Opinione di maghella su Paura
Con Peppe Servillo, Francesca Cuttica, Lorenzo Pedrotti, Domenico Diele, Claudio Di Biagio
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Finalmente anche in Italia si comincia a rendere omaggio al buon caro cinema nostrano di genere giallo-horror degli anni '60/'70. “Paura 3D” è un film molto divertente, attento e intelligente.
Divertente, perché il genere di per sè lo è: la storia classica dei ragazzi scanzonati che partono per una festa o viaggio o altro e che si ritrovano in una situazione di puro terrore.
Attento, perché i fratelli Manetti sono stati attenti a tutti gli accorgimenti del caso. Hanno rispettato i tempi della storia: un primo tempo di descrizione dei personaggi, un secondo di svolgimento dell'azione. Hanno mantenuto la recitazione ad un livello medio-scarso, come era solito nei film horror americani degli anni '70, inserendo però, nel ruolo del personaggio chiave (l'orco), un attore di pregio come Peppe Servillo, abitudine questa delle produzioni italiane, anche le più scadenti.
Intelligente, perché non è un film di puro omaggio e citazione, ma di vera e propria interpretazione del grande insegnamento dei nostri maestri italiani di genere. Non a caso una delle prime scene del film è ambientata in un'aula scolastica del Dams con tanto di professore che spiega l'importanza dell'uso della luce e del colore nei primi film di Mario Bava (come non pensare a “6 donne per l'assassino” quando si parla di “luce e colore” con Mario Bava?).
Durante il primo tempo conosciamo i tre personaggi: Simone, Marco e Ale, che, approfittando della partenza del marchese Lanzi, si intrufolano nella sua villa, pensando di poter fare baldoria per un paio di giorni alle spalle del ricco ma ambiguo nobiluomo. Scopriranno presto che le cantine della villa nascondono una prigioniera, la povera Sabrina, rapita molti anni prima dal marchese, tenuta in catene e sottoposta a sevizie. Ovviamente, come insegna il caro e sempre moderno “Non aprite quella porta” di Tobe Hooper (1974), “non si entra nelle case degli altri “ (questo il tormentone del film, la frase che il marchese Lanzi dirà prima di usare le armi di tortura sul povero Simone), e dal momento del ritorno improvviso del marchese-orco, il film diventa sempre più ansiogeno e dal ritmo serrato.
Altra citazione gustosa per palati fini sono le immagini del film “I corpi presentano tracce di violenza carnale” di Sergio Martino (1973) che i ragazzi guardano alla televisione. Sono le immagini dell'inseguimento di una delle prime vittime in un bosco in un'alba nebbiosa, scena culto che verrà ripresa in tanti film americani come “Venerdì 13” di Cunningham (1980) e che i tre ragazzi del nostro film vivranno a loro spese nel secondo tempo.
Non mancano scene splatter grazie agli ottimi effetti speciali di Sergio Stivaletti (cavolo, usiamoli i nostri bravi tecnici e “artigiani” di mestiere) che si rifanno anche ai film di Dario Argento, come una spettacolare decapitazione (con tanto di spruzzo di sangue che fa venire in mente immediatamente “Tenebre” e la mutazione della Lario) e una coinvolgente impiccagione con tanto di sollevamento di scarpe dal suolo (subito alla memoria la scena di “Non ho sonno” e lo strangolamento della ballerina con le scarpette che volteggiano nell'aria).
Il film rispetta tutti i criteri del racconto del terrore, con tanto di inseguimenti, colpi di scena, momenti di pura tensione. Ho chiuso gli occhi e sobbalzato sulla poltrona un paio di volte (grazie anche al 3D, che secondo me nei film horror è doppiamente divertente). Il finale si dilunga un po', cercando in tutti i modi il colpo di scena d'obbligo che non arriva mai; ma sono ingenuità perdonabili e anche dovute.
La colonna sonora intreccia il rap romano di Pivio e la musica metal – tipica questa del genere horror - cercando così un punto di unione tra il moderno e il passato.
Peppe Servillo è davvero ottimo nella parte dell'orco, credibile, ambiguo e animalesco.
Le scene dei titoli di testa sono molto belle e aiutano ad entrare nell'atmosfera da favola nera, con quelle pagine tridimensionali dei libri per bambini, che mi impressionavano tanto da piccina.
Insomma questo film mi ha divertito tantissimo, credo che i Manetti Bros si siano sforzati tanto nel recuperare un modo di raccontare con le immagini appartenente al passato recente, che ha arricchito molto il cinema, ma che è stato per troppo tempo snobbato in patria.
Hanno fatto un film “di paura”, come in Italia non si riesce a fare più.
Commenti
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23 giugno 2012, 10:55 di steno79
Ciao Maghella, io i Manetti bros li conosco soprattutto perchè hanno girato molti videoclip di Max Pezzali (ex 883), cantante che seguo sempre con piacere. Il video di "Il mio secondo tempo" per esempio l'ho trovato un piccolo capolavoro con l'inserimento di alcune scene di film "di genere" degli anni 70, tecnicamente era davvero curato e l'idea alla base era efficace. Come registi di film invece non li conosco, non ho visto nulla, ricordo anni fa un film come Zora la vampira, adesso questo Paura, dopo la tua segnalazione positiva cercherò di vederlo, anche se penso che sarà difficile che arrivi al cinema dalle mie parti... saluti, stefano
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23 giugno 2012, 19:47 di maghella
Ciao Steno, io non conosco bene i Manetti Bros, e non mi piace Max Pezzali, perciò non conosco il video che dici, ma ci butto un occhio. Questo è un film che ha auto pareri discordanti, mi sembra che a me sia piaciuto per i motivi che hanno convinto poco gli altri...aspetto di leggere cosa ne pensi tu, ciao e grazie :)
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1 novembre 2012, 18:05 di BjMalaussene
Se mangio un piatto di pasta deve innanzi tutto piacermi. Il fatto che sia stata impiattata con artistiche forme cubiste e gli sbaffi di sugo abbiano un vago stile dadaista con richiami al post futurismo ....... beh, poco importa se la pasta non è buona. Ecco, trovateci pure tutti gli omaggi e le citazioni che volete ma alla fine tutto si riduce al punto: questo film fa schifo. E non c'è altro da aggiungere. ps. "...Hanno mantenuto la recitazione ad un livello medio-scarso, come era solito nei film horror americani degli anni '70..." no, ditemi che state scherzando
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2 novembre 2012, 11:51 di maghella
Mah... intanto ti "ringrazio" di aver lasciato un commento di tale portata appena iscritto. Il fatto di apprezzare le citazioni con i grandi gialli classici nostrani è una finezza alla quale non tutti i palati sono predisposti. Molti riescono ad apprezzare solo il tavernello, va benissimo così: costa poco, è maneggevole e si trova in ogni luogo in quantità industriale. Il film è molto bello e ben fatto, e non sto scherzando.
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6 novembre 2012, 13:52 di BjMalaussene
Si, e a suon di finezze qualche bel palato raffinato arriverà anche a dire che la famosa opera inscatolata dal Manzoni, sicuramente geniale, in realtà profuma anche. E pensa che mi sono iscritto appositamente per poterti esprimere il mio pensiero e per lasciare il mio giudizio, che onore eh? :-) Il tutto dopo aver visto un film, spinto dall'ennesima dotta recensione (questa volta la tua, mi spiace) su l’ennesima opera per la quale, tanto per rimanere in tema di citazioni, non vorrei dover ripetere le immortali parole dell'esimio Rag. Fantozzi al riguardo dell'indimenticabile Corazzata Potemkin. OK lo ammetto, ero parecchio arrabbiato, cosa che mi succede sempre quando insultano la mia pur modesta intelligenza, soprattutto se per ben quasi due ore. Mi spiace, sarò ignorante e neofita, ma forse proprio per questo colgo ancora l'essenza: come giustamente asserisci non parliamo di un documentario ne di un puro omaggio e nemmeno di un'opera didascalica. Non è un polpettone da cineforum, stiamo parlando di un film uscito nelle sale! e benché tu vada poi negandolo una volta spogliato delle "citazioni" non resta che desolante stupida bruttura al pari delle cineidiozie natalizie. Non voglio accanirmi, è che leggendo le vostre recensioni sembra che spesso ci si disperda nei fronzoli del significante mediatico e nelle “finezze” per palati delicati, dimenticando il cuore del tema: i film. Opere il cui compito primario, se non unico, credo e spero sia ancora il poter emozionare e/o sorprendere, non "citare". E giusto per rimanere nel tema in questo caso è tutto trito, lento, noioso, assurdo, prevedibile, poco credibile e il più delle volte platealmente ridicolo (l'apoteosi nella scena di lotta, dove il più malconcio dei miei gattini avrebbe fatto polpette del povero derelitto Lanzi/Servillo, figuriamoci tre ragazzoni ipertrofici). Ecco, forse noi maschi abbiamo una diversa percezione di cosa può far paura, questo lo concedo. Però ribadisco, "una recitazione medio-scarsa" e una sceneggiatura inconsistente sono un masochistico insulto al cinema e non può essere mai piacevole, nemmeno in quanto fine citazione. Pensateci la prossima volta che vi offriranno una sopraffina cena da gourmet stile nouvelle cuisine .... ma preparata con ributtanti ingredienti scaduti e Tavernello ben imbottigliato e infiocchettato. Perché di questo si tratta. ps. consiglio, ieri sera ho visto "Audition" di Takashi ........ altro pianeta. Manetti, imparate l'arte.
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6 novembre 2012, 16:08 di maghella
Caspita che onore, ti sei iscritto per rispondere alla mia opinione? Mai capitato prima...grazie. La mia infatti è un'opinione (personale), mica una recensione: ho visto il film, mi sono divertita, mi è piaciuto e l'ho scritto... come ho scritto che mi è piaciuto Audition (già che ti sei iscritto vatti a leggere pure quella"... Forse sei davvero troppo maschio e ti ci vogliono i sapori forti, i Manetti non credo possano essere gli autori per te...e tanti altri, ma ti prego sorvoliamo sui gusti da femmine o gay o machi... perchè davvero con me trovi un muro, e ti consiglio di non provocarmi su questo genere di discorsi. Mi sa che sei tu che guardi troppo le etichette e le confezioni, magari senza badare ai contenuti... e per finire in banalità da tavernello: i gusti sono gusti... su "Audition" concordiamo...
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6 novembre 2012, 17:16 di BjMalaussene
Brava, brava, brava. Letto il commento su Audition e mi è molto piaciuto. Davvero. Mi resta il mistero misterioso di come tu possa attribuire ad entrambi 4 stelle. De gustibus..... ps. mi sono permesso di leggere anche quello sul cinepanettone, peraltro condivisibile, almeno credo, perchè li evito, e ....... se posso permettermi spero con tutto il cuore che la micina stia bene. Io ne ho 8 e per loro sarei disposto a tutto, anche guardare questo film (brutto) tutte le sere. :-)
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6 novembre 2012, 17:35 di maghella
Le stelle sono indicative, ovviamente... sono film su piani completamente differenti, l'horror e il giallo sono generi complessi e molto difficili da catalogare, ... non ti pare? Sì, la mia gatta sta veramente bene, la magia ha funzionato e pure quest'anno andrò a vedere il cinepanettone di turno pur di vederla così in forma. :)
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