Il cavaliere del Santo Graal (2011)
Con Sergio Peris-Mencheta, Natasha Yarovenko, Gary Piquer, Manuel Martínez, Adrián Lamana, Gary Piquer, Ramón Langa, Asier Etxeandia, Alejandro Jornet, Roberto Álvarez, Asier Etxeandia
La trama
Nel XII secolo, durante una crociata in Palestina, il cavaliere errante spagnolo Tuono incontra nelle segrete di una fortezza Juan de Ribera, un moribondo cristiano che gli affida il compito di riportare in Spagna il Santo Graal, ritrovato dopo essere stato sottratto furtivamente dai cavalieri di un antico ordine. Fedele alla promessa fatta, Tuono, insieme agli inseparabili compagni Crispin e Goliat e alla principessa vichinga Ingrid, si ritroverà ad affrontare un viaggio colmo di insidie, a causa del malvagio Sir Black e del suo esercito di diavoli neri disposti a tutto pur di mettere le mani sull'inestimabile calice.
La pellicola scivola in una terra di nessuno tra velleità alte e povertà realizzative, scontentando sia i fan del nuovo fantasy di matrice hollywoodiana, sia quelli dell’artigianato filmico di serie B. Il protagonista Peris-Mencheta (Resident Evil: Afterlife 3D) e la bellissima Yarovenko ce la mettono tutta, ma recitare è un’altra cosa. E se ci si trova a rimpiangere l’ingenuità televisiva di prodotti come Hercules e Xena. Principessa guerriera, significa che l’obiettivo intrattenimento è miseramente fallito.
La recensione di FilmTv
Di Claudio Bartolini - FilmTV n. 33/2012
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 04/08/2012 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Pellicola di (qualche) dubbia fattura e con silenzi pubblicitari giustificati: ponendosi pochi problemi (la scelta è quella che è) lo spettatore s’immerge nella sala (condizionata) di poltrone vuote (perché mai il pubblico dovrebbe riempire le multisale con i pochi menù in circolazione? A mani basse è il blockbuster unico a prendersi il tutto del momento!) per prendere posto avendo da guardare file e file di umani corpi girevoli. Al nulla proposto si ha una risposta adeguata (la sconfitta ai distributori incapaci ed inermi non suona, l’allarme è già stanco di irradiare il suo doppler-fastidioso…): zero tituli al cinema nostrano e zero presenze (o quasi) in ogni dove. Spauriti micro-gruppi familiari e dileguati (spiaggia) duo bocca a bocca forse stufi del solleone si disperdono nelle centinaia di posti tra undici-sala-undici! Tutto qui. Il resto da raccontare sembrerebbe inutile (ma è proprio così…) e con questo dubbio mini-massimo ne dico qualcosa per dare un segnale di un film in proiezione!
Film suadente e piacevole in un bagaglio di partenza commisurato e ricalcato alla tecnica fumettistica: genere da cui proviene (infatti è tratto dalle storie del popolare personaggio di ‘Capitan Trueno’ creato nel 1956 da Victor Mora –con firma Victor Alcazar— e disegnato da Ambros). Un’inquadratura sempre compressa, limitata (non tanto nell’immaginazione ma negli spazi natural-vintage) e, in ogni caso, incorniciata nei piani di contatto e in fotografia nei luoghi di posizione: un movimento regolare di passaggio snoda i personaggi tra sequenze impresse di primi piani e raccordi girevoli come nel miglio fumetto (mentre si gira la pagina per i successivi lineamenti in matita). I colori addolciti, stemperati, lievi e poco stagionali riescono a cogliere il destino del cavaliere errante che ha il compito arduo e difficile di conservare non solo un sacro oggetto ma di offrire ad un popolo il segno di un avvenimento unico. Il capitan Tuono diventa eroe (ultimo rimasto) di guerrieri ideali dove la vita e la morte corrono insieme in una Terra Santa invasa da remoti archetipi e da uno spirito da conservare (per cui vale ogni gesto e qualsiasi sforzo innaturale): il Santo Graal è il summa di un mistero e la fine di ciascuna speranza perduta. Tutto viene raccontato con giusto senso della misura e dell’ironia e con giusto tono scanzonato e cattiveria regolata: con perifrasi di livello semplice per guardare alla raccolta pubblico (età soprattutto). Ma la domanda da porsi è se i produttori hanno previsto incassi sufficienti per la seconda parte (di cui si fa scritto nei titoli di coda –‘continued’-) da girarsi? O se la seconda parte è un piccolo gusto-cinico al completamento di un film arrivato tardi, fuori-onda e con sguardi distratti dall’uscita? (in un fine luglio accaldato e da rincoglionimento distributivo è possibile rivedere il finale vero nell’estate di pellicole assenti in un anno non bisestile). ESPANDI +
4 agosto 2012 Opinione di lorenzodg su "Il cavaliere del Santo Graal"
“I cavalieri del Santo Graal” (El capitan Trueno y el Santo Grial, 2011) è l’undicesimo film del regista ispanico di Salamanca, Antonio Hernandez. Pellicola di (qualche) dubbia fattura e con silenzi pubblicitari giustificati: ponendosi pochi problemi (la scelta è quella che è) lo spettatore s’immerge nella sala (condizionata) di poltrone vuote (perché mai il pubblico dovrebbe riempire le multisale con i pochi menù in circolazione? A mani basse è il blockbuster unico a...
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