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Opinione di hallorann su Paura





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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21/06/2012 voto al film: voto mediocre

Sul film

Un dubbio atroce ti attanaglia al pensiero se il cinema dei Manetti Bros sia da prendere sul serio o meno. PAURA – girato con un 3D fastidioso che non aggiunge nulla agli intenti e alle ambizioni “de paura” di partenza – è un horror diseguale, generoso e poco virtuoso. Non brilla per originalità perché questa qualità si nasconde dietro un citazionismo devoto e circostanziato agli amanti del cinema “de genere”. I due fratelli si sono divertiti a imbastire una storia verosimile ispirata a un fatto di cronaca vera (austriaca). I tre protagonisti sono Simone uno studente del Dams che durante una lezione su Mario Bava esce dall’aula per andare a chiedere alla ragazza di cui è innamorato perché lo respinga. “Sei noioso, fai venire i crampi alle mascelle dagli sbadigli…”. Marco un metallaro annoiato che suona in una sala in affitto e Ale il più intraprendente, un meccanico che dà una svolta al week-end degli amici portandoli nella villa di un marchese cliente facoltoso dell’officina in cui lavora e collezionista d’auto d’epoca partito per la Svizzera per un raduno. Nella villa bevono, fumano canne e giocano alla Wii, Simone va a curiosare in cantina e scopre che c’è qualcuno nascosto in una stanza chiusa a chiave. L’auto del marchese va in panne a metà strada costringendolo a rincasare, Marco e Ale se ne accorgono in tempo, rimettono tutto a posto ed escono dalla casa. Simone, rimasto in cantina, assiste alle “cure” del marchese ad una ragazza nuda segregata e legata a delle catene fissate al soffitto. In un momento di assenza di lui si introduce nella “prigione”: la ragazza si chiama Sabrina, pare confusa, il marchese ritorna e le rade il pube poi cattura Simone e lo tortura domandogli gentilmente perché si è introdotto in casa sua. I due amici giungono in aiuto, in un susseguirsi di inseguimenti, morti e decapitazioni si arriva finalmente all’epilogo in cui la vittima in realtà…


Il difetto di PAURA non è la generosità, la mancanza di suspense a corrente alternata (sinceramente), le scene raccapriccianti e alcune battute a effetto, ma un poverismo tecnico-visivo che penalizza l’andamento e il giudizio complessivo. Ricorda molto la miniserie televisiva LA PORTA SUL BUIO, quattro episodi (quasi tutti) girati con la mano sinistra da Dario Argento (presente con un paio di pseudonimi) e Luigi Cozzi. Il pregio di SHADOW, parente stretto di questo lungometraggio, è che non sembra italiano, al contrario di PAURA. Nel cast la maschera di Peppe Servillo funziona, i giovani attori se la cavano con un punto di merito a Domenico Diele/Ale. La musica di Pivio asseconda e sostituisce il ritmo a seconda dei momenti, il passaggio dal rap iniziale al metal pesante con chiusura sui Death SS garantiscono parzialmente il gore delle immagini e delle situazioni vissute dai personaggi. Più che il videotape dopo i titoli di coda importanti (che anticipano un personaggio fino a quel momento inedito) resta impresso lo scalpo e il manichino prima decomposto e poi ricomposto del marchese Servillo, davvero carino e da sganasciarsi. Due stellette e mezzo sofferte.


SI

Commenti

  • 21 giugno 2012, 11:07 di ico

    I Manetti mi hanno sempre deluso e PAURA non volevo neppure andarlo a vedere, ma il tuo commento mi incuriosisce...Grazie ciao

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  • 21 giugno 2012, 11:10 di hallorann

    Beh attento io rivelo molto della trama...di niente ciao!

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  • 21 giugno 2012, 13:52 di spopola

    Credo che al di là della storia (realizzata come i b-movie di un tempo con budget abbastanza limitato nonostante il 3d che funziona soprattutto negli splendidi titoli di testa e viene praticamente poco usato per esaltare gli effetti splash) che segue i consueti binari "canonici" del genere con "chiarissimi" riferimenti proprio ai classici di allora, potrebbe semmai risultare anche troppo comprensibile negli sviluppi (a me che pure l'ho abbastanza apprezzato ha fatto proprio questo effetto: di aver capito praticamente quasi tutto di come sarebbero andate a finire le cose ben prima della metà della proiezione) così conformi e "corrispondenti" ai modelli di riferimento, la spinta sia stata proprio la voglia di verificare i pregi ma anche i possibili limiti, del 3d, perchè qualcosa sembra che cambi davvero nel metodo produttivo, come aveva già sottolineato Bertolucci parlando di una "insostenibile dilatazione dei tempi di lavorazione" che renderebbe tutto molto farraginoso. In un'intervista rilasciata da Marco Manetti, è stata motivata così la loro scelta e commentata in questo modo l'esperienza fatta, partendo da questa dilatazione temporale che può tarpare le ali anche alla fantasia: "il lavoro è stato certamente più complesso perchè si deve sottostare inevitabilmente a ciò che il 3d permette di fare e non c'è piena libertà d'azione perchè non tutto è lecito e in qualche modo ci si deve adattare. Confesso che nelle prime due settimane di riprese ci guardavamo perplessi e un pò spaesati dicendo: "Mai più..." Poi fortunatamente il risultato in parte ti ripaga, ma siamo in una fase ancora vagamente pionieristica, ci sono delle nuove figure tecniche che abitano il set con le quali devi confrontarti (e qualche volta "sottostare") e che a volte tendono a dire al regista: "così proprio non si può fare".. ecco questo a un regista non si può proprio dire, risulta una vera e propria invasione di campo. In effetti però qualche ragione ce l'anno, perchè il 3d certe inquadrature non te le permette. La nostra fortuna è stata comunque quella di un 3d a basso budget e quindi un tantino più malleabile. A differenza di Bertolucci, abbiamo poi utilizzato camere con qualche (più d'una) limitazione tecnica, ma nate già per il 3d, il che ci permetteva al monitor, con gli occhialetti, di capire già l'effetto finale, altrimenti non sempre possibile da verificare."

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  • 21 giugno 2012, 20:53 di hallorann

    Ora al di là dei vantaggi e degli svantaggi del 3D e sulle influenze che possono aver avuto sul risultato di PAURA, un'altra riflessione (se vogliamo banale e scontata) mi ha stimolato la visione del film e cioè che questi omaggi simpatici e doverosi quanto vuoi confrontati con la maggior parte degli originali dei settanta impallidiscono. Solo SHADOW, recentemente, mi ha impressionato positivamente. Insomma il primo Argento, i vari Bava, Lado, Martino non torneranno più! Grazie Valerio per il tuo commento. Saluti.

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  • 21 giugno 2012, 23:15 di maghella

    Io sono tornata ora ora, e mi sono divertita parecchio...4 stellucce 4 gli do a questo film. Ma finalmente che qualche italiano si sia messo a omaggiare e citare intelligentemente il buon cinema anni '70 (di cui io sono grande amante)...vedere la mezza scena di "I corpi presentano tracce di violenza carnale" mi ha fatto venire il lucciconi...Non so Halloran, a questo giro non siamo in sintonia, capita...ma ho trovato davvero il film molto carino, attento, scrupoloso, intelligente...divertente anche il 3D...oh, io mi sono davvero divertita, era tanto che non mi succedeva...ora riordino le idee..e provo a scriverci qualcosa...da 4 stellucce però ;D alla prossima Hall... :D

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  • 22 giugno 2012, 13:22 di hallorann

    Vedo, prevedo Maghella che ci sintonizzeremo su un prossimo film, non dei Manetti ma degli amati Settanta ;-)

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