Marley (2012)
La trama
Icona della musica reggae, Bob Marley continua a vivere grazie all'amore e all'ammirazione sconfinata dei fan di tutto il mondo che, dalla Giamaica all'Africa passando per l'America e l'Europa, ne mantengono viva la leggenda. Attraverso una ricostruzione dettagliata, frutto di anni di lavoro, il regista Kevin Macdonald ne rilegge il mito, focalizzando l'attenzione sugli implicazioni filosofiche e religiose che la figura di Marley impone.
In equilibrio tra la luce artificiale dell’apologia e l’ombra delle contraddizioni, Marley restituisce la passione e (a tratti) il calcolo di un mito capace di fare musica per il globo e trasformare il locale (la Giamaica) in nuova frontiera, parlare al cuore del mondo con un ardito, ingenuo e universale mélange di etica, politica, religione, frutto sincero della sua intima passione e, insieme, rigoglioso fiore di marketing. Solo sul finale l’emozione s’emancipa dalla precisione.
BOB MARLEY È VIVO
Per mezzo secolo, la figura di Bob Marley ha avuto un'influenza ineguagliabile a livello mondiale. Musicista, rivoluzionario e leggenda, Marley è morto nel maggio 1981 lasciando un vuoto enorme nelle generazioni a venire: la sua fama, legata alla musica reggae, continua a espandersi e a vivere anche nell'era dei social network. La compilation Legend, uno dei suoi 17 album, nel 2009 ha superato il traguardo dei 10 milioni di copie vendute, viaggia al ritmo di 250 mila copie all'anno ed è al secondo posto della speciale classifica di permanenza della rivista Billboard. Su Facebook e Twitter, il suo account conta più di 33 milioni di fans e seguaci che lo hanno elevato al rango di guida spirituale, trasformandolo in una forza culturale da non sottovalutare per la capacità di impressionare giovani da ogni continente del mondo.
MARLEY E MACDONALD, DIECI ANNI DI PREPARAZIONE
Il primo incontro tra Macdonald e la figura di Bob Marley avvenne all'incirca intorno al 2000, quando Chris Blackwell, fondatore della casa discografica che detiene i diritti di pubblicazione delle opere di Marley, gli propose di realizzare un documentario sulla celebrazione del sessantesimo compleanno di Bob in Etiopia. Nonostante il regista avesse già effettuato delle ricerche in Giamaica e immaginato la struttura del suo lavoro, che avrebbe raccontato l'evento con la prospettiva di alcuni giovani giamaicani arrivati per la prima volta in Etiopia, il progetto non andò in porto. Mentre girava L'ultimo re di Scozia (2006) a Kampala, in Uganda, però, Macdonald era costantemente attorniato da immagini di Marley. I quartieri più poveri della città riportavano il suo volto ovunque: bandiere, graffiti e citazioni erano il segnale che la sua musica era stata capace di arrivare anche negli anfratti più nascosti del pianeta, viaggiando in lungo e in largo. Nel marzo del 2010, poi, Macdonald venne contattato dai produttori che avevano in mente il progetto del film: Blackwell si era ricordato del suo nome e aveva mantenuto la promessa di anni prima.
I PRIMI PASSI DI UN'ICONA
Per rendere la narrazione più scorrevole e avvincente, Macdonald aveva anche bisogno di usare filmati musicali. Oltre a esibizioni entrate nelle storia, come quella sulle note di Exodus (ripresa in Bob Marley: Exodus '77 (2008) o di No Woman, No Cry, il regista voleva materiale inerente ai primi passi artistici del cantautore, scoprendo così che quasi non esistono immagini dei primi anni della sua carriera, quelli dal 1962 al 1973, quando - insieme a Peter Tosh e Neville Bunny Livingston - aveva dato vita al gruppo The Wailers, piazzando contemporaneamente ben 5 singoli nella top ten giamaicana. Ciò dimostrava come all'inizio della carriera nessuno dello star system avesse preso in considerazione le sue potenzialità: per ricostruire quel periodo le uniche testimonianze potevano arrivare solo da chi lo aveva conosciuto Bob dal vero. Sono state così contattate una sessantina di persone in tutto, il cui contributo poi è stato limato a vantaggio di interventi cruciali, come ad esempio quello di Bunny, che conosceva Bob sin da bambino, e quello di Neville Garrick, il direttore artistico dei Wailers, che accompagnerà Marley anche dopo il 1973, anno di scissione dello storico gruppo.
La recensione di FilmTv
Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 26/2012
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 11/06/2012 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
10 settembre 2012 Opinione di LorCio su "Marley"
Non mi piace il reggae, non condivido molto il rastafarianesimo, non ho il mito della Giamaica. Le premesse sono necessarie per far capire quanto il mio interesse nei confronti di Marley fosse minimo. Il problema è che sono circondato da persone che propugnano in continuazione questi modelli (come diceva il buon Nanni sulla vespa in giro per Roma, “anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone”) e devo provare a capire cose che non...
voto al film: 
11 giugno 2012 Opinione di OGM su "Marley"
Recensione di uno a cui non piace il reggae. O meglio, non gli piaceva prima che vedesse questo film. E scoprisse che quel genere musicale è un evento storico, e questo non tanto per le sue ripercussioni sulle mode giovanili e le correnti di pensiero di un’epoca, quanto per il fatto di essere l’emblema di tutto ciò che, semplicemente, accade, che ha origini confuse ed avviene all’improvviso, senza un apparente motivo. Tali sono i fenomeni che sfidano la logica facendo combaciare...
voto al film: 



















