E la chiamano estate (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in E la chiamano estate: assente
Ritmo ritmo in E la chiamano estate: presente
Impegno impegno in E la chiamano estate: presente
Tensione tensione in E la chiamano estate: presente
Erotismo erotismo in E la chiamano estate: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a E la chiamano estate

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a E la chiamano estate (voti: 14 media: 2,71) 14

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Clip 5 | Tu mi sputi. Io ti bacio.

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La trama

Anna (Isabella Ferrari) e Dino (Jean Marc-Barr) stanno insieme da molto tempo ma il loro è un legame fuori da ogni schema tradizionale. Non hanno mai consumato la loro passione e il sesso è assente dal loro matrimonio, tanto che per Dino la mancanza di ogni approccio fisico comincia ad essere qualcosa che lo tormenta, trasfigurandosi come uno dei drammi che continuano a forgiare il suo carattere complesso, derivante da un'infanzia difficile che ha visto l'abbandono da parte della madre dopo il suicidio del fratello. Non capace di reagire alla situazione creatasi con Anna, Dino intraprende una lenta discesa agli inferi che, tra incontri con prostitute e assidue visite a locali per scambisti, lo spinge a mettersi alla ricerca degli ex fidanzati di Anna per convincerli ad avere nuovi rapporti sessuali con lei. L'estate che si avvicina, però, potrebbe portare nuova aria nella loro vita, trovando rifugio dalla crescente disperazione. 

Franchi se la gioca a tutto campo. Con l’aiuto di Jean-Marc Barr crea un personaggio forte e sgradevole sul quale veglia una sensuale e distante Isabella Ferrari. Pone questioni forti e le risolve filmicamente sul piano della pura messinscena. Immerso in una luce bianca e abbacinante quando non è sottratto a un buio livido, il suo film intriga e si muove in modalità che sembrano farsi beffa della guida con pilota automatico, caratteristica della maggioranza della produzione corrente. Insomma, Franchi ha realizzato un film adulto e coraggioso.

E LA CHIAMANO ESTATE: UN AMORE SENZA SESSO

Presentato al festival Internazionale del Film di Roma 2012, E la chiamano estate è stato accompagnato dalle seguenti note di regia:

«Anna e Dino e la loro “estate”. Si può chiamare “amore” questo? Un amore che rinuncia al sesso dunque alla sua realizzazione nel piacere e nel soddisfacimento dell’impulso? Dino il protagonista “ama” Anna ma ha paura di perderla, di deluderla, di farle del male. E allora “non può” desiderarla. Forse Anna è bella, troppo bella per lui… Dino pensa di non meritarsi niente, forse si odia, forse è proprio lui il peggior nemico di se stesso…
Attraverso alcuni momenti narrativi della coppia vissuti in una “simbolica” stanza da letto, parole pronunciate da amici ed estranei, scene iperrealiste, a tratti quasi rubate, brevi ricordi che affiorano insieme a delle fotografie, immagini di un telefonino con cui Dino riprende le sue notti, si ricostruisce piano un puzzle doloroso, quasi un rebus, di questo uomo imprigionato nella sua “coscienza infelice”, come l’ha definita Sartre.
Un mosaico fatto di tante tessere, che appartengono al passato, al presente, al futuro e che si mescolano, rivelando il significato ultimo solo all’ultimo tassello, all’ultimo fotogramma.
La scissione che Dino attua tra eros e sentimento è spietata e totale e non gli lascia alcuna via di scampo, se non condurre una doppia vita facendo compulsivamente  sesso  con prostitute e coppie di scambisti e ritornando a casa con un grande vuoto dentro e una spina sempre più profonda nel suo cuore.
E Anna, la sua “amata”, come reagisce di fronte a tutto questo? Perché non si ribella, perché non lo lascia? Può sembrare assurdo ma questo vuoto, questa sofferenza di Dino la fa sentire profondamente amata. La sua insostituibile chimera. Si sente appagata, nonostante la frustrazione dell’assenza del rapporto fisico. Anna ha sempre rifiutato gli schemi, le prigioni, anche quelle dorate di una famiglia rassicurante o quella di un ex compagno che, con il suo amore soffocante, non le lasciava spazio di respirare. Di immaginare… Perché forse, in questa storia, l’elemento della immaginazione assume un ruolo importante.

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E LA CHIAMANO ESTATE: LE FOTO

La recensione di FilmTv

Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 47/2012

Paolo Franchi è un regista che si mette in gioco, cui il mondo del cinema italiano sta stretto. Lo si capisce dall’insofferenza e dall’urgenza che tutti i suoi film trasmettono nei confronti del fare cinema maggioritario. Franchi si cerca sempre storie ai margini, problematiche. Non fa eccezione E la chiamano estate, tesa e complessa vicenda erotica, sospesa fra lutto, desiderio, colpa e ossessione. Certo: in questa vicenda astratta e mentale, che invoca instancabilmente l’abbraccio intossicante della carne, non tutti i conti tornano perfettamente. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di lorebalda scritta il 23/11/2012 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto pessimo

Una sola speranza. Sono solito diffidare dei giudizi della critica italiana, soprattutto quando questa concorda nell’esaltare, o distruggere, un film. Nel caso di E la chiamano estate, i fischi, le risate durante la proiezione, le negativissime recensioni mi facevano pensare a ben altri casi cinematografici: Anatomie de l’enfer, Twentynine Palms, Enter The Void… E questo per dire della stima, sicuramente esagerata, che nutrivo nel confronti dell’autore Paolo Franchi: certo un regista non ancora maturato, neanche con l’ottimo Nessuna qualità agli eroi, film tutt’altro che perfetto, ma almeno originale nella tematica e soprattutto molto bravo nelle scelte di mise en scène – pressoché un caso (assieme ai Frammartino e ai Garrone) nel panorama del giovane cinema italiano.
Ma arriviamo al suo ultimo discusso film. E la chiamano estate parte benissimo, fascinoso e dark: i primi quindici minuti sono davvero eccellenti. Il bianco accecante della camera da letto dei protagonisti crea un’atmosfera sospesa, il gesto improvviso di Dino (un buon Jean-Marc Barr) mentre blocca la mano di Anna dà una violenza e uno strappo di tono inaspettati e davvero pregevoli – e subito un intelligente montaggio ci catapulta di fronte a vecchie fotografie, con la voce off di un’amica di Anna che ci racconta del primo incontro fra i due… e poi, un altro repentino stacco di montaggio, ed ecco che Dino, che di mestiere fa l'anestesista, dice alla paziente (e a noi spettatori) di contare fino a cinque, e chiudere gli occhi…
Li riapriamo, noi spettatori, e siamo catapultati in un locale hard, tutto virato in blu, musica tecno ossessiva: un’inquadratura da dietro la testa di Dino che ricorda molto certe immagini di Enter The Void. Qui, inizia il primo girotondo sessuale del film, allucinato, quasi sognato. E si capisce immediatamente il film che Franchi avrebbe voluto fare: una sorta di “doppio sogno” surreale e melodrammatico, perverso e rivelatore, con scansione temporale spezzata e struttura interna liberissima capaci di far rima con la spiraliforme ossessione amorosa del protagonista.
Ambizioni altissime, non v’è dubbio: riflettere sul rapporto di coppia e sulla crisi maschile mischiando Resnais e il cinema d’autore estremo degli anni Duemila. Non solo però: ché Franchi vuole per il suo film anche un’atmosfera romantica, “italiana”, enfatica (non spettacolare: già qui siamo lontanissimi dall’estetica stilizzata ma assolutamente realistica di Shame, a cui il film pure è stato paragonato da alcuni…), e per questo carica la fotografia di vari simbolismi e, in soundtrack, aggiunge note lancinanti, patetiche, che si vorrebbero sublimi, e che dovrebbero suggerirci le infinite trasformazioni interiori dei tormentati protagonisti…
Ma queste idee, e questa dichiarazione evidente di poetica, non salvano un film che, dopo venti minuti, diventa atroce, risibile, meccanico, prevedibile. I problemi maggiori? Il dolore di Dino, la sua via crucis, non viene mai fuori; i giochi temporali e di luce danno al film un’estetica modaiola e, sorpresa, molto televisiva; Isabella Ferrari (assolutamente fuori parte) si consegna indifesa allo scherno dello spettatore in una interpretazione francamente ridicola. ESPANDI +
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Opinioni su E la chiamano estate


26 novembre 2012 Opinione di karenb72 su "E la chiamano estate"
karenb72

Un film asettico come asettici sono gli interni nei quali è girato. Asettico come il lavoro del protagonista. Asettiche le scene di sesso. Asettica la recitazione di Isabella Ferrari. Ed asettiche le vite dei protagonisti che ruotano completamente (ed inverosimilmente) attorno alla mancanza del rapporto carnale. Come se questo li identificasse completamente. Niente storia. Nessun futuro. Nessuna ragione e nessuna conseguenza. Anche i pochi elementi della biografia del protagonista Dino sono...

voto al film: karenb72 assegna il voto mediocre a E la chiamano estate (2012)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

25 novembre 2012 Opinione di Stefano Battiato su "E la chiamano estate"
Stefano Battiato

Un brutto film con un fondo di ammirabile sincerità. Presuntuoso? Forse. Ma avercene. E' come se il regista avesse mischiato "Shame" e "Ovunque sei" ai dialoghi "virgolettati" da soap di "Chimera", traendone un prodotto filmico indefinibile, spesso noioso e retorico ma con interessanti risvolti "sperimentali". Barr e la Ferrari sembrano costantemente in stato catatonico, la fotografia offre sfondi bianchi sfumati quasi accecanti dal valore simbolico. La colonna sonora ha sul finale uno...

voto al film: Stefano Battiato assegna il voto sufficiente a E la chiamano estate (2012)

1 commento
[utile per 4 utenti]


24 novembre 2012 Opinione di bufera su "E la chiamano estate"
bufera

Ho visto tutti e tre i film di Paolo Franchi,e anche rivedendo le impressioni  riportate dopo la visione dei primi due, piuttosto positive e speranzose sulla efficacia delle immagini rapportata all’approfondimento psicanalitico dei personaggi e delle situazioni trattate, questa volta la speranza non ha più ragione di essere e devo constatare realisticamente cosa mi trasmette e cosa è il cinema di Paolo Franchi. Il regista ha una posizione ormai definita su un percorso psicanalitico che...

voto al film: bufera assegna il voto sufficiente a E la chiamano estate (2012)

4 commenti
[utile per 9 utenti]

23 novembre 2012 Opinione di lorebalda su "E la chiamano estate"
lorebalda

Una sola speranza. Sono solito diffidare dei giudizi della critica italiana, soprattutto quando questa concorda nell’esaltare, o distruggere, un film. Nel caso di E la chiamano estate, i fischi, le risate durante la proiezione, le negativissime recensioni mi facevano pensare a ben altri casi cinematografici: Anatomie de l’enfer, Twentynine Palms, Enter The Void… E questo per dire della stima, sicuramente esagerata, che nutrivo nel confronti dell’autore Paolo Franchi: certo un regista...

voto al film: lorebalda assegna il voto pessimo a E la chiamano estate (2012)

nessun commento
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18 novembre 2012 Opinione di nickoftime su "E la chiamano estate"
nickoftime

Nelle opere di un autore esiste sempre un segno di riconoscibilità che le rende uniche e speciali. E' questo una sorta di lasciapassare in grado di spezzare il muro dell'indifferenza, ed ancora il catalizzatore che intercetta il segreto nascosto dietro il telaio immaginifico e visuale dell' invenzione filmica. L'intensità della sua evidenza è la discriminante che stabilisce la profondità con cui questo elemento si imprime nei tessuti subliminali, permettendogli di entrare in sintonia con...

voto al film: nickoftime assegna il voto mediocre a E la chiamano estate (2012)

8 commenti
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