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Il padrino - parte II

Regia di Francis Ford Coppola vedi scheda film

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La recensione su Il padrino - parte II

di steno79
10 stelle

VOTO 10/10  Il miglior sequel della storia del cinema, senza alcun dubbio. Realizzato sull'onda dell'enorme successo commerciale del primo capolavoro, il Padrino II fu meno fortunato al botteghino (30 milioni di dollari in America contro gli 86 della prima parte), ma può contare su solidissime qualità registiche, narrative e figurative nel racconto parallelo dell'ascesa al potere del giovane padrino Vito Corleone nella New York di inizio secolo, e del consolidamento del potere economico di Michael Corleone alla fine degli anni'50. La narrazione si fa una vera e propria saga romanzesca, ma non nell'accezione spregiativa che questo termine acquisterà con i futuri sceneggiati televisivi, e risulta di grande efficacia nel documentare le origini del fenomeno mafioso e il suo svilupparsi come una cancrena sociale. Grazie al notevole virtuosismo della sceneggiatura e della regia, l'attenzione dello spettatore resta sempre desta in entrambi i segmenti narrativi; la mia preferenza personale va alla storia di Michael Corleone che si sviluppa come una cupa tragedia shakespeariana, servita da un'interpretazione di prodigiosa sapienza ed espressività da parte di Al Pacino, che qui fa uno dei "cattivi" più impressionanti della storia del cinema. Tuttavia, anche le vicende di Vito Corleone, interpretato da un giovane De Niro che recita in siciliano e che si guadagnò il suo primo Oscar, restano di grande impatto e fanno riflettere su tristi fenomeni come il ricatto mafioso (il "pizzo") e la necessità di avere un "protettore". Nel nutrito cast si distinguono ancora Robert Duvall, Diane Keaton, Talia Shire e un pezzo da novanta come Lee Strasberg, fondatore e direttore dell'Actors studio dove hanno studiato i migliori interpreti del cinema americano, nel ruolo del mafioso ebreo Hyman Roth. Ancora una volta, fotografia magistrale di Gordon Willis e colonna sonora del padre del regista, Carmine Coppola, che stavolta fu premiata con la mitica statuetta (insieme a 5 altri premi fra cui miglior film e miglior regia). Una vera opera d'arte del cinema americano anni'70.

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