7 Days in Havana (2012)
Con Josh Hutcherson, Emir Kusturica, Daniel Brühl, Elia Suleiman, Jorge Perugorría, Vladimir Cruz, Mirta Ibarra, Daisy Granados, Luis Alberto Garcia, Othello Rensoli
La trama
7 differenti registi propongono la loro personale visione di L'Avana, la capitale cubana, attraverso sette racconti che, nominati ognuno con il nome di un giorno della settimana, sono indipendenti l'uno dall'altro ma che conservano come tramite semantico un luogo o un posto della città in cui finisce l'azione di un episodio e comincia quella del successivo. Lontani dagli elementi turistici facilmente riconoscibili, lo scopo del progetto è quello di far riflettere sulla cultura dell'isola, sulla vita di tutti i giorni e sull'ambiente che si riflette sui destini della gente.
Sette “cartoline” dolciamare di 15 minuti l’una sulla relazione tra cubani e “turisti”, gli stessi registi, disorientati e affascinati dalla potenza creativa del luogo, bellissimo e malinconico. L’ingenuo giovane americano a caccia di ragazze, il celebre cineasta che nessuno riconosce, il manager musicale spagnolo rivale di un supermacho locale, Elia Suleiman surreale nella parte di stesso, l’adolescente esorcizzata per un amore lesbico, il grottesco cerimoniale della santeria, e la coppia in fuga verso la Florida. Commozione con humour, Castro resta fuori campo (salvo nell’esilarante sberleffo di Suleiman), ma i sette ritratti inanellano desideri ancora incatenati e assetati di un Cuba Libre.
UN SOLO FILM PER SETTE GIORNI
Prodotto dalla celebre Havana Club International, compagnia conosciuta per la produzione e la diffusione nel mondo del rhum di Cuba, 7 giorni all'Havana rivela il fascinoso spirito della capitale cubana e l'unicità dello stile di vita della sua comunità. Suddiviso in 7 capitoli differenti, di cui tre (El Yuma, La tentación de Cecilia e Dulce Amargo) scritti dal giornalista e scrittore Leonardo Padura, il film presenta una struttura unitaria garantita da alcuni espedienti che donano compattezza al racconto: al di là della condivisione di luoghi tipici come la spiaggia o il Nacional Hotel, alcuni personaggi appaiono in più di un frammento - ad esempio, il protagonista di un episodio lo si può ritrovare anche come interprete secondario di un altro - in modo da collegare le narrazioni e dimostrare che tutti i contesti scorrono parallelamente, intrecciandosi e intersecandosi varie volte durante l'arco della settimana.
SETTE STORIE PER SETTE REGISTI
Ad aprire le danze è Benicio del Toro che esordisce alla regia, dopo un'eccezionale carriera da attore fatta di interpretazioni memorabili che gli hanno garantito un Oscar come miglior attore non protagonista (Traffic) e una Palma d'Oro come miglior attore (Che). Ambientato durante il lunedì, ha la sua regia l'episodio El Yuma, con protagonista Josh Hutcherson nei panni di Teddy Atkins, un giovane turista americano che si reca in visita per la prima volta all'Havana. Il suo autista, un taxista cubano di mezza età con una laurea in ingegneria mai sfruttata, gli offre un giro poco tradizionale per le vie della città, mostrandogli bellezze locali da togliere il fiato.
Martedì è nelle mani del regista argentino Pablo Trapero , che dirige Jam Session, la storia di un noto regista (interpretato dal vero regista Emir Kusturica ) in crisi personale che si reca a Cuba a ritirare un importante riconoscimento. Nella città trova l'inaspettato aiuto del suo autista cubano, un uomo umile e gentile che si rivela essere un incredibile trombettista.
Mercoledì è il giorno de La tentación de Ceciia di Julio Medem, celebre per aver da sempre creato storie verosimili che riflettono la realtà e il subconscio dei personaggi in scena. Cecilia, la protagonista, è una cantante cubana (così come Melvis Estévez, cantante di professione scelta per il ruolo della protagonista) che è combattuta tra l'accettare l'offerta di un impresario spagnolo e seguirlo in Spagna per fare carriera e il rimanere all'Havana con il fidanzato José, un giocatore di baseball apparentemente duro ma dal cuore fragile.
Per il giovedi di Diary of a Beginner, il regista è Elia Suleiman , conosciuto per la poetica commistione all'interno delle sue opere di toni ora ridicoli ora tragici. Il principiante del titolo è ES, un giornalista palestinese che ha il compito di realizzare un'intervista con una figura di spicco della città. In attesa dell'incontro, che viene rimandato di ora in ora, ammazza il tempo girando per le strade inconsapevole del fatto che qualcuno nello stesso momento sta cercando di appurare la sua identità.
Il venerdì è il giorno di rituali scaccia omosessualità. E chi meglio di Gaspar Noé poteva giocare con la trasgresione e i tabù da rompere? A lui tocca raccontare Ritual, la storia di Yamilslaid, una studentessa afrocubana costretta dai genitori a partecipare a un rito di purificazione che la liberi definitivamente dalla "maledizione" che le fa amare le ragazze e non i ragazzi.
Per il sabato, la regia passa nelle mani dell'unico regista cubano del gruppo, Juan Carlos TabÃo che offre per il suo frammento Dulce Amargo l'immersione in un giorno di vita di Marta. Nonostante per lei sia normale, Marta ha due lavori ma accetta anche di dedicarsi a fare caramelle pur di avere qualche soldo in più per la casa e le esigenze familiari.
La domenica è sacra per la cultura cubana, divisa tra cattolicesimo e divinità pagane, e Laurent Cantet sceglie di raccontarla attraverso La fuente, in cui Martha coinvolge i suoi vicini nell'organizzare per la sera un omaggio pubblico alla Vergine Oshun, apparsale in sogno la notte prima.
La recensione di FilmTv
Di Mariuccia Ciotta - FilmTV n. 23/2012
L'opinione più votata
Di alan smithee scritta il 10/06/2012 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Si inizia il Lunedi con l'esordio dietro la macchina da presa di Benicio Del Toro, legato a Cuba almeno da una delle sue piu' straordinarie interpretazioni, quella del Che nel doppio film di Soderbergh. Il suo e' un esordio invero piuttosto fiacchino, con la storiella di un ragazzetto americano (il divetto di Hunger Games Josh Hutcherson) che giunto nella capitale cubana si fa travolgere da alcol e belle donne, fino a scegliersi una bella biondona che rivela una sorpresa che peraltro solo lui ingenuotto poteva non aver capito (pure la vecchietta dietro di me ha capito subito che si trattava di un travestito): voto 5. Martedi spetta all'argentino Pablo Trapero che riprende uno sfatto e strafatto (dall'alcol) Emir Kusturica nei panni di se stesso mentre giunge a L'Havana per ritirare un premio e si perde nei meandri di una citta' che abbaglia e seduce fino a stordire: voto 6. Mercoledi e' il giorno di Julio Medem che segue la cantante Cecilia nella difficile scelta se restare tra le braccia del muscoloso fidanzato giocatore di basebal, un po' gretto ma di animo puro, o se invece cedere alle lusinghe di un facoltoso giovane impresario spagnolo. Nulla di sostanzialmente originale: Voto 5. Giovedi tocca al grande regista palestinese Elia Suleiman nell'episodio a mio avviso piu' bello e bizzarro, come di consueto nelle produzioni del geniale cineasta. Qui veste i pann di un giornalista che porta il suo stesso nome che, in attesa di poter intervistare un personaggio importante, si perde (fin gia' nell'albergo labirintico) per la citta' incrociando solo persone che finiscono per incontrarsi l'una con l'altra e lasciarlo sempre solo nella sua atona e comica fissita'. Regia potente con riprese ed angolazioni di grande personalita', situazioni sempre al limite tra l'imbarazzo e la comicita' pronta ad esplodere. Voto 8.
Venerdi tocca all'altro episodio migliore, quello di Gaspar Noe, regista sempre duro e provocatorio che si occupa di omosessualita', mostrandoci, dopo una lunga scena che riprende la gioventu' alle prese con un sensualissimo ballo tra coppie, tutto l'inquietante rito pagano volto a purificare la giovane protagonista per guarirla dalle sue tendenze giudicate contro-natura e dunque da estirpare. Voto 7.
Sabato e' il turno dell'unico regista cubano, Juan Carlos Tabìo, regista del notissimo Fragola e cioccolato e Guantanamera in coppia col compianto Gutierrez Alea: il bravo regista ci racconta le vicissitudini di una intraprendente dottoressa di nome Marta, instancabile donna dinamica che partecipa spesso ad un programma televisivo di informazione medica, e non esita a prendersi le ferie dal lavoro in ospedale per mettersi a produrre torte e dolci per raccimolare qualche soldo in piu' per le spese eccezionali della sua variopinta famiglia. Carino con attori simpatici tra cui lo Jorge Perugorria dei due famosi film di Gutierrez Alea e Tabìo citati sopra. Voto 6,5. Infine la domenica religiosa spetta al francese laurent Cantet il cui compito e' quello di raccontare le mille vicissitudini di un gruppo che in poche ore decide di organizzare una festa in onore della Vergine maria apparsa in sogno alla santona del palazzo, l'eccentrica ed energica martha. Voto 6.
Tanto colore, l'interesse di uno sguardo diverso di sette differenti occhi e stili, per una citta' che rischia troppo spesso di diventare uno stereotipo da cartolina, ma che invece conserva, nonostante il recente progresso rinvigorito da una presenza castrista inesorabilmetne affievolita, una ostinata tendenza a sopravvivere con un ostentato individualismo e fiera indipendenza, che ormai e' una caratteristica interiore di ogni cubano, mostrata senza vergogna ma con determinata consapevolezza.
28 ottobre 2012 Opinione di barabbovich su "7 Days in Havana"
I film a episodi non hanno mai goduto di buona salute, neppure - come nel caso di New York stories e Al di là delle nuvole - quando annoveravano nomi del calibro di Allen, Scorsese, Coppola, Antonioni e Wenders. Figurarsi quando nei saldi di fine stagione finiscono registi bolliti, esordienti o mezze tacche che a stento riescono ad avere visibilità in patria: nella fattispecie, un solo cubano e gli altri di varie altre nazionalità. 7 days in Havana è quanto di peggio si riesca a vedere...
voto al film: 
12 giugno 2012 Opinione di giancarlo visitilli su "7 Days in Havana"
Una gigantografia di cento minuti sull’Havana. La meravigliosa città oggi, come sempre ricca dei colori, della sua gente, delle sue armonie e ritmiche che sembrano muoversi sempre in un passato però proiettato nel futuro. Il film é realizzato in sette capitoli, ognuno diretto da sette registi diversi. Ogni capitolo racconta un giorno della settimana, attraverso le vite quotidiane e straordinarie dei diversi personaggi. Ne viene fuori un ritratto dell’anima, anzi delle anime,...
voto al film: 
10 giugno 2012 Opinione di bufera su "7 Days in Havana"
Ancora un film a episodi, ognuno dedicato a un giorno di una settimana trascorsa a Cuba, anzi all'' Havana, sua capitale. I sette registi chiamati per fornire un'immagine recente, vera, impoverita di stereotipi e arricchita di cultura di questa città, alla quale finora, si associava lsolo 'idea del turismo sessuale, la figura di Fidel Castro e la musica . Devo ammettere che il film dà un buon contributo alla conoscenza di vari aspetti. Ci si rende meglio conto della bellezza...
voto al film: 
10 giugno 2012 Opinione di alan smithee su "7 Days in Havana"
Una settimana a Cuba, sette storie in sette giorni tra le strade e i colori seducenti de l'Havana. Sette registi quasi tutti piuttosto noti che si accingono a raccontare una loro storia che in quindici minuti possa cogliere una sensazione, l'aria frizzante e sensuale, i colori caldi e vitali, le gesta e lo stile di vita di una popolazione schietta e operosa, intraprendente e calcolatrice ma anche legata ad una tradizione che spazia dalla devozione religiosa alla stregoneria. Il risultato e'...
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