagonista Louise Bourgoin.
La recensione di FilmTv
Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 28/2012
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 19/07/2012 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Se la fortuna è cieca e la sfiga ci vede benissimo, se nell'ultima Biancaneve da grande schermo una superstrega come Charlize Theron ha a che fare con uno specchio truccato che continua a ripeterle che l'ex vampiressa Kristen Stewart è la più bella del reame rischiando la polverizzazione sul posto, allora si può credere anche a questo sfigatello un po' nasone che si ritrova superstrafighe che cadono ai suoi piedi senza che lui faccia nulla.
Donne come minimo da togliere il fiato, roba da popolare un'antologia dei migliori sogni erotici bagnati di una notte di mezza estate.
Potenza del casting!
La verità? Il cinema è oramai stracolmo di teste diciottenni racchiuse in corpi ultratrentenni che flirtano con il nonsense e che fanno le classiche castronerie da adolescente in fregola. Comincia a essere un genere a sè stante, quello del percorso formativo, del viaggio che porta al termine quell'età frastagliata che si pone tra l'infanzia e l'età adulta.
Il problema è in realtà i tizi in questione non hanno la minima intenzione di portare a termine 'sta benedetta crescita.
Non Forever Young come cantavano gli Alphaville ( chi se li ricorda? ) ma forever minkions !
E se in film come questo che ha la pretesa di raccontare le piccole e le grandi cose che rendono una vita degna di essere vissuta, tutto è cool, si risolve con un drink al bar, un brunch nel ristorante alla moda e nella rincorsa affannosa per ricercare le labbra della propria dolce metà, beh allora c'è qualcosa di sbagliato.
Fermate il mondo che voglio scendere.
L'amore dura tre anni? Può essere o può essere anche di no. E se all'inizio dare un'orizzonte temporale così limitato a un amore può sembrare una nuova via postmoderna e caustica di esaminare il sentimento amoroso, in realtà il film di Beigbeder è un qualcosa di già visto, incline al conformismo ( e al moralismo ) più stretto.
Lo stile molto gggiovane con la fotografia dai colori sparatissimi, le invenzioni grafiche e gli ammiccamenti continui allo spettatore e alla sua cultura cinematografica ( anche questi sembrano diventati una moda dopo che per una vita cinefila e anche più si è sempre pensato che fosse proibito per un attore rivolgere lo sguardo verso la macchina da presa) all'inizio intriga poi col passare dei minuti fa sorgere sempre più il sospetto che nasconda ad arte il vuoto pneumatico sottostante.
Trasposizione di un libro di successo di fine anni '90 ricco di aforismi pungenti il film in realtà si rivela molto meno aguzzo nelle sue puntualizzazioni sul sentimento amoroso scoprendo ben presto la sua facciata conformista.
L'affermazione perentoria del titolo è destinata quindi ad essere sconfessata , così' come l'idea di un sentimento con data di scadenza incorporata come se fosse latte a lunga conservazione.
L'amore dura tre anni non è sgradevole , anzi, ma è film assolutamente dimenticabile, proprio come l'orzata con ghiaccio di cui sopra che va giù nel gargarozzo mitigando almeno per un attimo quel senso di arsura che attanaglia alla gola, date le condizioni climatiche.
Dmenticabile perchè pochi minuti dopo averla tracannata la sete riapparirà ancora più furiosa di prima.
Ecco il film di Beigbeder lascia questa sensazione: subito dopo c'è bisogno di qualcosa d'altro per appagare la sete di cinema in un'afosa serata estiva.
(bradipofilms.blogspot.it )
8 febbraio 2013 Opinione di iPl4y su "L'amore dura tre anni"
Commedia divertente e romantica francese sul tema di cui nel titolo, tratta da un romanzo. Nonostante un paio di opinabili (non così necessarie) interruzioni al ritmo all'inizio e verso la fine, l'opera risulta molto briosa, originale e ben sviluppata, attestando definitivamente le commedie francesi nell'olimpo del genere.
voto al film: 
19 luglio 2012 Opinione di bradipo68 su "L'amore dura tre anni"
L'amore durerà tre anni ma è veramente incessante e perpetua la pioggia di gnocche che si abbatte sul protagonista di questa commedia francese che va giù come un'orzata fresca quando fuori sono 38 gradi e non hai voglia neanche di muovere il muscolo elevatore della palpebra Se la fortuna è cieca e la sfiga ci vede benissimo, se nell'ultima Biancaneve da grande schermo una superstrega come Charlize Theron ha a che fare con uno specchio truccato che continua a ripeterle che l'ex vampiressa...
voto al film: 
8 luglio 2012 Opinione di mc 5 su "L'amore dura tre anni"
Tra me e questo film è stato amore a prima vista. Fin dai titoli di testa, è scoccato il dardo della passione. Sì, mi sono innamorato di un film di cui condivido praticamente tutto: toni, linguaggio, stile, regìa, recitazione, dialoghi, sceneggiatura. Tutto. Troppo facile definirlo nei termini dell'ennesima commedia sentimentale francese. Questo film è molto altro e molto di più. Lo definirei il romanzo di un complesso percorso di maturazione sentimentale di un trentenne francese il...
voto al film: 
1 luglio 2012 Opinione di bufera su "L'amore dura tre anni"
La commedia sentimentale francese è in genere vincente e scontatamente ben accetta al pubblico italiano, almeno una buona fetta consolidata della quale faccio parte. Questo titolo "L'amore dura tre anni" aveva ricevuto ampi consensi come romanzo nel 1997, per cui è stato naturale che il suo autore Frederic Beigbeder l'abbia trasportatato in cinema quando, da critico letterario, scrittore, pubblicitario e editore ha voluto fare il salto nella regia cinematografica. L'operazione...
voto al film: 
22 aprile 2012 Opinione di marlucche su "L'amore dura tre anni"
Divertente, ironica ma anche romantica ecco l'ennesima piacevolissima commedia francese ad opera di Frédéric Beigbeder, attore, regista ma soprattutto autore/scrittore/editore e destabilizzatore di opinione pubblica francese. L'amore dura tre anni, tratto da un testo dello stesso regista (pubblicato nel 1997), nella sua indole amaramente cinica e al contempo disincantata ha parecchi spunti veramente molto divertenti. Commedia dei sentimenti, analizzati e un po' ridicolizzati, messi alla...
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